{"id":28399,"date":"2017-02-14T12:15:48","date_gmt":"2017-02-14T11:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28399"},"modified":"2017-02-13T22:54:08","modified_gmt":"2017-02-13T21:54:08","slug":"hanno-ucciso-litaliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28399","title":{"rendered":"Hanno ucciso l\u2019italiano"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Di Marzio)<\/strong><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 una questione soltanto grammaticale: l&#8217;agonia della nostra lingua passa soprattutto per il degrado culturale in cui il nostro Paese sta lentamente affondando. Ed il governo come risolve la questione? Cambiando le regole e rendendo sempre pi\u00f9 facile l&#8217;ammissione degli studenti agli esami di Stato.<\/em><\/p>\n<p>Gli studenti universitari italiani non sanno esprimersi in italiano, n\u00e9 con la voce n\u00e9 con la penna. Questo <strong>l\u2019allarme lanciato da 600 professori universitari e intellettuali italiani<\/strong>circa una settimana fa in una <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/scuola\/universita\/17_febbraio_04\/gli-studenti-non-sanno-l-italiano-denuncia-600-prof-universitari-3db50faa-eb16-11e6-ad6d-d4b358125f7a.shtml\">lettera al governo<\/a>, un appello accorato a intervenire per fermare questo declino della nostra lingua. Nel testo si legge che moltissimi ragazzi che arrivano all\u2019universit\u00e0 \u201cscrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente, [\u2026] con errori appena tollerabili in terza elementare\u201d. Addirittura pare che alcune universit\u00e0 siano costrette ad<strong> attivare dei corsi di recupero di lingua italiana<\/strong> per cercare di porre rimedio a una situazione che col passare del tempo peggiora sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/82127-1024x704.jpg\" alt=\"\u201cSiamo convinti che l\u2019introduzione di momenti di seria verifica durante l\u2019iter scolastico \u2013 si legge a conclusione del testo \u2013 sia una condizione indispensabile per l\u2019acquisizione e il consolidamento delle competenze di base. Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un\u2019occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero finalmente dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro\u201d.\" \/><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt\">\u201cSiamo convinti che l\u2019introduzione di momenti di seria verifica durante l\u2019iter scolastico \u2013 si legge a conclusione del testo \u2013 sia una condizione indispensabile per l\u2019acquisizione e il consolidamento delle competenze di base. Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un\u2019occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero finalmente dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro\u201d.<\/span><\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi se per\u00f2 i professori abbiano<strong> bussato alla porta giusta<\/strong>, rivolgendosi a un governo che annovera tra i suoi membri personaggi come Beatrice Lorenzin, ministra della Salute priva di qualsivoglia laurea nonch\u00e9 Valeria Fedeli, ministro dell\u2019Istruzione dai capelli color del fuoco, che pare non abbia nemmeno la maturit\u00e0 ma ciononostante la competenza per amministrare licei e universit\u00e0. Ma al di l\u00e0 di questo, l\u2019attuale esecutivo\u00a0avr\u00e0 sicuramente a cuore la questione, e fornir\u00e0 senza dubbio una risposta pronta e tempestiva. E il governo del buon Paolo Gentiloni, sul solco del governo Renzi, si sta effettivamente adoperando per <strong>innalzare il livello della scuola nel nostro Paese<\/strong>: \u00e8 nota la notizia resa nota nemmeno un mese fa dal ministro Fedeli, che ha annunciato che dal prossimo anno scolastico per essere ammessi agli esami di maturit\u00e0 baster\u00e0 la<strong> semplice media aritmetica del 6<\/strong> (alla determinazione della quale concorrer\u00e0 anche il voto di condotta), e non, come adesso, la sufficienza in tutte le materie. Non solo, sar\u00e0 anche <strong>eliminata la terza prova<\/strong> e all\u2019orale <strong>non sar\u00e0 pi\u00f9 prevista la tesina<\/strong>, che verr\u00e0 sostituita da una relazione sulla propria esperienza scuola-lavoro, magari svolta in un fast food della catena Mc Donald\u2019s.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FEDELI-valeria-1024x512.jpg\" alt=\"Secondo il ministro Valeria Fedeli, siccome \u201cCos\u00ec avviene in altri paesi europei\u201d, allora \u00e8 giusto debba andare cos\u00ec anche da noi.\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><em><span style=\"font-size: 10pt\">Secondo il ministro Valeria Fedeli, siccome \u201cCos\u00ec avviene in altri paesi europei\u201d, allora \u00e8 giusto debba andare cos\u00ec anche da noi.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Ecco quindi che in un futuro molto prossimo un ragazzo che all\u2019universit\u00e0 venisse redarguito da un professore per qualche sonoro strafalcione grammaticale commesso in un esame scritto potr\u00e0 <strong>legittimamente giustificarsi<\/strong> dicendo che al liceo in italiano aveva 4, ma visto che in educazione fisica andava forte e al Mc Donald\u2019s era bravissimo a friggere le patatine \u00e8 stato ugualmente ammesso alla maturit\u00e0 con la media del 6, potendo cos\u00ec poi approdare all\u2019universit\u00e0. Viene da ridere a pensare che i professori e gli intellettuali italiani abbiano rivolto la loro<strong> richiesta di aiuto a un governo che avalla simili provvedimenti<\/strong>, forse non essendosi resi conto, sepolti tra i polverosi tomi accademici, che il <strong>degrado culturale<\/strong> in cui versano i giovani \u00e8 dovuto in parte non trascurabile proprio alle scelte dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, e l\u2019attuale non pare essersi posto in controtendenza rispetto ai precedenti.<\/p>\n<p>A fornire una chiave di lettura alternativa \u00e8 stato invece il <strong>professor Paolo Mottana<\/strong>, ordinario di pedagogia alla Bicocca\u00a0di Milano che <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/02\/04\/alluniversita-errori-da-terza-elementare-recuperiamo-la-lingua-italiana-lappello-dei-docenti\/3366245\/\">nel suo blog <\/a>afferma:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa mia non \u00e8 un\u2019invettiva.\u00a0La questione non esiste se \u00e8 considerata solo dal punto di vista della scrittura e della grammatica. C\u2019\u00e8 un problema molto pi\u00f9 grande che riguarda la cultura contemporanea. (..)\u00a0\u201cUna volta c\u2019era l\u2019idea dell\u2019universit\u00e0 come un posto iper-selettivo ma oggi non \u00e8 pi\u00f9 cosi. Ora abbiamo un\u2019universit\u00e0 di massa, sempre pi\u00f9 alla ricerca di studenti. Fanno affluire un\u2019enorme massa di studenti e poi non ci si pu\u00f2 aspettare che siano pronti per un tipo di cultura che \u00e8 quella di 30-40 anni fa quando gli atenei erano meno frequentati.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma la colpa non \u00e8 ovviamente soltanto della politica. \u00c8 anche degli stessi giovani, che si sono piegati a una societ\u00e0 che non ha pi\u00f9 bisogno dei libri, non sa cosa farsene (secondo l\u2019Istat nel 2015 solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi); una societ\u00e0 che <strong>tra smartphone e social network<\/strong> tarpa sempre di pi\u00f9 le ali alla lingua italiana, costretta dagli spazi angusti del web a orridi tagli e mutilazioni. Da ci\u00f2 deriva una <strong>sempre minore padronanza con la lingua italiana<\/strong>, e a sempre maggiori errori ortografici, grammaticali, lessicali. \u00a0Sul web la responsabilit\u00e0 di questo va anche in capo alle numerosissime realt\u00e0 di informazione qui fiorite negli ultimi anni, realt\u00e0 che alle volte hanno dato visibilit\u00e0 e diffusione a testi pieni di brutture linguistiche. Non \u00e8 infatti difficile navigando tra i numerosissimi blog e giornali online di cui \u00e8 costellata la galassia internettina di trovare <strong>veri e propri orrori<\/strong>: uno fra tutti l\u2019uso dissennato della punteggiatura, e il conseguente diffusissimo uso di mettere virgola tra soggetto e verbo, stratagemma che per molti \u201cscrittori\u201d conferisce maggior seriet\u00e0 e solennit\u00e0 all\u2019enunciato, ma che in realt\u00e0 \u00e8 uno dei pi\u00f9 gravi errori che si possano commettere nella redazione di un testo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/unnamed-2.png\" alt=\"Quante persone leggono in Italia? I dati forniti dall'Istat parlano chiaro.\" \/><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt\">Quante persone leggono in Italia? I dati forniti dall\u2019Istat parlano chiaro.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Oppure, altro <strong>stratagemma \u201cgiornalistico\u201d<\/strong> apportatore secondo molti di incisivit\u00e0 per sottolineare un qualche concetto, <strong>l\u2019uso smodato di periodi acefal<\/strong>i, privi di una proposizione principale che conferisca loro un senso, bruttura diffusissima di cui il periodo che state leggendo \u00e8 un\u2019ottima esemplificazione. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra tendenza che sta dando il suo grosso contributo all\u2019impoverimento dell\u2019italiano e degli italiani, anche questa in qualche modo proveniente dal web, ossia quella di sempre pi\u00f9 persone, soprattutto giovani, a <strong>imbastardire le proprie frasi<\/strong> con continui e ridondanti <strong>ricorsi a anglicismi<\/strong>, forestierismi ed esotismi vari, molti dei quali puramente superflui e gratuiti, nonch\u00e9 ridicoli: <em>work station, know how, feedback, problem solving, storytelling, millenial.<\/em> L\u2019ironia vuole che poi queste stesse persone che mescolano in continuazione due lingue diverse dimostrino in molti casi di non avere vera padronanza n\u00e9 dell\u2019una n\u00e9 dell\u2019altra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/o-RENZI-CULTURA-UMANISTA-facebook-1024x512.jpg\" alt=\"Quando Matteo Renzi scrisse &quot;Cultura umanista&quot; al posto di &quot;umanistica&quot;, sollevando le critiche del web.\" \/><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt\">Quando Matteo Renzi scrisse \u201cCultura umanista\u201d al posto di \u201cumanistica\u201d, sollevando le critiche del web.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Quelli portati sono solo alcuni degli esempi che ha prodotto un uso indiscriminato e sragionato del web, ma il discorso comunque si ricollega alla parte iniziale riguardante ci\u00f2 che avviene nelle scuole, perch\u00e9 in qualche maniera bisogna ammettere che <strong>\u00e8 un cane che si morde la coda<\/strong>: ragazzi che nelle scuole non ricevono pi\u00f9 un\u2019istruzione di livello elevato e che poi che magari si laureano e vanno a ricoprire posizioni di rilievo senza essere in grado di esprimersi nella propria lingua; ragazzi che con i social network mettono in rete i propri strafalcioni linguistici che magari vengono presi per buoni da altri ragazzi ugualmente poco padroni del proprio idioma natale, in un circolo che non ha un vero inizio e una vera fine. <strong>L\u2019avvertimento lanciato dai 600 professori \u00e8 allarmante<\/strong>, e se certamente la nostra lingua essendo viva cambia in continuazione e non dobbiamo ostinarci a fare i parrucconi ancorati a dogmi linguistici obsoleti, dobbiamo anche <strong>essere consapevoli<\/strong> che qui siamo oltre il semplice margine di vitalit\u00e0 della lingua, e stiamo cadendo, anzi scandendo, in un vero <strong>impoverimento culturale, linguistico e umano<\/strong>. Sul fatto che i nostri politici siano all\u2019altezza di un compito come porre un freno a un tale decadimento, o che ne abbiano interesse, nutriamo i nostri dubbi.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/hanno-ucciso-litaliano\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/hanno-ucciso-litaliano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Di Marzio) Non \u00e8 una questione soltanto grammaticale: l&#8217;agonia della nostra lingua passa soprattutto per il degrado culturale in cui il nostro Paese sta lentamente affondando. Ed il governo come risolve la questione? Cambiando le regole e rendendo sempre pi\u00f9 facile l&#8217;ammissione degli studenti agli esami di Stato. Gli studenti universitari italiani non sanno esprimersi in italiano, n\u00e9 con la voce n\u00e9 con la penna. 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