{"id":28366,"date":"2017-02-12T12:04:25","date_gmt":"2017-02-12T11:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28366"},"modified":"2017-02-12T12:04:25","modified_gmt":"2017-02-12T11:04:25","slug":"nazismo-e-mercantilismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28366","title":{"rendered":"Nazismo e mercantilismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALBERTO BAGNAI<\/strong><\/p>\n<p>Il mercantilismo \u00e8 la dottrina economica che promuove un modello di crescita basato sulla spesa altrui, cio\u00e8 sulle esportazioni. In quanto tale, esso \u00e8 intrinsecamente nazionalista e &#8220;socialista&#8221;, cio\u00e8 nazionalsocialista. Per gli amici: nazista.<\/p>\n<p>Il mercantilismo \u00e8 nazionalista perch\u00e9 si articola su una concezione perversa e aggressiva di interesse nazionale, quella che consiste nel fare l&#8217;interesse della propria nazione letteralmente a spese degli altri. Per il mercantilismo la nazione non \u00e8 una comunit\u00e0 identificata da un percorso storico e culturale e raccolta attorno a valori condivisi. Quando questi valori sono democratici e progressisti, come quelli della nostra Costituzione (il lavoro, la limitazione di sovranit\u00e0 in condizioni di parit\u00e0 con altri Stati al fine di assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni), che male c&#8217;\u00e8 a raccogliersi attorno ad essi? Solo un completo cretino, o un parlamentare di Sinistra Italiana, potrebbe biasimare il desiderio di agire un processo politico nell&#8217;unico modo in cui \u00e8 possibile, cio\u00e8 condividendo una lingua nella quale mediare i conflitti, o la legittima aspirazione a riconoscersi in dei principi fondanti condivisi, cio\u00e8 comuni. Ma il mercantilismo non \u00e8 questo: il mercantilismo \u00e8 identificare la propria nazione come un outlet, e le altre nazioni come clienti, anche loro malgrado. Se chi deve comprare non vuole farlo, <a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/archive\/lenin\/works\/1915\/aug\/23.htm\" target=\"_blank\">il mercantilismo diventa aggressione militare, colonialismo, imperialismo, europeismo<\/a>&#8230;<\/p>\n<p>Il mercantilismo \u00e8 &#8220;socialista&#8221; (pregasi notare l&#8217;uso delle virgolette) perch\u00e9 per diventare l&#8217;outlet del mondo non puoi usare solo il bastone della forza militare, o almeno non sempre. Devi anche usare la carota della convenienza di prezzo. Il fatto \u00e8 che questa carota finisce dove sapete, cio\u00e8 nelle parti molli delle tue classi subalterne. E allora, pro bono pacis (perch\u00e9 la guerra \u00e8 meglio farla agli altri che in casa propria), il capitalismo mercantilista gestisce il suo rapporto con le proprie classi subalterne in un modo peculiare: da un lato schiaccia le sue retribuzioni (<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/08\/i-salari-reali-alamanni-sono-scesi-del-6.html\" target=\"_blank\">cosa che qui abbiamo detto quando non si poteva dire<\/a>), ma dall&#8217;altro supplisce con uno stato &#8220;sociale&#8221; che \u00e8, nei fatti, una massiccia manipolazione del mercato, perch\u00e9 altro non \u00e8 che un sussidio dato alle imprese, le quali possono permettersi di pagar poco i lavoratori (tanto questi campano lo stesso) visto che c&#8217;\u00e8 lo stato (nazional)sociale che ci pensa. Anche di questo abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/03\/cosa-sapete-della-slealta.html\" target=\"_blank\">quando non ne parlava nessuno<\/a>, ed \u00e8 quindi scusabile chi, arrivato oggi, non sappia che per noi certe cose sono chiare e archiviate (mentre la stampa di regime le sta scoprendo ora, cautamente&#8230;).<\/p>\n<p>Quindi, s\u00ec, viviamo in un regime, e in un regime nazista, impreziosito delle consuete amenit\u00e0.<\/p>\n<p>Come nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ghetto_di_%C5%81%C3%B3d%C5%BA\" target=\"_blank\">ghetto di Lodz<\/a>, anche nella periferia dell&#8217;eurozona l&#8217;umanit\u00e0 viene sacrificata alla produttivit\u00e0, che poi altro non sarebbe che il presupposto per vendere all&#8217;estero, in un assurdo gioco al ribasso nel quale il compratore viene fatalmente declassato a <i>Untermensch<\/i>, perch\u00e9 se compra da te \u00e8 perch\u00e9 tu sei pi\u00f9 produttivo e quindi &#8220;migliore&#8221;. Articolare la dialettica economica attorno alla sopraffazione commerciale (che \u00e8 cosa diversa dallo scambio in condizioni di parit\u00e0) non pu\u00f2 che condurre alla violenza, ma, come nel ghetto di Lodz, anche nella periferia dell&#8217;eurozona ci sono i Chaim Rumkowski che, affascinati dalla &#8220;narraffione&#8221; dominante, illudendosi di poter essere cooptati nei ranghi dei superuomini, dei quali condividono la <i>Weltanschauung<\/i>, o semplicemente soggiacendo a un perverso calcolo nel quale l&#8217;umanit\u00e0 viene vilipesa relativizzando come male minore la perdita degli elementi pi\u00f9 deboli, collaborano col regime, glorificandone le scelte, esaltandone le &#8220;regole&#8221;, nonostante queste siano contrarie a qualsiasi etica e a qualsiasi razionalit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>Mi riferisco, \u00e8 chiaro, a quegli economisti diversamente a proprio agio con la contabilit\u00e0 nazionale, i quali non capiscono che non tutti i paesi possono essere esportatori netti allo stesso tempo, e che un afflusso di capitale, se non \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 dello zio d&#8217;America, \u00e8 un debito, perch\u00e9 dovrai restituirlo, il capitale, dopo averlo remunerato corrispondendo interessi o dividendi.<\/p>\n<p>E, <a href=\"https:\/\/clio-cr.clionautes.org\/la-delation-dans-la-france-des-annees-noires.html\" target=\"_blank\">come nella Francia di Vichy<\/a>, anche nell&#8217;attuale regime nazista, che in quanto regime totalitario mal tollera la libert\u00e0 di espressione, fioriscono i delatori, e si sta strutturando una censura di stato. Ma in questo caso torna veramente appropriato ricordare che la storia si ripete come farsa.<\/p>\n<p>Concludo con un simpatico grafico che attira la vostra attenzione su un dato del quale, chiss\u00e0 perch\u00e9, non si parla mai. <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2016\/05\/11\/news\/la-germania-e-il-piu-grande-problema-dell-eurozona-1.265000\" target=\"_blank\">Tutti oggi sanno e dicono<\/a> quello che cinque anni fa sapevamo e dicevamo solo noi, cio\u00e8 che<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/02\/la-germania-e-la-crisi-delleurozona.html\" target=\"_blank\"> il surplus tedesco \u00e8 il tumore dell&#8217;Europa<\/a>. Sfugge regolarmente nel dibattito che c&#8217;\u00e8 un paese non trascurabile, erede di una simpatica tradizione coloniale, che in termini di surplus estero \u00e8 messo molto, ma molto peggio. Quale? Questo:<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-3evLgPbdq68\/WJ7FFTIYuCI\/AAAAAAAAF7I\/_qrzBvn3d1Ezt2nUOphstVhlWZYauYNBACLcB\/s1600\/nazistidimerda.JPG\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-3evLgPbdq68\/WJ7FFTIYuCI\/AAAAAAAAF7I\/_qrzBvn3d1Ezt2nUOphstVhlWZYauYNBACLcB\/s400\/nazistidimerda.JPG\" width=\"400\" height=\"276\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<p>(il grafico rappresenta la media mobile a tre termini del saldo delle partite correnti in rapporto al PIL, ai sensi della <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/business-economy-euro\/economic-and-fiscal-policy-coordination\/eu-economic-governance-monitoring-prevention-correction\/macroeconomic-imbalance-procedure\/scoreboard_en\" target=\"_blank\">Procedura sugli squilibri macroeconomici<\/a>, e in rosso abbiamo la soglia, che per i surplus \u00e8 al 6%).<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0, sono i simpatici arancioni, gli olandesi.<\/p>\n<p>Due osservazioni. La prima \u00e8 che esistono anche governi disarmanti nella loro trasparente ingenuit\u00e0. Il governo olandese pu\u00f2 essere annoverato fra di essi. Alla domanda &#8220;Waarom keert Nederland niet terug naar de gulden?&#8221; (Warum kehrt Holland nicht zur\u00fcck nach Gulden?), il sito del governo olandese risponde candidamente che <a href=\"https:\/\/www.rijksoverheid.nl\/onderwerpen\/geldzaken\/vraag-en-antwoord\/waarom-keert-nederland-niet-terug-naar-de-gulden\" target=\"_blank\">i prodotti olandesi diventerebbero troppo &#8220;duur&#8221;<\/a> (teuer).<\/p>\n<p>Non avete capito?<\/p>\n<p>B\u00e8, voi siete <i>Untermenschen<\/i> (non offender\u00f2 la vostra intelligenza nascondendovelo), diversamente a vostro agio con le lingue europee e con le arti del quadrivio, ma almeno, se siete qui, ve ne siete accorti!<\/p>\n<p>Pensate invece al povero piddino pseudocolto, che per ostentare latitudine di visuali tiene in vista sul tavolo del salotto la traduzione dell&#8217;ultimo bestesller uiguro promosso dal V\u00f6lkischer Beobachter eurista, che &#8220;ha letto&#8221; Proust (o simile traduzione) un po&#8217; come &#8220;si fa&#8221; il morbillo, per non prenderlo pi\u00f9, che si annoia nelle sale da concerto (potendole frequentare solo passivamente), e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VQ0tvs9Egj0\" target=\"_blank\">che vi mostro qui in visita a Berlino<\/a> intento a sfoggiare il suo fluente tedesco.<\/p>\n<p>Ecco: lui, porello, non capirebbe nemmeno se glielo traducessi, e quindi non lo traduco&#8230;<\/p>\n<p>Seconda osservazione: se chi esporta \u00e8 bravo, come mai gli olandesi sono cos\u00ec scontenti e voteranno compatti per Geert Wilders? Forse che nel mondo nazionalsocialista la virt\u00f9 non viene premiata, e i bravi patiscono? Non posso crederlo! Sarebbe impossibile, per un regime che ha eretto la meritocrazia a <i>Grundnorm<\/i> etica, convivere con una simile contraddizione (<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/appunti-di-meritocrazia\" target=\"_blank\">chiamiamola cos\u00ec<\/a>)&#8230;<\/p>\n<p>Ci deve essere sotto qualche mistero. Per scoprirlo, vi suggerisco di seguire<a href=\"https:\/\/twitter.com\/_polemicamente\" target=\"_blank\"> @_polemicamente<\/a>, una regazzetta (?) piuttosto sveglia e addentro alle cose arancioni, sulla cui tweetline troverete molte, moltissime chicche, inclusa quella che non vi ho tradotto sopra&#8230;<\/p>\n<p>Ed ora vado: il mio tempo \u00e8 molto duur, e voi ne avete avuto abbastanza!<\/p>\n<p>(&#8230;<i>domenica, da Parigi, riprendiamo il discorso&#8230;<\/i>)<\/p>\n<p>(&#8230;<i>per gli intenditori: s\u00ec, ho usato &#8220;agire&#8221; in senso transitivo per far capire ai coglioni che sono di sinistra. Chi non \u00e8 coglione dovrebbe capirlo dai contenuti, <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2016\/12\/vzz-dll-snstr.html\" target=\"_blank\">non dai vezz@<\/a>, ma questo \u00e8 un lutto che ho elaborato, e altri ne elaborer\u00f2&#8230;<\/i>)<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/02\/nazismo-e-mercantilismo.html\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/02\/nazismo-e-mercantilismo.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERTO BAGNAI Il mercantilismo \u00e8 la dottrina economica che promuove un modello di crescita basato sulla spesa altrui, cio\u00e8 sulle esportazioni. In quanto tale, esso \u00e8 intrinsecamente nazionalista e &#8220;socialista&#8221;, cio\u00e8 nazionalsocialista. Per gli amici: nazista. 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