{"id":28903,"date":"2017-03-02T09:50:10","date_gmt":"2017-03-02T08:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28903"},"modified":"2017-03-01T20:15:52","modified_gmt":"2017-03-01T19:15:52","slug":"renzi-il-figlio-illegittimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28903","title":{"rendered":"Renzi, il figlio illegittimo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p>Uno degli effetti del referendum costituzionale \u00e8 stato quello di indebolire l\u2019allora segretario del PD. L\u2019opposizione interna si \u00e8 ricompattata e infine, dopo le dimissioni di Renzi, prima da Capo del Governo e poi <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/02\/19\/assemblea-del-pd_n_14855930.html\">da segretario del PD<\/a>, si \u00e8 giunti alla <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/02\/25\/scissione-pd-nascono-i-democratici-e-progressisti-gia-divisi-alla-presentazione-fiducia-al-governo-si-no-ni-vedremo\/3416239\/\">scissione<\/a>. Ma anche tra coloro che restano non c\u2019\u00e8 grande approvazione per l\u2019ex Presidente del Consiglio, con Emiliano che si candida come il successore che porrebbe <strong>fine al renzismo<\/strong>. Tra i membri del PD o degli ex PD c\u2019\u00e8 stato un disconoscimento di Renzi, considerato un corpo estraneo al partito e al progetto che era alla base del Partito Democratico. Molti, cos\u00ec, hanno attribuito, con troppa facilit\u00e0, la crisi del PD quasi interamente a Renzi. Si tratta di un\u2019interpretazione riduttiva e del tutto inadeguata a spiegare un <strong>processo storico<\/strong> che trae la sua origine diversi anni addietro.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0NqepNC9Ccw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Come la sinistra italiana ha distrutto l\u2019Italia. Paolo Barnard la definisce \u201cpartito di destra finanziario\u201d.<\/span><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, infatti, che il <strong>PD sia un partito nato gi\u00e0 in crisi<\/strong>, come dimostr\u00f2 il suo esordio fallimentare sotto la guida di Veltroni, sconfitto da Berlusconi e, poi, con la poco stimata segreteria di Bersani. Da allora fu una continua emorragie di consensi e di iscritti. Anche la conclamata vittoria alle elezioni europee del 2014 con quel famoso 40% \u00e8 stata molto esagerata. Si tratt\u00f2, infatti, di un\u2019<strong>elezione atipica<\/strong>, cui gran parte dell\u2019elettorato scelse di non partecipare, in particolare quell\u2019elettorato che costituisce il principale avversario del PD, il Movimento Cinque Stelle. Ma anche in quel caso, in voti assoluti il PD ottenne meno consensi di Veltroni nel 2008 contro Berlusconi. Da allora il PD pu\u00f2<strong> enumerare solo fallimenti,<\/strong> con la sconfitta alle elezioni amministrative per arrivare alla scissione attuale. Sarebbe quindi decisamente ingiusto attribuire a Renzi tutte quante le colpe dell\u2019incapacit\u00e0 di questo partito di attrarre consensi.<\/p>\n<p>Ma le ragioni del <strong>disfacimento del Partito Democratico<\/strong> sono gi\u00e0 inscritte nella sua stessa fondazione, ovvero nel tentativo di superare quel po\u2019 che era rimasto della tradizione politica della Prima Repubblica, abolendo la contrapposizione ideologica in nome dell\u2019unico comandamento della \u201cmodernizzazione\u201d, con cui \u00e8 da intendersi l\u2019adeguamento della politica e della societ\u00e0 alle esigenze del mercato. Renzi, da questo punto di vista, \u00e8 stato perfettamente coerente con la nascita del suo partito. Egli <strong>intendeva \u201crottamare\u201d<\/strong> quanto era rimasto della tradizione della sinistra, anche se sopravviveva stentatamente soltanto sul piano simbolico (essendo gi\u00e0 nei fatti abolito nella pratica politica). Renzi voleva liquidare questa nostalgia, abbracciando con entusiasmo la <strong>conversione neoliberale dell\u2019ex sinistra<\/strong>, e tutto questo passava anche per un diverso lessico e un diverso modo di comunicare, oltre che per un rapporto pi\u00f9 spregiudicato con le altre forze politiche (si pensi al \u201cPatto del Nazareno\u201d).<\/p>\n<div id=\"attachment_83373\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83373 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/unnamed-13.jpg\" alt=\"2007: primarie del neonato PD.\" width=\"1237\" height=\"680\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">2007: primarie del neonato PD.<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00c8 vero che nel PD ci sono sempre stati dei <strong>malumori intorno a Renzi<\/strong>, non \u00e8 mai stato riconosciuto da tutti come riferimento di uno stesso sistema valoriale, come al contrario \u00e8 stato per altri. Eppure, egli non ha fatto che condurre alle estreme conseguenze le premesse esplicite dei fondatori.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico nasceva da un calco del suo omonimo americano, nel tentativo di riunire quella parte del ceto politico che proveniva da una tradizione progressista, ma che con pi\u00f9 urgenza di altri si era incaricato del ruolo di <strong>intermediario tra le oligarchie neoliberali e la societ\u00e0<\/strong>. Questo ruolo era stato gi\u00e0 svolto con un certo successo per circa un quindicennio, ma da linee dirigenti politicamente frammentate, seppure ideologicamente omogenee. Tale ceto politico postmoderno si rappresentava \u2013 e in questo si rappresenta tutt\u2019ora \u2013 come post-ideologico, definizione che pu\u00f2 essere accettata solo se la si intende come fine delle differenze ideologiche tra le parti politiche e unificazione sotto l\u2019unica ideologia liberale (seppure di un <strong>liberalismo postmoderno<\/strong>, che si concepisce come assoluto, inconfutabile e \u201cnaturale\u201d) e globalista.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/egemonia-e-dissenso-quali-prospettive\/\">Il progetto del Partito Democratico,<\/a> quindi, riprendeva il progetto del centrosinistra della Seconda Repubblica, ma cercava di fare a meno di labili alleanze traballanti, per unificare anche politicamente un ceto politico ideologicamente omogeneo e referente delle oligarchie e in questo modo riunire e raccogliere il consenso popolare. Il progetto era quello del <strong>bipartitismo completo<\/strong>, di cui il bipolarismo imperfetto della Seconda Repubblica doveva essere il tramite. Le cose, come sappiamo, andarono diversamente. Questo perch\u00e9 la narrazione neoliberista a un certo punto non fu pi\u00f9 capace di sedurre, come aveva fatto per tre decenni, e non fu pi\u00f9 possibile veicolare il consenso delle masse in tal senso. Il Partito Democratico, quindi, era <strong>un progetto gi\u00e0 superato sin dalla sua nascita<\/strong>. Nasceva, infatti, proprio nel momento in cui il discorso neoliberale entrava in crisi, soprattutto a causa di due eventi traumatici: la <strong>crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti<\/strong> e trasferitasi poi in Europa, e, qualche anno dopo, il <strong>collasso economico della Grecia<\/strong>. Questi due eventi assestarono un colpo micidiale all\u2019egemonia culturale neoliberale (che, in perfetta dialettica storica, li aveva provocati). Il PD vide l\u2019alba proprio in tale contesto storico, profondamente mutato rispetto a quello nel quale erano maturati i propositi dei suoi fondatori. Ecco perch\u00e9 la sua crisi era inscritta nel suo stesso codice genetico e non poteva essere evitata.<\/p>\n<div id=\"attachment_83374\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83374 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/unnamed-1-9.jpg\" alt=\"Occhetto e Veltroni, &quot;liquidatori&quot; del PCI.\" width=\"600\" height=\"407\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Occhetto e Veltroni, \u201cliquidatori\u201d del PCI.<\/p>\n<\/div>\n<p>Si potrebbe rintracciarla, portando in fondo questa analisi e andando ancora a ritroso, nelle intenzioni che portarono alla fondazione del PD, ovvero <strong>nell\u2019Ulivo degli anni Novanta<\/strong>, primo progetto compiuto di unificazione politica del ceto politico \u201cprogressista\u201d ma neoliberale, e ancora indietro nello scioglimento del PCI, con la rinuncia ufficiale della sinistra alla costruzione di una societ\u00e0 non capitalistica, e quindi il ripudio di ogni ideologia che non fosse compatibile col capitalismo. Si potrebbero individuare alcuni germogli addirittura <strong>nel berlinguerismo<\/strong>, come si \u00e8 gi\u00e0 mostrato altrove. Di conseguenza, non si pu\u00f2 affatto considerare Renzi la causa del problema, essendone egli, piuttosto, l\u2019effetto. Inutile quindi, lamentarsi oggi dei voucher o del Jobs Act, tutto questo non sarebbe esistito senza <strong>anni di liberalizzazioni dei mercati, privatizzazioni e aggressioni alle tutele del lavoro<\/strong> promosse principalmente dal centrosinistra, si chiami esso PDS, Ulivo, o PD.<\/p>\n<p>Molti vedono in Berlusconi il vero padre di Renzi. Ma se cos\u00ec, ne \u00e8 soltanto il padre putativo; i padri naturali, invece, loro malgrado, sono i <strong>vari D\u2019Alema, Prodi, Bersani,<\/strong> che ora si rifiutano di riconoscere colui che porta il loro identico corredo genetico. La polemica contro Renzi di questi padri naturali non \u00e8, quindi, che un alibi verso se stessi, volto alla rimozione del passato recente e <strong>all\u2019autoassoluzione<\/strong>, in modo da permetter loro di \u201criciclarsi\u201d e accreditarsi nuovamente, sotto un altro vessillo, di fronte alle masse deluse ed evitare cos\u00ec di disperdere ulteriore consenso. Operazione che, con ogni probabilit\u00e0, fallir\u00e0, e che potr\u00e0 rivelarsi un enorme regalo per Renzi.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/renzi-il-figlio-illegittimo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/renzi-il-figlio-illegittimo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Uno degli effetti del referendum costituzionale \u00e8 stato quello di indebolire l\u2019allora segretario del PD. 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