{"id":2893,"date":"2011-03-12T08:39:28","date_gmt":"2011-03-12T07:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2893"},"modified":"2011-03-12T08:39:28","modified_gmt":"2011-03-12T07:39:28","slug":"con-la-politica-della-pieta-e-la-politica-che-fa-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2893","title":{"rendered":"Con la politica della piet\u00e0 \u00e8 la politica che fa piet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\">di <strong>Alain de Benoist <\/strong><a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\">Arianna editrice<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\">Tocqueville osservava che &laquo;raramente nei secoli democratici gli uomini si sacrificano l&rsquo;uno per l&rsquo;altro&raquo;, mentre &laquo;mostrano una generica compassione per ogni essere umano&raquo; (La democrazia in America). Osservazione giustissima, ma &egrave; incerto se tale tendenza si possa attribuire alla democrazia e alla &laquo;parificazione delle condizioni&raquo; che per Tocqueville le &egrave; connessa. Qui meglio invocare il ruolo della borghesia, il cui avvento ha emarginato sia valori aristocratici, sia valori popolari, sostituendoli con ci&ograve; che ancora Tocqueville chiamava passioni &laquo;debilitanti&raquo;: ascesa dell&rsquo;egoismo, ansia di benessere, desiderio di sicurezza.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\"><br \/>\n\tIl fatto &egrave; che negli ultimi decenni le passioni &laquo;debilitanti&raquo; sono cresciute,favorite dalla moda dell&rsquo;ideologia dei diritti dell&rsquo;uomo. Anche l&rsquo;egoismo &egrave; presente, camuffato da umanitarismo, avvolto in un discorso che gronda piagnisteo, ottimismo, frasi fatte e buone intenzioni. Michel Maffesoli evoca nella R&eacute;publique des bons sentiments (Editions du Rocher, 2008) la &laquo;dittatura&raquo; di questi ultimi, che &laquo;ogni giorno si riversano come un niagara d&rsquo;acqua tiepida sulle masse&raquo;. Constatato che l&rsquo;ideologia dei diritti dell&rsquo;uomo si declina ormai in ogni tipo di devozione; che con sempre maggior fervore si gonfiano ectoplasmi rimbombanti sotto le stesse parole; che da questo humus fioriscono i nuovi benpensanti, Maffesoli chiede: &laquo;Oseremo dire che questo moralismo &egrave; l&rsquo;origine del rimbecillimento contemporaneo?&raquo;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\"><br \/>\n\tRimbecillimento di varie fonti. Una &egrave; l&rsquo;incultura, crescente anch&rsquo;essa, estesa a ogni livello e ambiente. Nella ragione commerciale, la pulsione di morte &egrave; sempre attiva, ma qui si tratta soprattutto di morte dello spirito. I ragazzi del maggio&rsquo;68 erano in media pi&ugrave; colti dei genitori, oggi &egrave; l&rsquo;opposto. La crisi dell&rsquo;istituzione scolastica &egrave; cos&igrave; nota che non vale ricordarla: da tempo la scuola non educa pi&ugrave; e stenta sempre pi&ugrave; a istruire. S&rsquo;&egrave; diffusa l&rsquo;idea che in fondo non serva imparare ci&ograve; che &egrave; senza uso pratico immediato e la sete di sapere s&rsquo;&egrave; subito spenta. Nessuna curiosit&agrave;, nessun interesse per ci&ograve; che &egrave; accaduto &laquo;quando io non ero ancora nato&raquo;.<br \/>\n\tPerch&eacute; sapere, del resto, se c&rsquo;&egrave; Internet? Il neomoralismo &egrave; onnipresente. Nella campagna presidenziale del 1974, Val&eacute;ry Giscard d&rsquo;Estaing disse in tv: &laquo;Signor Mitterrand, lei non ha il monopolio del cuore!&raquo;. Da allora tutti gareggiano nell&rsquo;esibire il &laquo;cuore&raquo;. Nell&rsquo;ansia d&rsquo;essere &laquo;quanto pi&ugrave; vicini&raquo; alle &laquo;esigenze dei cittadini&raquo;, gli uomini politici sanno cheil loro marchio dipende dalla capacit&agrave; di sembrar sensibili a ogni tipo di disgrazia personale, delle quali in realt&agrave; s&rsquo;infischiano totalmente. Alla minima catastrofe che abbia un&rsquo;ecomediatica, i politici si precipitano ormai a esprimere &laquo;emozione&raquo;.<br \/>\n\tDi colpo gli elettori li prendono come testimoni di qualsiasi difficolt&agrave; che capiti loro. Per Myriam Revault d&rsquo;Allonnes, &laquo;negli studi tv il pubblico parla di problemi personali e ai candidati chiede empatia per preoccupazioni e miserie, sebbene extrapolitiche [&#8230;]. Ognuno espone lamentele personali e lo spazio pubblico non &egrave; pi&ugrave; il luogo dove cristallizzare l&rsquo;opinione, cio&egrave; l&rsquo;attenzione dei cittadini che si mobiliti su problemi giudicati essenziali per la comunit&agrave;. &Egrave; il luogo dove le singole esperienze si sommano e l&rsquo;individualismo di massa trionfa&raquo;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\"><br \/>\n\tL&rsquo;invasione del campo politico a opera della compassione rivela anche che la sfera pubblica &egrave; sommersa dal privato. La generalizzazione dei buoni sentimenti accompagna e aggrava il ripiegamento sulla sfera personale. La vita politica passa cos&igrave; dalla parte di una &laquo;societ&agrave; civile&raquo; chiamata a partecipare alla &laquo;governance&raquo; attraverso &laquo;domande cittadine &raquo; senza pi&ugrave; il minimo rapporto con l&rsquo;esercizio politico della cittadinanza.<br \/>\n\tL&rsquo;attualit&agrave; si concentra sui grandi eventi emotivi (morte di Lady Di, liberazione d&rsquo;Ingrid Betancourt), trattando lacrimosamente ogni dramma del pianeta. Il minimo incidente della vita quotidiana (tempesta, treno guasto, incidente stradale, violenza a scuola,ecc.) &egrave; pretesto per irruzioni di &laquo;unit&agrave; di sostegno&raquo;, che permettano ai &laquo;coinvolti&raquo; di non cadere in &laquo;depressione&raquo;, di &laquo;elaborare il lutto&raquo; e &laquo;rialzarsi&raquo; in tempo minimo.<br \/>\n\tLa parola d&rsquo;ordine generale &egrave; compassione. Dal Telethon alle &laquo;marce per l&rsquo;Alzheimer&raquo; sono innumerevoli le manifestazioni di &laquo;solidariet&agrave;&raquo; che sfociano regolarmente in sagre festose, un modo economico per avere una buona coscienza. Ci si diverte a un concerto rock? Lo si fa per i malati di Aids. Anche buone cause come rispetto della natura e degli animali finiscono cos&igrave; travolte dall&rsquo;idiozia. I polli in batteria e gli animali d&rsquo;allevamento sono trattati come cose da un&rsquo;industria agro-alimentare dove la produttivit&agrave; &egrave; la regola, ma gli animali da compagnia,a partire da cani e gatti, sono oggetto d&rsquo;attenzioni e agghindati (gioielli, profumi, perfino psicoterapia) in un modo che la dice lunga, pi&ugrave; che sui loro bisogni reali, sui loro padroni.<br \/>\n\tNon si compra pi&ugrave; nemmeno un golf senza trovarci un&rsquo;etichetta a garanzia che diritti dell&rsquo;uomo (e del bambino) sono stati rispettati fabbricandolo. Beninteso, l&rsquo;uomo compassionevole non &egrave; necessariamente uomo che compatisce, come la moralina non &egrave; la morale e la sensibilit&agrave; affettata non &egrave; sensibilit&agrave;. Per avere amore (agap&egrave;) verso tutti, alla fine non se ne ha verso nessuno: ci&ograve; che si acquista inintensit&agrave; si perde in estensione. Si cade allora nella posa vantaggiosa o nella petizione di principio. Nell&rsquo;alibi e nella buona coscienza.<br \/>\n\tL&rsquo;amore indifferenziato deriva surrettiziamente dalla preoccupazione di s&eacute;. Deriva da una forma d&rsquo;&laquo;altruismo&raquo; che &egrave; solo egoismo camuffato. Maffesoli nota ancora: &laquo;Meno umanit&agrave; c&rsquo;&egrave;, pi&ugrave; umanitarismo benpensante spinge la canzonetta di un umanismo meschino e sclerotizzato&raquo;. Nel Saggio sulla rivoluzione, Hannah Arendt faceva una critica devastante della &laquo;politica della piet&agrave;&raquo;, mostrando soprattutto che essa era il contrario di una politica sociale, anzi, semplicemente di una politica. Per Myriam Revault d&rsquo;Allonnes, &laquo;con la politica della piet&agrave; il concetto di popolo cambia profondamente accezione e, per la Arendt, addirittura si snatura. Il popolo cittadino &#8211; quello che partecipa all&rsquo;agire insieme, al potere in comune &#8211; diventa il popolo sofferente, quello degli infelici e delle vittime&raquo;. Tale &laquo;popolo&raquo; non cerca pi&ugrave; di mostrarsi come potenza politicamente sovrana, ma gareggia in vittimismo piagnone. Con la politica della piet&agrave;, &egrave; la politica che fa piet&agrave;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alain de Benoist Arianna editrice Tocqueville osservava che &laquo;raramente nei secoli democratici gli uomini si sacrificano l&rsquo;uno per l&rsquo;altro&raquo;, mentre &laquo;mostrano una generica compassione per ogni essere umano&raquo; (La democrazia in America). Osservazione giustissima, ma &egrave; incerto se tale tendenza si possa attribuire alla democrazia e alla &laquo;parificazione delle condizioni&raquo; che per Tocqueville le &egrave; connessa. 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