{"id":29020,"date":"2017-03-04T11:46:23","date_gmt":"2017-03-04T10:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29020"},"modified":"2017-03-04T11:46:23","modified_gmt":"2017-03-04T10:46:23","slug":"ft-leuropa-inizia-a-pensare-limpensabile-smantellare-leurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29020","title":{"rendered":"FT \u2013 L\u2019Europa inizia a pensare l\u2019impensabile: smantellare l\u2019eurozona"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Tony Barber)<\/strong><\/p>\n<p><em>Un <\/em><a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/0b7b1616-ff3d-11e6-8d8e-a5e3738f9ae4\"><em>interessante articolo del Financial Times<\/em><\/a><em> conferma che in Europa si sta iniziando a pensare al post-eurozona. I difetti economici insiti nell\u2019unione valutaria, il problema dell\u2019immigrazione e gli sviluppi geopolitici pi\u00f9 recenti sono destinati a mettere ulteriormente sotto pressione il fragile blocco valutario. Al di l\u00e0 delle pubblicazioni ufficiali degli eurocrati improntate all\u2019ottimismo (ma sempre prive di chiarezza e che fanno trasparire la mancanza di una visione unitaria del futuro), si moltiplicano le evidenze nei Parlamenti nazionali e nei think tank che l\u2019eurozona \u00e8 ormai messa in discussione. Diventa sempre pi\u00f9 importante e urgente aprire un dibattito su come gestire la sua disgregazione e verso quale assetto tendere una volta superata questa fallimentare struttura economica.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Di Tony Barber, 3 marzo 2017<\/em><\/p>\n<p>Per farsi un\u2019idea dell\u2019incertezza che aleggia sul destino dell\u2019Unione europea, basta leggere il \u201clibro bianco\u201d dei Jean-Claude Juncker riguardo il <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/630c5b6c-fe87-11e6-96f8-3700c5664d30\">futuro dell\u2019Europa<\/a>.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec questo documento del Presidente della Commissione europea \u00e8 stato reso pubblico, e conteneva addirittura cinque possibili scenari per l\u2019evoluzione dell\u2019UE da qui al 2025: \u201ctirare avanti\u201d, \u201cnient\u2019altro che il mercato unico\u201d, \u201cquelli che vogliono fare di pi\u00f9 fanno di pi\u00f9\u201d, \u201cfare meno in maniera pi\u00f9 efficiente\u201d e \u201cfare molto di pi\u00f9 insieme\u201d.<\/p>\n<p>La vaghezza e genericit\u00e0\u00a0del libro bianco \u00e8 comprensibile. Mentre si avvicinano le elezioni in Olanda, Bulgaria, Francia, Germania e in Repubblica Ceca, non c\u2019\u00e8 praticamente nessun governo che abbia voglia di seguire le ambiziose iniziative di Juncker.<\/p>\n<p>Tuttavia, i governi si rendono conto che l\u2019Europa sta creando rischi al mondo intero in una maniera che non si era pi\u00f9 verificata dalla fine della guerra fredda negli anni 1989-91. Gli strateghi di politica estera a Berlino, Parigi e nelle altre capitali stanno rivedendo le loro posizioni a lungo condivise sull\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019integrazione europea e la stabilit\u00e0 dell\u2019alleanza Europa-USA nell\u2019ambito della sicurezza.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u201ca pi\u00f9 velocit\u00e0\u201d, che incoraggia alcuni paesi a integrarsi pi\u00f9 velocemente di altri, \u00e8 tornata di moda. Questa idea, attraente in special modo per alcune parti dell\u2019Europa occidentale, ha ricevuto sostegno da Jean-Marc Ayrault e Sigmar Gabriel, i Ministri degli esteri di Francia e Germania. Un\u2019altra idea \u00e8 di aumentare la collaborazione nella\u00a0difesa, in modo che in questo campo l\u2019UE diventi per gli Stati Uniti un partner pi\u00f9 credibile.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di queste proposte relativamente prudenti, alcuni responsabili politici e analisti indipendenti stanno pensando l\u2019impensabile. Un esempio \u00e8 il report di MacroGeo, una societ\u00e0 di consulenza presieduta da Carlo de Benedetti, un veterano della comunit\u00e0 imprenditoriale italiana. Il report \u201c<em>L\u2019Europa al tempo di Trump e della Brexit: Disintegrazione e Riorganizzazione<\/em>\u201d, arriva a conclusioni coraggiose. Afferma che l\u2019UE nella sua forma attuale con ogni probabilit\u00e0 va incontro alla decomposizione, anche se dovessero vincere le elezioni di quest\u2019anno politici pro-integrazione come Emmanuel Macron, il centrista indipendente francese, e Martin Schulz, il social democratico tedesco.<\/p>\n<p>\u201cPer il ciclo elettorale 2021-22, l\u2019UE potrebbe entrare negli ultimi cinque anni della sua\u00a0\u2018reale\u2019\u00a0esistenza\u201d, dice il report, che considera che le strutture legali formali dell\u2019unione con sede a Bruxelles potrebbero resistere pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Il report sostiene che, al di l\u00e0 di shock quali il voto britannico per l\u2019uscita dall\u2019UE, i trend geopolitici di lungo termine stanno portando l\u2019unione valutaria all\u2019atrofia. Ai confini orientali e meridionali dell\u2019Unione si affacciano molti problemi: l\u2019immigrazione clandestina, stati prossimi al fallimento, terrorismo, cambiamenti climatici e revisionismo russo.<\/p>\n<p>Nel frattempo, gli Stati Uniti si stanno lentamente disimpegnando dall\u2019Europa per focalizzarsi sulla Cina e l\u2019estremo oriente. La Germania non occuper\u00e0 il posto degli Stati Uniti come potenza egemone di riferimento per l\u2019Europa: non lascer\u00e0 mai che l\u2019eurozona diventi una \u201cunione di trasferimenti fiscali\u201d e, nonostante le speculazioni riguardo a un deterrente nucleare tedesco, il suo passato nel ventesimo secolo dice chiaramente che n\u00e9 la Germania n\u00e9 i suoi vicini vogliono che essa diventi la potenza militare dominante dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>La disintegrazione dell\u2019UE scatenerebbe \u201ci pericolosi demoni nazionalistici del passato europeo\u201d, come teme Guy Verhofstadt, ex primo ministro belga? Gli autori del report di MacroGeo prevedono che non si avr\u00e0 un\u2019anarchica competizione tra gli stati-nazione, bens\u00ec \u201cl\u2019affermazione di un nucleo\u00a0centrale\u00a0geoeconomico intorno alla Germania\u201d.<\/p>\n<p>Questo\u00a0sarebbe formato dalla Germania e dai paesi che ne costituiscono la filiera industriale, cui si addice la cultura fiscale e monetaria tedesca. In maniera disarmante, gli autori suggeriscono che, \u201cse l\u2019Italia dovesse dividersi\u201d, l\u2019Italia del Nord potrebbe unirsi al gruppo formato da\u00a0Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e alcuni paesi scandinavi. Questa evoluzione presuppone la disgregazione dell\u2019eurozona a 19 paesi.<\/p>\n<p>I ministri delle finanze e i banchieri centrali europei ci ripetono che questo passo sarebbe devastante per le economie europee e per la stabilit\u00e0 finanziaria globale. Tuttavia, questa prospettiva \u00e8 in discussione, e non solo nei circoli del partito di estrema destra francese, il Front National, o nel partito anti-estabilishment italiano M5S.<\/p>\n<p>Mediobanca, una banca d\u2019investimenti che una volta era l\u2019emblema del capitalismo del nord Italia, a gennaio ha pubblicato un <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/03\/telegraph-a-e-pritchard-sul-rapporto-mediobanca-e-i-costi-dellitalexit\/\">rapporto<\/a> controverso \u00a0in cui suggeriva che, in termini di debito pubblico, l\u2019Italia non soffrirebbe particolarmente lasciando l\u2019eurozona. Il mese scorso il\u00a0Parlamento olandese ha votato per l\u2019istituzione di una commissione d\u2019inchiesta sui pro e contro dell\u2019appartenenza olandese all\u2019eurozona, una mossa che riflette la frustrazione nei confronti della politica di tassi ultra-bassi e del programma QE della Banca centrale europea. Nel valutare il futuro dell\u2019Europa, questi sviluppi vanno presi attentamente in considerazione\u00a0\u2013 forse pi\u00f9 attentamente del\u00a0\u201clibro bianco\u201d di Juncker.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/03\/03\/ft-leuropa-inizia-a-pensare-limpensabile-smantellare-leurozona\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/03\/03\/ft-leuropa-inizia-a-pensare-limpensabile-smantellare-leurozona\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Tony Barber) Un interessante articolo del Financial Times conferma che in Europa si sta iniziando a pensare al post-eurozona. I difetti economici insiti nell\u2019unione valutaria, il problema dell\u2019immigrazione e gli sviluppi geopolitici pi\u00f9 recenti sono destinati a mettere ulteriormente sotto pressione il fragile blocco valutario. 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