{"id":28763,"date":"2017-02-25T12:59:43","date_gmt":"2017-02-25T11:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28763"},"modified":"2017-02-25T12:59:43","modified_gmt":"2017-02-25T11:59:43","slug":"leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28763","title":{"rendered":"L\u2019euro 15 anni dopo: il fact checking dell\u2019ISPI non regge il fact checking"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> VOCI DALL&#8217;ESTERO (Andrea Wollisch)<\/strong><\/p>\n<p><em>All\u2019inizio di questa settimana l\u2019ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) ha pubblicato un sedicente <a href=\"http:\/\/www.ispionline.it\/articoli\/articolo\/fact-checking-leuro-15-anni-dopo-16307\">fact checking sull\u2019euro<\/a> che promette \u201cun\u2019informazione sintetica e il pi\u00f9 possibile fondata su dati oggettivi\u201d. In pratica, sette affermazioni sull\u2019euro sono state definite \u201cvere\u201d o \u201cfalse\u201d, con brevi note esplicative. Quali che fossero le reali intenzioni degli estensori, il risultato ha poco a che vedere con un fact checking e molto pi\u00f9 con una semplice esposizione di opinioni, poco o nulla avvalorata da dati. Ora, come ha affermato Alberto Bagnai in un <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/11\/23\/unione-monetaria-un-punto-di-vista-italiano\/\">articolo<\/a> recentemente pubblicato su questo\u00a0sito, \u201c<\/em><em>l\u2019euro \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi successi della scienza economica: tutto quello che questa aveva previsto si \u00e8 realizzato, ed esattamente nel modo in cui la scienza economica l\u2019aveva previsto\u201d.\u00a0Commentando dunque alla luce dei dati e di quanto insegna la scienza economica i sette punti proposti dall\u2019ISPI,<br \/>\nAndrea Wollisch, laureato in Economia e Scienze sociali, giunge a conclusioni decisamente diverse\u00a0rispetto a quelle propagandate dall\u2019Istituto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>di Andrea Wollisch (@BocPentito), 24 febbraio 2017<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1 \u2013 <\/strong><strong>L\u2019euro ha fatto aumentare i prezzi?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Che in un\u2019Europa dove si combatte la deflazione si tiri nuovamente fuori questa vecchia questione, significa essere ignari del dibattito. Certo che i prezzi oggi ristagnano, ma \u00e8 un pessimo segno. Il tasso di inflazione dei prezzi al consumo dipende dall\u2019incontro tra domanda e offerta di beni di consumo. L\u2019inflazione \u00e8 andata calando poich\u00e9 \u00e8 aumentata l\u2019offerta (basti pensare a tutti i prodotti importati che invadono il nostro paese ormai da decenni), ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 diminuita la domanda: la disoccupazione \u00e8 salita e i salari reali sono fermi. Le politiche economiche imposte dai trattati europei (liberalizzazioni, privatizzazioni, riduzioni dei diritti dei lavoratori) hanno tra i loro effetti, e probabilmente tra i loro obiettivi, quello di moderare le richieste salariali dei lavoratori, che sono uno dei fattori determinanti del tasso di inflazione: se i prezzi ristagnano \u00e8 perch\u00e9 non ci sono soldi da spendere.<\/p>\n<p><em>Grafico: Andamento del salario reale (indice) e del tasso di inflazione: quando l\u2019inflazione cala, i salari reali cessano di crescere.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10223\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Sval_06-300x214.jpg\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Sval_06-300x214.jpg 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Sval_06.jpg 522w\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"294\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/04\/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/04\/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2 \u2013 <\/strong><strong>Con l\u2019euro l\u2019Italia ha perso sovranit\u00e0 monetaria?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia decise di rinunciare ad esercitare la propria sovranit\u00e0 monetaria con due scelte: la partecipazione allo Sme (1978) e l\u2019adesione all\u2019Atto unico europeo (1986) con il quale si deregolamentarono i movimenti di capitale. In questo modo la nostra capacit\u00e0 di fissare tassi d\u2019interesse interni differenti e indipendenti da quelli dei sistemi finanziari esteri si affievol\u00ec molto; tuttavia in un momento di crisi come quello del 1992 fummo in grado di riprendere in mano almeno parzialmente la nostra sovranit\u00e0 monetaria uscendo dallo Sme e svalutando: e i risultati ci furono. Contrariamente a quanto molti avevano previsto, dopo la svalutazione l\u2019inflazione\u00a0scese (dal 5,2% del \u201892 al 4% del \u201894)<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>, l\u2019economia italiana ripart\u00ec (+2,9% nel 1995)<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]<\/a> e migliorarono sia la bilancia dei pagamenti sia la posizione netta sull\u2019estero, come evidenziato dal grafico sottostante. E questo alla faccia della sovranit\u00e0 \u201cformale\u201d di cui parla l\u2019ISPI.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10225\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact2-300x169.png\" sizes=\"(max-width: 435px) 100vw, 435px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact2-300x169.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact2-768x433.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact2.png 944w\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"245\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Relazione annuale della Banca d\u2019Italia sul 1995, pag. 131.<\/em><\/p>\n<p>Con l\u2019Euro la possibilit\u00e0 di riprendersi la propria sovranit\u00e0 in caso di bisogno \u00e8 stata esclusa.<\/p>\n<p>Inoltre, bisogna considerare che una politica monetaria comune tra paesi con esigenze e obiettivi diversi non pu\u00f2 essere ottimale per tutti contemporaneamente: difatti oggi non va pi\u00f9 bene ai tedeschi, perch\u00e9 tassi cos\u00ec bassi stanno mettendo in difficolt\u00e0 i loro fondi pensione gestiti col sistema della\u00a0capitalizzazione. Tassi alti, d\u2019altra parte, metterebbero in crisi i paesi fortemente indebitati.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>3 \u2013 La moneta unica ha fatto guadagnare\u00a0di pi\u00f9 alla Germania che all\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>Le riforme Hartz hanno fatto calare i salari dei lavoratori tedeschi, compensando i loro mancati guadagni con copiosi aiuti statali (e future pensioni da fame). In questo modo la Germania \u00e8 riuscita ad avere un\u2019inflazione persistentemente pi\u00f9 bassa rispetto a tutti gli altri partner europei, guadagnando cos\u00ec competitivit\u00e0 anno dopo anno ed esportando sempre di pi\u00f9.<br \/>\nIn una condizione normale in cui ogni paese ha la sua moneta, di fronte a una grande richiesta di beni tedeschi la moneta nazionale tedesca si sarebbe rivalutata, rendendo i prodotti tedeschi troppo cari e riequilibrando il mercato. Grazie all\u2019Euro,\u00a0 la politica tedesca ha potuto evitare una rivalutazione della propria moneta ed \u00e8 stato quindi possibile per la Germania praticare quella che \u00e8 in pratica una svalutazione reale competitiva e accumulare ingenti surplus di partite correnti (ovvero esportare molto pi\u00f9 di quanto importa). In Italia \u00e8 avvenuto l\u2019opposto. Inizialmente, senza tagliare i salari, siamo andati in deficit con l\u2019estero; successivamente, obbligati dalle istituzioni europee, abbiamo fatto \u201cle riforme\u201d e ora con meno diritti e un salario minore siamo tornati in attivo con l\u2019estero, ma a costo di una drammatica compressione dell\u2019economia, di un alto tasso di disoccupazione e di un peggioramento del rapporto tra debito pubblico e PIL.<\/p>\n<p><em>Grafico: Divergenza dell\u2019inflazione: l\u2019unione monetaria raggiunge l\u2019obiettivo della Bce solo considerando l\u2019inflazione media.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10226\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact3-300x242.png\" sizes=\"(max-width: 409px) 100vw, 409px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact3-300x242.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact3-768x620.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact3.png 999w\" alt=\"\" width=\"409\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <em>The Euro \u2013 A story of misunderstanding,<\/em> Flassbeck e Spiecker, 2011.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Grafico: La divergenza del costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto apre un profondo gap di competitivit\u00e0 nell\u2019unione monetaria.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10227\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact4-300x249.png\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact4-300x249.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact4-768x638.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact4.png 972w\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"331\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <em>The Euro \u2013 A story of misunderstanding,<\/em> \u00a0Flassbeck e Spiecker, 2011.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>4 \u2013 Il ritorno alla lira\u00a0far\u00e0 crescere le nostre esportazioni?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Premessa: far crescere le esportazioni in questo momento non \u00e8 un obiettivo sensato. Se vogliamo uscire dalla crisi, noi dobbiamo concentrarci sulla crescita della domanda interna, preoccupandoci di rimanere in equilibrio con l\u2019estero. \u00a0Ma far ripartire la domanda interna con una moneta sopravvalutata, ci porterebbe nuovamente a sbilanciarci, importando troppo.<br \/>\nL\u2019Italia ha ora un leggero surplus con l\u2019estero: in caso di ritorno alla lira, la svalutazione, nell\u2019attuale contesto di libert\u00e0 di movimento dei capitali, dipender\u00e0 dalle aspettative degli operatori rispetto alle politiche economiche che si intendono perseguire. Ci\u00f2 che sarebbe\u00a0certo, in ogni caso, \u00e8\u00a0la rivalutazione della nuova valuta tedesca, dovuta all\u2019enorme surplus di bilancia commerciale della Germania: e questo porterebbe a riequilibrare la situazione con l\u2019Italia, che non si troverebbe pi\u00f9 a dover competere con un concorrente come la Germania, che gode di una moneta sottovalutata, ovvero di una sorta di sconto fisso sui beni che esporta.<\/p>\n<p>Il grafico sottostante mostra molto chiaramente \u00a0come, ai tempi dello SME, in presenza di rivalutazioni del marco, il gap di produttivit\u00e0 tra Italia e Germania regolarmente spariva (fase B-C), mentre si allargava ogni volta che la banda di oscillazione della lira veniva ridotta (fase A-B e fase C-D) o, dopo il 1996, eliminata (fase E).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10228\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact5-300x117.png\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact5-300x117.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact5-768x300.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact5.png 1004w\" alt=\"\" width=\"449\" height=\"175\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/03\/cosa-sapete-della-produttivita.html\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/03\/cosa-sapete-della-produttivita.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5 \u2013 <\/strong><strong>I paesi Ue fuori dall\u2019Eurozona\u00a0crescono pi\u00f9 di quelli che stanno dentro?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>I paesi dell\u2019Ue che non fanno parte dell\u2019eurozona sono tutti cresciuti di pi\u00f9, non solo quelli considerati \u201cindietro\u201d come ad esempio i nuovi entrati dell\u2019Est europeo, ma anche e soprattutto quelli pi\u00f9 avanzati come la Svezia e il Regno Unito, per non parlare poi di chi in Europa sta solo geograficamente, come la Svizzera. Un caso emblematico \u00e8 rappresentato dai paesi scandinavi. Il grafico sottostante mostra chiaramente i gap di crescita dei quattro paesi, molto simili tra di loro tranne che per la rispettiva posizione verso l\u2019Euro e la UE: Svezia e Norvegia, i paesi che crescono di pi\u00f9, hanno moneta propria e libera di oscillare; la Danimarca, pur non adottando l\u2019Euro, vi ha agganciato il cambio della Corona con un rapporto piuttosto rigido (e infatti \u00e8 penultima, distanziata dai primi due); ultima e in piena crisi, la Finlandia, membro UE che ha adottato l\u2019Euro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10229\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact6-300x181.png\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact6-300x181.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact6-768x464.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact6.png 1004w\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"255\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/05\/31\/la-grande-divergenza-scandinava\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/05\/31\/la-grande-divergenza-scandinava\/<\/a><\/p>\n<p>Ma l\u2019aspetto peggiore \u00e8 la disomogeneit\u00e0 della crescita e in generale delle performance economiche all\u2019interno dell\u2019eurozona, i cui paesi membri hanno progressivamente visto divergere le proprie economie anzich\u00e9 convergere, come era stato promesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6 \u2013 Senza la moneta unica\u00a0gli stati avrebbero affrontato meglio la crisi?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Il cambio flessibile \u00e8 fondamentale per assorbire shock asimmetrici o compensare divergenze strutturali tra economie: la moneta unica, togliendo lo strumento della flessibilit\u00e0, ha in realt\u00e0 reso le economie degli stati coinvolti pi\u00f9 fragili di fronte a crisi e squilibri.<br \/>\nL\u2019Euro, inoltre, nei primi anni ha favorito l\u2019afflusso di capitali verso la periferia dell\u2019eurozona, facendo lievitare il debito estero di questi ultimi e gonfiare bolle speculative, fino alla crisi finanziaria americana. Il brusco arresto di questo ciclo ha creato enormi problemi finanziari, bancari e di bilancia dei pagamenti agli stati, i quali non avendo pi\u00f9 la sovranit\u00e0 monetaria, e non potendo quindi agire attraverso gli strumenti che questa consente, sono stati costretti ad accettare attraverso il \u201cfondo salva-stati\u201d prestiti fortemente condizionati, che li hanno obbligati non solo all\u2019austerit\u00e0, ma anche e soprattutto a riformare i propri mercati del lavoro, diminuendo drasticamente le tutele, e a privatizzare importanti settori ed infrastrutture. La disoccupazione \u00e8 esplosa, la domanda si \u00e8 ulteriormente contratta e la crisi non ha fatto che avvitarsi su se stessa: il caso drammatico della Grecia insegna.<br \/>\nInoltre buona parte di quegli stessi prestiti condizionati sono serviti per far rientrare dalle proprie esposizioni estere le banche tedesche e francesi (l\u2019Italia ha contribuito con il 17% al fondo, pur avendo solo il 4% delle perdite bancarie derivate dalla crisi).<br \/>\nL\u2019Euro ha creato le premesse per la creazione di questi istituti e per l\u2019attuazione di politiche di deflazione salariale e disoccupazione di massa.<\/p>\n<p><em>Grafico: Crediti esteri delle banche del \u201ccentro\u201d verso le banche della \u201cperiferia\u201d dell\u2019eurozona (sinistra) e delle banche tedesche rispetto ai PIGS, l\u2019Italia e la Francia (destra).<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10230\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact7-300x182.png\" sizes=\"(max-width: 453px) 100vw, 453px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact7-300x182.png 300w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact7-768x465.png 768w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Fact7.png 945w\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: \u201cAn Optimum Currency Crisis\u201d, Pasimeni, 2014<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>7 \u2013\u00a0\u00a0 L\u2019euro funziona male\u00a0<\/strong><strong>perch\u00e9 la sua costruzione \u00e8 incompleta?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Che l\u2019euro non potesse funzionare era\u00a0stato previsto dai maggiori economisti. Pi\u00f9 che \u201cincompleta\u201d, per\u00f2, la costruzione \u00e8 stata capovolta: si \u00e8 partiti della moneta, e questo ha provocato tali squilibri e tensioni da mettere a rischio ulteriori avanzamenti verso una Europa unita (come previsto da Kaldor nel lontano 1971). Che ce ne si accorga solo oggi lascia quantomeno perplessi.<br \/>\nI passi che in teoria sarebbero necessari per far funzionare l\u2019eurozona prevedono la costruzione di un vero stato europeo, dotato di un bilancio proprio sostanziale e con entrate proprie, oltre alla creazione di un debito pubblico europeo comune. Queste nuove istituzioni potrebbero essere efficaci solo se trasferissero ingenti risorse dagli stati che beneficiano dell\u2019attuale situazione a quelli che stanno peggio. Non \u00e8 difficile oggi prevedere che questo non accadr\u00e0 mai. Molti paesi, a partire dalla Germania, non hanno alcun interesse a proseguire su questa strada. Non esiste in questo momento, se mai \u00e8 esistita, la volont\u00e0 politica e nemmeno popolare per passi del genere. Queste proposte sono una forzatura, una fuga in avanti di chi continua a parlare di sogno europeo.<br \/>\nL\u2019Euro, facendo divergere le economie, ha accentuato le differenze e i contrasti tra i diversi interessi nazionali e ha quindi reso paradossalmente meno probabili questi sviluppi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 Appendice statistica alla relazione annuale della banca d\u2019Italia sul 1996.<\/p>\n<p>\u2013 Relazione annuale della Banca d\u2019Italia sul 1995.<\/p>\n<p>\u2013 Pasimeni P. (2014), An Optimum Currency Crisis, <em>The European Journal of Comparative Economics Vol. 11 <\/em>(2), pp. 173-204.<\/p>\n<p>\u2013 http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/05\/31\/la-grande-divergenza-scandinava\/<\/p>\n<p>\u2013 <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/03\/cosa-sapete-della-produttivita.html\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/03\/cosa-sapete-della-produttivita.html<\/a><\/p>\n<p>\u2013 Flassbeck H. \u2013 Spiecker F. (2011). The Euro: a story of misunderstanding. <em>Intereconomics, 46<\/em>(4): 180-187.<\/p>\n<p>\u2013 http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/04\/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html<\/p>\n<p>\u2013 Garber, P.M. (2010), \u201cThe Mechanics of Intra-euro Area Capital Flight\u201d, <em>Economics Special Report<\/em>, Frankfurt am Main: Deutsche Bank Global Markets Strategy.<\/p>\n<p>\u2013 Cour-Thimann, P., \u00abTarget Balances and the Crisis in the Euro Area\u00bb, <em>CESifo Forum, <\/em>vol. 14, Special Issue, April, 2013.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota: per ovvi motivi, in questo articolo l\u2019argomento \u00e8 stato trattato in estrema sintesi. Per i lettori interessati a informarsi pi\u00f9 ampiamente e consultare l\u2019ampia bibliografia disponibile in materia consigliamo i saggi di Alberto Bagnai <em>Il tramonto dell\u2019euro<\/em> (Imprimatur, 2012) e <em>L\u2019Italia pu\u00f2 farcela<\/em> (Il Saggiatore, 2014).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Dati tratti dall\u2019appendice statistica alla relazione annuale della banca d\u2019Italia sul 1996.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a> Vedi sopra.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/25\/leuro-15-anni-dopo-il-fact-checking-dellispi-non-regge-il-fact-checking\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Andrea Wollisch) All\u2019inizio di questa settimana l\u2019ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) ha pubblicato un sedicente fact checking sull\u2019euro che promette \u201cun\u2019informazione sintetica e il pi\u00f9 possibile fondata su dati oggettivi\u201d. In pratica, sette affermazioni sull\u2019euro sono state definite \u201cvere\u201d o \u201cfalse\u201d, con brevi note esplicative. Quali che fossero le reali intenzioni degli estensori, il risultato ha poco a che vedere con un fact checking e molto pi\u00f9 con una&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7tV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28763"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28763"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28763\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28764,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28763\/revisions\/28764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}