{"id":28855,"date":"2017-03-01T11:55:23","date_gmt":"2017-03-01T10:55:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28855"},"modified":"2017-03-01T11:47:24","modified_gmt":"2017-03-01T10:47:24","slug":"la-relazione-dei-servizi-segreti-italiani-al-governo-dalla-libia-agli-attentati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28855","title":{"rendered":"La relazione dei servizi segreti italiani al governo. Dalla Libia agli attentati"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il DIS, l\u2019organismo che coordina i servizi segreti, fa il punto annuale sulla sicurezza. E cita possibili atti terroristici in Italia, il caos migranti e la crisi libica. Ma anche criminalit\u00e0 organizzata e anarco-insurrezionalismo.<\/em><\/p>\n<p>La deriva jihadista e il modello italiano di risposta. Il fenomeno migratorio nella prospettiva dell\u2019intelligence. La tutela del sistema-paese e la salvaguardia degli interessi nazionali nei settori strategici. Le spinte eversive e anti-sistema e la penetrazione delle mafie nazionali e della criminalit\u00e0 organizzata nell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tutto questo nella <a href=\"http:\/\/www.sicurezzanazionale.gov.it\/sisr.nsf\/relazione-annuale\/relazione-al-parlamento-2016.html\" target=\"_blank\">\u201c<strong>relazione sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza 2016<\/strong>\u201d<\/a> redatta dal DIS italiano, ovvero l\u2019organismo che coordina l\u2019attivit\u00e0 dei servizi segreti italiani interni ed esterni, attualmente ricompresi sotto le sigle AISI e AISE. Una relazione annuale che, con un linguaggio chiaro e conciso, offre uno scenario credibile del contesto attuale e sottolinea senza molte sbavature i principali fattori di rischio e le pi\u00f9 importanti criticit\u00e0 per l\u2019Italia, offrendo una sintesi di scenari e tendenze future coerenti con l\u2019analisi effettuata. In particolare, per quanto riguarda l\u2019anarco-insurrezionalismo e le mafie nazionali, vi sono spunti interessanti di riflessione.<\/p>\n<p>La relazione, inoltre, afferma che per il 2017 si accentua il rischio che nel nostro paese si possa realizzare un attentato terroristico per mano di soggetti legati principalmente allo Stato Islamico: \u00ab<em>sempre pi\u00f9 concreto si configura il rischio che alcuni di questi soggetti decidano di non partire \u2013 a causa delle crescenti difficolt\u00e0 a raggiungere il teatro siro-iracheno ovvero spinti in tal senso da `motivatori\u00b4 con i quali sono in contatto sul web o tramite altri canali di comunicazione \u2013 determinandosi in alternativa a compiere il jihad direttamente in territorio italiano<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Su quest\u2019ultimo punto, in ogni caso, il servizio di sicurezza nazionale non manca di sottolineare l\u2019innegabile successo sinora assicurato all\u2019Italia: \u00ab<em>Se da un lato sono proprio il background e la professionalit\u00e0 a dare la consapevolezza delle difficolt\u00e0 di prevenire sempre e in ogni caso atti ostili, anche clamorosi, dall\u2019altro pu\u00f2 annoverarsi tra i successi \u201cintangibili\u201d del dispositivo nazionale l\u2019avvenuto pacifico svolgimento di eventi di vasta portata internazionale e valenza simbolica\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Questo merito, secondo il DIS, \u00e8 dovuto ai \u00ab<em>rodati meccanismi d\u2019interscambio<\/em>\u00bb tra le agenzie d\u2019intelligence, alla \u00ab<em>proficua interazione tra intelligence e Forze di polizia, inclusa l\u2019Amministrazione penitenziaria, specie nell\u2019ambito del Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo \u2013 CASA, operante presso il Ministero dell\u2019Interno<\/em>\u00bb, e alle \u00ab<em>sinergie inter-istituzionali<\/em> <em>che hanno portato, tra l\u2019altro, all\u2019approvazione, nel 2015, di due importanti provvedimenti legislativi<\/em>\u00bb. Il riferimento \u00e8 ai decreti-legge 18 febbraio 2015 n. 7 sui colloqui in carcere e 30 ottobre 2015, n. 174, sulla possibilit\u00e0 per l\u2019AISE di avvalersi delle Forze speciali della Difesa in situazioni di crisi all\u2019estero.<\/p>\n<p>La relazione si fa, invece, sin troppo vaga su alcuni aspetti di primaria importanza per l\u2019Italia. In particolare, quando omette d\u2019indagare pi\u00f9 approfonditamente sul fenomeno migratorio e, soprattutto, quando manca di citare importanti informazioni circa il caos libico: seppur il caso sia ampiamente indagato lungo l\u2019intero documento, non c\u2019\u00e8 una valutazione critica rivolta alla gestione politico-diplomatica di quello che viene definito solo come un \u00ab<em>travagliato processo di riconciliazione nazionale e di stabilizzazione del paese promosso dalle Nazioni Unite<\/em>\u00bb. N\u00e9 si trovano all\u2019interno della relazione sufficienti riferimenti alle divisioni insanabili tra le varie anime della Libia odierna, puntando pi\u00f9 che altro a descrivere esclusivamente la \u00ab<em>effervescenza dei gruppi estremisti dell\u2019intera fascia del Maghreb<\/em>\u00bb, come se questi gruppi costituissero l\u2019unico e principale ostacolo alla pacificazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Alcuni dei passaggi pi\u00f9 rilevanti<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Sul Medio Oriente e Nord Africa:<\/strong> \u00ab<em>l\u2019area intera del Medio Oriente allargato continuer\u00e0 ad essere sotto pressione per le varie crisi aperte, la cui soluzione si presenta complessa quanto complesso \u00e8 lo scenario che vi fa da sfondo. Quella di pi\u00f9 immediato impatto, che riguarda la Libia, richieder\u00e0 crescente impegno stabilizzante che faccia prevalere l\u2019interesse comune del Paese su divisioni, tribalismo e personalismi, fattori che permeano fortemente quella realt\u00e0; ma il radicamento di tali fenomeni \u2013 rafforzato dal recente con itto interno \u2013 lascia intravedere anche per l\u2019anno a venire una situazione precaria, passibile anche di deteriorare. Non si intravedono, poi, le premesse per una riduzione \u2013 a breve \u2013 dell\u2019incalzante azione offensiva del terrorismo all\u2019interno del territorio egiziano o turco, condotta con consapevole volont\u00e0 <\/em>destabilizzante. <em>Il conflitto in Siria ha portato il Paese allo stremo e ci\u00f2 fa intravedere crescente stanchezza nella popolazione, ma l\u2019eredit\u00e0 di odio e rancori accumulatasi (e la percezione di alcune componenti di combattere uno scontro esistenziale) render\u00e0 comunque difficili e lunghe una effettiva pacificazione sul terreno e la necessaria, costosa ricostruzione, stante anche la vitalit\u00e0 di cui DAESH continua a dar prova in quel quadrante.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ISIS.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66672 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ISIS.jpg\" alt=\"ISIS\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sul Jihad in Italia:<\/strong> \u00ab<em>Su un piano generale, permane, nei centri di elaborazione strategica del global terrorism, la capacit\u00e0 di pianificare attentati complessi e ad alto impatto mediatico, oltre che di sfruttare la tecnologia a fini propagandistici e per le comunicazioni tra militanti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sul modello italiano di risposta al fenomeno:<\/strong> \u00ab<em>\u00c8 opinione condivisa che l\u2019esperienza di controterrorismo maturata negli anni di piombo e la perdurante lotta ad una criminalit\u00e0 organizzata tra le pi\u00f9 efferate e aggressive al mondo abbiano reso le nostre Istituzioni tra le pi\u00f9 preparate, a livello internazionale, nel confronto con minacce ibride o asimmetriche, anche sotto il profillo del contrasto ai correlati flussi finanziari<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sul fenomeno delle migrazioni:<\/strong> \u00ab<em>in termini percentuali il fenomeno, pur a fronte dell\u2019aumento in cifre assolute e di variazioni nella geografia dei flussi, \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato non solo per quel che concerne la Libia, ancora territorio d\u2019imbarco in quasi il 90% dei casi, ma anche per l\u2019Egitto, che si conferma secondo Paese per numero di imbarchi (7%). [\u2026]<\/em> <em>La falsificazione documentale svolge un ruolo chiave nelle dinamiche di favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina e rappresenta uno dei principali fattori di rischio in quanto non consente di valutare compiutamente l\u2019entit\u00e0 e la caratterizzazione del fenomeno<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h5>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66669 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/MIGRANTI-CANALE-SICILIA.jpg\" alt=\"MIGRANTI CANALE SICILIA\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Decine di migranti soccorsi dalla Marina Militare italiana nel Canale di Sicilia)\u00a0<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sulla politica energetica italiana:<\/strong> \u00ab<em>In termini di dipendenza energetica, il deficit petrolifero dell\u2019Italia con l\u2019estero \u00e8 rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi intorno al 90%. Tuttavia \u00e8 aumentata la diversificazione dei fornitori, rafforzando cos\u00ec la resilienza del sistema nel suo complesso. Pur nel difficile contesto di instabilit\u00e0 interna, la Libia ha contribuito in misura significativa all\u2019approvvigionamento energetico nazionale, fornendo circa il 7% del gas e il 4% del petrolio importati dal nostro Paese nel corso dell\u2019anno (dati MiSE e Unione Petrolifera). Ci\u00f2 \u00e8 stato reso possibile, in particolare, dal fatto che non si sono verificati significativi danni alle infrastrutture gestite dalla joint venture ENI- NOC (l\u2019ente petrolifero libico)\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Sulla criminalit\u00e0 organizzata:<\/strong> \u00ab<em>L\u2019edilizia, i giochi on-line, lo smaltimento di rifiuti, la green economy e, soprattutto, gli appalti pubblici si sono confermati i settori dell\u2019economia legale di principale interesse per gli investimenti da parte delle mafie nazionali. [\u2026] Gli strumenti principe che la criminalit\u00e0 organizzata utilizza per penetrare i circuiti affaristici e ingerirsi nei processi decisionali pubblici e nel libero mercato sono, da una parte, lo scambio di reciproche utilit\u00e0 e il raggiungimento di un comune interesse economico, dall\u2019altra, la corruzione, soprattutto nei confronti di pubblici amministratori e burocrati. In tal senso, la riforma del codice degli appalti, varata nell\u2019aprile 2016, potr\u00e0 contribuire a contrastare i fenomeni di ingerenza criminale nello specifico settore<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/servizi-segreti-italiani-dis-relazione-governo-2016\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/servizi-segreti-italiani-dis-relazione-governo-2016\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Il DIS, l\u2019organismo che coordina i servizi segreti, fa il punto annuale sulla sicurezza. E cita possibili atti terroristici in Italia, il caos migranti e la crisi libica. Ma anche criminalit\u00e0 organizzata e anarco-insurrezionalismo. La deriva jihadista e il modello italiano di risposta. Il fenomeno migratorio nella prospettiva dell\u2019intelligence. La tutela del sistema-paese e la salvaguardia degli interessi nazionali nei settori strategici. 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