{"id":28853,"date":"2017-03-01T10:50:10","date_gmt":"2017-03-01T09:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28853"},"modified":"2017-02-28T22:39:29","modified_gmt":"2017-02-28T21:39:29","slug":"il-ritorno-del-mercantilismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28853","title":{"rendered":"Il ritorno del mercantilismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qualche ingenuo liberale pu\u00f2 anche ostinarsi a credere che la stabilit\u00e0 internazionale dipenda dalla capacit\u00e0 degli Stati di saper approfittare delle virt\u00f9 offerte dalla globalizzazione.<\/strong> Ma non \u00e8 cos\u00ec. Il capitalismo finanziario, la crisi delle attivit\u00e0 tossiche dopo la bolla del 2008, la <i>deregulation<\/i> in molti settori, l\u2019immigrazione incontrollata sia ad alta, ma soprattutto (per paesi come l\u2019Italia) a bassa qualificazione rappresentano<strong> il lato oscuro dell\u2019economia globale<\/strong>, la sua de-mitizzazione. Questo forse i modelli non lo prevedevano, ma la storia s\u00ec. E anche alcuni economisti, quelli che ora, in modo tutto sommato ipocrita hanno cambiato idea probabilmente perch\u00e9 negli Stati Uniti ha vinto Trump e allora la Germania \u2013 un paese che da anni sta adottando una strategia simile a quella che il Presidente americano vorrebbe implementare \u2013 da paese nemico del disarmo finanziario diventa improvvisamente \u201cbuona\u201d e la Merkel un leader amico del benessere sociale. Insomma, una bella favola alimentata dal <i>mainstream<\/i> informativo.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3uJCLgCpm-8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u201cLa globalizzazione ha spazzato via completamente la classe media. Non si pu\u00f2 continuare cos\u00ec\u201d. Trump durante la campagna elettorale.<\/span><\/p>\n<p>Dal crollo del muro di Berlino ad oggi sono passati poco meno di trent\u2019anni. Un tempo brevissimo, se analizzato su scala storica. Un tempo nel quale <strong>in Occidente \u00e8 stata tolta ogni responsabilit\u00e0 in capo alla politica per globalizzarla e sottometterla in modo totalitario alle leggi dell\u2019economia<\/strong>. Tanto poi ci avrebbe pensato il mercato, dicevano. <strong>Stabilizzare, privatizzare, liberalizzare<\/strong>, questo il <i>mantra<\/i> a inizio anni Novanta. Una guida morale per il cittadino globale. Un imperativo categorico per i suoi decisori. Solo che le fasi di una globalizzazione non sono tutte uguali, come ci spiega l\u2019economista turco <strong>Dani Rodrik<\/strong>, nel suo <i>La globalizzazione intelligente<\/i> (Edizioni Laterza, 2015). E <i>questa <\/i>globalizzazione ha mostrato come e quanto i propri effetti distributivi sia fra Stati (l\u2019Occidente <i>versus<\/i> il resto del mondo), sia all\u2019interno degli stessi paesi (con la polarizzazione crescente tra ricchi e poveri) abbia avuto impatti di diverso tipo, <strong>tutto a vantaggio di chi in questo capitalismo finanziario prospera<\/strong>, non tanto perch\u00e9 dotato di un sistema interno democratico, ma proprio perch\u00e9 provvisto di uno Stato sovrano robusto. Questo \u00e8 in grado di scegliere consapevolmente come potenziare, alle sue regole, i propri vantaggi comparati. Cina e Germania offrono due ottimi esempi di tale atteggiamento, ben prima di <i>Brexit<\/i> e dell\u2019elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Un atteggiamento che vede nuovamente protagonisti gli Stati, nella loro specifica autodeterminazione interna e nella loro proiezione commerciale all\u2019esterno.<\/p>\n<div id=\"attachment_83359\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83359 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/china-containers.jpg\" alt=\"china containers\" width=\"2084\" height=\"1042\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il mercantilismo \u00e8 una politica economica che prevalse in Europa tra il XVI e il XVII fondata sulla convinzione che la potenza di una nazione si misura in termini di surplus commerciale. Al giorno d\u2019oggi, Cina e Germania sono tra i paesi a pi\u00f9 spiccata vocazione mercantilista.<\/p>\n<\/div>\n<p>Le radici ideologiche di tale pensiero sono assai pi\u00f9 antiche dei promotori del libero mercato alla Adam Smith (1723-1790) e provengono dalle posture messe in pratica dagli Stati-nazione nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. In una parola, si tratta di <strong>mercantilismo<\/strong>. Un approccio nazionalista nel quale la grammatica del commercio internazionale risponde alle logiche del rafforzamento dello Stato e la concentrazione dei flussi di denaro \u00e8 emanazione del primato della Nazione. <strong>Le fasi cooperative emergono da considerazioni di carattere strategico da parte degli Stati sovrani pi\u00f9 forti.<\/strong> Questi hanno tutto l\u2019interesse a ridurre il multilateralismo e a rapportarsi con altri paesi, meno consistenti politicamente, attraverso relazioni di tipo bilaterale, consapevoli che in quest\u2019ultima modalit\u00e0 saranno sempre i pesci pi\u00f9 piccoli a soccombere.<\/p>\n<p>Rodrik ci dice anche che esiste un <strong>trilemma<\/strong>, ovvero<strong> l\u2019impossibilit\u00e0 di avere contemporaneamente democrazia, stato sovrano e globalizzazione<\/strong>. L\u2019integrazione economica ha dei limiti intrinseci quando la si rapporta alla democrazia nazionale o, in alternativa, alle classiche funzioni della sovranit\u00e0 dello stato (come per esempio la sovranit\u00e0 monetaria)<strong>. La Cina ad esempio \u00e8 un paese con una forte aspirazione egemonica e sta scegliendo consapevolmente di potenziare la globalizzazione traendone i relativi benefici come Stato sovrano, a discapito naturalmente della democrazia nazionale<\/strong>. Il sogno di molti federalisti europei di completare gli Stati Uniti d\u2019Europa rappresenterebbe all\u2019opposto, il tentativo di far combaciare l\u2019attuale tipo di globalizzazione con l\u2019europeizzazione delle regole della democrazia. Il progetto per\u00f2 sta implodendo. In parte perch\u00e9 i mercati hanno sottomesso i maggiori Stati sovrani europei i quali non dirigono, come accade in Cina, ma sono invece eterodiretti. A tutto vantaggio del paese egemone sul continente europeo: la Germania.<\/p>\n<div id=\"attachment_83357\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83357 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/dani-rodrik.jpg\" alt=\"VISIONI Palazzo della Provincia Sala Depero IL FUTURO DELLA GLOBALIZZAZIONE Nella foto: Dani RODRIK Festival dell'Economia Trento 02 giugno 2011 Hugo Munoz\" width=\"2040\" height=\"1360\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">L\u2019economista turco Dani Rodrik al festival dell\u2019Economia di Trento nel 2011. Rodrik \u00e8 noto per il suo trilemma, che postula l\u2019impossibilit\u00e0 di avere simultaneamente globalizzazione, sovranit\u00e0 nazionale e democrazia.<\/p>\n<\/div>\n<p>Attualmente la crescente richiesta di chiusura e di protezionismo da parte di alcuni paesi pone in un piano inclinato i cos\u00ec detti valori del mondo occidentale<i>. <\/i>Questa potenziale fase di instabilit\u00e0 rischia di compromettere alla lunga le democrazie nazionali. <strong>La risposta mercantilista offre sul piatto una politica di potenza che non rinunci alla globalizzazione dei mercati, ma li diriga in modo strategico, come sta facendo la Cina<\/strong>. Questo vuol significare un sistema internazionale che includa oltre alla cooperazione anche una strategia legata a dazi e tariffe commerciali. Probabilmente \u00e8 utopico pensare ad un\u2019altra possibilit\u00e0 che nel complesso risulta meno dannosa per tutti: correggere politicamente gli squilibri connaturati all\u2019attuale sistema globale e intervenire su di esso equilibrando i flussi commerciali e finanziari tra paesi. Servirebbe insomma una nuova Carta Atlantica, con istituzioni internazionali che non rigettino le politiche degli Stati, ma ne rappresentino le istanze nazionali. Con regole internazionali condivise paese per paese e conformi ai principi della loro indipendenza. Per fare questo <strong>occorre un inedito codice della globalizzazione riscritto su misura delle democrazie nazionali e non dei mercati finanziari.<\/strong>Altrimenti prevarr\u00e0 un\u2019anarchia predatoria e senza alcuna morale: la famosa legge della giungla.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-ritorno-del-mercantilismo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-ritorno-del-mercantilismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano) Qualche ingenuo liberale pu\u00f2 anche ostinarsi a credere che la stabilit\u00e0 internazionale dipenda dalla capacit\u00e0 degli Stati di saper approfittare delle virt\u00f9 offerte dalla globalizzazione. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Il capitalismo finanziario, la crisi delle attivit\u00e0 tossiche dopo la bolla del 2008, la deregulation in molti settori, l\u2019immigrazione incontrollata sia ad alta, ma soprattutto (per paesi come l\u2019Italia) a bassa qualificazione rappresentano il lato oscuro dell\u2019economia globale, la sua de-mitizzazione.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7vn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28853"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28854,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28853\/revisions\/28854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}