{"id":28559,"date":"2017-02-19T11:45:38","date_gmt":"2017-02-19T10:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28559"},"modified":"2017-02-17T23:32:17","modified_gmt":"2017-02-17T22:32:17","slug":"il-caso-flynn-e-i-servizi-segreti-contro-donald-trump-tanta-voglia-dimpeachment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28559","title":{"rendered":"Il caso Flynn e i servizi segreti contro Donald Trump: tanta voglia d\u2019impeachment"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici e Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019intelligence USA scherza col fuoco. Cosa c\u2019\u00e8 dietro il caso delle dimissioni di Michael Flynn, Consigliere per la Sicurezza Nazionale dell\u2019Amministrazione Trump.<\/em><\/p>\n<p>Luned\u00ec 13 febbraio il Consigliere per la Sicurezza Nazionale della nuova Amministrazione Trump, Michael Flynn, ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica. Motivo? Aver taciuto al vice presidente Mike Pence parte del contenuto di conversazioni telefoniche scambiate con l\u2019ambasciatore della Federazione Russa a Washington, Sergey Kislyak, il 29 dicembre e nei giorni successivi. Dunque, nel periodo successivo alla vittoria di Donald Trump (avvenuta l\u20198 novembre 2016), quando cio\u00e8 Flynn era gi\u00e0 stato designato quale futuro capo del National Security Council. Si tenga conto sin d\u2019ora di questo primo elemento, sul quale torneremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\">\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0_ad_container\">\n<div id=\"beacon_57d4ed092c\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/cat.fr.eu.criteo.com\/delivery\/lg.php?cppv=1&amp;cpp=n3r7GXxZdFRmaE8zQW1kVG8xcmpvL0lURHp6c3dEaE5GdTlnZE4ybmdsWURReERtTFE0S3QrL3YybTFVUVY3WkVPWVhlR3JDQWlVclc0V1J0ZC9JUzJ3NGwwZHA3U2VKQ1VFU3kvaU40UW5jTk45dVlkZFVYQVN3N0FVTXU0bGJtTTRtUWZIUUdlRjlpbWdEbDdLN2ZMMm10ZEJoQlNQeE9TTmhCZnlwVThnTTdTWW9USGJhUzdPKzNzUDkybFpVV2lhTWhFby9vR1MxL20xTzlCbUdGb1NtUW8vdjdrOUNodWxTd3lJWUJhb0xvbEtvPXw%3D\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSYJAM.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66399 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSYJAM.jpg\" alt=\"National security adviser General Michael Flynn (L) arrives to deliver a statement next to Press Secretary Sean Spicer during the daily briefing at the White House in Washington U.S.\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(il generale Michael Flynn)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La ricostruzione degli eventi<\/strong><\/h3>\n<p>Il 12 gennaio 2017, cio\u00e8 quattro giorni dopo l\u2019insediamento del nuovo presidente alla Casa Bianca, il giornalista David Ignatius del <em>Washington Post<\/em> pubblica la notizia \u2013 ricevuta da \u00ab<em>fonti affidabili<\/em>\u00bb \u2013 delle conversazioni tra Flynn e il diplomatico russo. Ignatius nel suo articolo sottolinea curiosamente un aspetto da pochi conosciuti: cio\u00e8 che, se il consigliere designato ma non ancora insediato avesse discusso con il suo interlocutore russo del tema della sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Russia dopo l\u2019annessione della Crimea, avrebbe violato una legge nota come \u201cLogan Act\u201d, che proibisce a \u00ab<em>privati cittadini non autorizzati di discutere di dispute con paesi stranieri<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, non solo quella norma \u00e8 oscura nei contenuti e risalente addirittura al 1799, ma \u00e8 semisconosciuta e nota solo a pochi addetti ai lavori. Infatti, viene ricordata al giornalista guarda caso da una \u201cgola profonda\u201d, che lo imbecca non solo sulla conversazione ma gli fornisce anche copia della trascrizione dell\u2019intercettazione telefonica sul colloquio intercorso tra Flynn e l\u2019ambasciatore. E questo \u00e8 il secondo elemento di cui tener conto.<\/p>\n<p>Dopo lo scoop del <em>Washington Post<\/em>, il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer dichiara ai media che, in effetti, Flynn ha scambiato \u00ab<em>text messages<\/em>\u00bb, e cio\u00e8 messaggi con l\u2019ambasciatore. Il successivo 14 gennaio, il consigliere per la Sicurezza nazionale Flynn informa il vice presidente Mike Pence di aver effettivamente dialogato con il diplomatico russo su argomenti generali di comune potenziale interesse, ma di non aver toccato il tema delle sanzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSYNRY.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66396 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSYNRY.jpg\" alt=\"Spicer holds a press briefing at the White House in Washington\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer)<\/em><\/p>\n<p>Il 26 gennaio, poi, il ministro della Giustizia ad interim Sally Yates informa finalmente la Casa Bianca dell\u2019esistenza di intercettazioni telefoniche eseguite da \u00ab<em>un\u2019agenzia di intelligence<\/em>\u00bb (in USA ce ne sono 17, ma probabilmente si tratta della CIA, dell\u2019FBI o della NSA), che smentiscono le dichiarazioni rilasciate ai media dal portavoce Spicer e il cui contenuto espone il capo del National Security Council \u00ab<em>al ricatto dei russi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Val la pena di sottolineare qui che Sally Yates all\u2019epoca dei fatti \u00e8 gi\u00e0 in rotta di collisione con la nuova amministrazione sul discusso <em>executive order<\/em> presidenziale che impone il divieto di accesso negli Stati Uniti per cittadini provenienti da 7 paesi considerati a rischio. Per tale motivo la Yates, dopo per aver rifiutato di difendere l\u2019atto del governo in tribunale, pochi giorni dopo sar\u00e0 licenziata, precisamente il 31 gennaio.<\/p>\n<p>Nel frattempo, anche il contenuto di questa nota del Ministro della Giustizia ad interim filtra alla stampa e scatena un putiferio. Cos\u00ec, il 9 febbraio Flynn rilascia un\u2019intervista al <em>Washington Post<\/em> per chiarire la vicenda, ma il giornalista che lo interroga gli fa capire chiaramente di essere in possesso di documenti riservati, e scrive che a quel punto Flynn tentenna: \u00ab<em>non ricorda di aver discusso delle sanzioni con l\u2019ambasciatore russo, ma non \u00e8 certo che l\u2019argomento non sia stato toccato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo per la Casa Bianca di prendere una posizione ufficiale. Tocca direttamente al vice presidente Mike Pence intervenire, che rende noto di essere infuriato per non essere stato informato da Michael Flynn circa la sua condotta. \u00c8 il momento decisivo: il 13 febbraio Flynn, ex generale dell\u2019esercito e gi\u00e0 direttore della Defence Intelligence Agency (il servizio segreto militare) rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere per la Sicurezza Nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSZ2AS.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66397 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSZ2AS.jpg\" alt=\"Pence attends the swearing-in ceremony of Mulvaney at the executive office in Washington, U.S.\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(il vicepresidente Mike Spence)<\/em><\/p>\n<p>Nella sua lettera di dimissioni al presidente, scrive: \u00ab<em>Nell\u2019ambito dei miei doveri come Consigliere designato per la sicurezza nazionale, ho avuto colloqui telefonici con molti interlocutori stranieri [\u2026] Queste telefonate servivano ad agevolare la transizione e a costruire le necessarie relazioni tra il nuovo presidente, i suoi consiglieri e i leader stranieri. Si tratta di una prassi standard in qualsiasi transizione di questa rilevanza<\/em>\u00bb. Flynn smentisce quindi di aver agito da privato cittadino ma ammette poi di aver fornito al vice presidente \u00ab<em>informazioni incomplete sul contenuto delle conversazioni telefoniche con l\u2019ambasciatore russo<\/em>\u00bb. Da qui le irrevocabili dimissioni.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la reazione dello stesso presidente alle dimissioni di Micheal Flynn, vero obiettivo della campagna contro la sua amministrazione \u2013 e di cui il generale \u00e8 solo una vittima incidentale lungo una strada che appare ancora lunga \u2013 incalzato dal reporter della <em>CNN<\/em> <span class=\"st\">Jim Acosta durante la conferenza stampa del 16 febbraio alla Casa Bianca,<\/span> il commento di Donald Trump \u00e8 stato lapidario: <em>\u00abvery fake news\u00bb <\/em>ossia \u201cnotizie davvero false\u201d.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"videoWrapper\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1_S1YnXfCe8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il comportamento scorretto dei servizi segreti<\/strong><\/h3>\n<p>Quella appena descritta \u00e8 la cronologia degli eventi che hanno determinato la prima vera crisi dell\u2019amministrazione Trump. Ci\u00f2 che emerge di pi\u00f9 grave da questa sequenza, tuttavia, non \u00e8 il comportamento non esattamente avveduto e trasparente di Micheal Flynn, quanto piuttosto l\u2019uso spregiudicato d\u2019intercettazioni telefoniche di dubbia legittimit\u00e0: le leggi americane, infatti, autorizzano s\u00ec l\u2019FBI e la CIA a chiedere alla NSA di eseguire intercettazioni in caso attivit\u00e0 antiterrorismo o di controspionaggio, ma non certo a intercettare membri <em>designati<\/em> dell\u2019amministrazione incombente. In questo caso, invece, il testo prima di essere fornito dall\u2019intelligence ai clienti istituzionali \u00e8 stato fatto filtrare alla stampa di opposizione, usando il sistema cosiddetto dei <em>leak, <\/em>in gergo giornalistico.<\/p>\n<p>In questo caso, dunque, l\u2019intelligence statunitense, lungi dall\u2019eseguire il proprio compito di contribuire lealmente al processo decisionale dell\u2019esecutivo (dal quale essa dipende), ha perseguito evidentemente il fine contrario di contribuire ad abbatterlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTX1JL14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66398 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTX1JL14.jpg\" alt=\"Senate Judiciary hearing about encryption on Capitol Hill in Washington\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(l\u2019ex Segretario alla Giustizia, Sally Yates, in audizione presso l\u2019FBI)<\/em><\/p>\n<p>Da questa storia, inoltre, emerge come un ministro ad interim quale la signora Yates dopo lo scoop giornalistico ma prima di rimettere il mandato abbia avvisato nell\u2019ordine: la Casa Bianca, il Congresso e la stampa, del fatto \u00ab<em>gravissimo<\/em>\u00bb che il contenuto delle intercettazioni esponeva il consigliere per la sicurezza nazionale a un \u00ab<em>ricatto russo<\/em>\u00bb. Fatto che, ovviamente, non costituisce reato ma che crea solo imbarazzo politico.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del comportamento reticente di Michael Flynn nei confronti del suo vice presidente (un peccato veniale di fronte a quello delle \u201cgole profonde\u201d), appare ormai chiaro come l\u2019opposizione di quella parte d\u2019America che non accetta che Donald Trump abbia democraticamente vinto le elezioni presidenziali, sia tale che ricorrer\u00e0 a qualsiasi strumento per rovesciare il presidente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L\u2019ombra dell\u2019impeachment<\/strong><\/h3>\n<p>Il problema \u00e8 che tale opposizione ha numerosi sostenitori non solo nei media, nei circoli intellettuali, tra i democratici e in una parte dei repubblicani. Ma anche nella comunit\u00e0 d\u2019intelligence, uno strumento rilevante del potere attraverso cui si cerca evidentemente e pervicacemente di trovare scorciatoie di qualsiasi natura per raggiungere lo scopo di destabilizzare la presidenza Trump, anche attraverso l\u2019uso di \u201cdirty tricks\u201d, cio\u00e8 quei giochi scorretti (che, per dire, in Italia chiamiamo \u201cmacchina del fango\u201d) che possono poi sconfinare in attivit\u00e0 illegali, tese a screditare i propri nemici. Fino ad arrivare a un possibile <em>impeachment<\/em>, peraltro gi\u00e0 evocato in non poche occasioni.<\/p>\n<p>Quali che siano i meriti o i demeriti presenti e futuri del nuovo presidente americano, gli strumenti che quotidianamente vengono messi in campo dagli avversari del tycoon \u2013 primo fra tutti l\u2019uso sistematico dei <em>leaks<\/em> da parte di \u201cgole profonde\u201d che agiscono in modo coordinato e concertato \u2013 rischiano seriamente di minare le basi della democrazia americana con una ricerca di espedienti extra istituzionali che sconfinano nel golpismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSZ0RE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66400 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/RTSZ0RE.jpg\" alt=\"U.S. President Trump takes questions during news conference at the White House in Washington\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(\u201cVery fake news\u201d, il presidente Trump risponde cos\u00ec ai giornalisti sul caso Flynn)<\/em><\/p>\n<p>Guardando all\u2019America di oggi, non si pu\u00f2 non sottolineare che, quando viene meno il principio di leale collaborazione tra gli apparati di intelligence e l\u2019esecutivo, e quando sono i servizi segreti a pretendere di dettare la linea politica al governo, gli stessi servizi deviano dal loro compito. E la democrazia frana.<\/p>\n<p>Alla luce di questi, eventi assume un nuovo rilievo l\u2019analisi di un osservatore solitamente molto accurato e prudente come l\u2019ambasciatore Sergio Romano che, subito dopo l\u2019elezione di Donald Trump a 45esimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America, ha dichiarato con sincera preoccupazione che gli USA vivono oggi un clima da \u00ab<em>vigilia di guerra civile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/servizi-segreti-contro-donald-trump-impeachment-michael-flynn\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/servizi-segreti-contro-donald-trump-impeachment-michael-flynn\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici e Luciano Tirinnanzi) L\u2019intelligence USA scherza col fuoco. Cosa c\u2019\u00e8 dietro il caso delle dimissioni di Michael Flynn, Consigliere per la Sicurezza Nazionale dell\u2019Amministrazione Trump. 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