{"id":28456,"date":"2017-02-15T12:15:37","date_gmt":"2017-02-15T11:15:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28456"},"modified":"2017-02-14T23:07:43","modified_gmt":"2017-02-14T22:07:43","slug":"siate-tutti-schiavi-modello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28456","title":{"rendered":"Siate tutti schiavi modello"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>Vergognosa messinscena al Teatro dell\u2019Ariston: si canta l\u2019elogio dello sfruttamento.<\/em><\/p>\n<p>Il Festival di Sanremo \u00e8 notoriamente una delle trasmissioni televisive pi\u00f9 seguite in Italia. Proprio nel corso di questa trasmissione <strong>la RAI<\/strong>, televisione di Stato (\u00e8 bene sottolinearlo) ha deciso di mandare in onda uno <strong>spot dello sfruttamento e di una concezione servile del lavoro<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/due-anni-di-jobs-act\/\" target=\"_blank\">in questi anni molto in auge.<\/a>\u00a0Tale Salvatore Nicotra, \u00e8 stato presentato come \u201cimpiegato modello\u201d, i<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/media\/A-Sanremo-Salvatore-Nicotra-impiegato-catania-in-40-anni-nessun-giorno-di-assenza-appello-contro-Furbetti-mortificate-i-precari-2823da8e-658c-4634-8e8b-314df1f3f851.html\" target=\"_blank\">n quanto \u201cin 40 anni di carriera non ha fatto neanche un giorno di malattia\u201d<\/a>.\u00a0Ci sarebbe da chiedersi quale sarebbe il merito in questo fatto. Se un lavoratore si ammala, per quale motivo non dovrebbe usufruire del suo legittimo diritto alla malattia? E dove sarebbe il merito, invece, nel non ammalarsi, oppure, nel lavorare anche quando si \u00e8 ammalati? Forse, si tenta di instillare una senso di colpa in coloro che esercitano il diritto di non lavorare quando sono ammalati?<strong> Forse si richiede ai lavoratori di rinunciare a un loro diritto? In nome di che cosa?<\/strong> Della \u201cproduttivit\u00e0\u201d ad ogni costo? Oppure della rinuncia a qualsiasi tutela?<\/p>\n<p>Si sottolinea, inoltre, che il signore avrebbe rinunciato a 239 giorni di ferie, che avrebbe devoluto alla sua citt\u00e0. Anche qui, dietro l\u2019encomio di un singolo individuo si nasconde un\u2019implicita, ma non innocua, <strong>esortazione a privarsi dei propri diritti<\/strong>; non solo alla malattia, bisogna rinunciare anche alle ferie, possibilmente lavorare tutto l\u2019anno, per essere considerati \u201cimpiegati modello\u201d. Evidentemente chi dopo mesi di lavoro decide di godersi un po\u2019 di riposo dovrebbe essere, secondo la RAI, guardato con sospetto, o comunque essere <strong>giudicato un po\u2019 meno meritevole<\/strong> rispetto a chi invece lavora come un mulo senza mai lamentarsi.\u00a0Strana coincidenza, l\u2019inno allo sfruttamento appare proprio mentre il Consiglio dei Ministri discute la<strong><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/01\/28\/italia\/cronache\/pa-pronta-stretta-su-assenze-nei-weekend-e-di-massa-sZCcMXO94EAZRvuGi1QOYJ\/pagina.html\" target=\"_blank\"> Riforma del Pubblico impiego<\/a>,<\/strong>\u00a0animata dalla crociata contro l\u2019assenteismo, che sembra essere diventato l\u2019ultimo capro espiatorio sul quale scaricare tutti i dissesti di uno <strong>Stato destrutturato<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2GvvLUP_Bgw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\"><em><span class=\"captiontext\">Lavorare meno, guadagnarci tutti<\/span><\/em><\/span><strong><br \/>\nLa Riforma Madia<\/strong> da un lato adopera una forma di terrorismo psicologico, con la minaccia del licenziamento \u201cfacile\u201d, dall\u2019altro intende premiare i comportamenti giudicati \u201cvirtuosi\u201d. I premi di produttivit\u00e0 sono un aspetto controverso, <strong>di dubbia efficacia<\/strong>, che sono entrati nel mondo del lavoro accettati acriticamente da tutti, anche dai sindacati. Essi dipendono da ci\u00f2 che viene considerato di volta in volta come \u201cproduttivo\u201d e dalle figure che dovrebbero esprimere tale giudizio, questione tutt\u2019altro che scontata e di facile risoluzione (pur al netto delle varie antipatie e dei vari interessi personali). A questo aspetto controverso, come se non bastasse, se ne aggiunge un altro, cio\u00e8 il tentativo della riforma di <strong>vincolare gli incentivi alla riduzione dell\u2019assenteismo<\/strong>. E come bisognerebbe ridurlo, questo assenteismo? Posto che, naturalmente, i colpevoli sono da perseguire a norma di legge, come era previsto ben prima della riforma Madia e alla crociata di questi mesi, quali sarebbero gli effetti di questa norma? Indurre a lavorare con l\u2019influenza per ottenere l\u2019incentivo? Se lo sono posti questo problema i promotori della riforma? Siamo sempre nella logica del signor Nicotra \u2013 o, per meglio dire, di coloro dei quali egli \u00e8 strumento \u2013 l\u2019assenza pur giustificata dal lavoro vissuta come una colpa, che andrebbe ridotta il pi\u00f9 possibile.\u00a0<strong>\u201cDesidero dire che non tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni\u201d<\/strong> dice l\u2019impiegato modello ma dopo la difesa di ufficio, i dipendenti pubblici tornano subito sul banco degli accusati:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVoglio parlare al cuore e al sentimento dei dipendenti pubblici: quando vi vengono le idee di fare i furbetti, o di creare malattie inesistenti, vi prego, questo \u00e8 mortificante per tutti i giovani precari che lavorano e dopo tre, quattro cinque mesi, perdono il lavoro e la loro dignit\u00e0, e perdono anche la testa\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Siamo all\u2019apoteosi del moralismo neoliberale. <strong>Il lavoro precario concepito non come un effetto di una struttura sociale deregolamentata, ma come un male inevitabile<\/strong>, alla stregua di una catastrofe naturale, invece che una scelta precisa delle \u00e9lite neoliberali, e che i \u201cfortunati\u201d impiegati che ancora hanno il leggendario \u201cposto fisso\u201d devono dimostrare di non meritare.\u00a0Non contento, il nostro modello \u2013 cui non intendiamo qui attribuire nessuna colpa \u2013 rincara la dose:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLo stipendio per tutta la vita \u00e8 un privilegio, noi dipendenti pubblici facciamo parte di un comparto fondamentale della societ\u00e0\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco.\u00a0Il lettore avr\u00e0 notato una parola, \u201cprivilegio\u201d. Siamo dunque al cuore della concezione moralistica del lavoro, lo stipendio \u00e8 un privilegio, il posto fisso \u00e8 una concessione, una \u201cfortuna\u201d, qualcosa cui non si avrebbe alcun diritto, <strong>perch\u00e9 la \u201cnormalit\u00e0\u201d sarebbe fatta da quella precariet\u00e0<\/strong> di cui si \u00e8 poco prima fatta una lacrimevole commiserazione. I dipendenti pubblici, quindi, non devono in alcun modo lamentarsi, perch\u00e9 essi sono titolari di una condizione privilegiata, tanto pi\u00f9 se hanno un lavoro fisso; la loro situazione deve essere vissuta con un senso di colpa onnipresente, con la convinzione di essere dei \u201cgraziati\u201d da un <strong>sistema di sfruttamento<\/strong> che in genere non risparmia e verso cui bisogna mostrare riconoscenza per questa immeritata quanto rara grazia ricevuta.\u00a0Lavorare, rinunciando ai propri diritti \u2013 ridenominati privilegi \u2013 lavorare troppo, lavorare in pochi, questo pu\u00f2 essere lo slogan con cui riassumere il <strong>vergognoso \u201csiparietto\u201d di Sanremo<\/strong>.\u00a0Dietro si cela il moralismo della produttivit\u00e0, l\u2019idea che bisogna \u201cridurre i tempi morti\u201d, quasi che il tempo in cui non si lavora sia inutile, quasi che tutta l\u2019esistenza umana debba ruotare attorno all\u2019attivit\u00e0 lavorativa.<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/arte\/vertigine-cccp\/\" target=\"_blank\"> <strong>\u201cProduci, consuma, crepa\u201d<\/strong> cantavano i CCCP<\/a> e coloro che non possono lavorare, relegati all\u2019\u201cesercito industriale di riserva\u201d, come diceva Marx, sono bollati come falliti, fannulloni, parassiti.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/s_q7T32SrlQ?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\"><em><span class=\"captiontext\">Morire \u2013 CCCP<\/span><\/em><\/span><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/lavorare-meno-lavorare-meglio-vivere-di-piu\/\" target=\"_blank\">Eppure diverse ricerche dimostrano che <strong>la resa del lavoratore aumenta e non diminuisce al ridursi dell\u2019orario di lavoro<\/strong><\/a>, essendo questi meno stressato e pi\u00f9 appagato (Chiss\u00e0 se, per questa via, creando lavoratori pi\u00f9 soddisfatti, non si riducesse anche l\u2019assenteismo!). La concezione moralistica che vede il <strong>lavoro come momento di espiazione del peccato originale<\/strong> \u2013 l\u2019ozio, inteso come astensione volontaria dal lavoro \u2013 rende un servizio al capitalismo.\u00a0Ridurre il carico di lavoro presenta diversi benefici: significa anche<strong>ridurre la disoccupazione, migliorare l\u2019esistenza individuale, e concepire la vita extra-lavorativa non come \u201crelax\u201d<\/strong>, reintegro delle energie necessarie alla produzione, e quindi subalterna rispetto la tempo di lavoro, ma come momento dell\u2019esistenza umana di pari valore, ugualmente meritevole di attenzione e ugualmente benefico alla societ\u00e0.\u00a0I \u201cNicotra\u201d si godano, quindi, le loro ferie, tutte quante e non un giorno di meno. Chiedano, anzi, pretendano, di lavorare di meno, non di nascosto e attraverso il raggiro, ma pubblicamente e collettivamente, perch\u00e9 la loro inattivit\u00e0 sarebbe lavoro per altri e perch\u00e9 potranno apprendere <strong>altri modi per dare il loro contributo alla comunit\u00e0<\/strong>, sebbene non dentro un ufficio; e, forse, potrebbero anche scoprire la bellezza di una vita fondata sull\u2019otium.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/siate-tutti-schiavi-modello\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/siate-tutti-schiavi-modello\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Vergognosa messinscena al Teatro dell\u2019Ariston: si canta l\u2019elogio dello sfruttamento. Il Festival di Sanremo \u00e8 notoriamente una delle trasmissioni televisive pi\u00f9 seguite in Italia. 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