{"id":28790,"date":"2017-03-01T00:28:08","date_gmt":"2017-02-28T23:28:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28790"},"modified":"2017-03-01T02:33:32","modified_gmt":"2017-03-01T01:33:32","slug":"in-memoria-sui-fatti-di-udine-e-lavagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28790","title":{"rendered":"In memoria (sui fatti di Udine e Lavagna)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>LUCIA BIASCO (FSI Foggia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon qui e non ora\u201d. Cos\u00ec scriveva Michele. Se non qui e se non ora, allora altrove. Occorre partire. In viaggio, verso i propri obiettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fondo partiamo ogni giorno per quel viaggio. Su rotaie spesso dissestate, su vagoni scomodi, presso stazioni poco sicure. Il motore capita che si deteriori, la passione per il panorama viene a mancare, i vetri si offuscano, e il da farsi si fa incerto. Il convoglio pu\u00f2 rallentare o addirittura fermarsi in mezzo al nulla. Isteria del ritardo. pu\u00f2 anche succedere che la fretta degli obiettivi ci faccia sbagliare fermata. Ma possiamo scendere e risalire sul treno tutte le volte che vogliamo. Possiamo anche cambiare direzione, e riprendere pi\u00f9 soddisfatti il viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si pu\u00f2 anche rimanere senza pi\u00f9 biglietti, e decidere che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per acquistarli e che ogni luogo \u00e8 troppo lontano per essere raggiunto.<br \/>\nE cos\u00ec si sceglie il velocissimo viaggio dell\u2019ultima fermata, l\u2019unica che sembra gratuita, verso un luogo e un tempo dove si crede che non sia pi\u00f9 necessario \u201csopportare sforzi che non ottengono risultati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se sia davvero cos\u00ec non possiamo saperlo. L\u2019ignoto \u00e8 l\u2019unico spettro che aleggia sia nella vita che nella morte. E poi ci sono i sogni, che quest\u2019epoca famelica ha mutato in gastritiche veglie, invidie, ossessioni, incubi. Perch\u00e9 proprio come un supplizio degli inferi, tutto sembra a un passo dalle proprie mani, ma nulla si lascia afferrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vento incessante del consumismo ci ha allucinato e convinto che nulla di interessante ci sia nel qui e ora. Ci spinge sempre avanti, verso un non meglio identificato domani dove tutto sar\u00e0 migliore. Il panino pi\u00f9 succulento \u00e8 quello che mangeremo, non quello che stiamo mangiando. Il cellulare con mirabolanti, imperdibili funzioni \u00e8 quello che compreremo, non quello che abbiamo gi\u00e0 acquistato col mutuo di mille rinunce. L\u2019auto pi\u00f9 efficiente, pi\u00f9 potente, dal controllo scattante, aitante e sportivo, \u00e8 quella che prenderemo dopo aver venduto quella familiare comprata da pochi anni. La compagnia pi\u00f9 esaltante \u00e8 quella del bar, del tempo spumoso di una birra, forse due, di persone sempre nuove, conosciute e dimenticate, per far posto ad altre da conoscere e da dimenticare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrove. Sempre altrove. All\u2019indomani dell\u2019amore. Nel calendario non ancora scritto delle occasioni da cogliere. Occasioni che sbeffeggiano il presente. Lo spogliano. Lo denudano. Come bulli fotografano, rubano intimit\u00e0 e le trasformano in imbarazzi, le svendono in scandali e le buttano nella piazza dei <em>dej\u00e0 vu<\/em>. Non qui e non ora. Ci hanno addestrato a non credere pi\u00f9 in ci\u00f2 che abbiamo, ma solo in ci\u00f2 che potremo avere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Mercato piace solo chi corre bendato dal dio del desiderio, sempre pronto alla prossima spesa, non chi arranca spaccando gli spiccioli tra dubbi e rimedi. E cos\u00ec la Mano Invisibile ci seduce, ci inganna, narrandoci di vittorie senza dedizione e di successi senza fallimenti. ci costringe a vergognarci degli sforzi e ci sobilla a sperare di arrivare al futuro senza passare per il presente. Ci dichiara che \u00abnon possiamo\u00bb pretendere nulla, ma che \u00abdobbiamo\u00bb cercare la felicit\u00e0, nascosta in qualche domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E invece \u201cda questa realt\u00e0\u201d, si pu\u00f2 e si deve pretendere una cosa: il qui e ora.<br \/>\nNel qui e ora ci si prende cura di se stessi e si impara a \u201cnon sprecare sentimenti\u201d. I sentimenti non vanno sprecati, aveva ragione Michele. Vanno concessi con cura e dignit\u00e0, senza smancerie per accattivare, ma solo con semplicit\u00e0 per conoscere e farsi conoscere. Ma soprattutto i sentimenti vanno costruiti insieme, con la medesima disponibilit\u00e0, con i mattoni dell\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza questi mattoni, domani vi saranno solo frane e macerie. E non \u00e8 vero che la seriet\u00e0 di un sentimento matura solo col tempo. Fin dal suo primo affacciarsi come intento, un\u2019emozione si mostra per come realmente \u00e8: fatua, pressante, totalitaria, piuttosto che curiosa, rispettosa, reciproca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non fossimo abbagliati dalla ricerca ossessiva del futuro, non sprecheremmo i nostri sentimenti, li soppeseremmo, e ci accorgeremmo dei pericoli del presente. Ci accorgeremmo che la malia di quest\u2019epoca in cui tutto si deve comprare, ci spinge a indebitarci d\u2019amore, investendo le nostre speranze in un tempo alieno, sconosciuto, dove come per magia i semi che non hanno messo radici oggi, dovrebbero dar frutti domani. Ci accorgeremmo che in quest\u2019epoca in cui tutto si deve consumare, la purezza dei sentimenti viene stuprata dal cinismo, insozzata dalla promiscuit\u00e0, seviziata dall\u2019egoismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019epoca sempre gravida di eccessi, non partorisce mai la gioia. I suoi figli sono spesso vulnerabili, suggestionabili, ribelli contro se stessi, inermi e soli. Oppure sono boriosi, indifferenti, ribelli contro gli altri, in fondo anch\u2019essi senza le giuste armi, e soli. Figli entrambi dell\u2019individualismo, due facce della medesima, falsa moneta di umanit\u00e0. Non sanno lottare per imporsi senza soffrire o far soffrire. Perch\u00e9 quest\u2019epoca non \u00e8 mai maestra di equilibrio. Non insegna mai ad affermare la propria personalit\u00e0 senza prevaricare quella altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019epoca mercantilista addestra solo a competere, e quindi a dividerci gli uni dagli altri. Mai ad imparare gli uni dagli altri. Non ci mette davanti compagni di viaggio e sfide da affrontare con lealt\u00e0. Non ci mostra il coraggio. Ci scaraventa addosso individui e ci ordina che sono nemici, da combattere e annientare. E ci insinua la paura. Perch\u00e9 solo con la paura scappiamo dal presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scappiamo dai nostri luoghi, dai nostri affetti, alla ricerca di qualcosa che dovrebbe farci vincere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele si chiedeva \u201ccosa si prova a vincere\u201d. Probabilmente se lo chiedeva anche il piccolo Giovanni, e con un pugno di hashish si illudeva di riuscirci. Vittorie misteriose. \u201cQuesta realt\u00e0\u201d, non ci ha mai detto cosa cercare nella vittoria. Di cosa aver paura nella sconfitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E noi che non siamo ancora \u201cstufi di domande\u201d, avremmo dovuto capire che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente di ovvio. Che c\u2019\u00e8 tutto da tornare a imparare. La felicit\u00e0, s\u00ec, ma la felicit\u00e0 del qui e ora. la felicit\u00e0 non di vincere, ma di condividere. Che in quest\u2019epoca di dispotismo delle ambizioni, far fruttare il proprio talento non deve far dimenticare la gioia di possedere quel talento. Che in quest\u2019epoca di spazi sempre pi\u00f9 immensi e sempre pi\u00f9 anonimi, in cui il futuro \u00e8 sempre altrove, lontano, da soli, la famiglia \u00e8 l\u2019unica luce che mostra la lunga, ombrosa, deforme faccia del cannibalismo dei Mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia \u00e8 l\u2019unico luogo e l\u2019unico momento in cui si possono sopportare gli sforzi, anche se non ottengono risultati. La famiglia \u00e8 l\u2019unico bene che d\u00e0 garanzie e identit\u00e0. Per questo ai Mercati non piace e tenta in tutti i modi di sbranarla. I Mercati hanno fame soprattutto di famiglia. Di figli. Di amore pulito e di solidariet\u00e0. Solo cos\u00ec possono rigurgitare Esseri con la smania di acquistare l\u2019inutile, con il vanto della promiscuit\u00e0 e del disprezzo dei deboli. Esseri aizzati ad essere superficiali, illusi di poter acquistare tutto, anche e soprattutto la felicit\u00e0, e che in questa inappagabile ricerca diventano schiavi di chi li illude, e neppure si accorgono che non possono comprare pi\u00f9 neppure l\u2019indispensabile. Comprano colpe e mai responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La responsabilit\u00e0 \u00e8 legata ai doveri, al coraggio, alle sfide, agli affetti, alle radici. I rimorsi e le colpe che non sono seguiti dalla responsabilit\u00e0, conducono all\u2019accidia, al tormento, alla solitudine, all\u2019arrendevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo il termine \u00abcolpa\u00bb piace cos\u00ec tanto ai Mercati. Basti pensare al \u00abredemption fund\u00bb, in base a cui essere poveri \u00e8 una colpa, e se ne paga profumatamente lo scotto che porter\u00e0 a ulteriore povert\u00e0 e quindi ad ulteriore colpa, in una morsa infernale senza fine, dove redenzione non \u00e8 mai sinonimo di rimedio, di sacro dovere di rialzare la testa e riprendere per il meglio in mano la propria vita, ma \u00e8 solo sinonimo di punizione. E quindi, ancora una volta, di schiavit\u00f9. Chi ce la fa, vive e paga, chi non ce la fa, muore. Con gran sollievo di chi incassa. Perch\u00e9 questo fanno i Mercati: incassano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il loro dogma \u00e8: consuma. Il corollario: se non puoi pagare, ti punisco. E il veleno della punizione, tossico come il fumo fetido delle sue industrie, i Mercati da tempo provano a inculcarlo come valore sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei modi che ha il mercato di attaccare la famiglia, \u00e8 proprio quello di rendere vana, poco credibile, delegittimata, la sua funzione educatrice. Educare presuppone s\u00ec la punizione, ma sempre in funzione della comprensione della responsabilit\u00e0 e del dovere di nobilitare la propria anima e la propria esistenza. Mai \u00e8 punizione che mira a umiliare, e a impedire di migliorare. Chi educa davvero, insegna l\u2019azione che muta l\u2019errore in conoscenza, e la nuova conoscenza, in nuova e pi\u00f9 idonea azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i Mercati non amano l\u2019azione che muta l\u2019esistenza e la rende indipendente dai propri diktat. Per questo come viscidi aracnidi tessono la loro tela nelle scuole e nelle famiglie, le due istituzioni nutrici del buon senso. Non meravigliamoci se soprattutto l\u00ec, in sfregio di ogni equilibrio, la Mano Invisibile costruisce eccessi: o anarchico, nevrotico affrancamento da ogni disciplina, nel culto di libert\u00e0 vanesie, sgargianti come arcobaleni ma inquinanti come plastica, o grigio, spietato rigore e giustizialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E molti rimangono con affanno sul filo tagliente di questi due mondi, e a volte, inevitabilmente, cadono rovinosamente in uno dei due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mamma del piccolo Giovanni lo ha denunciato. Per punirlo? Per responsabilizzarlo? Per offrirgli un\u2019altra soluzione al problema? Semplicemente perch\u00e9 la sua paura di fare la cosa sbagliata, le ha fatto delegare le sue azioni ad altri? In molti si sono scagliati contro questa decisione. Che sia stata sbagliata, lo ha decretato solo il senno del poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso senno del poi dovrebbe far tacere chi non ha avuto il senno del prima, chi non ha capito che siamo tutti vittime di un\u2019epoca confusa e atroce, che ci strappa la mente con la paura di essere piccoli e inetti, la rattoppa con il gigantismo delle ambizioni, di un decantato, irraggiungibile perfezionismo, e ci abbandona proprio quando abbiamo pi\u00f9 bisogno di aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Mercati pensano solo a stabilizzare i prezzi, non a rendere stabili le coscienze, che anzi, fanno loro comodo poco salde e poco attente. Attenzione e solidit\u00e0 che possiamo ritrovare. Guardiamo ora, occhi negli occhi, la faccia, anzi, le tante facce senza vergogna di queste Mani Invisibili. Ci accorgeremo che non sono cos\u00ec invisibili, e che possiamo allontanarle dai nostri beni, dai nostri affetti, dalle nostre case, dalla nostra dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La felicit\u00e0 \u00e8 nella responsabilit\u00e0 di oggi di riprenderci la nostra vita. Non \u00e8 mai domani, se non agiamo qui e ora. Cerchiamo di non vivere in memoria di ci\u00f2 che ci piacerebbe essere. Viviamo nel piacere di chi siamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIA BIASCO (FSI Foggia) \u201cNon qui e non ora\u201d. Cos\u00ec scriveva Michele. Se non qui e se non ora, allora altrove. Occorre partire. In viaggio, verso i propri obiettivi. In fondo partiamo ogni giorno per quel viaggio. Su rotaie spesso dissestate, su vagoni scomodi, presso stazioni poco sicure. Il motore capita che si deteriori, la passione per il panorama viene a mancare, i vetri si offuscano, e il da farsi si fa incerto. 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