{"id":28677,"date":"2017-02-24T00:39:42","date_gmt":"2017-02-23T23:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28677"},"modified":"2017-02-24T08:23:07","modified_gmt":"2017-02-24T07:23:07","slug":"i-primi-risultati-dellaccordo-fra-ucraina-e-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28677","title":{"rendered":"I primi risultati dell&#8217;accordo fra Ucraina e Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GENNADIJ GRANOVSKI<\/strong><br \/>\n(traduzione di <strong>JULIA S. INNOCENTI &#8211; FSI Prato<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 passato un anno da quando \u00e8 stato ratificato l\u2019accordo per l&#8217;associazione fra l\u2019Ucraina e l\u2019Unione Europea e si \u00e8 creata una zona di libero scambio. Analitisti, economisti ed esperti hanno preso le calcolatrici per fare le somme e calcolare i vantaggi derivanti da questo accordo tanto desiderato dall\u2019Ucraina. Ricordiamo che per causa sua si \u00e8 infierito a piazza Maidan, si \u00e8 sparso sangue, si sono ammazzati i dissenzienti, si \u00e8 smantellato il potere legittimo. Nel periodo successivo la qualit\u00e0 della vita in Ucraina \u00e8 sensibilmente peggiorata. I politici ucraini ne danno colpa alla guerra in corso nell\u2019Ucraina dell\u2019Est e all\u2019aggressione russa. Cerchiamo di scoprire quali vantaggi gli Ucraini abbiano ottenuto dall\u2019Europa, che tanto volevano abbracciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libero scambio ma con numerosi ostacoli<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 all\u2019inizio dell\u2019anno 2016 divenne chiaro che la cosiddetta zona di libero scambio non era tanto libera ma piuttosto un flusso a senso unico per le merci europee. La UE ha cercato di difendere al massimo i propri produttori, com\u2019\u00e8 logico che sia, e ha stabilito le quote per le merci ucraine. La reazione di Kiev \u00e8 stata pacata, l\u00ec spiegavano che i partner europei \u201cstavano organizzando la zona comune di libero scambio\u201d.<br \/>\nAl Ministero ucraino per lo sviluppo economico intravedevano prospettive chiare e calcolavano i vantaggi dell\u2019accordo con la UE, il quale prevedeva la riduzione del 97 per cento delle tariffe sulle importazioni dall\u2019Ucraina. La tariffa media sulle merci ucraine avrebbe dovuto ridursi dal 7,5 allo 0,5 per cento. Questi vantaggi, secondo i pareri di economisti ucraini, avrebbero dovuto compensare appieno la dolorosa rottura dei rapporti commerciali con la Russia.<br \/>\nLe scuse accomodanti, alle quali si aggrappavano le alte cariche ucraine, si sono scontrate a febbraio con una realt\u00e0 pi\u00f9 dura. In quel mese l\u2019Ucraina ha raggiunto i limiti di esportazione di miele, succhi e mais. A marzo si sono esaurite le quote per lo zucchero, l&#8217;orzo e la farina. A maggio sono state raggiunte le ultime quote, comprese quelle per il grano.<br \/>\nBisogna notare che il grano \u00e8 il prodotto ucraino pi\u00f9 esportato. L\u2019esportazione annuale \u00e8 di circa 28-30 milioni tonnellate. L\u2019Unione Europea ha stabilito un limite di 950 mila tonnellate, il che non ha suscitato preoccupazioni fra i politici ucraini. La domanda di grano nel mondo \u00e8 alta: ci sono acquirenti in Asia, Africa. Alla fine, le quote significano solo il diritto di esportare senza tasse doganali; si pu\u00f2 esportare in Europa anche se queste sono applicate; ovviamente se la merce esportata \u00e8 abbastanza competitiva. Cos\u00ec \u00e8 stato spiegato agli esportatori ucraini.<br \/>\nAlla fine dell\u2019anno i calcoli hanno mostrato il costo di queste spiegazioni. La calcolatrice di Poroshenko \u00e8 speciale ed \u00e8 calibrata in modo positivo. \u201cDue anni fa il 36 per cento di scambi commerciali con l\u2019estero avveniva con la Russia, mentre con l\u2019Unione Europea &#8211; il 33 per cento\u201d, diceva soddisfatto Poroshenko ai propri compaesani durante il forum economico ucraino-lituano a dicembre. \u201cAdesso lo scambio commerciale con i paesi dell\u2019UE ha raggiunto il 45 per cento\u201d.<br \/>\nGli europei hanno dovuto correggere il presidente ucraino: gli scambi con l\u2019Europa occupano il 37,3 per cento del volume totale delle esportazioni ucraine, come scrive &#8220;Deutsche Welle&#8221; in un editoriale. \u00c8 il risultato di una concomitante riduzione del 28,5 per cento delle esportazioni verso la Russia e di un calo generale delle esportazioni ucraine del 7,9 per cento.<br \/>\nPer farla breve, non c\u2019\u00e8 stata nessuna compensazione della rottura dei rapporti commerciali con la Russia, e si assiste solo a un forte calo delle esportazioni.<br \/>\nA proposito, un immediato esaurimento delle quote significa che esiste una forte domanda per le merci ucraine in Europa; inoltre significa che il loro mercato \u00e8 saturo e minuziosamente regolamentato nei settori in cui nessuno \u00e8 particolarmente felice di vedere nuovi concorrenti dall\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La UE fa il suo interesse<\/strong><br \/>\nRatificando l\u2019accordo di libero scambio con Kiev, Bruxelles cercava in primo luogo di accaparrarsi un nuovo mercato di sbocco per i propri produttori. Questo obbiettivo \u00e8 stato raggiunto egregiamente. Le merci europee hanno inondato i negozi ucraini. Nel 2016 le importazioni dall\u2019Unione Europea si sono prese una fetta del 43,8 per cento dell\u2019import ucraino totale, quindi la crescita \u00e8 stata del 8 per cento, e questo dato avrebbe potuto essere ancora maggiore se non per un serio motivo frenante: il basso potere d\u2019acquisto degli Ucraini.<br \/>\nDunque l\u2019Unione Europea \u00e8 ora il partner commerciale pi\u00f9 importante per l\u2019Ucraina. A Kiev credono sinceramente che questa sia una buona cosa, bench\u00e9 il saldo commerciale ucraino con la UE sia negativo. Gli economisti lo spiegano col fatto che la parte maggiore delle esportazioni ucraine verso la UE \u00e8 composta da materie prime e beni intermedi. Secondo i dati del Ministero per lo sviluppo economico, in 9 mesi dell\u2019anno 2016, sul totale di 9,8 miliardi di dollari di esportazioni verso l\u2019UE, 5,5 miliardi venivano fatturati per prodotti di aziende agricole e metallurgiche.<br \/>\nIl vice ministro dello sviluppo economico Natalia Mikolskaja non vi vede un gran problema e ritiene provvisoria la situazione odierna. Secondo la sua opinione, l\u2019Ucraina dovrebbe puntare ora sulla produzione di beni con maggiore valore aggiunto allo scopo di esportarli in Europa.<br \/>\nIl direttore esecutivo del centro ucraino per le politiche europee Lubov Akulenko offre un rincalzo a Mikolskaja intravedendo in tutta questa situazione la possibilit\u00e0 per le aziende ucraine di diventare pi\u00f9 competitive. \u201cAi rapporti commerciali con la Federazione Russa\u201d, dice Akulenko, \u201csono interessati per lo pi\u00f9 i produttori meno competitivi, per i quali la Russia era l\u2019unica via di sbolognare la loro merce\u201d.<br \/>\nInteressante che nello scorso anno in una regione dell\u2019Ucraina occidentale i tedeschi abbiano aperto alcuni stabilimenti per la produzione di componenti per auto destinati alle fabbriche europee di assemblaggio. Si tratta in realt\u00e0 di delocalizzazioni di stabilimenti in cui \u00e8 previsto un lavoro manuale faticoso e a basso costo, da paesi come Romania, Polonia, Slovacchia, e Ungheria.<br \/>\nIl motivo delle delocalizzazioni \u00e8 semplice: oggi nell\u2019Ucraina occidentale il lavoro operaio costa al massimo 1 euro all\u2019ora, molto meno che nei paesi sopracitati. Il basso costo di lavoro ha perci\u00f2 stimolato gli investimenti tedeschi. Per\u00f2 la loro entit\u00e0 \u00e8 sempre minore di quanto si aspettassero gli ottimisti di Kiev.<br \/>\nL\u2019apertura di questi nuovi stabilimenti nell\u2019Ucraina occidentale avr\u00e0 certamente effetti benefici per una parte della popolazione della regione, ma non contribuir\u00e0 in modo significativo allo sviluppo industriale dell\u2019Ucraina. Gli investitori tedeschi infatti non sono andati oltre la regione occidentale, ritenendo che la spedizione di componenti da altre regioni ucraine sia troppo onerosa per i loro affari.<br \/>\nD\u2019altronde non si pu\u00f2 minimamente comparare la produzione di candele d\u2019accensione, cavi e cerchioni con le perdite subite dalle aziende ucraine specializzate nella costruzione di razzi, di vagoni ferroviari, di turbine a gas e di altra produzione ad alta tecnologia. A causa della rottura con la Russia, sulla scorta di quanto affermava Akulenko, queste aziende hanno perso \u201cl\u2019unica possibilit\u00e0 di sbolognare una merce poco competitiva\u201d. Il problema per\u00f2 \u00e8 che in Europa nessuno cerca impianti a turbogas o portamissili. Per questi beni ad alta tecnologia non c\u2019\u00e8 mercato.<br \/>\nI risultati dopo il primo anno di matrimonio con l\u2019Unione Europea hanno deluso quei politici ucraini che finora mostravano un minimo di criticit\u00e0 e di buonsenso nei confronti del loro nuovo partner. Interessante \u00e8 stata una recente dichiarazione del vice ministro degli Esteri Elena Zerkal nell\u2019intervista rilasciata a un quotidiano ucraino: \u201cTalvolta ho la sensazione\u201d, diceva Zerkal, \u201cche l\u2019Ucraina sia diventata una carta da giocare fra diversi membri dell\u2019UE. Dobbiamo finalmente ravvederci e riconoscere che nessun altro \u00e8 responsabile del nostro destino tranne noi stessi. \u00c8 arrivato il momento di maturare\u201d.<br \/>\nSimili opinioni prendono sempre pi\u00f9 piede nella popolazione ucraina. Alla fine del 2016 il Centro ucraino di studi economici e politici di Razumkov ha condotto un sondaggio sull\u2019atteggiamento degli Ucraini nei confronti dei Russi. Il 51,1% degli intervistati considerano i Russi un popolo fratello, il 33,8% non lo considerano tale, mentre il 15,2% sono indecisi. Un anno fa le cifre erano opposte. Il sondaggio ha rilevato una grande differenza nelle opinioni in diverse regioni. Nell\u2019Ucraina orientale i Russi sono fratelli per l&#8217;87,1% degli intervistati, al sud per il 60,5%, al centro per il 41,2%; la percentuale pi\u00f9 bassa, il 28%, \u00e8 stata riscontrata nella parte occidentale dell\u2019Ucraina. Al centro si \u00e8 quindi rilevato un cambiamento positivo nell\u2019atteggiamento degli Ucraini verso i Russi.<br \/>\nOrbene, questi sono i dati pi\u00f9 rilevanti del 2016. L\u2019accordo con la UE non ha portato all\u2019Ucraina i dividendi promessi. Per i politici ucraini \u00e8 arrivato il momento di riesaminare seriamente il percorso scelto. Tuttavia pare che siano riluttanti a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: https:\/\/topwar.ru\/106985-pervye-itogi-deystviya-soglasheniya-ob-associacii-s-es-razocharovali-ukrainu.html<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GENNADIJ GRANOVSKI (traduzione di JULIA S. INNOCENTI &#8211; FSI Prato) \u00c8 passato un anno da quando \u00e8 stato ratificato l\u2019accordo per l&#8217;associazione fra l\u2019Ucraina e l\u2019Unione Europea e si \u00e8 creata una zona di libero scambio. Analitisti, economisti ed esperti hanno preso le calcolatrici per fare le somme e calcolare i vantaggi derivanti da questo accordo tanto desiderato dall\u2019Ucraina. 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