{"id":28768,"date":"2017-02-26T09:38:49","date_gmt":"2017-02-26T08:38:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28768"},"modified":"2017-02-25T23:55:45","modified_gmt":"2017-02-25T22:55:45","slug":"olanda-2017-il-futuro-delleuropa-parte-da-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28768","title":{"rendered":"Olanda 2017, il futuro dell\u2019Europa parte da qui"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><em>La sfida tra Rutte e Wilders \u00e8 il primo scontro elettorale di un 2017 di fuoco per l\u2019Europa. Da una parte il populismo di Wilders, dall\u2019altra il pragmatismo europeista di Rutte, tra i mulini a vento e i tulipani esce il laboratorio della nuova Europa del nostro tempo.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;anno zero del continente europeo inizia il 15 marzo 2017, con il\u00a0succedersi in pochi mesi delle elezioni in tre Stati centrali del progetto di integrazione: i Paesi Bassi, la Francia e la Germania. Con il dubbio dell\u2019Italia, che ancora ondeggia fra la fine legislatura nel 2018 o le elezioni anticipate proprio nel 2017.Elezioni di fuoco, perch\u00e9 con esse, inutile ripeterlo, si giocher\u00e0 il destino dell\u2019Unione Europea. Da esse il sogno dell\u2019Europa unita come la conosciamo oggi pu\u00f2 uscirne completamente mutato, oppure decisamente rafforzato, e cambiare con essa il destino di tutti noi cittadini d\u2019Europa prima ancora che cittadini dei singoli Paesi.<\/p>\n<div id=\"attachment_83254\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83254 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/elezioni-olanda.jpg\" alt=\"Manifesti elettorali, la sfida \u00e8 aperta\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Manifesti elettorali, la sfida \u00e8 aperta<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>L\u2019Olanda \u00e8 il primo Stato da cui pu\u00f2 nascere tutto questo<\/strong>. Ed avr\u00e0 sicuramente un ruolo chiave poich\u00e9 in esso poggiano le speranze di chi considera ormai tramontato il sole dell\u2019Europa unita e di coloro che invece ancora intravedono barlumi di speranza nelle logiche di Bruxelles. L\u2019Olanda sar\u00e0 un laboratorio per tutta l\u2019Europa ed in esso si giocher\u00e0 una partita cui ormai siamo abituati da qualche tempo. Come in ogni elezione degli ultimi anni, infatti, il voto non \u00e8 pi\u00f9 ideologicamente divisibile nella semplice dicotomia destra-sinistra tipica del Novecento, ma \u00e8 un voto frammentato che vede nella posizione sull\u2019Europa e sulla globalizzazione le polarizzazioni dello scontro. Questo \u00e8 successo per certi versi con Brexit, \u00e8 successo con Trump, succede in Olanda, e sta succedendo e succeder\u00e0 in Francia, e per questo, essendo l\u2019Olanda la prima nazione d\u2019Europa a confrontarsi con elezioni parlamentari su questo archetipo, il ruolo di questo voto assume particolari connotati, specialmente nei personaggi su cui si fonda la sfida.<\/p>\n<p>Da una parte abbiamo il partito di governo, quello di <strong>Mark Rutte<\/strong>, il Partito Popolare per la Libert\u00e0 e la Democrazia (Volkspartij voor Vrijheid en Democratie, alias <strong>VVD<\/strong>), di matrice liberal-conservatrice che rappresenta la speranza di tutto il mondo alternativa al cosiddetto populismo. Dall\u2019altra parte il famigerato <strong>Geert Wilders<\/strong>, il populista per eccellenza, colui che per tutta la stampa liberale rappresenta il vero asso nella manica della nuova <strong>destra \u201cxenofoba\u201d<\/strong> europea insieme a <strong>Marine Le Pen<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_83255\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83255 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/rutte-europa.jpg\" alt=\"rutte europa\" width=\"706\" height=\"410\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Mark Rutte, leader dell\u2019ala liberale al governo<\/p>\n<\/div>\n<p>Va fatta una premessa importante per comprendere queste elezioni. Per quanto i due movimenti rappresentino idee diverse e posizioni sociali anche opposte in alcune ambiti, i due leader in realt\u00e0 non si odiano, n\u00e9 Wilders rappresenta il \u201c<em>Le Pen olandese<\/em>\u201c. Sbaglia chi vede una polarizzazione del conflitto a livello partitico pari a quella che per esempio sta caratterizzando le elezioni francesi, dove il Front National \u00e8 da sempre escluso dall\u2019arco costituzionale e non \u00e8 mai stato considerato per un ruolo di alleato. L\u2019Olanda non \u00e8 la Francia: il suo sistema parlamentare, come molti sistemi europei, apre le porte ad alleanze per avere un governo, e nelle ultime elezioni anche due partiti che oggi si confrontano duramente, come <strong>VVD<\/strong> e <strong>PVV<\/strong> (il partito di Wilders) hanno tentato la via dell\u2019alleanza programmatica per riuscire ad aver un governo. E questa alleanza per qualche mese sembrava poter reggere. Wilders appoggi\u00f2 la possibilit\u00e0 di mantenere in vita governo Rutte in cambio di alcune concessioni normative in tema di immigrazione, soprattutto nel rapporto coi musulmani e con alcuni temi tanto cari a molti partiti di destra, quali la <strong>questione del burqa<\/strong>in pubblico. Il governo Rutte dur\u00f2 poco, almeno il primo, ma tanto basta per dimostrare come in realt\u00e0, quando si tratta di governare, entrambi i partiti hanno avuto gi\u00e0 modo di relazionarsi senza per questo voler escludere il movimento populista dalle logiche di potere. Fu poi lo stesso Wilders a decidere di staccare la spina al governo liberale-conservatore a tinte populiste, nel 2012, portando il Paese ad elezioni anticipate dove lo stesso partito del leader di destra venne fortemente ridimensionato.<\/p>\n<div id=\"attachment_83256\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83256 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/le-pen-wilders.jpg\" alt=\"Marine Le Pen e il suo &quot;omologo&quot; olandese, Geert Wilders\" width=\"720\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Marine Le Pen e il suo \u201comologo\u201d olandese, Geert Wilders<\/p>\n<\/div>\n<p>Erano per\u00f2 altri tempi. L\u2019Olanda del 2012, ma la stessa Europa nel 2012 erano mondi molto diversi e molto meno smaliziati di quelle di oggi. Il 2017 \u00e8 l\u2019anno successivo ai grandi attentati terroristici rivendicati dal Daesh in Europa. Il 2017 \u00e8 l\u2019anno della vittoria del populista fra i populisti, <strong>Donald Trump<\/strong>. Il 2017 \u00e8 l\u2019anno che vede quasi ovunque trionfare in termini di consenso partiti estremisti che fino a qualche anno fa non avrebbero mai potuto affermarsi.<\/p>\n<p>Oggi i due partiti si sfidano, e con loro si sfidano gli stessi due candidati che ormai sei anni fa, trattarono l\u2019alleanza in parlamento. E con loro si sfidano ancora una volta due logiche di Europa e due logiche di considerare il proprio Paese nel nostro tempo che condensano un po\u2019 tutti i grandi temi delle campagne elettorali dei nostri giorni. Il partito di Rutte segue le logiche liberali\/liberiste tipiche di ogni partito conservatore moderato orientato sulle politiche europee. I sondaggi lo danno circa al <strong>18 per cento<\/strong>, al pari del rivale Wilders, ma con possibilit\u00e0 di alleanza con gli altri partiti. Il suo governo ha guidato l\u2019Olanda in tempi difficili, ma la crisi economica e i primi segni di cedimento del sistema sociale dei Paesi Bassi, soprattutto con riguardo al tema dell\u2019immigrazione e delle seconde generazioni musulmane, ha notevolmente inciso sull\u2019elettorato olandese. Rutte \u00e8 stato l\u2019artefice di <strong>politiche filoeuropeiste<\/strong> che sta pagando, ed a caro prezzo, in termini elettorali.<\/p>\n<div id=\"attachment_83257\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83257 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/wilders-islam.jpg\" alt=\"wilders islam\" width=\"854\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il leader populista olandese ha pi\u00f9 volte espresso le sue posizioni anti-islamiche, considerandosi un grande sostenitore delle idee di Oriana Fallaci<\/p>\n<\/div>\n<p>Tutti temi cari a Geert Wilders. Tutti temi che hanno condotto il partito odiato dall\u2019establishment dall\u2019irrilevanza politica a rischiare addirittura di puntare ad essere il partito del Primo Ministro. Non sar\u00e0 una strada facile, perch\u00e9 Wilders in questi mesi non ha intessuto alcuna relazione fruttuosa con alcun partito. Sembra, perch\u00e9 in realt\u00e0 il sistema olandese, vedendolo alla pari con il partito di Rutte, non permetterebbe a un partito con il 18% (almeno secondo i sondaggi, che si sa, valgono come il due di picche) di diventare in solitaria il partito capace di reggere il Governo. Ma intanto Wilders punta al primo posto, ad essere il partito pi\u00f9 forte, e sembra poter raggiungere l\u2019obiettivo. I suoi sono <strong>messaggi duri<\/strong>, <strong>facili per un elettorato incerto<\/strong>, che vanno a colpire diritto al cuore dei due gravi problemi, a detta di Wilders, dell\u2019Olanda del 2017: l\u2019<strong>Europa<\/strong> e l\u2019<strong>Islam<\/strong>. Secondo il leader di PVV l\u2019Europa \u00e8 il <strong>male assoluto<\/strong> per il suo Paese e si \u00e8 fatto promotore del cosiddetto progetto \u201c<em>Nexit<\/em>\u201d, ovvero l\u2019uscita dell\u2019Olanda dall\u2019UE sul filone Brexit.<\/p>\n<blockquote><p><strong>L\u2019Olanda \u00e8 il primo Stato da cui pu\u00f2 nascere tutto questo. Ed avr\u00e0 sicuramente un ruolo chiave poich\u00e9 in esso poggiano le speranze di chi considera ormai tramontato il sole dell\u2019Europa unita e di coloro che invece ancora intravedono barlumi di speranza nelle logiche di Bruxelles.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Un progetto difficile, ma che poggia sul terreno fertile di un popolo, quale quello olandese, mai del tutto allineato al regime di Bruxelles, anzi, molto spesso contrario alle politiche comunitarie tanto da aver indetto spesso referendum per negare il suo appoggio alle direttive europee. Non \u00e8 da sottovalutare inoltre la sua malcelata ostilit\u00e0 nei confronti dei tedeschi, secondo molti per via dell\u2019occupazione olandese da parte tedesca che traumatizz\u00f2 il padre per molti anni. Dall\u2019altro lato, il suo grande nemico \u00e8 l\u2019Islam. Basta vedere il suo documentario, <strong>Fitna<\/strong>, per comprendere cosa sia per lui il mondo musulmano, e basta vedere chi ritiene essere il suo mito, <strong>Oriana Fallaci<\/strong>, l\u2019autrice che per anni ha dichiarato apertamente la sua contrariet\u00e0 al mondo islamico.<\/p>\n<p>Sbaglia chi vede in lui l\u2019ascesa di un \u201cnazista\u201d in Olanda. Gert Wilders \u00e8 contro l\u2019immigrazione, \u00e8 contro alcune derive liberali, \u00e8 contro l\u2019Islam, ma si \u00e8 sempre dichiarato un grandissimo <strong>sostenitore delle politiche israeliane<\/strong> contro il terrorismo palestinese e si \u00e8 dichiarato direttamente ed apertamente \u201c<strong>sionista<\/strong>\u201d, negando in radice qualunque collegamento con gli ambienti neonazisti dei Paesi Bassi e volendo porre da subito un freno (in modo grottesco a volte) alle tentazioni della stampa di additarlo come antisemita.<\/p>\n<p>Cosa succeder\u00e0 in Olanda, resta effettivamente un grande punto interrogativo. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019Olanda non \u00e8 la Francia, ma nello stesso tempo pu\u00f2 essere una grande tappa sia per la Francia stessa che per l\u2019Europa del prossimo futuro. I Paesi Bassi potrebbero trasformarsi nel punto di partenza per la riscoperta dell\u2019Unione Europea o far iniziare la definitiva e sempre pi\u00f9 rapida caduta dell\u2019edificio europeo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/olanda-2017-il-futuro-delleuropa-parte-da-qui\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/olanda-2017-il-futuro-delleuropa-parte-da-qui\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita) La sfida tra Rutte e Wilders \u00e8 il primo scontro elettorale di un 2017 di fuoco per l\u2019Europa. Da una parte il populismo di Wilders, dall\u2019altra il pragmatismo europeista di Rutte, tra i mulini a vento e i tulipani esce il laboratorio della nuova Europa del nostro tempo. 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