{"id":28742,"date":"2017-02-24T12:54:45","date_gmt":"2017-02-24T11:54:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28742"},"modified":"2017-02-24T13:07:08","modified_gmt":"2017-02-24T12:07:08","slug":"africa-la-carestia-e-un-disastro-per-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28742","title":{"rendered":"Africa, la carestia \u00e8 un disastro per Ue"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Michele Crudellini)<\/strong><\/p>\n<p>Le Nazioni Unite hanno lanciato l\u2019allarme carestia per diversi Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana. Tre agenzie dell\u2019Onu insieme <span id=\"more-21738\"><\/span>al governo del <strong>Sud Sudan<\/strong> hanno dichiarato la presenza di carestia in due zone del Paese. Come riportato da <a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/02\/famine-declared-part-south-sudan-unity-state-170220081516802.html\">Al Jazeera<\/a> ci sono attualmente 100mila persone direttamente colpite da questa crisi alimentare. Sarebbero invece ben 5.5 milioni i sud sudanesi, il 50% della popolazione, a rischiare una condizione di insicurezza alimentare nei prossimi mesi. Le prime vittime di questa catastrofe alimentare sono ovviamente le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, come i bambini. Sono 250mila quelli che rischiano la vita a causa della <strong>malnutrizione<\/strong>. La condizione del Sud Sudan appare dunque pi\u00f9 che allarmante. Dati simili non si vedevano infatti dal 1998, uno degli anni pi\u00f9 violenti della guerra civile.<\/p>\n<h2>Carestie causate da conflitti armati<\/h2>\n<p>Sembrerebbe dunque che un ritorno di tensione e <strong>conflitti<\/strong> sia la causa principale di questa carestia. Cibo e acqua ci sono, ma come avviene in questi casi, sono monopolizzati dalle <strong>bande armate<\/strong>. Inoltre il governo ha limitato la libert\u00e0 di movimento delle persone nel Paese. Viene cos\u00ec ostacolato l\u2019accesso a zone dove il cibo c\u2019\u00e8 ancora. Le stesse <a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/02\/demands-action-famine-looms-countries-170221062939852.html\">Nazioni Unite<\/a> hanno poi rilanciato l\u2019allarme carestia in Nigeria, Yemen e Somalia.<\/p>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<p>In questo caso si tratta di 1.4 milioni di persone che rischiano la vita per malnutrizione in questi tre Paesi. La fame sta colpendo quasi mezzo milione di bambini in <strong>Yemen<\/strong>. La stessa situazione appare nel nord est della Nigeria. L\u00ec si sta infatti combattendo una sanguinosa guerra tra le bande di Boko Haram e l\u2019esercito del Governo. In Somalia invece sono 270.000 i bambini a rischio di malnutrizione. Numeri alla mano si tratta dunque di un potenziale di oltre sei milioni di persone che rischiano la vita. Sei milioni di persone che potrebbero spostarsi altrove alla ricerca di migliori condizioni.<\/p>\n<p>La drammaticit\u00e0 della situazione \u00e8 confermata dall\u2019<a href=\"https:\/\/southsudan.iom.int\/media-and-reports\/press-release\/iom-appeals-usd-768-million-help-most-vulnerable-south-sudan\">International Organization For Migration South Sudan<\/a>. In una nota pubblicata lo scorso 15 febbraio l\u2019organizzazione internazionale scrive: \u201cI bisogni nel Sud Sudan hanno raggiunto livelli mai visti da quando la crisi \u00e8 iniziata quattro anni fa\u201d. L\u2019Organizzazione stima in 76.8 milioni di dollari i beni primari necessari per soddisfare i bisogni alimentari delle zone in crisi.<\/p>\n<h2>Gli accordi dell\u2019Europa per bloccare il flusso<\/h2>\n<p>L\u2019allarme \u00e8 arrivato alle orecchie dell\u2019Europa, che potrebbe trovarsi al centro di una migrazione di dimensioni considerevoli. Tuttavia le strategie poste in atto dalla politica europea non sembrano essere adeguate per rispondere ad un\u2019emergenza cos\u00ec ampia. Da una parte l\u2019Italia, Paese europeo pi\u00f9 esposto per il flusso proveniente dal Maghreb, ha raggiunto un <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2017\/01\/10\/accordo-italia-libia-migranti\">accordo<\/a> con uno dei due governi della Libia, quello con base a Tripoli. Tuttavia il perdurare del conflitto sia tra le due fazioni, Tripoli e Tobruk, che con l\u2019Isis non garantisce il controllo del territorio libico. Questo rende de facto di poco valore l\u2019accordo raggiunto con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>I Paesi europei si erano poi impegnati lo scorso novembre 2015 in un summit a La Valletta con alcuni leaders africani. Come riportava il <em><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2017\/jan\/26\/europe-crackdown-africa-immigration-vulnerable-refugees-sudan-eritrea\">The Guardian<\/a><\/em>, per\u00f2, tra questi vi erano rappresentanti di governi \u201cambigui\u201d. Il Sudan, il cui presidente Omar al-Bashir \u00e8 ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra, e l\u2019Eritrea, accusata di crimini contro l\u2019umanit\u00e0. Se da una parte questi accordi rappresentano una garanzia per l\u2019interruzione dei flussi nel breve periodo, dall\u2019altra potrebbero essere l\u2019innesco per nuovi conflitti come reazione alla repressione posta in atto da questi governi.<\/p>\n<h2>Uno scenario catastrofico per il futuro europeo<\/h2>\n<p>La poca lungimiranza della politica europea potrebbe dunque cambiare le caratteristiche dell\u2019immigrazione futura, se la crisi alimentare dovesse perdurare. Se infatti il 2015 ha rappresentato l\u2019anno di maggiore afflusso di immigrati in Europa, pi\u00f9 di <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-34131911\">un milione<\/a>, questa nuova crisi alimentare insieme ai fragili accordi tra Europa e Africa potrebbero peggiorare la situazione. Si prospetterebbe cos\u00ec quel drammatico \u201c<a href=\"http:\/\/www.un.org\/esa\/population\/publications\/migration\/europe.pdf\">Scenario IV<\/a>\u201d descritto in uno studio condotto dalle Nazioni Unite nel 2015.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo scenario veniva ipotizzato un afflusso di 3.6 milioni di immigrati all\u2019anno in Europa fino al 2050. Un\u2019ipotesi non cos\u00ec remota, se le carestie in Sud Sudan, Nigeria e Yemen dovessero continuare, sommate all\u2019ancora irrisolta guerra civile siriana. Il finale di questo scenario prevede un Europa composta da 209 milioni di immigrati, il 26% della popolazione totale prevista. Una bomba sociale per un Continente in piena recessione economica. Il futuro dell\u2019Europa \u00e8 dunque in pericolo e le misure prese sembrano ancora insufficienti.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/carestia-africa\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/carestia-africa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Michele Crudellini) Le Nazioni Unite hanno lanciato l\u2019allarme carestia per diversi Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana. Tre agenzie dell\u2019Onu insieme al governo del Sud Sudan hanno dichiarato la presenza di carestia in due zone del Paese. Come riportato da Al Jazeera ci sono attualmente 100mila persone direttamente colpite da questa crisi alimentare. 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