{"id":29018,"date":"2017-03-05T09:50:54","date_gmt":"2017-03-05T08:50:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29018"},"modified":"2017-03-03T22:50:53","modified_gmt":"2017-03-03T21:50:53","slug":"muoia-moscovici-con-tutti-gli-euristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29018","title":{"rendered":"Muoia Moscovici con tutti gli euristi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Taglio alla spesa pubblica, aumento delle tasse e privatizzazioni: la ricetta europea per facilitare l\u2019ingresso in Italia delle multinazionali.<\/em><\/p>\n<p>Fisco, bilancio, lotta alla corruzione e sostegno alle imprese: saranno queste le priorit\u00e0 dell\u2019agenda europea per il 2017, come spiegato dal commissario europeo <strong>Pierre Moscovici<\/strong>, intervenuto mercoled\u00ec pomeriggio a Palazzo Madama in videoconferenza. Letti cos\u00ec, questi \u201cobiettivi\u201d non suonano poi troppo male, ma come sempre con gli europeisti non fidarsi \u00e8 d\u2019obbligo. Dell\u2019 importante incontro, come ormai ovvio attendersi, non \u00e8 stato dato praticamente <strong>alcun risalto mediatico<\/strong> sebbene alcune dichiarazioni di Moscovici, e quindi di riflesso della commissione europea, siano a dir poco incoerenti quando non preoccupanti. Vediamole dunque nel dettaglio.<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cL\u2019Italia deve portare avanti le riforme\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa sarebbe dunque la strada suggerita dalla Ue per <strong>\u201cfar fronte alle debolezze economiche\u201d<\/strong>. Tuttavia fare le riforme, di per se, non vuol dire assolutamente nulla, poich\u00e9 significa semplicemente che si sta cambiando una legge o un regolamento. Allo stesso tempo ovviamente fare \u201criforme\u201d pubbliche sostanziali si pu\u00f2, ma non quando non si \u00e8 padroni del proprio debito n\u00e9 sovrani della propria moneta. Non poter gestire uno strumento fondamentale come la valuta <strong>non permette di fare politiche in materia fiscale<\/strong> <strong>e in tema di lavoro<\/strong>. Motivo per il quale ad esempio il<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/due-anni-di-jobs-act\/\" target=\"_blank\"> jobs act<\/a>, che \u00e8 effettivamente una \u201criforma\u201d in quanto ha modificato la normativa sul lavoro, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-jobs-act-e-morto-viva-il-jobs-act\/\" target=\"_blank\">non ha sortito alcun effetto positivo sull\u2019occupazione, anzi<\/a>. Quali comunque le richieste del commissario? <strong>La riforma pensionistica, la concorrenza e la lotta alla corruzione<\/strong>. Si tratta di richieste affatto dissimili da quelle contenute nella ormai celebre lettera che la Banca Centrale Europea invi\u00f2 -segretamente- al governo italiano nel 2011 (chi l\u2019avesse dimenticata pu\u00f2 facilmente trovarla sul web). La missiva chiedeva di<strong> tagliare i salari e riformare il sistema pensionistico<\/strong>, come poi effettivamente realizzato \u201cgrazie\u201d alla riforma Fornero, che ha ridotto le pensioni minime e innalzato l\u2019et\u00e0 pensionabile; \u00e8 dunque lecito preoccuparsi chiedendosi cos\u2019altro possano pretendere da Bruxelles al riguardo.<\/p>\n<p>Quanto alla concorrenza, nella stessa lettera veniva precisato che per \u201caiutare le imprese\u201d \u00e8 necessario <strong>perseguire la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali<\/strong>, da applicarsi \u201cattraverso privatizzazioni su larga scala\u201d. Anche questo detto fatto. Solo nel governo Renzi, per fare alcuni esempi, \u00e8 stata in parte venduta -quindi privatizzata- ai cinesi <em>Cdp Reti<\/em>, una societ\u00e0 di Cassa depositi e prestiti che possiede grandi quote di <em>Snam<\/em> e <em>Terna<\/em>, due importanti societ\u00e0 che gestiscono a livello nazionale i settori energetici del gas e dell\u2019elettricit\u00e0. La stessa Cassa depositi e prestiti, un ente statale dal 1850 (se si vuole il \u201cborsello\u201d dello Stato), dal 2003 \u00e8 diventata una societ\u00e0 per azioni, quindi se prima gli investimenti avevano<strong> come fine il benessere pubblico<\/strong>, ad oggi devono produrre utili da dividere tra gli azionisti: il 70% delle quote \u00e8 in mano allo Stato, mentre il 30% in mano a istituti bancari (privati, <em>ca va sans dire<\/em>). Tra le altre \u201ccannibalizzate\u201d statali anche Poste Italiane, ma l\u2019elenco potrebbe continuare a lungo, e addirittura all\u2019infinito se si cominciassero ad elencare le aziende italiane grandi e piccole finite in mano straniera. Per farla breve, quando l\u2019Europa chiede di agire per la \u201cmaggiore concorrenza\u201d, ci sta chiedendo di s<strong>vendere i nostri gioielli<\/strong>, col solo vantaggio di pochi, grandi privati stranieri, come le multinazionali o le banche. Sulla corruzione invece veramente poco da dire: c\u2019\u00e8 sempre stata sin dalla notte dei tempi, e se \u00e8 certamente una cosa sbagliata (non a caso \u00e8 un reato gi\u00e0 perseguito per legge), \u00e8 sciocco pensare che il suo completo abbattimento sia la soluzione ai nostri mali; cos\u00ec pure, \u00e8 ingenuo ritenere che solo gli italiani siano particolarmente fraudolenti, mentre gli Stati come la Germania siano \u201cvirtuosi\u201d perfettamente probi e onesti. Qualche esempio?<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/rassegna-stampa\/caso-volkswagen-la-portata-vera-della-guerra-economica\/\" target=\"_blank\"> Basti pensare ai \u201ctaroccamenti\u201d della Volkswagen,<\/a> o ancora agli <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/tutti-uguali-ma-deutsche-bank-no\/\" target=\"_blank\">scandali della Deutsche Bank<\/a> .<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cL\u2019Italia deve avere una politica di bilancio responsabile\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Per quanto riguarda il nostro bilancio la regola del debito \u201cnon deve considerarsi rispettata\u201d. Ma la regola quale sarebbe? <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/ars-disputandi\/il-partito-unico-del-fiscal-compact-governera-litalia\/\" target=\"_blank\"><strong>Quella del pareggio di bilancio<\/strong> (o fiscal compact)<\/a>, un\u2019insensatezza economica che ci chiede un indebitamento annuo massimo dello 0,5%, per cercare inutilmente di raggiungere il quale sono necessari continui tagli alla spesa pubblica, aumento della pressione fiscale ed altre manovre ben poco piacevoli. Anche in questo caso Moscovici, che al momento non prevede una procedura d\u2019infrazione per deficit eccessivo, ha chiesto \u201csoltanto un aggiustamento ragionevole\u201d, ovvero le famose \u201cmisure correttive dello 0,2% del Pil\u201d, pari a circa 3,4 miliardi. Come verranno pagati? <strong>Con tagli alla spesa pubblica per circa 800 milioni<\/strong>, e per la restante parte con un aumento delle accise, altrimenti dette tasse. E\u2019 ormai stato appurato da numerosi economisti che per ogni euro investito si produce reddito per circa il doppio: detto numericamente se uno Stato investe 1 miliardo ne produce 2 di reddito. <strong>Purtroppo il discorso vale anche al contrario<\/strong>, quindi un taglio di 800 milioni equivale a una diminuzione della ricchezza di circa 1,5 miliardi. E\u2019 allora curioso che il commissario ci chieda al contempo di crescere e sostenere l\u2019occupazione, visto che, come ha fatto notare Stefano Fassina:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl problema non sono i ritardi sulle riforme strutturali, n\u00e9 lo 0,2% del Pil, ma gli obiettivi di finanza pubblica compatibili col fiscal compact per il 2018, che imporrebbero una correzione di circa l\u20191,5 punti di Pil da fare in autunno; tale correzione, se effettuata, determinerebbe un forte effetto recessivo col conseguente aumento del rapporto debito\/Pil\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>D\u2019altra parte sempre nella giornata di ieri il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker durante la plenaria del parlamento europeo \u00e8 stato chiaro: <strong>\u201cL\u2019Ue non pu\u00f2 ridurre il tasso di disoccupazione\u201d.<\/strong><\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2A-aI3xn2nA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">All\u2019interno dell\u2019area Euro cresce solo la Germania. Siamo il fanalino di coda dell\u2019Europa. Per l\u2019Italia l\u2019Euro non va bene<\/span><\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cDobbiamo creare le condizioni per la ripresa degli investimenti\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora una volta bisogna fare riferimento alla<strong> lettera del 2011<\/strong>, con la quale la Bce riteneva \u201cnecessaria un\u2019azione pressante da parte delle autorit\u00e0 italiane per ristabilire la fiducia degli investitori\u201d, ossia ancora una volta istituti bancari e grandi societ\u00e0 multinazionali. Moscovici tuttavia parla di <strong>sostegno alla crescita delle imprese<\/strong>, \u201csoprattutto attraverso la fiscalit\u00e0\u201d. A questo proposito, specifica il rappresentante europeo, servirebbe una politica coordinata Ue sebbene il fisco \u201csia di competenza degli Stati nazionali\u201d; il commissario <strong>mente spudoratamente sapendo di mentire<\/strong>, considerato che i rigidi vincoli di bilancio europei, come ad esempio quelli previsti dal <em>Fiscal Compact<\/em>, non lasciano alle nazioni alcun potere decisionale in termini di politiche economiche e fiscali, tanto che ogni nostro bilancio per essere approvato deve necessariamente passare prima per il consenso di Bruxelles. \u201cPer\u00f2 abbassare le tasse non \u00e8 una brutta cosa\u201d penser\u00e0 qualcuno, un ragionamento apparentemente corretto ma purtroppo fallace. Prima di tutto, sebbene normalmente abbassare le tasse dia respiro alle aziende, nel momento in cui non si ha una propria moneta, come nel nostro caso con l\u2019euro, la cosa sarebbe perfettamente inutile.<strong> Lo ha spiegato bene l\u2019economista Claudio Borghi:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\u201cCon il taglio del cuneo fiscale non si otterr\u00e0 nulla di sostanziale: per ottenere un taglio sostanziale a favore della competitivit\u00e0 occorrerebbe azzerarlo, ed \u00e8 impossibile perch\u00e9 sparirebbero gettito fiscale e contributi in un sistema dove la mancanza di denaro nelle casse dello Stato non pu\u00f2 essere finanziata stampando denaro. Chi ha sovranit\u00e0 monetaria pu\u00f2 permettersi politiche di stimolo dell\u2019economia con forti tassazioni, nel nostro caso tali politiche ci sono precluse\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo poi, Moscovici ha una visione tutta sua del taglio fiscale; l\u2019idea \u00e8 quella di \u201ccreare un\u2019area Iva unica\u201d tanto da ridurre addirittura \u201ci costi del 95%\u201d. A vantaggio di chi? Ci si chieder\u00e0, \u201cper aiutare a migliorare l\u2019ambiente fiscale delle multinazionali, e far si che paghino le imposte eque\u201d. Chiaro il concetto? A quanto visto finora noi dobbiamo inasprire le nostre regole di bilancio, quindi tagliare la spesa pubblica e aumentare le tasse, oltre a liberalizzare e privatizzare i servizi pubblici, <strong>esclusivamente per permettere<\/strong>, come gi\u00e0 da tempo sta accadendo, <strong>di far accedere ancor pi\u00f9 facilmente le multinazionali al nostro territorio<\/strong>, mentre le piccole e medie imprese italiane sono costrette a tagliare i salari dei lavoratori, o a chiudere. D\u2019altra parte Moscovici non poteva essere pi\u00f9 chiaro \u201csono ancora troppi gli ostacoli che dissuadono le nostre imprese a varcare le frontiere nazionali\u201d. Oh, ma <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-ceta-e-il-suicidio-europeo\/\" target=\"_blank\">non deve poi preoccuparsi pi\u00f9 di tanto, lui, giacch\u00e9 \u00e8 arrivato il Ceta<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/muoia-moscovici-con-tutti-gli-euristi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/muoia-moscovici-con-tutti-gli-euristi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi) Taglio alla spesa pubblica, aumento delle tasse e privatizzazioni: la ricetta europea per facilitare l\u2019ingresso in Italia delle multinazionali. Fisco, bilancio, lotta alla corruzione e sostegno alle imprese: saranno queste le priorit\u00e0 dell\u2019agenda europea per il 2017, come spiegato dal commissario europeo Pierre Moscovici, intervenuto mercoled\u00ec pomeriggio a Palazzo Madama in videoconferenza. 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