{"id":28495,"date":"2017-02-16T09:45:38","date_gmt":"2017-02-16T08:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28495"},"modified":"2017-02-16T00:04:33","modified_gmt":"2017-02-15T23:04:33","slug":"la-partita-intorno-a-generali-specchio-del-declino-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28495","title":{"rendered":"La partita intorno a Generali: specchio del declino italiano"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDOGIANNULI.IT (Giorgio Cingolani)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intorno a Generali<\/strong> <a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/01\/25\/assicurazioni-generali-cosa-sta-succedendo-davvero-fra-intesa-sanpaolo-mediobanca-caltagirone-e-del-vecchio\/\" target=\"_blank\">si sta consumando una partita assai importante,<\/a> se non esiziale, per i futuri assetti finanziari nazionali e, pi\u00f9 in generale, per l\u2019intero capitalismo italiano.<span id=\"more-8737\"><\/span><\/p>\n<p>Perch\u00e9 Generali non \u00e8 solo la prima impresa di assicurazioni italiana, non \u00e8 soltanto il detentore di circa il 3% del debito pubblico italiano, \u00e8, ed \u00e8 stata, il vero architrave del sistema finanziario italiano (insieme alla Comit, ora Banca Intesa e al Credit, ora Unicredit).<\/p>\n<p><strong>Quando le Generali diventarono italiane<\/strong> (insieme alla RAS), nel 1918, con l\u2019annessione di Trieste, di fatto furono una delle prime e principali multinazionali italiane; negli anni successivi, poi, complice l\u2019arrivo in Europa della crisi nei primi anni Trenta, il loro ruolo divenne assai importante nel panorama finanziario nazionale; a differenza delle banche che vennero travolte e quindi nazionalizzate dall\u2019IRI, le principali imprese di assicurazione uscirono rafforzate dalla crisi dei primi anni Trenta poich\u00e9 non avevano impieghi in aziende industriali ma solo titoli di stato pubblici, che non persero alcun valore per effetto della crisi. Cos\u00ec negli anni successivi, le Generali (e la RAS) parteciparono al capitale della maggior parte dei cosiddetti enti Beneduce e di tutte le iniziative del nuovo stato imprenditore.<\/p>\n<p><strong>Dopo il Secondo conflitto mondiale,<\/strong> nel modello italiano di economia mista, sotto la guida di Mediobanca (e di Enrico Cuccia) le Generali assunsero un ruolo decisivo di architrave del sistema finanziario italiano, ruolo che hanno mantenuto fino ad oggi. Anzi, semmai, negli ultimissimi anni, questo ruolo \u00e8 cresciuto: dalle continue ricapitalizzazioni di Alitalia, agli interventi su Montepaschi il potere politico ha sempre bussato alla porta di Mogliano Veneto, chiedendo sostegno attraverso capitali freschi. Generali ha quasi sempre risposto alle richieste della politica, impegnando consistenti capitali in operazioni di dubbio tornaconto finanziario o industriale, ma che venivano sistematicamente presentate dalla politica come esigenze di \u00absupremo interesse nazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 dire che dagli anni Trenta in poi,<\/strong> la perizia degli amministratori del Leone di Venezia si \u00e8 misurata soprattutto nella loro capacit\u00e0 di resistere alle decine di richieste di intervento che puntualmente arrivavano da parte di politici e azionisti e dalla capacit\u00e0 di opporsi ad acquisizioni spesso troppo onerose.<\/p>\n<p><strong>Enrico Cuccia<\/strong> le amava definire mainmises, e le temeva, e aveva sempre cercato di difendere Mediobanca e Generali da questo tipo di ingerenze. Ma dopo la scomparsa di Cuccia e complice il declino italiano, sono diventate soverchianti.<br \/>\nQuesto ruolo di polmone finanziario e di compagnia di assicurazioni di sistema se non ha compromesso la solidit\u00e0 finanziaria delle Generali, ha per\u00f2 certamente asciugato le sue radici e colpito la sua capacit\u00e0 di crescere nel suo core business.<br \/>\nE in questo risiede la maggior differenza tra le Generali e i suoi maggiori competitor europei. AXA e Allianz non si sono mai avventurate in territori estranei al loro core business, perseguendo pervicacemente l\u2019obiettivo di una crescita dimensionale in campo assicurativo. Negli anni Settanta AXA era ai suoi esordi ed \u00e8 diventata un colosso mondiale in soli 30 anni, mentre Allianz seppur dimensionalmente gi\u00e0 grande, negli anni Ottanta era esclusivamente una compagnia tedesca ed \u00e8 diventata un campione internazionale grazie all\u2019acquisizione della italiana RAS. Negli ultimi decenni, quindi, mentre Generali era impegnata in decine di interventi di sistema, le sue concorrenti, ormai avvedute predatrici, si preparavano alla sfida globale.<br \/>\nCos\u00ec nel volgere di venti anni, le Generali sono diventare una preda.<\/p>\n<p><strong>La morsa di AXA intorno a Generali<\/strong> ha iniziato a stringersi almeno 4 o 5 anni fa, con una lenta manovra di avvicinamento nei confronti di Mediobanca. Stretta un\u2019alleanza inespugnabile con Piazzetta Cuccia, gli uomini di AXA hanno infiltrato le Generali, tanto che oggi la francesizzazione della compagnia del leone \u00e8 in fase gi\u00e0 molto avanzata. E l\u2019intervento di Banca Intesa appare tardivo e difficilmente destinato al successo. Anche se il progetto di un asse Generali-Banca Intesa ha solide prospettive industriali e tutt\u2019altro che campato per aria. Del resto, storicamente Comit e Generali sono state sempre strette alleate e hanno condotto congiuntamente decine di operazioni: dagli anni Cinquanta quando Camillo Giussani fu presidente sia di Generali che di Comit passando per gli anni Ottanta quando le due societ\u00e0 costituirono la Genercomit, societ\u00e0 per il collocamento di prodotti finanziari.<\/p>\n<p><strong>La partita che si sta consumando intorno a Generali era quasi inevitabile,<\/strong> uno specchio del declino italiano. Le (poche) grandi e sane imprese nazionali scontano i problemi italiani e in borsa hanno valori sottostimati, e sono cos\u00ec pi\u00f9 appetibili. Axa probabilmente non vorr\u00e0 accelerare la presa su Generali, non ne ha bisogno e non vuole spaventare la politica, del resto il tempo gioca a suo favore. Intesa San Paolo avrebbe buone ragioni per tentare di creare un campione nazionale nel credito e nelle assicurazioni, ma arriva in gran ritardo e l\u2019operazione ha margini di rischio per il suo management, legate principalmente al costo economico da sopportare in un contesto ostile. \u00c8 probabile che Messina e Bazoli, per differenti ragioni e motivazioni, non avranno il coraggio di tentare una simile impresa.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/partita-generali\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/partita-generali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDOGIANNULI.IT (Giorgio Cingolani) Intorno a Generali si sta consumando una partita assai importante, se non esiziale, per i futuri assetti finanziari nazionali e, pi\u00f9 in generale, per l\u2019intero capitalismo italiano. 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