{"id":28647,"date":"2017-02-22T12:15:00","date_gmt":"2017-02-22T11:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28647"},"modified":"2017-02-21T23:11:07","modified_gmt":"2017-02-21T22:11:07","slug":"dalla-parte-dei-tassisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28647","title":{"rendered":"Dalla parte dei tassisti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabio Fiorucci)<\/strong><\/p>\n<p><em>Le proteste di questi giorni fanno riemergere la questione Uber, che pareva sedata dopo la disposizione del Tribunale di Milano. L\u2019assalto alle regole del mercato pare per\u00f2 non volersi fermare, con la complicit\u00e0 di una classe politica sempre pi\u00f9 sfacciatamente prostrata agli interessi del capitale.<\/em><\/p>\n<p>Potreste alzarvi domattina e metter su una bancarella in centro, a Milano, vendendo magari carne o altri alimenti di ignota provenienza senza avere nessuna autorizzazione per farlo, nessuna prescrizione igienica, nessuna tassa da pagare o regola sull\u2019orario. Molto probabilmente verreste fermati dopo poco tempo, condannati a qualche ammenda o, anche nel caso la faceste franca, come spesso accade, sareste comunque considerati abusivi dal giudizio dei passanti. Ora, immaginate invece che una multinazionale americana si inventi un\u2019app che fattura miliardi mettendo in collegamento chi ha carne putrida da offrire in strada con chi, innocentemente, ha bisogno di comprarla. A questo punto, altrettanto probabilmente, <strong>la vostra libera transazione illegale si trasformerebbe in condivisione di esperienze, in <em>sharing economy<\/em>, nel futuro!<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 quello che sta succedendo in molti settori economici, dalla ristorazione alla ricezione alberghiera, dai trasporti alla consegna del cibo, dove servizi come <strong>Airbnb<\/strong> o <strong>Foodora<\/strong> registrano un sempre pi\u00f9 rapido sviluppo. Basta un\u2019applicazione <em>glamour<\/em> sul nostro <em>smartphone<\/em>, e una societ\u00e0 pronta a riscuotere dei lauti profitti, per trasformare lo sfruttamento del lavoro, la concorrenza sleale e l\u2019evasione fiscale in \u201cun servizio straordinario\u201d, come sosteneva Matteo Renzi nel 2014. In questa battaglia tra \u201cvecchio\u201d e \u201cnuovo\u201d \u2013 sta a voi attribuire valore semantico ai due termini \u2013 <strong>i tassisti si sono sempre dimostrati fra le categorie pi\u00f9 combattive.<\/strong> Nel loro caso, potremmo a tutti gli effetti parlare di corporazione, scrollando di dosso a questa parola la visione ideologica secondo cui la competizione \u00e8 il Sommo Bene, mentre l\u2019unione per interessi comuni \u00e8 sempre un crimine da condannare. <strong>L\u2019interesse comune dei tassisti, in questo caso, \u00e8 quello di difendersi da una forma palese di concorrenza sleale.<\/strong> Fa sorridere sentire economisti indignati davanti alla \u201cpotente lobby dei tassisti\u201d quando, ogni anno, a Bruxelles, l\u2019impresa privata spende circa 100 miliardi di euro, l\u20191% del pil europeo, per influenzare le decisioni pubbliche.<\/p>\n<p>Tornando ad <strong>Uber<\/strong>, la multinazionale californiana distribuisce un\u2019applicazione che mette in contatto potenziali tassisti abusivi, in gran parte disoccupati automuniti costretti ad arrangiarsi, con potenziali clienti, trattenendo una percentuale sulla loro transazione. <strong>I potenziali tassisti abusivi non hanno alcuna licenza per esercitare la professione, le loro vetture non vengono controllate, cos\u00ec come neppure la loro idoneit\u00e0 alla guida o il loro tempo di permanenza al volante.<\/strong> Non devono assicurare nessun servizio di pubblica utilit\u00e0 e non sono sottoposti a nessuna tassazione. Dopo le prime battaglie, nel 2015, il Tribunale di Milano ha disposto il divieto di utilizzo per il principale servizio di Uber, considerandolo concorrenza sleale. Negli scorsi anni molti Paesi nel mondo hanno cercato di vietare o regolamentare il modello Uber, con risultati spesso ambigui o inefficaci. In questi giorni la <em>querelle<\/em> si \u00e8 per\u00f2 riaperta anche in Italia, per colpa di un nuovo apparente tentativo del parlamento di salvare la societ\u00e0 californiana. I tassisti hanno levato ancora una volta gli scudi davanti ad un emendamento al decreto Milleproroghe, a firma Linda Lanzillotta, che rimanda alla fine di quest\u2019anno il termine entro il quale emanare i decreti previsti contro l\u2019esercizio abusivo del servizio NCC, noleggio con conducente. Su un cavillo della norma NCC, che attualmente permette \u2013 come per i taxi \u2013 di prendere in carico pi\u00f9 clienti senza dover tornare all\u2019autorimessa, si gioca la possibilit\u00e0 di Uber di continuare a svolgere la sua attivit\u00e0. \u00c8 previsto per oggi l\u2019incontro dei tassisti con il Ministro dei Trasporti, che promette \u201cuna regolamentazione seria\u201d, mentre prosegue ormai da giorni il clima di tensione, con mobilitazioni e scioperi in tutta la penisola. Tensione che si manifesta spesso in scontri, a volte non solo verbali, fra tassisti ed autisti NCC, nella classica lotta degli ultimi contro i penultimi sempre cara al capitale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83063 size-large\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/regulation-1024x597.jpg\" alt=\"regulation\" width=\"1024\" height=\"597\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Stato della regolamentazione su Uber in diverse citt\u00e0 del mondo.<\/span><\/p>\n<p>Il modello di regolazione dei taxi \u00e8 una realt\u00e0 caratteristica che si \u00e8 mantenuta intatta, in Italia anche grazie al corporativismo, nel panorama legislativo. <strong>Il servizio taxi \u00e8 riconosciuto dal legislatore come servizio pubblico<\/strong>, ed i limiti per il suo esercizio, dal numero delle licenze ai criteri tariffari, vengono definiti dalle autorit\u00e0. Una regola fondamentale \u00e8 quella che consente l\u2019acquisizione delle licenze alle sole persone fisiche, assicurando che il settore rimanga in mano a singoli professionisti e non finisca, come avverrebbe in sua assenza, in mano ad una ristretta cerchia di grandi aziende. Le proteste dei tassisti fermarono gi\u00e0 nel 2006 le intenzioni dell\u2019allora ministro Bersani, che voleva sacrificare questa restrizione sull\u2019altare della concorrenza. Appare evidente, tuttavia, che le regole del settore vadano riviste ed aggiornate, facilitando l\u2019accesso alle licenze ed aumentando il loro numero. <strong>I taxi italiani sono fra i pi\u00f9 cari d\u2019Europa, mentre la qualit\u00e0 e la trasparenza del servizio non sono certo delle migliori.<\/strong> Questa \u00e8 una delle poche argomentazioni che, violando ogni principio logico, i difensori della libert\u00e0 di Uber adducono in difesa delle loro tesi. Gli evidenti problemi del settore, da risolvere al pi\u00f9 presto, non possono in alcun modo costituire una giustificazione per smantellare ogni regola, trasformando un servizio di interesse pubblico in un far-west senza leggi. O meglio, in un settore dove i tassisti devono competere con una multinazionale che gestisce lo stesso servizio senza sottostare alle stesse regole.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P_2SNY26hF8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019ex rappresentante di Uber in Italia parla del suo servizio utilizzando ardite commistioni linguistiche, fra \u201cframework legislativi\u201d ed autisti che \u201cvengono a prenderti on demand\u201d<\/span><\/p>\n<p>Il legislatore, fino a prova contraria, non ha n\u00e9 il compito di difendere i tassisti n\u00e9 quello di favorire Uber. Il suo obiettivo \u00e8 <strong>tutelare la collettivit\u00e0<\/strong>, e la collettivit\u00e0 \u00e8 tutelata soltanto in un mercato in cui i servizi vengano forniti secondo determinati standard, di sicurezza e di qualit\u00e0, contribuiscano alla fiscalit\u00e0 dello Stato e rispettino i diritti dei lavoratori. <strong>La posta in gioco, in questa battaglia apparentemente di nicchia, \u00e8 l\u2019idea stessa di una societ\u00e0 in cui il mercato possa ancora essere regolato per fini sociali,<\/strong> e non sia la societ\u00e0 a doversi adattare all\u2019inumanit\u00e0 di quest\u2019ultimo. Riprendiamoci dalla sbornia retorica delle liberalizzazioni, delle deregolamentazioni, della <em>sharing economy<\/em> e della flessibilit\u00e0. <strong>Le regole sono il fondamento del mercato<\/strong>, e possono dar forma ad un modello alternativo a quello della precarizzazione dell\u2019esistenza, di cui Uber e i suoi simili, in nome del profitto, si fanno paladini.<br \/>\n<strong>Lunga vita ai tassinari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/dalla-parte-dei-tassisti\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/dalla-parte-dei-tassisti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabio Fiorucci) Le proteste di questi giorni fanno riemergere la questione Uber, che pareva sedata dopo la disposizione del Tribunale di Milano. 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