{"id":28385,"date":"2017-02-19T00:06:49","date_gmt":"2017-02-18T23:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28385"},"modified":"2019-08-22T01:23:18","modified_gmt":"2019-08-21T23:23:18","slug":"fuori-dellideologia-o-forma-non-ce-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28385","title":{"rendered":"L&#8217;ideologia \u00e8 necessaria"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #16191f;\">\u201c<\/span><em><span style=\"color: #16191f;\">Diventare genitori di se stessi \u00e8 una\u00a0<\/span><\/em><\/span><em><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">follia pari a quella che sostiene l&#8217;Io\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt; color: #16191f;\">come padrone in casa propria<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt; color: #16191f;\">.\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\">La libert\u00e0 che ne deriva coincide\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">con un fantasma di onnipotenza\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">che scongiura il carattere finito\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\">dell&#8217;esistenza. Questa libert\u00e0 non <\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\">sorge dalla castrazione, dalla <\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\">finitudine [\u2026] ma esprime la follia\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">dell&#8217;Io come follia di appropriazione\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt; color: #16191f;\">del proprio fondamento<\/span><\/em><span style=\"color: #16191f;\">\u201d<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #16191f; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 12pt;\">Massimo Recalcati<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;antefatto. La scena a Roma<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OA12VQ_77dc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">In questa scena, tratta da <\/span><\/span><em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">ll ventre dell&#8217;architetto<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\"> (<em>The belly of an architect &#8211;<\/em> 1987), di Peter Greenaway,\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">notiamo il professionista americano Stourley Kracklite (Brian Dennehey) mentre osserva numerose fotografie che sono appese alla parete di un ampio salone nell&#8217;appartamento dove sta soggiornando da alcuni mesi a Roma.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Il racconto delle fotografie. L&#8217;<em>Io<\/em> si guarda dall&#8217;esterno. La consapevolezza<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Le numerosissime foto scorrono davanti ai suoi occhi (che sono anche i nostri) in soggettiva, come fossero le scene del film della propria esistenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Quest&#8217;ultime custodiscono\u00a0<\/span><\/span><em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">un racconto<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">: quello di un prestigioso architetto cui \u00e8 stata commissionata la costruzione di un importante museo in Italia, e dell&#8217;adulterio che si consuma tra la moglie, Livia, e il giovane italiano Caspasian. Inoltre mostrano il lancinante malore allo stomaco che gli ha impedito finora di completare l&#8217;opera ispirata ai lavori dell&#8217;artista francese \u00c9tienne Louis Boull\u00e9e.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Kracklite cammina affranto lungo la parete della stanza e, guardandosi al di fuori di quelle foto, si sdoppia, rendendosi conto di essere il personaggio di carta del film che impersona. Sta seguendo alla lettera il copione di una trama di cui, suo mal grado, capisce di esserne il protagonista. Tuttavia, sa anche che uscire da quella narrazione non servir\u00e0 a nulla, nella misura in cui sarebbe costretto ad annullare la sua stessa vita, l&#8217;unica che Kracklite possiede e con la quale \u00e8 costretto puntualmente a fare i conti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span style=\"color: #16191f;\">L&#8217;evasione dal film<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Neanche l&#8217;incontro d&#8217;amore con la fotografa Stefania Casini (Flavia Speck), sorella di Caspasian, si pu\u00f2 realizzare liberamente, in quanto segue delle regole altrettanto codificate. Stefania conduce Kracklite in fondo al salone dove iniziano a baciarsi e ad abbracciarsi dietro a una tenda che rappresenta l&#8217;equivalente di un telo cinematografico. Mentre la finestra dietro le loro spalle allude all&#8217;inquadratura della macchina da presa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">In altre parole, a Kracklite e Stefania \u00e8 concesso di amarsi solo ed esclusivamente all&#8217;interno di una\u00a0<em>cornice<\/em>, della quale,\u00a0a loro volta, diventano una\u00a0digressione. Nemmeno l&#8217;amore, infatti, sembra rimanere immune alle regole imposte da un regista a loro esterno. La vita di Kracklite \u00e8 un quadro dipinto, non dalla propria persona, ma da un altro artista. E&#8217; l&#8217;oggetto della pellicola di Greenaway su cui l&#8217;architetto sembra non avere alcun controllo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Dunque, la vita si riduce a recita, a una maschera artificiale, cos\u00ec come i rapporti umani sembrano essere sempre dissimulati da contratti che<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0non corrisponderanno mai alla sostanza di un&#8217;autentica realt\u00e0 sociale. E l&#8217;inquadratura della telecamera, come le foto a Roma, stanno l\u00ec a rammentare che, se vogliamo emanciparci, dobbiamo trovare una via di fuga. Potremmo sostenere cos\u00ec che <em>l&#8217;estetica di Peter Greenway consiste principalmente in questo sforzo continuo di estraniare il suo pubblico dalla forma artistica<\/em>\u00a0<em>dalla quale si cerca faticosamente di evadere\u00a0<em style=\"color: #16191f;\">ogni volta<\/em><\/em><\/span><\/span><em style=\"caret-color: #16191f; color: #16191f;\">\u00a0<\/em><strong style=\"color: #16191f;\">(i)<\/strong><span style=\"font-size: large; color: #16191f;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Il tramonto delle ideologie<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 cultore delle immagini<em>\u00a0<\/em>per eccellenza mentre respinge con diffidenza qualsiasi tipo di narrazione che condanna subito come ideologica. Ha trionfato il soggettivismo estremo del decostruzionismo francese dei Deleuze e dei Lyotard <strong>(ii)<\/strong>. T<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">uttavia, secondo Massimo Recalcati, ci siamo illusi che saremmo stati in grado di assegnarci un&#8217;identit\u00e0 da soli, rinunciando d&#8217;un tratto al fardello di ogni linguaggio, e diventare cos\u00ec, paradossalmente, &#8216;<em>genitori di noi stessi<\/em>&#8216;. Che saremmo diventati tutti creatori d&#8217;impresa, dei\u00a0<em>free lance<\/em>\u00a0al di fuori di qualsiasi codice convenzionale storicamente fondato, il quale viene connotato unicamente alla stregua di una prigione <strong>(iii)<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Perch\u00e9, \u00e8 vero, siamo sempre noi che narriamo le nostre vicissitudini<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>. <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Ci raccontiamo ad esempio\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">dottori prima di intraprendere la carriera accademica; diventiamo protagonisti di un amore prima di immergerci nella trama di un incontro; ci raffiguriamo socialisti e patriottici mentre costruiamo le fondamenta della militanza politica. Ma si tratter\u00e0 sempre di un<i>\u00a0<\/i><em>noi<\/em><\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0inserito nel rapporto dialettico, conflittuale o meno, che ci lega con la cornice pi\u00f9 vasta della <\/span><\/span><em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Storia<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">:\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">quella artistica, familiare<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">, di classe, e del nostro paese di origine.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Difatti, anzich\u00e9 offrirci l&#8217;emancipazione tanto agognata, <\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">il tramonto di tutte le ideologie<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">, seguito al collasso dell&#8217;URSS, si \u00e8 tramutato nell&#8217;angusta prospettiva entro la quale il liberismo ci ha imbrigliato finora.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span style=\"color: #16191f;\">La libert\u00e0 \u00e8 nella cornice<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Pertanto,\u00a0l&#8217;esistenza \u00e8, e sar\u00e0, sempre necessariamente anche il prodotto di un nostro racconto, il quale per\u00f2 andr\u00e0 iscritto simultaneamente nell&#8217;ambito di una narrazione pi\u00f9 ampia. Il punto \u00e8: c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di gestire tale relazione? Oppure, come succede a Kracklite, siamo condannati fin dal principio a subirne tutte le conseguenze e le determinazioni?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Nonostante l&#8217;auto consapevolezza, Kracklite si arrender\u00e0 infatti al ruolo di personaggio sacrificale che gli ha imposto il film, accettando il rigido rituale che lo condurr\u00e0, per desiderio altrui, a gettarsi infine dal balcone del suo museo per suicidarsi. E la stessa sorte sembra toccare alla smarrita generazione nata tra gli anni &#8217;70-&#8217;80, che si comporta alla stregua di un oggetto inerte, guidato dal punto di vista di una trama a lei del tutto sconosciuta. Tuttavia, spetta proprio a tale generazione decidere se accettare passivamente il destino che gli attribuisce l&#8217;una o l&#8217;altra cornice, oppure diventare <em>il soggetto <\/em>di una di queste narrazioni e perci\u00f2 <em>dell&#8217;ideologia<\/em>. Ma prima di arrivare a tanto, si dovr\u00e0 riconoscerla e smettere di fuggirne.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Non esistono n\u00e9 scorciatoie n\u00e9 vie di fuga ma solo scelte.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(i)<\/strong> In generale, sull&#8217;idea di un&#8217;estetica dinamica, irreprensibile, si pu\u00f2 vedere\u00a0<strong>Gilles Deleuze<\/strong>, <em>L&#8217;immagine-movimento<\/em>, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 2016, in contrapposizione con quella di forma in\u00a0<strong>Gyorgy Luck\u00e0cs<\/strong>,\u00a0<em>L&#8217;anima e le forme<\/em>, Edizioni SE, Milano, 2000.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(ii)<\/strong> <strong>Jean-Francois<\/strong>\u00a0<strong>Lyotard<\/strong>, <em>La condizione postmoderna<\/em>, Feltrinelli, Milano 2008.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(iii) Massimo Recalcati<\/strong>, <em>L&#8217;uomo senza inconscio<\/em>, Raffaele Cortina Editore, Milano, 2010.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena) \u201cDiventare genitori di se stessi \u00e8 una\u00a0follia pari a quella che sostiene l&#8217;Io\u00a0come padrone in casa propria.\u00a0La libert\u00e0 che ne deriva coincide\u00a0con un fantasma di onnipotenza\u00a0che scongiura il carattere finito\u00a0dell&#8217;esistenza. Questa libert\u00e0 non sorge dalla castrazione, dalla finitudine [\u2026] ma esprime la follia\u00a0dell&#8217;Io come follia di appropriazione\u00a0del proprio fondamento\u201d Massimo Recalcati L&#8217;antefatto. 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