{"id":28897,"date":"2017-03-03T11:15:40","date_gmt":"2017-03-03T10:15:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28897"},"modified":"2017-03-01T20:16:21","modified_gmt":"2017-03-01T19:16:21","slug":"la-schiavitu-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28897","title":{"rendered":"La schiavit\u00f9 del futuro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti)<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00c8 evidente che \u00e8 necessario operare delle politiche che regolarizzino il tema dei nuovi lavori, e che il lavoro \u00e8 e diventer\u00e0 sempre di pi\u00f9 il tema centrale della politica italiana e non solo.<\/em><\/p>\n<p>Si torna a parlare di start up, e lo si fa in riferimento alla <strong>protesta dei taxi nei confronti di Uber,<\/strong> un\u2019applicazione di autisti specializzata nel settore. Uber e le altre, avrebbero \u201crubato il lavoro\u201d agli autisti tradizionali di taxi e ncc, colpevoli, secondo gli autisti, di applicare concorrenza sleale. D\u2019altra parte Uber si difende sostenendo di portare lavoro in un settore in cui la domanda \u00e8 alta e l\u2019offerta bassa.\u00a0Il dibattito ha avuto grossi margini di discussione anche su questa testata per questo non ci soffermeremo sulle ragioni della diatriba Taxi\/Uber.\u00a0Poco si \u00e8 parlato di come e in che modo queste start up contribuiscano alla formazione di nuovi posti di lavoro e soprattutto di che tipi di posti di lavoro si tratta. Si chiama <strong>gig economy<\/strong>, ed \u00e8 il mercato del lavoro del futuro, ma anche del presente. Anzitutto \u00e8 bene chiarire che queste start up, da <strong>Uber a Foodora, passando per Deliveroo,<\/strong> non offrono veri posti di lavoro, ma semplici lavoretti. Non esistono contratti, le app pagano a ora oppure a volte anche a servizio, ma avremo modo di approfondire pi\u00f9 avanti caso per caso.<\/p>\n<p>Il tema fondamentale \u00e8 che i lavoretti saltuari non sono stati inventati dalle start up: sono sempre esistiti e, anzi, siamo cresciuti con la convinzione che ogni ragazzo o ragazza anche senza necessit\u00e0 economica, per crescer bene aveva bisogno di fare qualche lavoretto al fine di prepararsi al mondo del lavoro e alla vita. Fattorini, hostess ai congressi, babysitter, consegna delle pizze chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. I lavoretti sono sempre esistiti e <strong>queste \u201crivoluzionarie\u201d app hanno solo trovato il modo di lucrarci sopra<\/strong>, sicuramente molto furbamente.\u00a0Questo vale per Uber, che in parte ha regolarizzato, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, tutta una categoria lavorativa che gi\u00e0 esisteva che era quella dei taxi abusivi, presenti in tutto il mondo, e quindi anche in Italia. Il taxi abusivo con Uber diventa pi\u00f9 tutelato, ma in nessun modo si pu\u00f2 dire se non in minima parte che Uber abbia contribuito alla formazione di nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-83409 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image.jpeg\" alt=\"image\" width=\"1000\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p>Lo stesso vale anche per tutte le altre. Foodora in primis: la start up era gi\u00e0 finita sotto il mirino di alcuni attenti giornalisti che avevano sollevato il caso della protesta dei lavoratori della nuova azienda in tempi recentissimi. \u00c8 infatti di Ottobre scorso, la <strong>protesta dei rider di Foodora<\/strong>, multinazionale tedesca nel settore della consegna a domicilio. I fattorini si sono ritrovati la paga abbassata notevolmente: da <strong>6 euro si \u00e8 passati a 4 euro<\/strong> lordi, per finire con la paga a cottimo. Considerando che bici, portapacchi e smartphone con sistema operativo iOs o Android addirittura non pi\u00f9 vecchio di due anni sono a carico del lavoratore, ci si chiede <strong>quale livello di sfruttamento<\/strong> siano costretti a sopportare per accettare un posto del genere. Eppure si tratta di un\u2019azienda in forte crescita e quindi evidentemente il personale disposto a lavorare a queste condizioni non deve essere cos\u00ec difficile da trovare. Nuovi posti di lavoro, o banale sfruttamento del lavoro legalizzato?<\/p>\n<div id=\"attachment_83410\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83410 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image-1.jpeg\" alt=\"Una protesta dei dipendenti di deliveroo\" width=\"660\" height=\"371\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Una protesta dei dipendenti di deliveroo<\/p>\n<\/div>\n<p>Non solo Foodora, anche Deliveroo, specializzato nello stesso settore sta passando giorni difficili. \u00c8 venuto fuori infatti che i lavoratori inglesi di Deliveroo hanno organizzato uno sciopero per denunciare le loro scandalose retribuzioni. Attualmente i driver guadagnano meno del London Living Wage (la tariffa oraria volontaria impostata in modo indipendente e aggiornata ogni anno sulla base del costo della vita in UK) <strong>di 7 sette sterline<\/strong> l\u2019ora pi\u00f9 1 sterlina per consegna. Come se non bastasse Deliveroo vuole abbandonare la tariffa oraria, e passare ai contratti a zero ore, dove i conducenti si pagano a consegna solo 3, 75 sterline. Tutto ci\u00f2 va ad aggravare una <strong>situazione gi\u00e0 molto drammatica<\/strong> in cui molti conducenti gi\u00e0 lavoravano 60 ore o pi\u00f9 alla settimana per arrivare a mettere insieme uno stipendio decente con contratti di lavoro che vanno oltre il precario: nessuna sicurezza sul posto di lavoro, indennit\u00e0 di malattia, ferie non pagate e orario garantito.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7FcvX_-8hF8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Intervista ad un ex lavoratore foodora<\/span><\/p>\n<p>Antonio Aloisi, ricercatore dell\u2019universit\u00e0 Bocconi di Milano specializzato in diritto del lavoro spiega la <strong>differenza tra sharing economy e gig economy<\/strong>: \u201cIn dottrina si \u00e8 data come definizione di sharing economy la monetizzazione di risorse sottoutilizzate o non utilizzate. Nella sharing economy si punta ad abbattere i costi condividendo azioni che si farebbero comunque. La gig economy \u00e8 un sistema di lavoro freelancizzato, facilitato dalla tecnologia \u2013 prosegue Aloisi \u2013 che a che fare con esigenze generazionali e sociali. \u00c8 una <strong>forma efficiente di impresa capitalistica<\/strong>. Su lavori che scontano flessibilit\u00e0 e intermittenza\u201d. Il giovane giuslavorista spiega come i lavoratori della gig economy non sono classificati come dipendenti, eppure a stento li si pu\u00f2 considerare autonomi, alla luce dell\u2019esercizio delle prerogative di comando da parte delle piattaforme di strat up. \u201cIl dibattito \u00e8 acceso. C\u2019\u00e8 chi pensa che si debba disegnare una terza categoria intermedia fra lavoratore dipendente e autonomo e chi invece sostiene che tale categoria non prosciugherebbe l\u2019area grigia di indeterminatezza e insicurezza. I <strong>contratti iper-flessibili tipici della gig economy non offrono protezioni<\/strong> come il salario minimo o l\u2019indennit\u00e0 di malattia e sono spesso molto fragili dal punto di vista delle tutele. Il lavoratore \u00e8 atomizzato e privato di ogni possibilit\u00e0 di sindacalizzarsi. Firma contratti on-line senza alcuna possibilit\u00e0 di negoziazione, \u00e8 sottoposto a rigidi standard qualitativi da parte della piattaforma, noleggia tempo e competenze o \u2013 peggio ancora \u2013 \u00e8 pagato a cottimo.\u201d<\/p>\n<p>Come riporta anche lo <a href=\"http:\/\/www.ilo.org\/wcmsp5\/groups\/public\/---europe\/---ro-geneva\/---ilo-rome\/documents\/publication\/wcms_495176.pdf\">studio dell\u2019Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro)<\/a> \u201cquasi tutti i lavoratori nell\u2019economia on-demand sono considerati come lavoratori autonomi\u201d e con questa qualifica \u201cle piattaforme non sono tenute a versare contributi previdenziali e assistenziali\u201d. Lo studio sostiene che \u201cle attuali norme del diritto del lavoro non sono necessariamente inadatte a regolare le prestazioni nella \u2018gig-economy&#8217;\u201d ma l\u2019agenzia propone \u201cl\u2019estensione in chiave universale dei principi e <strong>diritti fondamentali del lavoro<\/strong>, indipendentemente dal tipo di contratto lavorativo e un maggior riconoscimento del ruolo delle parti sociali\u201d.\u00a0Lo dicono gli esperti, lo dice l\u2019Ilo, \u00e8 evidente che \u00e8 necessario operare delle <strong>politiche che regolarizzino il tema dei nuovi lavori<\/strong>, e che il lavoro \u00e8 e diventer\u00e0 sempre di pi\u00f9 il tema centrale della politica italiana e non. Lo ha capito Trump, che incentrando la campagna elettorale anche sul tema del lavoro ha vinto le elezioni negli Stati Uniti, lo hanno capito meno i media internazionali e ancora meno i politici nostrani.<\/p>\n<div id=\"attachment_83411\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83411 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image-2.jpeg\" alt=\"Una foto della campagna di Deliveroo\" width=\"1170\" height=\"780\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Una foto della campagna di Deliveroo<\/p>\n<\/div>\n<p>Le start up sono sinonimo di innovazione e freschezza, progresso; chi non sarebbe invogliato a lavorare con loro o a usufruire dei loro servizi con quei loghi cos\u00ec colorati quei siti internet cos\u00ec veloci e moderni, e le immagini di cibo buonissimo o sorrisi smaglianti di giovani modelli? <strong>Si chiama pubblicit\u00e0, e sono bravi a farla, non c\u2019\u00e8 dubbio.<\/strong> La palla sta a noi, i consumatori: sapendo come verranno pagati i fattorini che vi porteranno quell\u2019hamburger cos\u00ec appetitoso, vorreste ancora usufruire del servizio di consegna a domicilio? Perch\u00e9 non uscire invece o andare a prenderselo da soli? Troppa fatica, meglio ordinarlo dall\u2019Iphone mentre guardiamo l\u2019ultima serie di Netflix mangiando da soli, ma non prima di aver postato una bella fotografia su Instagram.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/da-foodora-a-uber-il-lavoro-del-futuro-i-nuovi-schiavi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/da-foodora-a-uber-il-lavoro-del-futuro-i-nuovi-schiavi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti) \u00c8 evidente che \u00e8 necessario operare delle politiche che regolarizzino il tema dei nuovi lavori, e che il lavoro \u00e8 e diventer\u00e0 sempre di pi\u00f9 il tema centrale della politica italiana e non solo. Si torna a parlare di start up, e lo si fa in riferimento alla protesta dei taxi nei confronti di Uber, un\u2019applicazione di autisti specializzata nel settore. 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