{"id":28991,"date":"2017-03-03T09:22:10","date_gmt":"2017-03-03T08:22:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28991"},"modified":"2017-03-02T19:05:09","modified_gmt":"2017-03-02T18:05:09","slug":"il-ritorno-dei-neocons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28991","title":{"rendered":"Il ritorno dei Neocons"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Gianfranco Campa)<\/strong><\/p>\n<p>Storicamente parlando, durante la prima Guerra Fredda, \u00a0anche nei momenti di tensione pi\u00f9 palpabili, come per esempio la crisi dei missili a Cuba, da qualche parte, nelle stanze riservate\u00a0della casa Bianca e del Cremlino, c\u2019era chi si parlava, comunicava, cercava spiragli per risolvere crisi che portavano sempre inevitabilmente a confrontarsi con la possibilit\u00e0 di una Guerra Nucleare. Nell\u2019assurdit\u00e0 del sistema politico attuale, la assillante propaganda Anti-Russa, usata come arma per screditare Trump e qualsiasi nemico del sistema governativo teso al nuovo ordine mondiale, porta a chiederci fino a che punto questi signori sono disposti a spingere la retorica di una nuova Guerra Fredda; confronto che potrebbe sfociare in qualcosa di molto pi\u00f9 grave. Servirebbe fermarsi un attimo per ponderare le ripercussioni che potrebbero avere una intensificazione della crisi Nato-Russia.<\/p>\n<p>In questo contesto si impongono un paio di domande fondamentali:<\/p>\n<ul>\n<li>cosa ne sar\u00e0 di una distensione mai veramente cominciata, forse appena solo accennata?<\/li>\n<li>Una distensione con la Russia \u00e8 ancora possible?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il generale Flynn ha pagato il prezzo di essere stato la figura di spicco, l\u2019attore principale, incaricato da Trump nel provare a tessere quella rete diplomatica che con il supporto di Tillerson avrebbe dovuto portare ad un tavolo di negoziati Trump e Putin.\u00a0 Flynn ha anche pagato un prezzo caro per la sua lealt\u00e0 al Presidente e per la dedizione alla missione a lui assegnata nelle sue valenze ed implicazioni pi\u00f9 strettamente geopolitiche. Il pesante retaggio di Flynn, arrivato ad inimicarsi negli anni via via la maggior parte degli apparati di governo con le sue dure critiche, prima ad Obama poi all\u2019establishment Repubblicano, colpevole quest\u2019ultimo di non aver \u00a0sostenuto Trump durante la campagna elettorale, per proseguire con \u00a0la sua aperta disapprovazione della condotta dei vertici dei servizi di intelligence, tra di essi personaggi come James Clapper e John Brennan, ne ha fatto un bersaglio facile. Sarebbe stato troppo costoso, in termini politici, per Trump difendere Flynn. Cos\u00ec il Presidente ha cercato un atterraggio morbido, qualcosa che alleggerisse la pressione e rilanciasse la possibilit\u00e0 di creare un ambiente meno torbido intorno alla sua presidenza.<\/p>\n<p>Ora possiamo ricostruire con quasi certezza gli episodi principali che hanno portato alle sue dimissioni. Tre giorni prima dell\u2019ormai noto \u201cscandalo\u201d delle intercettazioni, Flynn aveva consegnato a Trump un dossier, un documento, da lui stesso redatto, con l\u2019assenso, piu o meno tacito di Tillerson e di pochi altri appartenenti al circolo pi\u00f9 stretto di Trump, con il quale si ponevano le basi di un accordo su vasta scala con la Russia. Seguendo la traccia del documento si sarebbe dovuto discutere, in un summit Trump-Putin, dei Balcani, della Siria, dell\u2019Iran e della Cina; soprattutto si sarebbe affrontato la questione dell\u2019Uncraina, punto critico da cui si genera la ragione della maggior resistenza dei Neocons alla svolta politica del Presidente. I contenuti dettagliati del fascicolo sono tuttora sconosciuti e, se devo azzardare una previsione, il dossier probabilmente \u00e8 sparito per sempre, consegnato agli annali della storia pi\u00f9 nascosta e segreta della Repubblica a Stelle e Strisce. Comunque \u00e8 chiaro che il tempestivo assalto a Flynn tendeva\u00a0 non solo ad un indebolimento di Trump, ma ad un deragliamento definitivo di qualsiasi accordo con Putin.<\/p>\n<p>Girano voci di corridoio che additano in Reinhold Richard Priebus, meglio conosciuto come \u201cReince\u201d Priebus, il cecchino di Flynn. Sono solo voci di corridoio, tese ad indebolire un altro fedele di Trump. Insinuando un tradimento di Priebus si colpiscono due piccioni con un solo colpo; far fuori Flynn e Priebus con lo stesso scandalo delle intercettazioni, equivarebbe ad un terno al lotto. Ma io so con certezza che Priebus non c\u2019entra assoluntamente niente con il siluramento di Flynn. C\u2019\u00e8 invece un altro attore pi\u00f9 potente complice del siluramento, perch\u00e9 sodale del vecchio establishement: Mike Pence. Il nostro caro vice presidente, Mike Pence, con il pretesto che Flynn gli avesse mentito riguardo alle sue assicurazioni dello scorso dicembre di non aveva parlato di sanzioni con l\u2019ambasciatore russo, ha fatto pesanti pressioni su Trump perch\u00e9 lo rimuovesse dal suo incarico.<\/p>\n<p>Mike Pence \u00e8 un sornione, un uomo che trasuda fiducia da tutti i pori con la sua aria di vecchio amico che non ti tradisce mai. Fatto sta che Pence col suo sorriso soave di buon Cristiano e brav\u2019uomo di famiglia \u00e8 lo strumento che viene usato, naturalmente con il suo pieno consenso, dall\u2019establishement repubblicano per manovrare Trump.<\/p>\n<p>Trump ha cosegnato a Pence le chiavi di molte stanze e concesso una ampia libert\u00e0 di azione; neanche il vecchio Joe Biden godeva sotto Obama di tale facolt\u00e0.<\/p>\n<p>Biden era il cagnolino di Obama, Pence \u00e8 la serpe che si insinua nel letto e ti colpisce quando vuole.<\/p>\n<p>E` andata piu` o meno cos\u00ec. Pence ha sussurato all\u2019orecchio di Trump la soluzione di tutti i suoi problemi: \u201cfai fuori Flynn, affida la politica estera in mano ad altri, concentrati sulla politica interna, cerca un accordo con l\u2019establishment per poi essere ricompensato con il pieno appoggio di tutto l\u2019apparato repubblicano contro le orde barabariche democratiche.\u201d<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 \u00e8 un gioco pericoloso per Trump; intanto perch\u00e9 non sono convinto che i Repubblicani possano ostacolare i Democratici nella loro offensiva. Sono soprattutto persuaso che non abbiano assolutamente il desiderio di farlo.<\/p>\n<p>Flynn, il fautore di una relazione pi\u00f9 stretta fra Russia e USA, lascia il posto ad un altro Generale, H. R. McMaster. Con McMaster la manovra di aggiramento da parte dell\u2019Establishment \u00e8 completata. Ci sono voluti pi\u00f9 o meno quattro mesi di assidui attacchi, di manovre e contromanovre\u00a0 per far capitolare Trump e far deragliare le sue promesse di una nuova distensione con la Russia sostenute sin dai tempi delle primarie.<\/p>\n<p>Intendiamoci; le credeziali del nuovo National Security Advisor non si discutono.<\/p>\n<p>Il curriculum parla da s\u00e8: McMaster, per chi lo non lo conosce \u00e8 un generale a tre stelle, decorato dalla testa ai piedi, soprattutto per le sue azioni durante la prima Guerra del Golfo, in Iraq. McMaster \u00e8 anche l\u2019autore di diversi libri; il pi\u00f9 famoso riguarda la Guerra in Vietnam, con il quale McMaster critica, non tanto le ragioni della guerra, quanto le tattiche usate e la divisione alimentata con gli argomenti \u201cparrocchiali\u201d di chi altrimenti avrebbe dovuto gestirla strategicamente. Fattori che secondo McMaster hanno contribuito alla disfatta militare .<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 diventato, per un\u2019intera generazione di ufficiali militari, una lettura obbligata.<\/p>\n<p>Ora il Generale McMaster avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di mettere a disposizione della Casa Bianca le proprie conoscenze, anche se McMaster non solo \u00e8 un uomo di intelligenza superiore ma \u00e8 anche un personaggio di brutale schiettezza e scorbuticit\u00e0.<\/p>\n<p>Un carattere duro che gli \u00e8 costato pi\u00f9 volte la promozione, raggiunta poi inevitabilmente grazie alle innegabili capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Resta il fatto che McMaster \u00e8 stato messo l\u00ec per intimidire Trump e portarlo ad abbracciare politiche neocons. Basta osservare che gli arcinemici di Trump, fino al giorno precedente la capitolazione di Flynn, sputavano veleno sul Presidente; ora si trovano ad eloggiare la nomina di McMaster. Il nostro caro McCain in un Twitter ha detto di McMaster: \u201c<em>Lt Gen HR McMaster \u00e8 una scelta eccellente come consigliere per la sicurezza \u2013 uomo d\u2019intelletto genuino, carattere e capacit\u00e0<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La disfatta di Trump \u00e8 sintetizzata dal regista Oliver Stone; in un commento ha detto che: \u00a0\u201c<em>Condi Rice e Susan Rice impallidiscono accanto al generale H.R. McMaster, un cane da guerra del Pentagono fino alle midolla. Trump chiaramente sembra ormai sconfitto dal potere delle agenzie di intelligence e dei media. Anche il psicotico John McCain approva con tutto il cuore la nomina di McMaster<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Il regista Stone \u00e8 impegnato da oltre un anno nell\u2019arduo compito di comunicare agli americani la pericolosit\u00e0 dell\u2019antagonismo verso la Russia e delle menzogne costruite sull\u2019Ucraina. Lo stesso regista parla di ostruzioni pesanti che arrivano non solo da entit\u00e0 politiche ma anche dall\u2019ipocrita mondo hollywoodiano i quali cercano di ostacolarlo in tutti i mondi nella produzione di un documentario sulle verit\u00e0 ucraine.<\/p>\n<p>Con la dipartita del General Flynn, la speranza di una distensione con la Russia sembra ormai confinata nell\u2019ottimismo quasi illusorio di pochi credenti i quali si abbarbicano a cercare improbabili appigli.<\/p>\n<p>Come ho scritto in precedenza, nutro ancora qualche speranza; soprattutto che Rex Tillerson possa compiere un miracolo e contro tutto e tutti riesca a raggiungere un accordo, anche se minimo con Lavrov. Un accordo che apra la via a negoziati pi\u00f9 seri.\u00a0 Inutile nascondere le difficolt\u00e0 nelle quali Tillerson dovr\u00e0 operare.<\/p>\n<p>Tillerson per\u00f2 \u00e8 un uomo dalle risorse nascoste, che ne fanno un formidabile nemico degli avversari della distensione.<\/p>\n<p>Non ci resta\u00a0 che seguire le trame che si svilupperano nei prissimi giorni, settimane, mesi.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa; i Neocons sono tornati, ma forse non erano mai andati via.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/03\/02\/il-ritorno-dei-neocons-di-gianfranco-campa\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/03\/02\/il-ritorno-dei-neocons-di-gianfranco-campa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Gianfranco Campa) Storicamente parlando, durante la prima Guerra Fredda, \u00a0anche nei momenti di tensione pi\u00f9 palpabili, come per esempio la crisi dei missili a Cuba, da qualche parte, nelle stanze riservate\u00a0della casa Bianca e del Cremlino, c\u2019era chi si parlava, comunicava, cercava spiragli per risolvere crisi che portavano sempre inevitabilmente a confrontarsi con la possibilit\u00e0 di una Guerra Nucleare. 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