{"id":28825,"date":"2017-02-28T11:45:00","date_gmt":"2017-02-28T10:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28825"},"modified":"2017-02-28T00:36:59","modified_gmt":"2017-02-27T23:36:59","slug":"buon-compleanno-erasmus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28825","title":{"rendered":"Buon compleanno, Erasmus!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino)<\/strong><\/p>\n<p><em>Trent&#8217;anni fa nasceva uno dei miti di quella nuova generazione globalista e apolide capace di scambiare ben volentieri diritti e libert\u00e0 per un sorso di tequila a basso costo in un monolocale ammuffito<\/em><\/p>\n<p>Una generazione si impone all\u2019attenzione della Storia non prima dei <strong>trent\u2019anni<\/strong>. Tranne rari casi, all\u2019occorrenza provocati da fattori imprevedibili e titanici come le guerre o le rivoluzioni, la maturit\u00e0 raggiunge l\u2019Uomo in quel <strong>periodo di tempo che fa da ponte<\/strong> tra l\u2019adolescenza e la piena et\u00e0 adulta. Di qua, superati e gi\u00e0 rimpianti, stanno i verdi e freschi vent\u2019anni; col\u00e0, ancora lontani e perci\u00f2 minacciosi, si stagliano le calvizie e le pancette dei quaranta, giro di boa di una grigia e impercettibile esistenza. Alla maniera degli astri in cielo, il <strong>calendario della vita<\/strong> s\u2019\u00e8 mantenuto dunque lineare per una buona decina di secoli, comprimendosi o allargandosi sul Tempo in virt\u00f9 delle bizze dell\u2019Uomo e grazie ai ritrovati della tecnica. Qualunque Civilt\u00e0 pretendeva- pena la propria agonia- quest\u2019affannosa e seria scalata anagrafica, <strong>primordiale presa di coscienza<\/strong> della essenza dell\u2019<em>homo<\/em> quale <em>faber<\/em> della propria fortuna. E nel talamo come nei campi, e in casa come in strada la maturit\u00e0 diveniva <strong>requisito necessario<\/strong> per poter essere considerato a tutti gli effetti un membro della societ\u00e0, in un sensato moto ascensionale che portava i canuti e aggrinziti anziani al vertice del rispetto e della stima, forti dell\u2019esperienza (in verit\u00e0 non sempre saggia) accumulata nel gran ballo degli anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_83290\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-83290\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/family_orig.jpg\" alt=\"La famiglia patriarcale, alla maniera di un esercito, attribuiva i gradi e le responsabilit\u00e0 in base all'et\u00e0 dei componenti\" width=\"1000\" height=\"686\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La famiglia patriarcale ha imperato come modello d\u2019organizzazione sociale sino alla prima met\u00e0 del secolo scorso<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Questo nel mondo di Ieri<\/strong>. Nella dirompente sciarada di eventi e collassi del Novecento il parossismo dell\u2019et\u00e0 e della giovinezza han fatto carta straccia del buon senso e della logica, coniugando alla sempre presente smania d\u2019immortalit\u00e0 dei deboli la mano diabolica del consumismo. Il <strong>matrimonio tra Faust e il Capitale<\/strong>, innestatosi artatamente sui desideri profondi della massa, \u00e8 riuscito nell\u2019impresa formidabile di creare una nuova categoria, <strong><em>i giovani<\/em><\/strong>, e di espanderne i confini temporali dilatandoli praticamente all\u2019infinito. <strong>Una classe senza coscienza<\/strong>, formata a tavolino ad uso e consumo del profitto, indirizzata dalla manina visibile del mercato verso bisogni sempre interminati, illimitati come l\u2019ingordigia del capitalismo. Se\u00a0 fosse rimasto un mero fatto economico, una dinamica interna al modo di produzione, ce ne saremmo pur fatti una ragione: tra le pecore v\u2019\u00e8 pur sempre la possibilit\u00e0 di incontrare ogni tanto un lupo. Purtroppo- e come sempre- dalla struttura s\u2019\u00e8 passati alla sovrastruttura politica ed ideologica, fornendo alla realt\u00e0 <strong>uno degli aborti pi\u00f9 osceni<\/strong> della comunque gloriosa storia d\u2019Occidente: <strong>la generazione <em>Erasmus<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Accanirsi sui colpiti non appare il massimo della nobilt\u00e0, e il velo pietoso si prester\u00e0 volentieri a celare generosamente <strong>i gessetti e le maglie mai lavate degli idiotini<\/strong> in risvoltino e occhiale <em>hipster<\/em> d\u2019ordinanza.<\/p>\n<blockquote><p>E\u2019 il sistema che va dipinto in tutto il suo recondito squallore, ammantato dallo sbrilluccichio miserabile della retorica. Il programma <em>Erasmus<\/em> fa trent\u2019anni: festeggiamoli adeguatamente.<\/p><\/blockquote>\n<p>Correva l\u2019anno 1959 quando <strong>Sofia Corradi<\/strong>\u2013 <em>\u201cmamma Erasmus\u201d<\/em> secondo i sempre solerti operatori della nostra informazione- venne folgorata dalla geniale idea di equiparare i vari titoli accademici dopo una disavventura occorsale durante un soggiorno negli Stati Uniti. Da tre materie non riconosciute oltreoceano nasce l\u2019idea primigenia, quell\u2019intuizione che segna inesorabilmente il destino di un\u2019epoca: poco importa se tra il dire e il fare trascorre un\u2019eternit\u00e0- tempi mediterranei, la Merkel agiva ancora dall\u2019altra parte del muro\u2026-e della necessit\u00e0 vitale della Corradi nessuno ne avverte l\u2019esigenza messianica.<strong> Si sa<\/strong>, <strong>il nostro \u00e8 un paese lento, retrogrado ed incivile<\/strong>. Del resto, e non \u00e8 poco, gli studenti dell\u2019Italia corrotta, brutta e cattiva della <strong>Prima Repubblica<\/strong> passano quasi automaticamente dall\u2019aula d\u2019ateneo all\u2019ufficio e non hanno, intontiti dalle troppe <em>lirette <\/em>in tasca, troppo a cuore le esigenze alte dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Lavorano, risparmiano, formano famiglie, comprano case, <strong>vivono <em>dignitosamente<\/em><\/strong>: al viaggio-studio nel Vecchio Continente la maggior parte preferisce, pi\u00f9 schiettamente, la finale di Coppa Intercontinentale. Dai tempi nobili di Cicerone <strong>chi voleva s\u2019era sempre e comunque spostato<\/strong> in lungo e in largo, approfittando seriamente delle opportunit\u00e0 delle Universit\u00e0 straniere: i <em>clerici vagantes<\/em> avevano arato l\u2019Europa con i loro sandali assetati di sapere gi\u00e0 nel XII secolo, e una lunga teoria di illustri e dimenticati italiani s\u2019erano diffusi per i vari fori accademici lungo tutto il corso dell\u2019epoca moderna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.google.it\/publicdata\/embed?ds=d5bncppjof8f9_&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;bcs=d&amp;nselm=h&amp;met_y=unemployment&amp;fdim_y=education_level:4&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=region&amp;idim=country:ITA:DEU:FRA:ESP&amp;ifdim=region&amp;hl=it&amp;dl=it&amp;ind=false\">https:\/\/www.google.it\/publicdata\/embed?ds=d5bncppjof8f9_&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;bcs=d&amp;nselm=h&amp;met_y=unemployment&amp;fdim_y=education_level:4&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=region&amp;idim=country:ITA:DEU:FRA:ESP&amp;ifdim=region&amp;hl=it&amp;dl=it&amp;ind=false<\/a><\/p>\n<h4>I grandi successi dell\u2019Unione Europea<\/h4>\n<p>In sostanza, <strong>dell\u2019Erasmus nessuno sapeva cosa farsene perch\u00e9, semplicemente, non serviva<\/strong>. Si prestava invece, e per questo \u00e8 oggi cos\u00ec massicciamente diffuso ed incentivato, per un fine semplice e vile, infame e meschino: <em>fare propaganda<\/em>. Alla maniera di d\u2019Azeglio, un\u2019entit\u00e0 acefala e senza senso come <strong>l\u2019Unione Europea abbisogna di \u201cfare gli europeisti\u201d<\/strong> nei modi e nei tempi pi\u00f9 rapidi ed efficaci: e quale categoria sociale \u00e8 maggiormente permeabile alle influenze esterne dei giovani? Un cocktail di sesso, spasso e alcol \u00e8 una ricetta a cui oggi risulta difficile resistere, soprattutto se ci\u00f2 si innesta su personalit\u00e0 nate e cresciute in un\u2019<strong>atmosfera fideistica<\/strong>, un <em>1984 <\/em>realizzato\u00a0ove all\u2019Europa tutto \u00e8 dovuto e tutto \u00e8 concesso. La retorica della generazione Erasmus, allora, cela la maschera melensa e rivela la putrida realt\u00e0 dei fatti, puntando tutto su quell\u2019esercito sterminato di adolescenti interminati, complessati, gusci vuoti in balia della corrente dei gazzettai e dei politicanti. D\u2019altronde uno dei vari aedi dell\u2019UE, dall\u2019alto del proprio mondo ovattato e tronfio aveva cianciato:<\/p>\n<blockquote><p><em>l<\/em><em>\u2019identit\u00e0 europea (\u2026) dobbiamo radicarla prima che la crisi la rovini del tutto. Si parla poco sui giornali economici del programma di scambi universitari Erasmus, ma Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Io la chiamo una rivoluzione sessuale, un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli. Dovrebbe essere obbligatorio, e non solo per gli studenti: anche per i taxisti, gli idraulici, i lavoratori. Passare un periodo nei paesi dell\u2019Unione Europea, per integrarsi.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Come sempre quando si parla di UE, <strong>gli imperativi abbondano sulla pelle del popolaccio bue e ignorante<\/strong> che non si piega ai disegni della \u00e9lite illuminata. Per Eco l\u2019identit\u00e0 europea va <em>radicata<\/em>, imposta come un culto, grazie allo strumento migliore e pi\u00f9 efficace, quell\u2019Erasmus addirittura <em>obbligatorio<\/em> alla maniera della naja d\u2019un tempo. Ingegneria sociale, propaganda di massa su masse di inermi e intontiti pecoroni di vent\u2019anni: non conformarsi vuol dire attraversare le forche caudine della <em>reductio ad<\/em> (il Lettore metta il cattivone che preferisce, ricordasi l\u2019accusativo) e indossare immantinente la stella verde del populista retrogrado ed ignorante. Non c\u2019\u00e8 nulla come la <strong>lotta<\/strong> che spaventi oggi un\u00a0<em>millennial<\/em>: compilare una domandina e partire per un semestre risulta evidentemente una\u00a0soluzione felice ed immediata. <em>P<\/em><em>assare al bosco <\/em>\u00e8 affare per pochi, purtroppo. Facciamo un biglietto allora, e via!<\/p>\n<p>Con ben <strong>274 euro medi di borsa<\/strong> si pu\u00f2 ben scialare in qualunque angolo dell\u2019Unione, da Lisbona a Cracovia, da Copenaghen a Nicosia. Come se non bastasse, l\u2019alloggio \u00e8 a carico dello studente- <em>to improve<\/em> lo spirito imprenditoriale, malpensanti!- cos\u00ec come il vitto. Se non si vuol fare <strong>la fine di Jean Valjean<\/strong>, il moderno e intraprendente <em>giovin europeo<\/em> deve per forza attingere dalle generose casse di mammi e papi, esercitandosi per un futuro prossimo di sostentamento a distanza e miseria crescente, magari nella meta preferita dagli italiani, quella Spagna ardentemente eurofila e al contempo distrutta dalla crisi imposta dall\u2019euro, in cui salari e occupazione sono tragicamente crollati <em>pro domo Germania<\/em>.<\/p>\n<p><strong>famiglia povera = rimani a casa<\/strong><\/p>\n<p>Alla guisa delle <strong>cliniche eugenetiche<\/strong> Lebensborn\u00a0di Himmler, solo gli <em>aristoi<\/em> borghesi potranno generare la nuova razza junckeriana, tra una sangria e un cannone, magari in un monolocale subaffittato e triabitato, moderna babele di entusiasti disperati. Si obietter\u00e0 che non tutti fanno cos\u00ec, e c\u2019\u00e8 chi seriamente approfitta della <em>chance<\/em> per migliorarsi e mettersi alla prova. Buon per loro, diciamo noi. Quel che conta \u00e8 il dato generale, il fine del meccanismo: costruire a tavolino una masnada di individui atomizzati, interminati nella loro perenne adolescenza, rimbambiti dalla propaganda e disabituati a pensare, accomunati da un semestre di scazzi costituisce per Bruxelles un\u2019occasione perfetta per poter, in prospettiva, imperare sull\u2019Europa di domani. Coscienza nazionale, sovranit\u00e0, giustizia sociale sono per la gran parte dei <em>kindersoldaten<\/em> Erasmus paccottiglia retr\u00f2, rigurgiti beceri distanti anni luce dalle lotte arcobaleno condite di hashtag e foto a tema. <strong>Le radici<\/strong>, per costoro, <strong>sono solo un peso da gettare per rinnegare<\/strong>, alla stregua della <strong>Patria<\/strong>, intesa nel duplice senso di patrimonio spirituale dei Padri e spazio costituzionale dove esercitare la lotta di classe e la dialettica democratica. Il cosmopolitismo delle \u00e9lites a suo tempo <a href=\"http:\/\/sollevazione.blogspot.it\/2016\/10\/patriottismo-proletario-o-cosmpolitismo.html\">teorizzato da Lelio Basso<\/a> trova plastica realizzazione negli <em>hangover<\/em> a basso costo dei post-adolescenti sparsi per l\u2019Europa:<\/p>\n<blockquote><p><em>La generazione Erasmus \u00e8 la prima generazione veramente\u00a0<strong>europea<\/strong>: nel definire i legami con la propria citt\u00e0, il proprio paese e l\u2019Europa, quest\u2019ultima viene scavalcata dalle altre due voci tra i non-Erasmus; tra coloro che sono partiti, invece, il senso di appartenenza all\u2019Europa stacca nettamente (rispettivamente di 10 e 8 punti percentuali) il legame con citt\u00e0 e paese d\u2019origine.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"ig-5a2da5b7-1c29-57de-e1cb-579219164f57\" class=\"infogram-embed\"><a href=\"http:\/\/e.infogr.am\/6373bb2e-2ed4-4324-9d97-824763334328?src=embed\">http:\/\/e.infogr.am\/6373bb2e-2ed4-4324-9d97-824763334328?src=embed<\/a><\/div>\n<p>Come i capitali e le merci, dunque, il <strong>traffico di persone<\/strong> serve all\u2019UE per legittimare le scelte mercantilistiche del nuovo impero tedesco a tutto svantaggio dei paesi del Mediterraneo: dopo aver fatto un\u2019esperienza di studio, cosa ci vuole a trasferirsi armi e bagagli alla volta della Germania? La <em>mobilit\u00e0 dei fattori<\/em> eretta a sistema sdogana in pratica la morte civile della periferia del IV Reich, costretta alla sorte di quei paesini del Mezzogiorno che negli anni Sessanta divenivano <strong>ricovero di fantasmi ed ombre vuote<\/strong>, spopolati dal richiamo mortale delle industrie del Nord.<\/p>\n<blockquote><p>Per <em>fare gli europeisti<\/em> deve quindi morire l\u2019Europa delle nazioni e dei popoli<\/p><\/blockquote>\n<p>Su questa <strong>linea del Piave<\/strong> si gioca, cent\u2019anni dopo, la battaglia decisiva tra Civilt\u00e0 e Barbarie, Costituzione e Trattati, Roma e l\u2019anti-Europa. Alla sintesi dell\u2019ipocrisia giovanilista allora auguriamo tante e care cose, con la certezza intima e potente che a breve, del loro fariseo e vile mondo di cartapesta non rimarr\u00e0 che polvere e silenzio. Tanti auguri, <em>Erasmus<\/em>.<\/p>\n<p><em>NdA: Teniamo particolarmente alla salute del nostro amico Lettore. Pertanto lasciamo a pi\u00e8\u00a0di pagina, nella posizione d\u2019irrilevanza che in fondo merita, la testimonianza diretta delle celebrazioni tuttora in corso per il trentennale della folgorante invenzione europeista, ovviamente celebrate dallo zelante clero della melassa giornalistica del culturame nostrano.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/search?q=%23StatiGeneraliErasmus\">https:\/\/twitter.com\/search?q=%23StatiGeneraliErasmus<\/a><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/buon-compleanno-erasmus\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/buon-compleanno-erasmus\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino) Trent&#8217;anni fa nasceva uno dei miti di quella nuova generazione globalista e apolide capace di scambiare ben volentieri diritti e libert\u00e0 per un sorso di tequila a basso costo in un monolocale ammuffito Una generazione si impone all\u2019attenzione della Storia non prima dei trent\u2019anni. Tranne rari casi, all\u2019occorrenza provocati da fattori imprevedibili e titanici come le guerre o le rivoluzioni, la maturit\u00e0 raggiunge l\u2019Uomo in quel periodo di tempo che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7uV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28825"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28825"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28830,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28825\/revisions\/28830"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}