{"id":28616,"date":"2017-02-20T12:15:59","date_gmt":"2017-02-20T11:15:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28616"},"modified":"2017-02-19T22:53:07","modified_gmt":"2017-02-19T21:53:07","slug":"la-democrazia-che-sogno-le-fate-stato-di-eccezione-teoria-dellalieno-e-del-terrorista-e-repubblicanesimo-geopolitico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28616","title":{"rendered":"La democrazia che sogn\u00f2 le fate (stato di eccezione, teoria dell&#8217;alieno e del terrorista e repubblicanesimo geopolitico)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Massimo Morigi)<\/strong><\/p>\n<p>Triste l\u2019uomo che vide in sogno le fate!<\/p>\n<p>Con un unico sogno sciup\u00f2 l\u2019intera sua vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Po-Chu-i, <em>L\u2019uomo che sogn\u00f2 le fate<\/em> (da <em>Liriche cinesi<\/em>, Einuadi, p.170)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scrive Walter Benjamin nella tesi n.8 di <em>Tesi di filosofia della storia<\/em>: \u201cLa tradizione degli oppressi ci insegna che lo \u2018stato di emergenza\u2019 in cui viviamo \u00e8 la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro compito, la creazione del vero stato di emergenza; e ci\u00f2 migliorer\u00e0 la nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La sua fortuna consiste, non da ultimo, in ci\u00f2 che i suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perch\u00e9 le cose che viviamo sono \u2018ancora\u2019 possibili nel ventesimo secolo \u00e8 tutt\u2019altro che filosofico. Non \u00e8 all\u2019inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che l\u2019idea di storia da cui proviene non sta pi\u00f9 in piedi.\u201d\u00a0 <strong>(1)<\/strong> \u00a0Ancor pi\u00f9 radicale di Carl Schmitt per il quale lo stato di eccezione <strong>(2)<\/strong> pur stando alla base dell\u2019ordinamento giuridico non faceva parte, comunque, dello stesso, Walter Benjamin aveva compreso che lo stato di eccezione andava ben al di l\u00e0\u00a0 della visione schmittiana di katechon ultimo cui fare ricorso per impedire la dissoluzione dello stato ma costituiva, bens\u00ec, la natura stessa dello stato e della vita associata. Per essere ancora pi\u00f9 chiari: per Carl Schmitt uno stato di eccezione che entra in scena solo nei momenti di massima crisi; per Walter Benjamin uno stato di eccezione continuamente ed incessantemente operante e in cui il suo mascheramento in forme giuridiche \u00e8 funzionale al mantenimento dei rapporti di dominio. Se giustamente, ma con intento nemmeno tanto nascostamente denigratorio, il pensiero di Carl Schmitt \u00e8 stato definito \u2018decisionismo\u2019, Walter Benjamin apre al pensiero politico la dimensione dell\u2019iperdecisionismo. Questo iperdecisionismo\u00a0 \u00e8 un aspetto\u00a0 del pensiero di Walter Benjamin che finora non ha ricevuto alcuna attenzione. S\u00ec, \u00e8 vero che molto \u00e8 stato scritto sui rapporti fra Walter Benjamin e Carl Schmitt, molta acribia filologica \u00e8 stata spesa sull\u2019argomento ma quello che \u00e8 totalmente mancato \u00e8 un discorso sul significato in Benjamin di una visione iperdecisionista e sul significato <em>per noi<\/em> dell\u2019iperdecisionismo benjaminiano. Quella che \u00e8 mancata, insomma, \u00e8 un\u2019autentica visione filosofico-politica, un vuoto di pensiero che \u00e8 segno, prima ancora di una incomprensione di Benjamin, della totale cecit\u00e0 dell\u2019attuale pensiero politico, <em>tutto<\/em>, sui tempi che stiamo vivendo. \u201cL\u2019idea di storia da cui proviene non sta pi\u00f9 in piedi\u201d, quello che per Benjamin era letteralmente spazzatura, una propaganda ancor peggio del fascismo, era il concetto che la storia fosse un processo immancabilmente tendente al progresso, un progresso che avrebbe immancabilmente sollevato l\u2019uomo, in virt\u00f9 di regole e leggi sempre pi\u00f9 razionali, dalla fatica della decisione <em>extra legem<\/em>. Sconfitto il fascismo, le societ\u00e0 del secondo dopoguerra, quelle capitalistiche e quelle socialiste indifferentemente, sono state\u00a0 basate proprio su questo principio, il principio cio\u00e8 che la norma ( che assumesse pi\u00f9 o meno una forma giuridica, poco importa: le societ\u00e0 socialiste avevano un rapporto pi\u00f9 sciolto con la lettera della legge ma assolutamente ferreo sulla loro costituzione materiale, l\u2019impossibilit\u00e0 cio\u00e8 di mettere in discussione il ruolo del partito) non poteva essere messa in discussione se non soppiantandola con un\u2019altra norma successiva generata secondo determinate regole elettorali del gioco democratico (o della democrazia socialista, nei paesi nella sfera d\u2019influenza sovietica o politicamente organizzati sulla scia della tradizione politica della rivoluzione bolscevica). Su questo principio si sono edificate le liberaldemocrazie e i cosiddetti regimi del socialismo reale ma si tratta di un principio, come ben aveva visto Benjamin, che non sta letteralmente in piedi e svolge unicamente la funzione di mascheramento dei rapporti di dominio (rapporti di dominio che anche se disvelati si cerca di giustificare, da parte dell\u2019intellighenzia e dai detentori del potere politico dediti alla riproduzione e mantenimento di questi rapporti, col dire che costituiscono un progresso rispetto al passato: un passo verso sempre maggiore democrazia o un passo verso il comunismo nei defunti paesi socialisti). Causa, principalmente, la loro inefficienza economica e rapporti di dominio all\u2019interno di queste societ\u00e0 non proprio cos\u00ec totalitari come la pubblicistica e la scienza politica democratiche hanno sempre voluto far credere, le societ\u00e0 socialiste sono finite nel mitico bidone della storia e quindi oggigiorno, eredi della vittoria sul nazifascismo, rimangono su piazza le cosiddette societ\u00e0 liberaldemocratiche. A chiunque sia onesto e non voglia ragliare le scemenze sulla libert\u00e0 e la democrazia che queste societ\u00e0 consentirebbero, risulta solarmente evidente che la democrazia in queste societ\u00e0 \u00e8 del tutto allucinatoria mentre la libert\u00e0 \u00e8, per dirla brevemente e senza bisogno di far sfoggio di tanta dottrina, per molti strati della popolazione, la libert\u00e0 di morire di fame e di essere emarginati da qualsiasi processo decisionale. <strong>(3)<\/strong> Se i ragli ideologici sono per\u00f2 utili per stabilizzare presso i ceti intellettuali, che \u00e8 meglio definire per la loro intima somaraggine ceti semicolti, la teodicea della liberaldemocrazia, per gli strati con un livello di istruzione inferiore \u00e8 necessario qualcosa di diverso e di un livello ancora pi\u00f9 basso non tanto per celare la natura dei rapporti di dominio ma nel loro caso per celare la presenza stessa di questi rapporti. Tralasciando in questa sede i risaputi discorsi sul <em>Panem et circenses<\/em><em> (per la verit\u00e0, man mano che le democrazie elettoralistiche tradiscono le loro promesse, sempre meno panem e sempre pi\u00f9 circenses), \u00e8 un su un particolare aspetto della societ\u00e0 dello spettacolo che vogliamo focalizzare la nostra attenzione, un aspetto che come vedremo \u00e8 intimamente legato, per quanto in maniera deviata e degradata, con la percezione benjaminiana che lo stato di eccezione in cui viviamo \u00e8 la regola. In breve: riservata fino a non molto tempo fa ai racconti e ai film di fantascienza, \u00e8 ora in corso attraverso documentari televisivi che trattano l\u2019argomento con un taglio apparentemente scientifico, una imponente invasione di alieni. E se alcuni di questi prodotti televisivi riescono, nonostante tutto, a non sbragare completamente e a trattare la questione quasi unicamente dal punto di vista della esobiologia, la maggior parte di questi d\u00e0 l\u2019invasione come un fatto gi\u00e0 avvenuto e ancora non universalmente riconosciuto come vero perch\u00e9 le autorit\u00e0, quelle militari in primis, avrebbero compiuto una costante opera di insabbiamento della verit\u00e0. E, in effetti, quello della manipolazione della verit\u00e0 da parte delle autorit\u00e0 \u00e8 la pura e semplice verit\u00e0, solo che, per somma ironia, in senso diametralmente opposto rispetto a quello che credono gli ingenui ufologi. In altre parole, oltre che dall\u2019esame delle fonti in merito, \u00e8 di tutta evidenza che le apparizioni ufologiche sono legate allo svolgimento di esperimenti nel campo delle nuove armi e che lo smentire, da parte delle autorit\u00e0 militari, l\u2019esistenza degli UFO non \u00e8 altro che una loro astuta mossa per far credere in un insabbiamento dell\u2019esistenza dell\u2019extraterrestre\u00a0 \u00a0mentre quello che in realt\u00e0 si vuole celare \u00e8 l\u2019esperimento militare. E dal punto di vista dei detentori del potere (siano essi militari o civili) un altro non disprezzato frutto della credenza dell\u2019invasione aliena \u00e8 che, comunque, di un potere c\u2019\u00e8 un dannato bisogno per proteggere l\u2019umanit\u00e0 da una tale terribile minaccia (quello che vogliono gli ufologi non \u00e8 tanto mettere in discussione le autorit\u00e0 ma metterle di fronte alle loro responsabilit\u00e0 dichiarando che siamo in presenza di una minaccia aliena e chiedendo espressamente al popolo il suo aiuto per fronteggiarla). <strong>(4)<\/strong> Perch\u00e9, al di l\u00e0 di questa funzione di soggiogamento delle masse<\/em> ind\u00f2tte, <em>questi prodotti intratterrebbero allora un rapporto, per quanto malato, con lo stato di eccezione benjaminiano? Molto semplicemente perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 una verit\u00e0 che essi ci consentono di cogliere, \u00e8 che, a causa della invasione degli alieni,\u00a0 noi viviamo in un stato di eccezione permanente. Ovviamente per gli ingenui tremebondi dell\u2019omino verde che si diverte a compiere esperimenti su poveretti rapiti e portati allo scopo\u00a0 sull\u2019astronave aliena, lo stato di eccezione \u00e8 scatenato da una forza esterna ma noi si sarebbe altrettanto ingenui se ci si limitasse a giudicare questa psicosi unicamente o come indotta da documentari spazzatura o, se si vuole andare pi\u00f9 a fondo, come una sorta di despiritualizzazione delle forme della religione tradizionale dove il diavolo viene sostituito dall\u2019omino verde. Al fondo c\u2019\u00e8 anche la percezione che i cosiddetti doni della liberaldemocrazia non sono per sempre e che il baratro \u00e8 l\u00ec che ci aspetta ad un solo passo. Se almeno a livello di coscienza degli strati meno acculturati delle popolazioni appartenenti alle democrazie elettoralistiche occidentali esiste effettivamente la percezione di un disastro incombente ( i bassi livello di reddito se non generano una consapevolezza sui rapporti di forza che vigono nelle democrazie, sono comunque ben propedeutici a profondi stati d\u2019ansia),\u00a0 a livello di scienza e di filosofia politica questa percezione \u00e8 stata definitivamente rimossa. Per farla breve. Il pensiero marxista, nonostante negli ultimi anni si dica che assistiamo ad una sua rinascita, non \u00e8 riuscito nemmeno\u00a0 a sviluppare una coerente analisi perch\u00e9 l\u2019esperienza del socialismo realizzato sia miseramente franata. Alcune frange lunatiche che pretendono essere gli eredi del grande pensatore di Treviri continuano a farfugliare di imminenti e terrificanti crisi del sistema capitalistico, ignorando i poverini che, come insegna Schumpeter,\u00a0 la crisi \u00e8 il motore stesso del sistema capitalistico (distruzione creatrice et similia). Sul cosiddetto pensiero liberaldemocratico meglio stendere un velo pietoso, perch\u00e9 se storicamente dopo il secondo dopoguerra \u00e8 servito nella sfera geopolitica di influenza statunitense a svolgere il ruolo di occultamento dei rapporti di dominio, oggi \u00e8 totalmente incapace di svolgere addirittura questa funzione. \u00c8 un fenomeno riservato al dibattito accademico, per promuovere pi\u00f9 o meno qualche carrieruzza in quest\u2019ambito o, tuttalpi\u00f9 per essere preso di rimbalzo da qualche giornalista trombone che diffondendo questa menzogna si vuole cucire qualche spallina da intellettuale per vantarsi di fronte ai colleghi che trattano la cronaca nera, ma per tenere dominate le masse, molto meglio una informazione di livello cavernicolo e totalmente etero guidata , <strong>(5)<\/strong> qualche quiz, qualche film, pornografia internettiana a volont\u00e0 e per i pi\u00f9 ansiosi e percettivi dello stato di eccezione permanente con le sue potenzialit\u00e0 catastrofiche, molto meglio le invasioni aliene. Peccheremmo per\u00f2 di falso per omissione se considerassimo il pensiero politico di questo inizio di terzo millennio come un immenso campo di macerie. In primo luogo \u2013 primo solo perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 di questo indirizzo \u00e8 direttamente e unicamente a noi ascrivibile \u2013 il \u2018repubblicanesimo geopolitico\u2019 <strong>(6)<\/strong> pur riconoscendo al neorepubblicanesimo alla <\/em>Philip <em>Pettit o alla Quentin Skinner il merito storico di aver iniziato un\u2019operazione di progressivo distacco dal mainstream liberaldemocratico, da questo si allontana nettamente per aver messo l\u2019accento sul problema del potere, dei conseguenti rapporti di dominio e su come democrazia non significhi, come nel neorepubblicanesimo, una difesa dal potere ma la suddivisione molecolare \u2013 e felicemente conflittuale \u2013 del potere stesso. Nel campo del pensiero marxista, fondamentale, per mettere in evidenza lo stato di eccezione permanente che informa tutta la vita politica e sociale, \u00e8 il lavoro teorico svolto da Gianfranco la Grassa e le sue illuminanti riflessioni sulla razionalit\u00e0 strategica <\/em><em>versus<\/em><em> razionalit\u00e0 strumentale, sugli agenti strategici e sugli strateghi del capitale . <strong>(7)<\/strong> Sia il repubblicanesimo geopolitico sia il lavoro teorico di La Grassa sono quindi basati sul tentativo di svolgere un\u2019analisi puntuale del potere, sia che questo si manifesti nei rapporti sociali sia nelle sue espressioni istituzionali, e dalla consapevolezza che ogni pratica politica volta ad aumentare il tasso di libert\u00e0 all\u2019interno della societ\u00e0 non sia un fatto di enunciazione di eterni principi (enunciazioni che invece sono dissimulazioni di pratiche di dominio) ma di continui e pratici tentativi per effettuare una effettiva diffusione e parcellizzazione di questo potere. Inoltre sia in\u00a0 La Grassa che nel\u00a0 \u2018repubblicanesimo geopolitico\u2019, \u00e8 centrale la consapevolezza, tratta dall\u2019evidenza storica, che il capitale \u00e8 solo un strumento attraverso il quale si svolgono le lotte di potere (il \u2018repubblicanesimo geopolitico\u2019 sostiene che la libert\u00e0, sia individuale che dei gruppi sociali, per essere esercitata necessita di un suo spazio vitale di esercizio ed espansione conflittuale e quindi, il repubblicanesimo geopolitico, ispirandosi alla terminologia della geopolitica tedesca, pu\u00f2 essere definito, \u2018Lebensraum repubblicanesimo\u2019; <strong>(8)<\/strong> mentre in La Grassa fondamentale \u00e8 il ruolo svolto dagli agenti strategici che lottano continuamente per espandere la loro sfera di influenza servendosi anche, ma non solo, degli strumenti finanziari e della produzione capitalistica). Detto sinteticamente: se con La Grassa il marxismo esce definitivamente, per individuare gli strumenti di riproduzione del potere, dalla mitologia marxiana dei rapporti di produzione capitalistici, il \u2018repubblicanesimo geopolitico\u2019 fa piazza pulita della mitologia liberaldemocratica che la libert\u00e0 sia una questione di norme e di regole del gioco. In entrambi centrale \u00e8 la benjaminiana consapevolezza che la vera norma che regola il gioco sociale e politico \u00e8 lo stato di eccezione. L\u2019uomo che sogn\u00f2 le fate era stato condotto da uno svolazzare di fate davanti all\u2019imperatore di giada\u00a0 che gli aveva assicurato che dopo quindici anni di sacrifici sarebbe stato ammesso al regno degli immortali. Ma gli anni passarano e tutto quello che accadde fu che quest\u2019uomo, come tutti, invecchi\u00f2 e poi mor\u00ec (non aveva capito, in altri termini, che ogni esistenza, sia sociale che individuale, \u00e8 intessuta in uno stato di eccezione che non ammette utopiche attese). La poesia di <\/em>Po-Chu-i si conclude con \u201cTriste l\u2019uomo che vide in sogno le fate!\/Con un unico sogno sciup\u00f2 l\u2019intera sua vita.\u201d Parafrasando possiamo concludere con \u201cTriste l\u2019uomo che vide in sogno la democrazia!\/Con un unico sogno sciup\u00f2 l\u2019intera sua vita.\u201d A meno che la consapevolezza dello stato di eccezione non sia lasciata solo agli agenti strategici continuamente lottanti per un loro lebensraum e la sua oscura percezione ai credenti della nuova demonologia aliena e\/o terroristica, <em>c\u2019est tout<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>**********<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong>\u00a0 W. Benjamin, <em>Angelus novus. Saggi e frammenti<\/em>, introduzione a cura di Renato Solmi, con un saggio di Fabrizio Desideri, Torino, Einuadi, 1995, p. 79.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> Nella precedente citazione dell\u2019ottava tesi di Benjamin la locuzione impiegata \u00e8 \u201cstato di emergenza\u201d. Tuttavia la traduzione pi\u00f9 corretta \u00e8 \u201cstato di eccezione\u201d, locuzione che da adesso in poi manterremo nel corso della presente comunicazione.<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong> Su cosa sia realmente la democrazia nessuno meglio di Gianfranco La Grassa ha saputo cogliere nel segno: \u201cIn linea teorica, poich\u00e9 la sedicente \u201cdemocrazia\u201d non \u00e8 certo mai stata il \u201cgoverno del popolo\u201d (una bugia invereconda), si potrebbe sostenere che la tendenza migliore (o meno peggiore), riguardo alla (molto) futura evoluzione dei rapporti sociali, sarebbe quella\u00a0 in cui apparisse infine alla luce del Sole \u2013 e senza condensazione e concentrazione di potere nei \u201cmacrocorpi\u201d esistenti nelle sfere politica o economica o ideologico-culturale \u2013 la <em>politica<\/em>, quale rete di strategie conflittuali tra vari <em>centri di elaborazione<\/em> delle stesse, centri rappresentanti i diversi gruppi sociali. Non un \u201cRepubblica dei Saggi\u201d (ideologia in quanto \u201cfalsa coscienza\u201d, che predica invano la possibilit\u00e0 di <em>equilibrio sociale nel dialogo<\/em>), ma una rete di scoperto, luminoso conflitto tra visibili strategie, apprestate da questi <em>centri di elaborazione<\/em> in difesa degli interessi di differenti gruppi sociali componenti una complessa formazione sociale.\u201d (Gianfranco\u00a0 La Grassa, <em>Oltre l\u2019orizzonte. Verso una nuova teoria dei capitalismi<\/em>, Nard\u00f2, Besa Editrice, 2011, p.169).<\/p>\n<p><strong>4) <\/strong>Lo stile retorico e comunicativo\u00a0 dei documentari televisivi sugli UFO segue, nella maggior parte dei casi, schemi pesantamente paratattici che pi\u00f9 a trasmissioni vagamente informative li fa assomigliare a\u00a0 comunicazioni di tipo religioso \u2013 preghiere e funzioni religiose \u2013\u00a0\u00a0 con iterazioni <em>ad nauseam<\/em> degli stessi concetti, immagini e suggestioni senza che fra questi elementi vengano mai stabiliti legami logici significativi. Ma qui non ci vogliamo soffermare sul fenomeno UFO inteso come una sorta di religione sostitutiva (dove gli alieni, a seconda dei gusti, possono assumere il ruolo degli angeli o dei demoni) ma sul fatto che questo fenomeno \u00e8 arrivato ad interessare, e fin qui nulla di strano, anche il massimo esponente vivente della teoria delle relazioni internazionali, il costruttivista\u00a0 Alexander Wendt. In <em>Sovereignty and the UFO<\/em>,\u00a0 agli URL <a href=\"http:\/\/ptx.sagepub.com\/content\/36\/4\/607.full.pdf\">http:\/\/ptx.sagepub.com\/content\/36\/4\/607.full.pdf<\/a> (WebCite: <a href=\"http:\/\/www.webcitation.org\/6dt6pJRsx\">http:\/\/www.webcitation.org\/6dt6pJRsx<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.webcitation.org\/query?url=http%3A%2F%2Fptx.sagepub.com%2Fcontent%2F36%2F4%2F607.full.pdf&amp;date=2015-12-19\">http:\/\/www.webcitation.org\/query?url=http%3A%2F%2Fptx.sagepub.com%2Fcontent%2F36%2F4%2F607.full.pdf&amp;date=2015-12-19<\/a>), Alexander Wendt afferma che il fenomeno UFO, si creda o no nell\u2019esistenza effettiva degli extraterrestri, ha l\u2019effetto di provocare una <em>diminutio<\/em> di sovranit\u00e0 delle vecchie autorit\u00e0 terrestri a favore di quelle ipotetiche provenienti da altri mondi. In linea di principio potremmo anche concordare su questa fenomenologia dei rapporti di dominio di fronte al fenomeno UFO ma Wendt ignora completamente che, all\u2019atto pratico, la gran massa degli ufologi e dei credenti negli omini verdi, sono dei patrioti fedeli alle autorit\u00e0 costituite che chiedono una sola cosa: che le autorit\u00e0 prendano il toro per le corna stabilendo un contatto con queste entit\u00e0 e all\u2019occorrenza, dove queste dovessero risultare ostili, per combatterle pi\u00f9 efficacemente denunciando pubblicamente il pericolo\u00a0 e chiedendo l\u2019aiuto e la collaborazione del popolo precedentemente tenuto avventatamente all\u2019oscuro. In pratica, quindi, contrariamente a quanto sostiene Wendt, il fenomeno UFO consolida le autorit\u00e0 costituite e la translatio della sovranit\u00e0 verso gli extraterrestri rimane un fatto pi\u00f9 virtuale che reale. Questo sul piano delle istituzioni diciamo secolari. Per non parlare poi del fenomeno UFO come una sorta di religione sostitutiva. In questo caso vale il caso di ripristinare la marxiana religione oppio dei popoli \u2026 e quando l\u2019oppio viene percepito di scarsa qualit\u00e0 (crisi delle religioni tradizionali), ci si rivolge ad altri fornitori, con massima soddisfazione dei consumatori e degli agenti strategici che non chiedono nulla di meglio di dominati tranquilli (anche se un po\u2019 troppo allucinati).<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>5)<\/strong> Vedi il caso di come viene trattato il fenomeno del cosiddetto terrorismo, prescindendo dal fondamentale aspetto geopolitico della questione. A questo proposito rimandiamo ai nostri interventi svolti sul blog \u201cIl Corriere della Collera\u201d, dove a titolo di esempio, trattando all\u2019URL\u00a0 <a href=\"http:\/\/corrieredellacollera.com\/2015\/01\/19\/antiterrorismo-e-nata-una-stella-di-sceriffo-oppure-e-la-solita-truffa-allitaliana-buona-la-seconda-di-antonio-de-martini\/#comment-51015\">http:\/\/corrieredellacollera.com\/2015\/01\/19\/antiterrorismo-e-nata-una-stella-di-sceriffo-oppure-e-la-solita-truffa-allitaliana-buona-la-seconda-di-antonio-de-martini\/#comment-51015<\/a> (WebCite: <a href=\"http:\/\/www.webcitation.org\/query?url=http%3A%2F%2Fcorrieredellacollera.com%2F2015%2F01%2F19%2Fantiterrorismo-e-nata-una-stella-di-sceriffo-oppure-e-la-solita-truffa-allitaliana-buona-la-seconda-di-antonio-de-martini%2F%23comment-51015&amp;date=2015-04-19\">http:\/\/www.webcitation.org\/query?url=http%3A%2F%2Fcorrieredellacollera.com%2F2015%2F01%2F19%2Fantiterrorismo-e-nata-una-stella-di-sceriffo-oppure-e-la-solita-truffa-allitaliana-buona-la-seconda-di-antonio-de-martini%2F%23comment-51015&amp;date=2015-04-19<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.webcitation.org\/6Xuok31dj\">http:\/\/www.webcitation.org\/6Xuok31dj<\/a>) della recente isteria antiterroristica, il terrorista svolge il ruolo che in passato era affidato al diavolo (ed oggi, in gran parte, al suo valido compagno di merende, l\u2019alieno: \u201cAd un livello immensamente pi\u00f9 degradato di come l\u2019intendeva Carl Schmitt, verrebbe voglia di citare, in relazione all\u2019odierna isteria antiterroristica, la <em>Politische Theologie<\/em>, quando il giuspubblicista di Plettenberg affermava che \u201ctutti i concetti pi\u00f9 pregnanti della moderna dottrina dello Stato sono concetti teologici secolarizzati\u201d: tradotto, per comprendere il ruolo dell\u2019odierna disinformatia, quando il terrorista prende, nell\u2019immaginario secolarizzato, il ruolo del diavolo. [Concludiamo] con un ulteriore rinvio a Carl Schmitt e al suo <em>Theorie des Partisanen<\/em>, dove il \u2018partigiano\u2019 \u00e8 portatore di un\u2019inimicizia assoluta ma un\u2019inimicizia assoluta, di tipo veramente demoniaco, che ha la sua origine nella moderna guerra totale che ha distrutto la vecchia concezione di <em>justus hostis<\/em>. E cos\u00ec torniamo ai tagliagole mediorientali, figli non solo di una caotica strategia del caos statunitense che ha foraggiato per i suoi interessi geostrategici i demoni pi\u00f9 distruttori presenti nell\u2019area ma anche della nostra modernit\u00e0 politica che non pu\u00f2 ammettere, pena la perdita totale della sua legittimit\u00e0, l\u2019esistenza di un <em>justus hostis<\/em>, ma solo l\u2019esistenza, appunto, del nemico totale dell\u2019umanit\u00e0, il terrorista.\u201d<\/p>\n<p><strong>6)<\/strong> Sul repubblicanesimo geopolitico, oltre a quanto apparso sul blog \u201cIl Corriere della Collera\u201d, vista la sua consolidata presenza nel Web, si rimanda\u00a0 genericamente all\u2019aiuto dei benemeriti ed efficienti browser \u2013 Google <em>in primis<\/em>, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, con un\u2019unica ulteriore precisazione: consigliamo caldamente di visitare il sito di file sharing Internet Archive (all\u2019URL <a href=\"https:\/\/archive.org\/index.php\">https:\/\/archive.org\/index.php<\/a>).<\/p>\n<p><strong>7)<\/strong> Sugli strateghi del capitale si rimanda alla\u00a0 esaustiva trattazione fattane in G. La Grassa<em>, Gli strateghi del capitale. Una teoria del conflitto oltre Marx e Lenin<\/em>, Roma, Manifestolibri, 2005. A dimostrazione di quanto, pur non nominandolo espressamente, il concetto di stato di eccezione svolga un ruolo fondamentale in La Grassa possiamo leggere: \u201cInoltre, la razionalit\u00e0 strumentale\u00a0 del minimo mezzo \u00e8 subordinata a quella strategica. La prima consente la generalizzazione di alcune \u201cleggi\u201d dell\u2019efficienza e la minuta analisi delle condizioni che rendono possibile il conseguimento di quest\u2019ultima. La seconda non ha <em>leggi<\/em>,\u00a0 forse qualche principio, ma sempre da adattare poi alla situazione concreta, che \u00e8 appunto quella che ho indicato quale <em>singolarit\u00e0<\/em>. La ricchezza di mezzi \u00e8 certo importante per l\u2019attuazione delle categorie vincenti; e nel sistema capitalistico, in cui tutti i prodotti sono merci, i mezzi sono essenzialmente quelli monetari (nelle diverse forme). Tuttavia, la <em>potenza<\/em> non \u00e8 solo questione di disponibilit\u00e0\u00a0 di mezzi, n\u00e9 bastano \u2013 per il loro impiego \u2013 le semplici regole dell\u2019efficienza.\u201d (G. La Grassa<em>, Finanza e poteri<\/em>, Manifestolibri, 2008,\u00a0 p. 150).<\/p>\n<p><strong>8)<\/strong> Il concetto di Lebensraum fu coniato da\u00a0 Friedrich\u00a0<em>Ratzel\u00a0 e, soprattutto attraverso l\u2019altro geopolitico tedesco <\/em>Karl\u00a0<em>Haushofer entr\u00f2 a far parte a pieno titolo dell\u2019ideologia nazista (<\/em>Karl\u00a0<em>Haushofer, tramite Rudolf Hess, si rec\u00f2 pi\u00f9 volte nella prigione di Landsberg am Lech dove era detenuto Hitler in seguito al fallito putsch di Monaco per dare lezioni di geopolitica al futuro F\u00fchrer). Quindi <\/em><em>damnatio memoriae<\/em><em> per tutta la geopolitica e per il termine Lebensraum centrale nella geopolitica stessa. \u00c8 giunto il momento di rimuovere questa <\/em><em>damnatio<\/em><em>. Senza tanto dilungarci sull\u2019ammissibilit\u00e0 di rispolverare concetti che <\/em><em>il politically correct<\/em><em> vorrebbe morti e sepolti, in queste sede diciamo una sola cosa. Al netto dell\u2019uso scopertamente criminale ed ideologico che il nazismo ha fatto della geopolitica e dei suoi ammaestramenti, basti sapere che gli agenti strategici del capitale e i loro centri studi agiscono e programmano la loro azione alla luce del concetto di spazio vitale. E per essere fino in fondo politicamente scorretti, ricordiamo che l\u2019economista austriaco Kurt<\/em>\u00a0W.\u00a0<em>Rothschild afferm\u00f2 che per capire\u00a0 come funziona l\u2019economia piuttosto che compulsare Adam Smith o i neoclassici, era meglio rivolgersi a Carl<\/em>\u00a0\u00a0<em>von Clausewitz e studiare il suo <\/em><em>Vom Kriege<\/em><em>. Speriamo che per questo di non essere tacciati di guerrafondismo e\/o criptico neonazismo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/02\/19\/la-democrazia-che-sogno-le-fate-stato-di-eccezione-teoria-dellalieno-e-del-terrorista-e-repubblicanesimo-geopolitico-di-massimo-morigi\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/02\/19\/la-democrazia-che-sogno-le-fate-stato-di-eccezione-teoria-dellalieno-e-del-terrorista-e-repubblicanesimo-geopolitico-di-massimo-morigi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Massimo Morigi) Triste l\u2019uomo che vide in sogno le fate! Con un unico sogno sciup\u00f2 l\u2019intera sua vita. &nbsp; Po-Chu-i, L\u2019uomo che sogn\u00f2 le fate (da Liriche cinesi, Einuadi, p.170) &nbsp; Scrive Walter Benjamin nella tesi n.8 di Tesi di filosofia della storia: \u201cLa tradizione degli oppressi ci insegna che lo \u2018stato di emergenza\u2019 in cui viviamo \u00e8 la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7ry","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28616"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28618,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28616\/revisions\/28618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}