{"id":28409,"date":"2017-02-14T13:14:36","date_gmt":"2017-02-14T12:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28409"},"modified":"2017-02-14T13:14:36","modified_gmt":"2017-02-14T12:14:36","slug":"handelsblatt-surplus-dinvidia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28409","title":{"rendered":"Handelsblatt: surplus d&#8217;invidia"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/global.handelsblatt.com\/finance\/germanys-e253-billion-problem-702456\" target=\"_blank\">L\u2019Handelsblatt, prestigioso quotidiano economico tedesco, ospita un lungo articolo<\/a> sul dibattito che si \u00e8 aperto in Germania a proposito del surplus commerciale tedesco, a seguito dell\u2019insediamento di Trump. Ne emergono i diversi punti di vista all\u2019interno dell\u2019establishment tedesco: la visione\u00a0dominante \u00e8 quella\u00a0secondo la quale il surplus \u00e8 figlio della superiorit\u00e0 qualitativa dei beni tedeschi e della competitivit\u00e0 dell\u2019economia, con annesso il tentativo di Sch\u00e4uble di \u00a0scaricare le responsabilit\u00e0\u00a0sulla BCE. D\u2019altra parte, cresce anche\u00a0la preoccupazione e la consapevolezza\u00a0che il vantato surplus stia diventando il tallone d\u2019Achille tedesco, a causa sia\u00a0della mancanza di investimenti in patria che della declinante solvibilit\u00e0 dei paesi importatori.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Il\u00a0surplus commerciale della Germania non piace a Donald Trump, che ha minacciato tariffe punitive e protezionismo. Ma il presidente degli Stati Uniti non \u00e8 il solo a pensarla cos\u00ec \u2013 nella stessa Germania un coro crescente di esperti afferma\u00a0che \u00e8 giunto il momento di affrontare il tema\u00a0del surplus di 253 miliardi di euro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Wolfgang Sch\u00e4uble \u00e8 pi\u00f9 che il Ministro delle Finanze tedesco. E\u2019\u00a0un anziano uomo di stato e senza dubbio uno dei politici pi\u00f9 potenti della maggiore\u00a0economia europea. Inoltre non si \u00e8 mai ritirato da una lotta\u00a0\u2013 anche se quella lotta \u00e8 con il Presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Dopo che Peter Navarro,\u00a0il\u00a0Consigliere al commercio di Donald Trump, ha accusato la Germania di continuare \u201c<em>a sfruttare gli altri paesi della UE\u00a0nonch\u00e9 gli USA<\/em>\u201d \u00a0grazie all\u2019euro debole, Sch\u00e4uble non ha potuto trattenersi dal replicare. Sembra, ha dichiarato, che qualcuno debba spiegare ai consiglieri di Trump che la Germania in realt\u00e0 non \u00e8 responsabile della politica monetaria nella zona euro.<\/p>\n<p>Il Ministero delle Finanze tedesco ha anche fatto seguire alle sue dichiarazioni\u00a0una difesa scritta delle politiche commerciali del paese, in cui si afferma che sono\u00a0la conseguenza di un\u00a0ambiente imprenditoriale sano, favorito da valide politiche fiscali e da un mercato del lavoro flessibile e qualificato.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sarebbe bizzarro accusare un paese che ha affrontato\u00a0queste sfide\u00a0e trae vantaggio dalla forte competitivit\u00e0 delle sue imprese<\/em>\u201c, si legge nel documento.<\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 stato\u00a0chiaro: la Germania non deve dare\u00a0spiegazioni a nessuno per il proprio enorme\u00a0surplus commerciale.<\/p>\n<p>Sch\u00e4uble non \u00e8 rimasto\u00a0solo nella sua difesa del fatto che la Germania esporti molto pi\u00f9 di quanto importi. Ingo Kramer, il presidente della Confederazione dei datori di lavoro tedeschi, ha detto che una delle maggiori ragioni del\u00a0notevole surplus commerciale tedesco\u00a0\u00e8 l\u2019alta qualit\u00e0 dei prodotti fabbricati in Germania.<\/p>\n<p>\u201c<em>Questo fatto di tanto in tanto va anche ricordato<\/em>\u201c, ha detto Kramer.<\/p>\n<p>Eric Schweitzer, il presidente dell\u2019Associazione delle Camere di Commercio e dell\u2019Industria tedesche (l\u2019equivalente dell\u2019italiana Confindustria, ndt), \u00e8 d\u2019accordo: \u201c<em>Il surplus delle esportazione tedesche \u00e8 un segno della competitivit\u00e0 dell\u2019economia del paese\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In sostanza le risposte\u00a0da parte tedesca giungono alla seguente conclusione: non possiamo farci niente se i nostri prodotti sono migliori di quelli di tutti gli altri e se tutti li vogliono.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio questo atteggiamento che ha portato il governo tedesco e le sue associazioni economiche di categoria a ignorare le crescenti critiche allo squilibrio commerciale, o avanzo delle partite correnti, sempre in aumento.<\/p>\n<p>Naturalmente, gli squilibri commerciali non sono sempre una brutta cosa. Nel caso della Germania, il Fondo monetario internazionale(FMI) ha calcolato che un surplus tra il 2,5% e il 5,5% del suo prodotto interno lordo complessivo sarebbe accettabile.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ha imposto\u00a0un limite massimo del 6%, anche se la Germania lo ha frantumato gi\u00e0 molto tempo fa. Nel 2016, la dimensione dello squilibrio commerciale della Germania \u00e8 stata pari al 9% del suo Pil, con\u00a0le esportazioni tedesche\u00a0che hanno raggiunto un altro picco. \u00a0Destatis, l\u2019agenzia di statistica del paese, gioved\u00ec\u00a0ha annunciato che le aziende tedesche hanno\u00a0venduto all\u2019estero beni per un valore di 1.200 miliardi di euro, il che significa che la bilancia commerciale del paese vanta un surplus record, prossimo ai 253 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Chiaramente le ragioni di\u00a0questo tipo di surplus \u2013 e di squilibrio \u2013 hanno a che fare con qualcos\u2019altro che non la semplice superiorit\u00e0 delle merci prodotte in Germania. Normalmente, se un paese esporta molto pi\u00f9 di quanto non importi, la sua moneta schizzerebbe\u00a0alle stelle, rendendo pi\u00f9 difficile vendere la sua merce all\u2019estero. La\u00a0domanda in calo, a sua volta, porterebbe il rapporto import-export pi\u00f9 vicino all\u2019equilibrio.<\/p>\n<p>Ma dato che la Germania \u00e8 parte della zona euro, non c\u2019\u00e8\u00a0alcun meccanismo di auto-correzione degli squilibri. Prima di tutto, non c\u2019\u00e8 nessun tasso di cambio che pu\u00f2 fluttuare\u00a0quando la Germania commercia con gli altri paesi all\u2019interno della zona euro, che assorbono circa il 40% delle sue esportazioni. Tutti usano la stessa moneta. Inoltre, il tasso di cambio dell\u2019euro rispetto al dollaro non pu\u00f2 riflettere correttamente la forza dell\u2019economia tedesca, perch\u00e9 riflette anche la mancanza di competitivit\u00e0 di molti altri paesi della zona euro.<\/p>\n<div id=\"attachment_10095\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10095 size-full\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-01.png\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-01.png 700w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-01-300x180.png 300w\" width=\"700\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ci sar\u00e0 una guerra commerciale? Il commercio estero della Germania, in milardi \u2013 in rosso le esportazioni e in nero le importazioni<\/p>\n<\/div>\n<p>Il surplus commerciale della Germania viene poi utilizzato per fornire sostegno\u00a0finanziario alle altre nazioni della zona euro, e permettere\u00a0ai loro cittadini di continuare a comprare le merci\u00a0tedesche. Ancora una volta, non c\u2019\u00e8 alcun meccanismo di equilibrio\u00a0e questo danneggia tutti coloro che prendono parte al ciclo \u2013 a parte il settore delle esportazioni tedesco. Fino ad ora, le critiche verso la Germania e verso questo \u00a0questo ciclo sono state deboli. Fino ad ora \u2013 perch\u00e9 gli attacchi dalla nuova amministrazione USA\u00a0hanno cambiato le cose.<\/p>\n<p>Per\u00a0comprendere il motivo per cui il surplus commerciale della Germania infastidisce cos\u00ec tanto\u00a0gli Stati Uniti e perch\u00e9 la Germania, insieme a Cina e Messico, ha\u00a0suscitato le ire della Casa Bianca di Trump, basta guardare allo squilibrio della bilancia commerciale degli Stati Uniti. La pi\u00f9 grande economia del mondo importa merci dalla Germania per un\u00a0valore di quasi 100 miliardi di euro. In termini assoluti, gli Stati Uniti hanno di\u00a0gran lunga il pi\u00f9 grande deficit commerciale al mondo: un\u2019enorme cifra di 430 miliardi di euro. La Germania contribuisce al deficit per 45 miliardi di euro.<\/p>\n<p>E se Trump ha dimostrato qualcosa\u00a0nelle sue prime, turbolenti settimane dall\u2019entrata in carica, \u00e8 che \u00e8 pi\u00f9 che felice di agire in linea con le\u00a0sue promesse elettorali. Come portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer ha detto recentemente che\u00a0l\u2019amministrazione Trump vuole aumentare le tasse sulle importazioni da paesi con i quali gli Stati Uniti hanno un deficit di commercio estero.<\/p>\n<p>Si \u00e8 parlato di una tariffa del 20 per cento sulle importazioni da grandi paesi esportatori come la Cina e la Germania. La nuova tassa sarebbe mirata a rendere pi\u00f9 costose le importazioni da questi paesi, mentre allo stesso tempo le esportazioni dagli Stati Uniti sarebbero facilitate grazie ad incentivi fiscali per le imprese\u00a0esportatrici.<\/p>\n<p>Se gli Stati Uniti tengono fede alle loro promesse, e se la Germania resta ferma sulle proprie idee, allora\u00a0potrebbe scoppiare una guerra commerciale tra le due sponde dell\u2019Atlantico,\u00a0con nuove barriere all\u2019importazione da un lato e possibili misure di ritorsione dall\u2019altro.<\/p>\n<p>In questo momento, il governo tedesco non ha un parere unanime su come affrontare la politica di \u201c<em>America First<\/em>\u201d (Prima l\u2019America, ndt) di Trump.<\/p>\n<p>Brigitte Zypries, nuovo Ministro tedesco per l\u2019economia e l\u2019energia, ha suggerito che si potrebbero convincere i governatori dei singoli stati USA\u00a0ad opporsi al protezionismo di Trump.<\/p>\n<p>\u201c<em>Andremo negli\u00a0Stati Uniti e stabiliremo contatti\u00a0con i governi statali\u201d<\/em>, ha detto la Zypries. \u201c<em>Il governatore della Carolina del Sud, per esempio, non ha alcun interesse nel veder tagliati\u00a0nel suo stato i posti di lavori della BMW<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, BMW, Daimler e Volkswagen hanno tutte aperto grandi fabbriche negli Stati Uniti, creando\u00a0posti di lavoro per pi\u00f9 di 30.000 persone, contrastando il declino dell\u2019industria automobilistica americana. Se a\u00a0questi si aggiungono i\u00a0posti di lavoro indirettamente collegati agli impianti di produzione tedeschi, come quelli dei fornitori di componenti, allora \u00a0quei 30.000 posti di lavoro si avvicinano rapidamente\u00a0a 250.000\u00a0famiglie i cui redditi dipendono direttamente o indirettamente dagli impianti di produzione tedeschi.<\/p>\n<p>Ancora, secondo <em>Automotive News<\/em>, una pubblicazione del settore, mentre la VW produce pi\u00f9 di 70.000 veicoli ogni anno negli Stati Uniti, vende nel paese pi\u00f9 di mezzo milione di vetture. Per compensare la differenza, importa una grande quantit\u00e0 di veicoli dal Messico, dove si producono fino a 390.000 unit\u00e0 di automobili all\u2019anno. VW spedisce\u00a0automobili anche dalla Germania.<\/p>\n<div id=\"attachment_10100\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10100 size-full\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-3-01.png\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-3-01.png 700w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-3-01-300x180.png 300w\" width=\"700\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ci sar\u00e0 una guerra commerciale? Paesi di destinazione delle esportazioni tedesche, volume in miliardi di euro \u2013 confronto tra 2000 e 2016<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00c8 per questo che VW \u00e8 passata all\u2019attacco alla grande. La casa automobilistica ha commissionato uno studio all\u2019agenzia di consulenza direzionale\u00a0EY per analizzare il beneficio economico che la sua presenza porta all\u2019economia degli Stati Uniti. Il risultato: VW contribuisce per 25 miliardi di dollari al Pil degli Stati Uniti attraverso la produzione, i fornitori e i distributori e\u00a0provvede alla creazione di circa 120.000 posti di lavoro.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche il fatto che alcune delle case automobilistiche tedesche esportano in altri paesi una parte di ci\u00f2 che producono negli Stati Uniti. Prendiamo la BMW, per esempio: l\u2019anno scorso, la societ\u00e0 con sede a Monaco ha assemblato 400.000 veicoli negli Stati Uniti, ma ne ha venduti solo 366.000 negli USA. Il suo stabilimento di Spartanburg, dove sono realizzati quasi tutte i modelli\u00a0della serie X, attualmente \u00e8 il pi\u00f9 grande impianto di produzione della societ\u00e0 in tutto il mondo, Germania inclusa.<\/p>\n<p>Se Trump dovesse imporre una tassa punitiva su tutte le auto importate dal Messico, l\u2019economia americana ne soffrirebbe di\u00a0conseguenza. Perch\u00e9 attraverso il confine non arrivano soltanto veicoli finiti. I produttori americani di auto guadagnano dalla mancanza di barriere commerciali quando importano\u00a0pompe di iniezione, alternatori e sistemi idraulici dal vicino al sud\u00a0degli Stati Uniti. Lo stesso vale per le pi\u00f9 piccole imprese di componentistica per le auto tedesche.<\/p>\n<p>Le ultime statistiche \u2013 esportazioni tedesche verso gli Stati Uniti fino a novembre 2015 \u2013 mostrano che i produttori di auto e i fornitori di componenti\u00a0auto rappresentano la quota maggiore del venduto negli Stati Uniti, per un valore di\u00a037 miliardi di euro l\u2019anno. Al secondo posto, con 17 miliardi di euro, ci sono i costruttori di macchine industriali con le loro\u00a0trasmissioni, ventilatori, pompe, compressori e viti \u2013 che spesso anche loro vendono all\u2019industria automobilistica.<\/p>\n<p>\u201c<em>Spesso forniscono componenti indispensabili, come il rivestimento interno di una vettura che viene prodotta negli Stati Uniti<\/em>\u201c, ha dichiarato Peter Fuss, un socio\u00a0di EY. \u201c<em>Chiunque produca viti e le esporti verso gli Stati Uniti \u00e8 improbabile che costruisca un impianto in America. Il costo\u00a0sarebbe superiore alla resa<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Naturalmente in Germania c\u2019\u00e8 preoccupazione per il protezionismo degli Stati Uniti. Ma c\u2019\u00e8 anche realismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_10102\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10102 size-full\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-4-01.png\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-4-01.png 700w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-4-01-300x116.png 300w\" width=\"700\" height=\"271\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ci sar\u00e0 una guerra commerciale? Paesi col pi\u00f9 grande deficit commerciale verso la Germania<\/p>\n<\/div>\n<p>Un buon esempio dell\u2019atteggiamento di un imprenditore tedesco \u00e8 quello di\u00a0Martin Herrenknecht, che si potrebbe dire personifichi un aspetto del boom delle esportazioni tedesche. La sua azienda omonima nel sud della Germania, Herrenknecht, \u00e8 leader mondiale nella tecnologia di tunneling con un fatturato annuo pari a 1,3 miliardi di euro. Produce teste perforatrici\u00a0per le enormi macchine utilizzate per scavare giganteschi tunnel attraverso le Alpi svizzere, sotto il Bosforo e anche sotto le citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma Herrenknecht non \u00e8 solo un brillante esempio di ingegneria tedesca. E\u2019 anche responsabile di una parte dello squilibrio commerciale del paese, poich\u00e9\u00a0esporta il 95% delle macchine che produce.<\/p>\n<p>Queste macchine uniche sono assemblate\u00a0presso la sede della societ\u00e0 a Schwanau, in Germania, e l\u2019assemblaggio richiede tra i sei e i 14 mesi. Ogni macchina \u00e8 unica, costruita sulle specifiche del cliente, poi smontata e spedita in un altro paese, dove viene ricomposta e messa in funzione.<\/p>\n<p>Quando\u00a0gli \u00e8 stato chiesto\u00a0cosa pensa\u00a0sulla minaccia di Trump di imporre tasse punitive sulle importazioni, Herrenknecht ha scrollato le spalle: \u201c<em>L\u2019anno scorso, l\u2019ultimo produttore americano di grandi trivellatori per tunnel \u00e8 stato venduto ai cinesi. Sta diventando piuttosto difficile\u00a0comprare americano<\/em>\u201c.<\/p>\n<div id=\"attachment_10099\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10099 size-full\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-2-01.png\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-2-01.png 700w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-2-01-300x180.png 300w\" width=\"700\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ci sar\u00e0 una guerra commerciale? Rapporto di cambio dollaro-euro, dal 2002 al 2017<\/p>\n<\/div>\n<p>Ancora, si deve anche notare che le critiche al surplus commerciale della Germania non sono venute solo\u00a0dagli USA. Il Ministero dell\u2019Economia tedesco, per esempio, \u00e8 pi\u00f9 preoccupato del surplus commerciale della Germania rispetto al Ministero delle Finanze. E \u00a0un\u2019inaspettata \u00a0coalizione, formata da persone apertamente critiche, si \u00e8 schierata all\u2019opposizione. La loro opposizione ha poco a che fare con il fatto che questo surplus sia un male per gli\u00a0altri paesi. Piuttosto, si preoccupano che il surplus nel lungo periodo potrebbe essere gravemente dannoso per la Germania.<\/p>\n<p>Dopo tutto, uno squilibrio commerciale \u00e8 una lama a doppio taglio: si potrebbe pensare che \u00e8 bello avere pi\u00f9 esportazioni che importazioni, perch\u00e9 questo significa che entrano pi\u00f9 soldi di quanti ne escano, non \u00e8 vero?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u00e8 vero il contrario. Un surplus nella bilancia commerciale di un paese si manifesta sempre con un\u00a0relativo deflusso di capitali. Mandare\u00a0una grande quantit\u00e0 di beni e capitali all\u2019estero non pu\u00f2\u00a0solo rafforzare la Germania, pu\u00f2 anche indebolirla.<\/p>\n<p>La Germania presta denaro ai paesi a cui vende pi\u00f9 merci di quante ne importi. Ogni giorno\u00a0in pi\u00f9 di squilibrio commerciale a favore della Germania, vuol dire una maggior\u00a0quantit\u00e0 di denaro che gli \u00e8 dovuta dai suoi\u00a0partner commerciali. Allo stesso modo, cresce\u00a0la rivendicazione\u00a0della\u00a0Germania su\u00a0una quota crescente della produzione futura dell\u2019economia globale.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 molto bello \u2013 a patto che quei debiti verso la Germania siano onorati. Ma \u00e8 esattamente questo il problema, secondo alcuni economisti. Hans-Werner Sinn, ex direttore\u00a0dell\u2019Istituto per la ricerca economica <em>Ifo<\/em>, ha sollevato dubbi al riguardo.<\/p>\n<p>\u201c<em>I surplus non sono nel miglior\u00a0interesse della Germania, poich\u00e9 continuiamo ad accumulare cambiali che non saremo mai in grado di incassare<\/em>\u201c, ha dichiarato Sinn, riferendosi ai cosiddetti saldi Target, abbreviazione di <em>Trans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer System<\/em> [sistema automatico espresso di trasferimento in tempo reale dei pagamenti lordi trans-europei, ndt]. Nel mese di gennaio, i saldi\u00a0Target della tedesca Bundesbank hanno raggiunto un livello record di quasi 800 miliardi di euro, mentre l\u2019Italia e la Spagna avevano ciascuna debiti per\u00a0oltre 300 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Le banche centrali nel sistema dell\u2019euro usano il sistema Target\u00a0per calcolare i pagamenti transfrontalieri e ora met\u00e0 delle\u00a0attivit\u00e0 nette della Germania \u2013 la quantit\u00e0 di denaro che i\u00a0suoi partner commerciali le devono per i beni ricevuti \u2013\u00a0\u00e8 composta da questi crediti Target.<\/p>\n<p>\u201c<em>E \u2018improbabile che i tedeschi potranno mai fare uso di\u00a0questa fortuna\u201d<\/em>, ha detto Sinn.<em> \u201cMolte delle automobili e delle macchine utensili che abbiamo esportato\u00a0sono state semplicemente date via\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Thomas Mayer, direttore della ricerca presso il <em>Flossbach von Storch Research Institute<\/em>, ha quantificato queste potenziali perdite. Dal 1999 la somma della bilancia commerciale annuale della Germania supera del 44% l\u2019ammontare\u00a0della crescita dei suoi impieghi\u00a0netti all\u2019estero. In altre parole: \u201c<em>Per ogni euro generato dal surplus, all\u2019incirca 30 centesimi vanno persi<\/em>\u201c, ha detto Mayer.<\/p>\n<p>Quello \u00e8 un capitale che sarebbe\u00a0necessario a casa. Perderlo ha un peso sul potenziale di crescita e quindi sulla prosperit\u00e0 di tutta la Germania.<\/p>\n<div id=\"attachment_10103\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10103 size-full\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-5-01.png\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-5-01.png 700w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/10-p45-Will-There-be-a-Trade-War-5-01-300x180.png 300w\" width=\"700\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ci sar\u00e0 una guerra commerciale? Bilancia delle partite correnti tedesca come percentuale del PIL \u2013 dal 1990 al 2016<\/p>\n<\/div>\n<p>Gli investimenti in infrastrutture e altre opere all\u2019interno del paese, cos\u00ec come salari pi\u00f9 alti, \u00a0sono\u00a0visti come un modo per frenare gli eccessi del surplus commerciale. Entrambe queste cose possono dar luogo a una maggiore domanda in Germania, suggerisce Marcel Fratzscher, che dirige l\u2019istituto di ricerca economica <em>DIW Berlin<\/em> con sede a Berlino e che precedentemente \u00e8 stato direttore\u00a0delle analisi di politica internazionale presso la Banca Centrale Europea. I lavoratori tedeschi potranno\u00a0permettersi pi\u00f9 beni di consumo e gli\u00a0investimenti necessitano macchinari, cemento e altre attrezzature \u2013 tutto questo richiederebbe\u00a0maggiori importazioni e appiattirebbe il surplus commerciale della Germania.<\/p>\n<p>Nel passato c\u2019\u00e8 anche\u00a0un altro esempio di\u00a0come potrebbe funzionare. Negli anni \u201990 la bilancia commerciale della Germania \u00e8 scivolata in\u00a0territorio negativo \u2013 la nazione esportatrice era divenuta\u00a0un importatore \u2013 a causa della quantit\u00e0 di investimenti in infrastrutture necessarie dopo la riunificazione del paese. Ci sono voluti investimenti importanti per modernizzare\u00a0le aziende in quella che un tempo era la Germania dell\u2019est\u00a0e i consumatori della Germania orientale si sono dati\u00a0ad un\u2019orgia di acquisti, potendo comprare beni a cui prima non\u00a0avevano accesso.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 importante ricordare che in questo momento il governo non pu\u00f2 essere certo di quanto i cittadini vorranno spendere in importazioni. N\u00e9 si pu\u00f2\u00a0fare molto per gli\u00a0investimenti che non riguardano il settore pubblico. Infatti, circa il 90 per cento degli investimenti in nuovi progetti in Germania proviene dal settore privato. E in questo momento il settore privato \u00e8 estremamente prudente sull\u2019investire in nuove fabbriche e impianti. Tra gli altri problemi, si lamentano della mancanza di manodopera qualificata e delle tariffe\u00a0volatili ad esempio per\u00a0l\u2019energia, .<\/p>\n<p>E quest\u2019ultimo punto \u2013 rendere di nuovo la Germania pi\u00f9 attraente per gli investimenti privati \u2013 \u00e8 certamente un problema sul quale i politici potrebbero iniziare a lavorare per risolverlo. Ma lo faranno? Soprattutto dato che gli eventuali successi saranno visibili solo dopo\u00a0diversi anni, non in tempo per la prossima campagna elettorale. Una cosa per\u00f2 \u00e8 chiara: pi\u00f9 il preoccupante surplus commerciale del paese diviene oggetto di dibattito, pi\u00f9 diventa evidente che non si tratta solo di essere cortesi con gli altri paesi, o di fare guerre commerciali, o della leggendaria efficienza tedesca. E\u2019 un problema che la Germania stessa ha bisogno di affrontare, e presto.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/12\/handelsblatt-surplus-dinvidia\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/12\/handelsblatt-surplus-dinvidia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO L\u2019Handelsblatt, prestigioso quotidiano economico tedesco, ospita un lungo articolo sul dibattito che si \u00e8 aperto in Germania a proposito del surplus commerciale tedesco, a seguito dell\u2019insediamento di Trump. Ne emergono i diversi punti di vista all\u2019interno dell\u2019establishment tedesco: la visione\u00a0dominante \u00e8 quella\u00a0secondo la quale il surplus \u00e8 figlio della superiorit\u00e0 qualitativa dei beni tedeschi e della competitivit\u00e0 dell\u2019economia, con annesso il tentativo di Sch\u00e4uble di \u00a0scaricare le responsabilit\u00e0\u00a0sulla BCE. 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