{"id":28804,"date":"2017-02-27T11:15:54","date_gmt":"2017-02-27T10:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28804"},"modified":"2017-02-26T23:08:42","modified_gmt":"2017-02-26T22:08:42","slug":"distruggete-i-populisti-e-salvate-la-globalizzazione-usando-i-media-e-le-masse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28804","title":{"rendered":"Distruggete i populisti e salvate la globalizzazione! Usando i media e le masse\u2026"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARCELLO FOA<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni articoli sono rivelatori. Uno di questi lo ha <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/02\/15\/cultura\/opinioni\/editoriali\/un-patto-sociale-contro-i-populismi-RfpI7Qu0xjFPWRiTDOihjK\/pagina.html\">pubblicato<\/a> La Stampa, lo scorso 15 febbraio, a firma di Charles A. Kupchan. E voi direte: chi \u00e8? Semplice: \u00e8 uno dei principali pensatori dell\u2019establishment americano. Docente di affari internazionali alla Georgetown University e membro del Council on Foreign Relations, dal 2014 al 2017 \u00e8 stato assistente speciale per la Sicurezza nazionale del presidente Barack Obama. Tanto per intenderci.<\/p>\n<p>Uno dei pochi ad aver colto l\u2019importanza di questo articolo \u00e8 stato il sito di analisi <a href=\"http:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/31315\/manifesto-della-rivoluzione-globale\">Piccole Note<\/a>, secondo cui ci troviamo di fronte a un Manifesto della Controrivoluzione globale.<\/p>\n<p>Kupchan, da intellettuale di rango, analizza il successo della Brexit e di Trump, a mio giudizio correttamente.<\/p>\n<blockquote><p>In lotta per guadagnare un salario di sussistenza, a disagio con la diversit\u00e0 sociale alimentata dall\u2019immigrazione, e preoccupati per il terrorismo, un numero considerevole di elettori delle democrazie occidentali ha la sensazione di aver tutto da perdere dalla globalizzazione \u2013 e vuole abbandonarla. Giusto. La legittima rabbia di questi elettori rende chiaro che i nostri sistemi politici post-industriali non hanno fatto abbastanza per gestire la globalizzazione e garantire che i suoi benefici fossero condivisi pi\u00f9 ampiamente nelle nostre societ\u00e0. Qualunque cosa si pensi di Donald Trump, la sua ascesa rivela che c\u2019\u00e8 un disperato bisogno di riformulare il patto sociale che sostiene il centrismo democratico e il sostegno popolare a un ordine liberale internazionale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il punto, secondo Kupchan, \u00e8 che Trump e i populisti non sono in grado di rispondere a tale necessit\u00e0. E dunque occorre porre rimedio alla loro vacuit\u00e0 programmatica onde scongiurare il rischio che la Pax Americana e la Pax Britannica, che hanno fornito le basi dell\u2019attuale mondo globalizzato, naufraghino definitivamente. Gi\u00e0, ma come?<\/p>\n<p>E qui il discorso diventa davvero interessante.<\/p>\n<blockquote><p>In primo luogo, i centristi di tutte le convinzioni politiche devono unirsi per offrire un nuovo patto sociale che rappresenti un\u2019alternativa credibile alle false promesse economiche dei populisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>Kaplan parla di \u201c<em>nuove iniziative in materia di istruzione, formazione professionale, politica commerciale, politica fiscale e minimi salariali<\/em>\u201c. Sapendo per\u00f2 che<\/p>\n<blockquote><p>\u201cla globalizzazione \u00e8 destinata a durare. Ma la disomogeneit\u00e0 dei suoi effetti distributivi dev\u2019essere affrontata per il bene della politica democratica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Seguiamo il suo ragionamento e veniamo al secondo punto, leggetelo con attenzione:<\/p>\n<blockquote><p>Mentre gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali sono scosse dalle forze populiste, gli effetti moderatori dei contrappesi istituzionali saranno di importanza cruciale. Il sistema legislativo, i tribunali, i media, l\u2019opinione pubblica e l\u2019attivismo \u2013 rappresentano tutti un freno all\u2019autorit\u00e0 esecutiva e devono essere pienamente adoperati.<\/p><\/blockquote>\n<p>E tenetevi forte sul terzo:<\/p>\n<blockquote><p>Se gli Stati Uniti e la Gran Bretagna saranno, almeno temporaneamente, latitanti quando si tratta di difendere l\u2019ordine liberale internazionale, l\u2019Europa continentale dovr\u00e0 difendere la posizione. Nel momento in cui la coesione interna dell\u2019Unione europea \u00e8 messa alla prova dallo stesso populismo che occorre sconfiggere, non \u00e8 buon momento per chiederle di colmare il vuoto lasciato dal disimpegno anglo-americano. Ma almeno per ora, la leadership europea \u00e8 la migliore speranza per l\u2019internazionalismo liberale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Cosa vuol dire tutto questo? Traduco:<\/p>\n<p>1) L\u2019\u00e9lite che da quasi 30 anni promuove la globalizzazione ha individuato correttamente le radici del problema ma non ha alcun progetto credibile su come risolverlo. <strong>Le idee abbozzate da Kupchan potrebbero essere bollate, a loro volta, come \u201cpopuliste\u201d per la loro vacuit\u00e0 e nascondono una contraddizione per ora insanabile<\/strong>. In un passaggio, l\u2019ex consigliere di Obama scrive che \u201c<em>i posti di lavoro che stanno diminuendo di numero soprattutto per l\u2019automazione, non a causa del commercio estero<\/em>\u201d. Ma se questo \u00e8 il problema: come pensano di risolverlo? Mistero.<\/p>\n<p>2) Kupchan invoca le istituzioni. Scusate, ma non capisco: non sono stati proprio gli ambienti transnazionali a promuoverne scientemente lo sradicamento a livello nazionale e, contestualmente, il trasferimento di poteri a quelle sovranazionali? Non \u00e8 paradossale che a invocare i \u201ccontrappesi istituzionali\u201d siano coloro che li hanno screditati e talvolta vanificati?<br \/>\nBen pi\u00f9 significativa \u00e8 l\u2019affermazione successiva: Cosa vuol dire che \u201c<em>i media, l\u2019opinione pubblica e l\u2019attivismo (\u2026) devono essere pienamente adoperati?<\/em>\u201d Notate bene che Kapchan non parla di \u201calcuni media\u201d o di \u201ctestate sulle nostre posizioni\u201d ma di media, di opinione pubblica in senso assoluto, e usa il termine \u201c<em>adoperare<\/em>\u201d, come se l\u2019establishment a cui appartiene avesse il potere di orientare l\u2019insieme dei media.<\/p>\n<p>Scusate \u2013 si potrebbe e si dovrebbe obiettare \u2013 ma non siamo in democrazia? La stampa non \u00e8 libera? In teoria s\u00ec ma di fatto il mainstream \u00e8 ormai sinonimo di conformismo, che a tratti sfocia nel pensiero unico. Anche in Occidente. Tema che chi legge questo blog conosce bene, obiettivo che si ottiene ricorrendo alle tecniche di spin che descrivo da 10 anni (vedi il saggio \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/stregoni-della-notizia-da-kennedy-libro-marcello-foa\/e\/9788883357831\">Gli stregoni della notizia<\/a> Da Kennedy alla guerra in Iraq. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi\u201d).<\/p>\n<p><strong>La novit\u00e0 \u00e8 che tali tecniche venivano usate per sostenere i governi, a cominciare dalla Casa Bianca. Ora apprendiamo che possono essere usate anche contro di essa se il presidente, come Trump, non \u00e8 gradito, sebbene legittimamente eletto.<\/strong><\/p>\n<p>E lo stesso vale per il riferimento all\u2019attivismo ovvero a quei movimenti delle masse improvvisi e insistenti, che evidentemente non sono frutto di una spontanea presa di coscienza delle folle, ma di attente regie che, sfruttando metodi ben noti agli specialisti, raggiungono l\u2019effetto voluto. Al riguardo segnalo l\u2019ottimo saggio del giornalista del Tg5 Alfredo Macchi <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/rivoluzioni-spa-chi-c-dietro-libro-alfredo-macchi\/e\/9788896822333\">Rivoluzioni s.p.a. Chi c\u2019\u00e8 dietro la primavera araba<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Metodi che finora venivano impiegati fuori dai Paesi occidentali, ad esempio incentivando le Rivoluzioni colorate, ma Kupchan afferma che debbano essere utilizzati anche negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali.<\/strong><\/p>\n<p>Il messaggio implicito complessivo \u00e8 inquietante: \u201cPossiamo usare i media e le masse contro i populisti\u201d. E lo stanno gi\u00e0 facendo.<br \/>\n3) Stupefacente \u00e8 la terza ammissione. Essendo la Casa Bianca e Downing Street fuori controllo, deve essere l\u2019Unione europea a difendere la globalizzazione. E allora si spiega perch\u00e9 il fidatissimo e duro Shulz si candidi a Berlino, con l\u2019obiettivo di scalzare una Merkel in fase calante, troppo debole. E si capisce perch\u00e9 si suggerisca all\u2019impresentabile presidente della Commissione europea Juncker di farsi da parte per lasciare spazio a un falco come il finlandese Jyrki Katainen.<\/p>\n<p>Ma ancora una volta emerge una contraddizione: l\u2019impopolarit\u00e0 dell\u2019Unione europea, alimentata da politiche cos\u00ec rigide da sfociare nell\u2019ottusit\u00e0, rappresenta una delle ragioni del successo dei movimenti populisti. <strong>Come pu\u00f2 un Moloch come la Ue (e sul suo liberalismo sorvoliamo\u2026) costituire il fulcro in difesa degli interessi globalisti e al contempo diventare il promotore del cambiamento per riconquistare una classe media impoverita e arrabbiata?<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, l\u2019analisi \u00e8 corretta, gli obiettivi sono dichiarati \u2013 vogliono salvare la globalizzazione \u2013 ma senza il sostegno di riforme credibili e convincenti. Chiara invece \u00e8 la determinazione nel voler distruggere l\u2019onda \u201cpopulista\u201d e fermare Trump, anche ricorrendo a metodi che vanno oltre la normale dialettica politica.<\/p>\n<p>Andiamo bene\u2026<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/foa\/2017\/02\/26\/distruggete-i-populisti-e-salvate-la-globalizzazione\/\">http:\/\/blog.ilgiornale.it\/foa\/2017\/02\/26\/distruggete-i-populisti-e-salvate-la-globalizzazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCELLO FOA Alcuni articoli sono rivelatori. Uno di questi lo ha pubblicato La Stampa, lo scorso 15 febbraio, a firma di Charles A. Kupchan. E voi direte: chi \u00e8? Semplice: \u00e8 uno dei principali pensatori dell\u2019establishment americano. Docente di affari internazionali alla Georgetown University e membro del Council on Foreign Relations, dal 2014 al 2017 \u00e8 stato assistente speciale per la Sicurezza nazionale del presidente Barack Obama. 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