{"id":28515,"date":"2017-02-17T09:45:00","date_gmt":"2017-02-17T08:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28515"},"modified":"2017-02-16T23:24:02","modified_gmt":"2017-02-16T22:24:02","slug":"quel-che-non-si-dice-sullincontro-trump-netanyahu-e-la-pace-in-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28515","title":{"rendered":"Quel che non si dice sull\u2019incontro Trump-Netanyahu e la pace in Palestina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il riconoscimento di Israele mai avvenuto, la consuetudine diplomatica americana, le aperture dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese e la chiusura di Hamas: i veri nodi della pace.<\/em><\/p>\n<p>Ieri, 15 febbraio, dopo un lungo incontro a quattrocchi nello studio ovale della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, hanno incontrato i giornalisti nel corso di una conferenza stampa dai contenuti per molti versi clamorosi. Trump, infatti, parlando del negoziato di pace \u2013 di fatto bloccato \u2013 tra israeliani e palestinesi, ha sostanzialmente abbandonato la tradizionale posizione della politica estera americana che prevede la \u201csoluzione a due stati\u201d, cio\u00e8 la costituzione di uno stato palestinese che comprenda i territori di Gaza e della West Bank, lasciando a Israele le terre conquistate durante la guerra d\u2019indipendenza del 1948 e parte di quelle occupate durante la guerra dei Sei Giorni del 1967, compresa la citt\u00e0 di Gerusalemme.<\/p>\n<p>Il <em>New York Times<\/em>, l\u2019influente testata che capeggia l\u2019opposizione della stampa liberal americana nei confronti della nuova amministrazione, stamattina tuonava contro il neo presidente con un articolo nel quale si afferma che \u00ab<em>Donald Trump ha gettato a mare due decenni di diplomazia ortodossa [\u2026]dichiarando che gli Stati Uniti non insisteranno pi\u00f9 sulla creazione di uno stato palestinese come parte di un accordo di pace<\/em>\u00bb. Il riferimento \u00e8 alla prima presidenza Clinton (1991) che, dopo la firma degli Accordi di Oslo, ha inaugurato la strada perseguita da allora in avanti dalla diplomazia americana nel sostenere pi\u00f9 intensamente l\u2019ipotesi del \u201cdue stati\u201d nella Palestina geografica.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il presidente Trump \u00e8 stato pi\u00f9 cauto in quanto, accanto a un insolitamente silenzioso Netanyahu, non ha \u00ab<em>gettato a mare<\/em>\u00bb la proposta, ma ha semplicemente detto: \u00ab<em>io non cerco una soluzione due stati o uno stato<\/em> (cio\u00e8, Israele con al suo interno una buona fetta di palestinesi gi\u00e0 residenti nei territori occupati, <em>ndr<\/em>), <em>sarei soddisfatto di un risultato gradito a tutte e due le parti in causa. Accetterei qualsiasi delle due soluzioni<\/em>\u00bb. Poi, forse per mitigare l\u2019effetto sorpresa su un clamoroso cambio di linea politica rispetto alle precedenti amministrazioni, il neo presidente ha aggiunto che vedrebbe con favore uno stop alla costruzione di nuovi insediamenti ebraici nei territori ancora contesi della Cisgiordania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La posizione di Netanyahu e dei palestinesi<\/strong><\/p>\n<p>Il primo ministro israeliano, che pure finora sembrava aver accettato la prospettiva futura della costituzione di uno stato palestinese al fianco di Israele, ha immediatamente approfittato delle parole del collega americano per affermare di preferire il confronto sulla \u00ab<em>sostanza<\/em>\u00bb piuttosto che la discussione sulle \u00ab<em>etichette<\/em>\u00bb. Netanyahu ha sottolineato che il prerequisito per accettare la costituzione di uno stato palestinese indipendente \u00e8 il riconoscimento di Israele sia da parte dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese che amministra la West Bank sia da parte degli estremisti islamisti di Hamas che governano la citt\u00e0 di Gaza. Un prerequisito di difficile soddisfazione, visto che ambedue le fazioni palestinesi dichiarano nei rispettivi statuti di non riconoscere l\u2019esistenza dello stato di Israele, definito semplicemente \u00ab<em>entit\u00e0 sionista<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, mentre il capo dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese e leader della fazione moderata Al Fatah, Mahmoud Abbas, \u00e8 disponibile a discutere di una pace con Tel Aviv e del relativo riconoscimento della stato di Israele, al contrario Hamas, che solo il 13 febbraio scorso ha eletto proprio responsabile politico un estremista come Yehyia Sinwar, difficilmente accetter\u00e0 di riconoscere Israele e di siglare un trattato di pace con il \u00ab<em>nemico sionista<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Con la sua presa di posizione forse Trump ha inteso non solo \u00ab<em>gettare a mare due decenni di diplomazia ortodossa<\/em>\u00bb come ha velenosamente commentato il <em>New York Times<\/em>, ma semplicemente prendere atto della fragilit\u00e0 di una formula che non prevede l\u2019unico passo definitivo verso la pace: la presa d\u2019atto irreversibile del fatto che, piaccia o non piaccia ai palestinesi e ai loro potenti sponsor arabi, Israele \u00e8 una realt\u00e0 politica e nazionale che va riconosciuta e accettata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Schermata-2017-02-16-alle-10.48.14.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66379 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Schermata-2017-02-16-alle-10.48.14.png\" alt=\"Schermata 2017-02-16 alle 10.48.14\" width=\"1295\" height=\"740\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il falso mito della consuetudine clintoniana<\/strong><\/p>\n<p>D\u2019altronde, vale la pena ricordare la soluzione dei due stati non \u00e8 una novit\u00e0 degli anni Novanta, n\u00e9 una trovata di Bill Clinton. Gi\u00e0 nel 1947 l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite approv\u00f2 una risoluzione che decideva la spartizione della Palestina in due stati, uno arabo e uno ebraico. Questa risoluzione di settant\u2019anni fa prevedeva quindi in largo anticipo sugli anni Novanta la \u201csoluzione dei due stati\u201d, ma fu rifiutata dai palestinesi e da tutti gli stati arabi, che nel maggio del 1948 preferirono muovere guerra tutti insieme contro il neonato Stato di Israele, in un conflitto disastroso che li vide sconfitti e che provoc\u00f2 la <em>Nabqa<\/em>, la \u201ccatastrofe\u201d, ovvero il primo esodo massiccio di profughi palestinesi dalle terre conquistate con le armi dagli israeliani. Non sono state sufficienti altre tre guerre \u2013 nel 1956, nel 1967 e nel 1973 \u2013 per convincere il mondo arabo dell\u2019irreversibile realt\u00e0 di uno stato ebraico all\u2019interno dei confini di parte della Palestina geografica.<\/p>\n<p>Finora, i negoziati si sono incentrati sulla ricerca di formule diplomatiche che si sono tutte disciolte di fronte al sostanziale rifiuto del mondo arabo-palestinese di riconoscere l\u2019esistenza (e la forza militare) di Israele. La formula dei due stati, dai tempi di Bill Clinton a oggi, anche se \u201cpoliticamente corretta\u201d, finora si \u00e8 nella sostanza arenata proprio sul rifiuto di ammettere l\u2019esistenza di quella che non \u00e8 una semplice \u00ab<em>entit\u00e0 sionista<\/em>\u00bb ma uno stato sovrano riconosciuto da tutti i paesi del mondo, compresi alcuni stati musulmani come Turchia, Egitto e Giordania. Forse, l\u2019uscita \u2013 molto \u201ctrumpiana\u201d \u2013 del presidente degli Stati Uniti sul tema dei due stati, servir\u00e0 quantomeno a riportare il processo di pace nei confini della realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/incontro-trump-netanyahu-pace-palestina-gaza-cisgiordania\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/incontro-trump-netanyahu-pace-palestina-gaza-cisgiordania\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) Il riconoscimento di Israele mai avvenuto, la consuetudine diplomatica americana, le aperture dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese e la chiusura di Hamas: i veri nodi della pace. 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