{"id":28640,"date":"2017-02-21T10:56:45","date_gmt":"2017-02-21T09:56:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28640"},"modified":"2017-02-21T10:56:45","modified_gmt":"2017-02-21T09:56:45","slug":"emorragia-da-derivati-lintreccio-tesoro-banche-daffari-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28640","title":{"rendered":"Emorragia da derivati: l\u2019intreccio Tesoro-banche d\u2019affari (Prima parte)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALBERTO MICALIZZI<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019emorragia finanziaria in corso che sta sottraendo decine di miliardi all\u2019anno di denaro pubblico a beneficio delle grandi banche d\u2019affari. L\u2019esplosione del caso \u201cderivati di Stato\u201d \u00e8 del Gennaio 2012, quando il Governo Monti esegu\u00ec un pagamento di 3,1 miliardi di euro a favore della Morgan Stanley che chiese l\u2019estinzione anticipata di un derivato sottoscritto nel 2004 e pi\u00f9 volte rinegoziato.<\/p>\n<p>Sulla scorta di ci\u00f2, il 10 Febbraio 2015 Maria Cannata, oggi capo della direzione del debito pubblico del Tesoro, rilasci\u00f2 alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati un\u2019audizione che fornisce particolari importanti sul sistema ricattatorio al quale il Tesoro \u00e8 soggetto da parte di una ventina di banche d\u2019affari tra le quali Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Deutsche Bank, Nomura, UBS ed il gotha delle famigerate banche \u201ctroppo grandi per fallire\u201d.<\/p>\n<p>Da allora abbiamo assistito al tentativo ostinato da parte del Tesoro di nascondere sino ad oggi i contratti incriminati, resistendo ad interrogazioni parlamentari, indagini conoscitive ed istanze di ogni genere. Tentativi bizzarri, peraltro, dato che almeno dal 2016 la Corte dei Conti sta indagando su cospicui danni erariali subiti dalla pubblica amministrazione in tema di derivati ed ha gi\u00e0 ascoltato, tra gli altri, Maria Cannata, Vittorio Grilli e Domenico Siniscalco.<\/p>\n<p>Il <em>casus belli<\/em> \u00e8 quello del derivato con la Morgan Stanley estinto anticipatamente nel 2012 che si inserisce all\u2019interno di un percorso iniziato almeno nel 1994, anno in cui vi \u00e8 evidenza di un accordo quadro con la Morgan Stanley (detto \u201c<em>ISDA<\/em>\u201d) che regolamenta i principi di fondo a cui ispirare la sottoscrizione dei contratti specifici siglati di volta in volta tra le due parti. In questo accordo quadro vi \u00e8 peraltro la clausola che spiega l\u2019estinzione anticipata al 2012 di cui parleremo, limitandoci per ora ad anticipare che tale clausola era gi\u00e0 scattata qualche anno prima, pertanto la Morgan Stanley poteva estinguere a proprio gradimento questo ed altri contratti in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Alcuni numeri di fondo fanno capire la dimensione del problema di cui ovviamente quello della Morgan Stanley \u00e8 soltanto un piccolo tassello. Nel periodo 2011-2015 <strong>il Tesoro ha trasferito alle banche d\u2019affari 23,5 miliardi di euro per interessi e oneri vari<\/strong>. Tale valore va sommato alla valorizzazione di mercato dei contratti esistenti (il cosiddetto \u201c<em>mark to market<\/em>\u201d) che indica il valore della perdita potenziale che potrebbe ancora verificarsi sui contratti in essere. <strong>Nel caso del Tesoro, nel 2015 la perdita attesa ammontava a 31,3 miliardi di euro<\/strong> (dati Unimpresa).<\/p>\n<p>Questi dati forniscono solo uno spaccato parziale del problema. Secondo gli stessi dati di Unimpresa, utilizzati in una recente interrogazione parlamentare, <strong>a fine 2015 il totale delle perdite attese da derivati del sistema Italia verso banche d\u2019affari era pari a 160,3 miliardi di euro e corrispondevano al 9,8% del PIL<\/strong>, ripartiti tra imprese (8 miliardi), banche (114,07 miliardi), assicurazioni e fondi pensione (5,7 miliardi), Tesoro (31,3 miliardi) ed enti locali (1,1 miliardi).<\/p>\n<p>Per avere qualche raffronto, ricordiamoci che il salvataggio di MPS costa circa 8 miliardi, che in questi giorni \u00e8 in discussione una manovra correttiva chiesta dall\u2019UE di 3,4 miliardi\u2026e che per la tragedia dell\u2019ultimo terremoto Gentiloni ha stanziato 30 milioni! Questi numeri gridano vendetta..<\/p>\n<p>Dunque, tra Novembre e Dicembre 2011 Morgan Stanley chiese al Tesoro italiano di risolvere anticipatamente un pacchetto di 4 contratti derivati, rinegoziati pi\u00f9 volte negli ultimi 7 anni. Il pi\u00f9 importante dei 4 derivati era un contratto di copertura dal rischio tasso (cosiddetto IRS, \u201c<em>interest rate swap<\/em>) dal quale il Tesoro avrebbe guadagnato se i tassi fossero saliti, e perso se i tassi fossero scesi. Siccome i tassi sono notoriamente scesi negli anni precedenti al 2012, tale pacchetto di derivati aveva accumulato alla fine del 2011 un valore di mercato di 3,1 miliardi di euro a vantaggio della Morgan Stanley, che corrispondeva ad una perdita di pari importo per il Tesoro italiano.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rendeva tale pacchetto estinguibile anticipatamente \u00e8 una clausola contenuta in un contratto quadro del 1994, al quale il pacchetto del 2012 faceva riferimento, che fissava a <strong>50 milioni di euro<\/strong> (si, 50 <u>milioni<\/u>, non miliardi!) il limite oltre il quale Morgan Stanley aveva il <strong>diritto unilaterale<\/strong> di estinguere il contratto in anticipo ed incassare il profitto.<\/p>\n<p>Fin qui i fatti. Ora, cerchiamo di capire dove sono i nodi, e affrontiamo almeno tre ordini di questioni secondo un ordine crescente di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Anzitutto, mi chiedo <strong>come mai tale diritto di estinzione anticipata non fosse simmetrico<\/strong>, cio\u00e8 fosse a beneficio della banca ma non del Tesoro. Una soglia di 50 milioni di euro su un derivato il cui valore di riferimento \u00e8 espresso in qualche decina di miliardi scatta con probabilit\u00e0 elevatissima, e quindi conferisce alla banca la pressoch\u00e9 certezza di catturare il profitto in qualsiasi momento la banca ritenga vantaggiosa l\u2019estinzione anticipata, considerando peraltro che il contratto aveva scadenza ultra-decennale! Si tratta, cio\u00e8, di una clausola palesemente iniqua.<\/p>\n<p>In secondo luogo, mi chiedo come mai nel corso degli anni 2000 il Tesoro abbia sottoscritto numerosi altri contratti derivati con la Morgan Stanley, come risulta dalla citata audizione di Maria Cannata, nonostante la clausola di estinzione anticipata <strong>fosse gi\u00e0 in essere<\/strong>. Ci\u00f2 vuol dire che la banca americana ha sempre avuto sin dal primo minuto di vita di questi contratti la possibilit\u00e0 unilaterale di estinguerli a proprio vantaggio. Cos\u00ec facendo, <strong>contratti a termine, che conferiscono diritti simmetrici tra le parti, sono stati di fatto trasformati in contratti di opzione, che hanno natura A-simmetrica, senza per\u00f2 che la Morgan Stanley pagasse al Tesoro il premio che le opzioni prevedono<\/strong>! In Altre parole, la Morgan Stanley aveva diritti che il Tesoro non aveva, ma per questi maggiori diritti non aveva pagato alcun premio, come invece avrebbe dovuto.<\/p>\n<p>A tale proposito, \u00e8 credibile, come ha detto Cannata ed altri dirigenti del Tesoro, che i nostri dirigenti non si fossero accorti di questa clausola fino al 2007? E\u2019 credibile, come hanno sostenuto, che si sia verificata una \u201cmancata enfasi\u201d sull\u2019importanza di questa clausola da parte della banca americana? Per carit\u00e0, pochi hanno in simpatia le banche d\u2019affari, su questo non ci piove. Ma vogliamo almeno ipotizzare una \u201ccollusione\u201d tra mancata enfasi da parte della banca d\u2019affari e grave negligenza da parte dei dirigenti del Tesoro?<\/p>\n<p>Terzo punto, che definirei l\u2019aspetto pi\u00f9 strategico della questione: perch\u00e9 mai il Tesoro ha sottoscritto questi contratti? La versione del Tesoro secondo la quale avevano deciso di scommettere sul rialzo dei tassi di mercato, e quindi desideravano coprire il rischio di aumento dei tassi, non sta in piedi per una semplice ragione: se i tassi fossero saliti, la perdita in conto capitale sarebbe ricaduta sui sottoscrittori di BTP, in questo caso sulla Morgan Stanley, questo perch\u00e9 come \u00e8 noto quando i tassi salgono, il prezzo di un BTP scende e viceversa. Quindi, senza la necessit\u00e0 di alcun derivato, nel caso di aumento dei tassi <strong>vi era una naturale copertura del rischio attuabile dal Tesoro con il semplice riacquisto delle obbligazioni emesse in precedenza a prezzi pi\u00f9 bassi<\/strong>! (trattasi di una delle tecniche pi\u00f9 banali di copertura dei rischi).<\/p>\n<p>Mettendo insieme questi primi tasselli si ha la sensazione che 2.300 miliardi di debito pubblico italiano, quarto al mondo per dimensione assoluta, sia in mano a un gruppo di amministratori di condominio, un po\u2019 burocrati, un po\u2019 giocatori d\u2019azzardo, che si divertono a scommettere con decine di miliardi di nostri denari, ma che non sbagliano mai quando si tratta di accomodare gli interessi delle grandi banche d\u2019affari.<\/p>\n<p>Ma appare anche chiaro che la finanza predatoria (cit. Prof. Paolo Maddalena) ha tentacoli infiniti il cui fine ultimo \u00e8 quello di sottrarre risorse dall\u2019economia reale a vantaggio della sfera finanziaria e che <strong>il debito rappresenta l\u2019habitat naturale nel quale la finanza predatoria muta e si riproduce<\/strong> come una colonia batterica inserita in un ambiente umido.<\/p>\n<p>Quando gli intrecci tra derivati truffa, manipolazione da parte delle agenzie di rating, manipolazione dei tassi interbancari e inciuci tra politici, dirigenti pubblici e banchieri d\u2019affari verr\u00e0 allo scoperto in tutta la sua drammaticit\u00e0 molti capiranno cosa intendo dire quando parlo della \u201c<strong>matrice che ci imprigiona<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ah, dimenticavo. Il pacchetto di derivati estinto anticipatamente dalla Morgan Stanley a Gennaio 2012 fu sottoscritto nel 2004 quando il Direttore Generale del Tesoro era <strong>Domenico Siniscalco<\/strong>. Lo stesso Siniscalco lo ritroviamo poi nel 2012 come Direttore della Morgan Stanley\u2026ad esercitare la clausola di estinzione anticipata contro il Tesoro!!!<\/p>\n<p>Incredibile, lo so\u2026ma c\u2019\u00e8 di peggio, e ve lo racconto nella seconda parte.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/albertomicalizzi1.wordpress.com\/2017\/02\/13\/emorragia-da-derivati-lintreccio-tesoro-banche-daffari-prima-parte\/\" target=\"_blank\"><em>https:\/\/albertomicalizzi1.wordpress.com\/2017\/02\/13\/emorragia-da-derivati-lintreccio-tesoro-banche-daffari-prima-parte\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERTO MICALIZZI C\u2019\u00e8 un\u2019emorragia finanziaria in corso che sta sottraendo decine di miliardi all\u2019anno di denaro pubblico a beneficio delle grandi banche d\u2019affari. 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