{"id":28374,"date":"2017-02-13T09:00:16","date_gmt":"2017-02-13T08:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28374"},"modified":"2017-02-12T20:14:11","modified_gmt":"2017-02-12T19:14:11","slug":"romania-una-rivoluzione-colorata-alle-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28374","title":{"rendered":"Romania, una rivoluzione colorata alle porte?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p>Proteste di massa in Romania nei giorni scorsi, che sembrano solo temporaneamente essersi placate: domenica scorsa la France Presse aveva contato fino a mezzo milione di persone che, a Bucarest, di fronte alla sede del governo, protestavano contro alcune modifiche al Codice penale e a quello di procedura penale (adottato il 1 febbraio il relativo decreto e ritirato proprio domenica 5 febbraio) volte a depenalizzare alcune tipologie di reati legate alla corruzione. Andando al sodo, i manifestanti chiedevano direttamente le dimissioni del governo e elezioni anticipate. Proteste sacrosante, quindi; come apparivano nell&#8217;autunno e inverno 2013, in un vicino orientale della Romania, quelle tuttora note col semplice nome di \u201cpiazza\u201d: majdan.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo detto che le manifestazioni rumene si trasformino in una nuova \u201cpiazza\u201d, ma sembra che le premesse non siano del tutto assenti.<br \/>\nComunque, di fronte alla richiesta di dimissioni proveniente dalla \u201cpiazza\u201d, il primo ministro socialdemocratico Sorin Grindeanu, entrato in carica da appena un mese, ha subito dichiarato di non aver intenzione di dimettersi. Da parte sua, il leader del Partito Socialdemocratico, Liviu Dragnea, ha detto chiaramente che &#8220;Il decreto governativo \u00e8 stato solo un pretesto per coloro che, con la disinformazione, hanno convinto un numero enorme di persone, animate dalle migliori intenzioni, a riversarsi per le strade&#8221;.<\/p>\n<p>Dragnea ha dichiarato che ampiezza, organizzazione e finanziamento delle manifestazioni testimoniano di un coordinamento da professionisti e ha criticato il presidente Klaus Johannis, esponente del Partito Nazional-liberale di centrodestra, che dimostra di non accettare i risultati delle elezioni di dicembre, che hanno portato alla formazione di un governo socialdemocratico, fuori del suo controllo.<\/p>\n<p>E&#8217; cos\u00ec che P\u00ebtr Iskenderov poteva scrivere nei giorni scorsi su news-front.info che in Romania \u201c\u00e8 stato appiccato il fuoco dell&#8217;ennesima rivoluzione colorata\u201d. Incredibile, scriveva Iskenderov, come gi\u00e0 il 1 febbraio, il giorno stesso del decreto governativo, si potessero essere radunate cos\u00ec tante persone, a chiedere le dimissioni del governo. Il 5 febbraio, dichiarando di non voler \u201cdividere la societ\u00e0 rumena\u201d, il governo ritirava il decreto; ma le manifestazioni continuavano: secondo i media, le pi\u00f9 numerose dall&#8217;epoca della caduta di Ceau?escu.<\/p>\n<p>In se stesso, il decreto riguardava l&#8217;eliminazione dal codice penale dei reati per corruzione inferiori a 200mila lei (48mila dollari) e un&#8217;amnistia per circa 2.500 persone \u2013 anziani e donne in stato interessante \u2013 imprigionate per reati minori. Oltretutto, nota Iskenderov, secondoTransparency International, che stila la classifica annuale di \u201cpercezione della corruzione\u201d in 176 paesi, nel 2016 la Romania non ha occupato le posizioni peggiori. Ora, \u00e8 vero che in tale graduatoria, casualmente, il podio \u00e8 riservato a Germania, Gran Bretagna, Usa, Corea del Sud o Arabia Saudita, mentre al 174\u00b0 (su 176) posto \u00e8 gettata la Corea del Nord, al 173\u00b0 la Siria, al 131\u00b0 la Russia e via di questo passo, ma la Romania \u00e8 pur sempre al 57\u00b0 posto, davanti all&#8217;Italia al 60\u00b0.<\/p>\n<p>Dunque ci dev&#8217;essere qualcos&#8217;altro. A dicembre ci sono state le elezioni, vinte dai socialdemocratici col 45% dei voti e il governo (coalizione di Partito Socialdemocratico e Alleanza Liberali e Democratici) \u00e8 entrato in carica il 4 gennaio: con velocit\u00e0 sorprendente, si \u00e8 manifestata l&#8217;insoddisfazione per l&#8217;azione governativa. Insoddisfazione per cosa? Le ipotesi si appuntano sui timori dei circoli nazionalisti e di alcune capitali estere per un possibile accordo con la vicina Moldavia e col suo neo presidente Igor Dodon, che vada contro le attese di una \u201cGrande Romania\u201d e di un inglobamento della Moldavia.<\/p>\n<p>Del resto, intervistato da un sito non certo accusabile di \u201csinistre simpatie\u201d come East Journal, il ricercatore Stefano Bottoni riconosce che \u201cchi sta manifestando in piazza, non aveva votato per i socialdemocratici, ma piuttosto per il partito USR o per i liberali\u201d e che la \u201cprotesta \u00e8 sostenuta da organi di informazione rivolti ai ceti istruiti, pi\u00f9 o meno benestanti, e occidentalizzati\u201d. Bottoni afferma che il presidente Johannis \u201cera emerso come il principale sconfitto delle elezioni di dicembre\u201d e \u201csostiene apertamente le proteste e tiene stretti legami con le ambasciate occidentali e gli organismi europei. Non bisogna poi dimenticare che il presidente controlla anche i servizi segreti (il potente SRI), servizi che ricoprono in Romania un crescente ruolo politico e il cui budget \u00e8 stato fortemente decurtato per il 2017 dal governo Grindeanu\u201d. Una forte spinta alle recenti manifestazioni, continua Bottoni, \u00e8 data dalla \u201cgiovane (under 40) classe media urbana, ovvero la generazione nata e\/o cresciuta dopo la caduta del comunismo. Studenti, professionisti, quadri dirigenti, imprenditori e addetti delle molte imprese multinazionali condividono un sentimento di profonda e crescente sfiducia nei confronti dello \u201cstato\u201d, percepito come un\u2019entit\u00e0 estranea quando non ostile. L\u2019UE e l\u2019Occidente restano un punto di riferimento di civilt\u00e0 e valori, inclusi quegli Stati Uniti per i quali la Romania rappresenta in questo momento l\u2019unico alleato nello scacchiere del Mar Nero e quindi un partner irrinunciabile\u201d.<\/p>\n<p>Il sistema Aegis, schierato in Polonia e Romania e il piano di una flottiglia multinazionale nelmar Nero non sono che le due punte di lancia di tale \u201cpunto di riferimento di civilt\u00e0 e valori\u201d.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, nei giorni scorsi, il presidente Klaus Johannis, aveva dichiarato che il Partito Socialdemocratico \u201c\u00e8 entrato in conflitto con una gran parte della societ\u00e0 rumena; i rumeni sono offesi e indignati\u201d, aggiungendo che il ritiro del decreto \u201c\u00e8 troppo poco, ma le elezioni anticipate sono troppo; la Romania ha bisogno di un governo forte e non di uno che esegua gli ordini del partito\u201d e ha anche minacciato di indire un referendum sulla lotta alla corruzione. Il leader socialdemocratico e speaker della Camera, Liviu Dragnea ha dichiarato che si sarebbe \u201caspettato un invito all&#8217;unit\u00e0, alla calma e alla stabilit\u00e0. Purtroppo, il presidente ha deciso di parlare ancora una volta di scissione della societ\u00e0 e di rumeni buoni e rumeni cattivi&#8221;.<\/p>\n<p>Le premesse per un&#8217;azione \u201cdi massa\u201d, \u201ccolorata\u201d insomma, arancione o dei tulipani che sia, non mancano.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-romania_una_rivoluzione_colorata_alle_porte\/82_18940\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-romania_una_rivoluzione_colorata_alle_porte\/82_18940\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) Proteste di massa in Romania nei giorni scorsi, che sembrano solo temporaneamente essersi placate: domenica scorsa la France Presse aveva contato fino a mezzo milione di persone che, a Bucarest, di fronte alla sede del governo, protestavano contro alcune modifiche al Codice penale e a quello di procedura penale (adottato il 1 febbraio il relativo decreto e ritirato proprio domenica 5 febbraio) volte a depenalizzare alcune tipologie di reati legate alla&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":18201,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/14445304_10209486980044611_1824555958_n.png.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7nE","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28374"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28374"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28375,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28374\/revisions\/28375"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}