{"id":28362,"date":"2017-02-12T09:15:11","date_gmt":"2017-02-12T08:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28362"},"modified":"2017-02-11T22:50:18","modified_gmt":"2017-02-11T21:50:18","slug":"gli-usa-in-yemen-i-rischi-dellalleanza-con-riad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28362","title":{"rendered":"Gli USA in Yemen: i rischi dell\u2019alleanza con Riad"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Manuel Godano)<\/strong><\/p>\n<p><em>Nonostante la netta superiorit\u00e0 militare, la coalizione saudita continua a subire ingenti perdite nella guerra contro i ribelli Houthi sostenuti dall&#8217;Iran. A Trump conviene entrare nel conflitto?<\/em><\/p>\n<p>Dopo settimane di combattimenti, le forze governative yemenite hanno preso il controllo del porto di Mokha, situato nella provincia di Taiz. Si tratta di un sito dall\u2019alto valore strategico poich\u00e9 finora aveva consentito ai ribelli sciiti Houthi di ricevere ingenti quantitativi di armi via mare. La fine dell\u2019assedio al porto \u00e8 stata annunciata oggi, venerd\u00ec 10 febbraio, dal portavoce dell\u2019esercito yemenita Mohammed al-Naqib. Negli scontri sono stati uccisi dieci soldati lealisti e oltre venti miliziani sciiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\"><\/div>\n<p>L\u2019obiettivo delle truppe yemenite, supportate in quest\u2019area da contingenti di terra, navi da guerra e caccia forniti dalla coalizione arabo-sunnita guidata dall\u2019Arabia Saudita, \u00e8 concentrare adesso l\u2019offensiva pi\u00f9 a nord verso Hodeida, dove si trova un altro importante porto.<\/p>\n<p>L\u2019avanzata rientra nell\u2019operazione militare chiamata \u201cGolden Spear\u201d, scattata il 7 gennaio nel distretto nord-occidentale di Dhubab, situato circa 30 km a nord rispetto allo stretto di Bab el-Mandab, e ha come scopo quello di riprendere il controllo delle aree in mano ai ribelli situate lungo i 450 chilometri di coste occidentali bagnate dal Mar Rosso. In questo mese di combattimenti i lealisti hanno guadagnato molto terreno, ma la strada che li separa da Hodeida \u00e8 ancora lunga (180 chilometri) e il bilancio delle vittime \u2013 finora i morti sono stati 400 \u2013 \u00e8 destinato a salire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/YEMEN-MAPPA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66219 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/YEMEN-MAPPA.jpg\" alt=\"YEMEN MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Gli attacchi subiti dall\u2019Arabia Saudita<\/strong><\/h3>\n<p>Nonostante la netta superiorit\u00e0 militare, la coalizione arabo-sunnita continua infatti a prestare il fianco agli attacchi degli Houthi. Riad nelle ultime settimane ha messo all\u2019angolo l\u2019Oman, l\u2019unico Paese che ancora non era allineato alle sue posizioni all\u2019interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo, obbligando Muscat a congelare i rapporti con l\u2019Iran \u2013 il principale alleato dei ribelli sciiti insieme alle milizie dell\u2019ex presidente yemenita Saleh \u2013 e a rafforzare i controlli lungo i confini che condivide con lo Yemen, in particolare nel governatorato del Dhodar dove, secondo i sauditi, negli ultimi mesi non ha impedito che carichi di armi inviati da Teheran arrivassero ai ribelli.<\/p>\n<p>Ma sul piano militare Riad subisce attacchi e perdite a ripetizione. Il 6 febbraio gli Houthi hanno dichiarato di aver colpito con un missile balistico <em>Borkan-1<\/em>una base militare nella zona di al-Muzahmiyya, a ovest della capitale Riad, coprendo una distanza di quasi mille chilometri. Il 31 gennaio, sempre attraverso il lancio di un missile <em>Borkan-1<\/em>, hanno colpito un\u2019altra base militare della coalizione situata nell\u2019isola di Zuqar nel Mar Rosso, uccidendo un numero imprecisato di soldati. Mentre il 30 gennaio nell\u2019attacco alla fregata saudita <em>Al Makkah<\/em> i morti erano stati cinque e oltre dieci i feriti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66221 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/YEMEN-HOUTHI.jpg\" alt=\"Houthi\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Parata militare di miliziani Houthi a Sanaa)\u00a0<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Quale sar\u00e0 la mossa di Trump?<\/strong><\/h3>\n<p>Una mano i sauditi potrebbero riceverla presto dalla nuova Amministrazione americana che in Yemen, gi\u00e0 durante i due mandati di Barack Obama, effettua regolarmente raid con droni e operazioni di terra mirati a eliminare cellule di AQAP (Al Qaeda nella Penisola Araba). Il presidente Donald Trump sembra per\u00f2 intenzionato ad andare oltre, iniziando a fornire supporto a Riad anche nella loro lotta contro gli Houthi.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Washington vuole aumentare il numero di bombardamenti con i droni, il numero di consiglieri militari nell\u2019area e anche il numero di raid con i commando <\/em><em>[\u2026<\/em><em>] contro gli Houthi<\/em> \u2013 scrive Daniele Raineri sul Foglio \u2013 <em>Tra le novit\u00e0 ci sono anche una revisione della procedura per lanciare attacchi militari contro i miliziani in Yemen, per renderla pi\u00f9 spedita rispetto all\u2019Amministrazione Obama, e un incremento degli sforzi per intercettare i carichi di armi iraniane che arrivano agli Houthi <\/em><em>[\u2026<\/em><em>] Dal punto di vista di Trump, la lotta contro l\u2019Iran in Yemen non soffre dell\u2019ambiguit\u00e0 che c\u2019\u00e8 in Siria, dove la presenza della Russia a fianco di Teheran non permette sfide dirette. Per\u00f2 porta l\u2019Amministrazione molto vicina all\u2019alleato saudita, il che suona bizzarro considerate le posizioni intransigenti in altri settori. In questo quadro, ci sono anche le azioni contro Al Qaeda<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque Trump gi\u00e0 nelle prossime settimane potrebbe decidere di scoprire definitivamente le carte in Yemen, rafforzando l\u2019alleanza con Riad. \u00c8 un intervento che potenzialmente offre agli Stati Uniti un\u2019arma in pi\u00f9 in chiave anti-iraniana, esponendoli per\u00f2 al contempo ai rischi di un conflitto insidioso. I ripetuti attacchi subiti dalle navi da guerra americane stanziate nello stretto di Bab el-Mandeb e il blitz del 28 gennaio delle forze speciali americane andato a vuoto nella provincia di al-Bayda, dove non \u00e8 stato centrato l\u2019obiettivo di uccidere il comandante militare di AQAP Qasim al-Rimi, lo dimostrano.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/yemen-arabia-saudita-trump\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/yemen-arabia-saudita-trump\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Manuel Godano) Nonostante la netta superiorit\u00e0 militare, la coalizione saudita continua a subire ingenti perdite nella guerra contro i ribelli Houthi sostenuti dall&#8217;Iran. A Trump conviene entrare nel conflitto? Dopo settimane di combattimenti, le forze governative yemenite hanno preso il controllo del porto di Mokha, situato nella provincia di Taiz. 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