{"id":29023,"date":"2017-03-04T11:49:28","date_gmt":"2017-03-04T10:49:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29023"},"modified":"2017-03-04T11:49:28","modified_gmt":"2017-03-04T10:49:28","slug":"marine-le-pen-e-la-strategia-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29023","title":{"rendered":"Marine Le Pen e la strategia social"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Franco Boezi)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marine Le Pen<\/strong>, cos\u00ec come tutti i leader ascrivibili alla sempre pi\u00f9 utilizzata categoria \u201cpopulista\u201d, utilizza i <span id=\"more-22126\"><\/span><strong>social<\/strong>, la comunicazione multimediale e gli strumenti affini ad essa per accrescere i propri consensi.<\/p>\n<p>L\u2019ufficio \u00e8 a\u00a0Rue du Fauburg Saint-Honor\u00e9, il centro di comando della strategia comunicativa lepenista. L\u2019<em>Agi<\/em> riporta una <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/estero\/2017\/03\/01\/news\/francia_cosa_la_fasciosfera_che_spinge_marine_le_pen-1536684\/\">dettagliata inchiesta <\/a>al riguardo. Gi\u00e0 nelle presidenziali americane, del resto, <strong>Donald Trump<\/strong> aveva surclassato <strong>Hillary Clinton<\/strong> nei numeri sia per la presenza nei social, sia per numero di likes, followers e link associati o associabili alla sua campagna.<\/p>\n<p>La Clinton, dal canto suo, aveva deciso di spendere molto pi\u00f9 in spot ed in pubblicit\u00e0 tradizionale. Non ha funzionato, cos\u00ec come non potrebbe pi\u00f9 funzionare qualunque tentativo di campagna elettorale classica rispetto al legame diretto che si crea tra l\u2019elettore ed il leader mediante i social network. Interessante, al riguardo, \u00e8 la teorizzazione delle \u201cagor\u00e0 pubbliche\u201d da parte di <strong>Giovanni Sartori<\/strong>, convinto che al cittadino venga data cos\u00ec la possibilit\u00e0 di esprimersi \u00a0su qualunque argomento, creando una sorta di \u201cuomo totale\u201d, in realt\u00e0 gi\u00e0 presente in alcune delle dissertazioni di Karl Marx.<\/p>\n<p>Ma l\u2019uomo totale, la persona consapevole di ogni argomento e pronta ad ogni scelta, evidentemente, non esiste e non pu\u00f2 esistere. I social per\u00f2 s\u00ec, e per quanto <strong>Mark<\/strong>\u00a0\u00a0<strong>Zuckerberg<\/strong> sembri ergersi ad alternativa numero uno al proliferare del populismo, \u00e8 anche mediante gli strumenti del fondatore di Facebook che il fenomeno in questione dilaga in occidente.<\/p>\n<p>Marine Le Pen, insomma, non costituisce eccezione e il <em>Financial Times<\/em>, peraltro, ha definito gli strateghi comunicativi della Le Pen come un gruppo \u201cspecializzato e potente\u201d. C\u2019\u00e8\u00a0<strong>Philippe Vardon<\/strong>, uomo di\u00a036 anni, che <em>l\u2019Agi<\/em> definisce come \u201cuno dei pi\u00f9 influenti del gruppo\u201d, ex leader del \u201cBlocco identitario\u201d, movimento politico del sud della Francia e pi\u00f9 spostato a destra rispetto al Front National. \u00a0Vardon avrebbe aderito al partito guidato dalla Le Pen grazie alla nipote, <strong>Marion<\/strong>. C\u2019\u00e8<strong>Philippe Olivier<\/strong>, marito della sorella di Marine Le Pen. \u00a0Egli viene dalle fila dei \u00a0<em>Republicains<\/em>, \u00e8 passato nel Front quando divenne consulente della Le Pen per le regionali del 2015, il primo vero momento politico totalmente a favore del \u00a0lepenismo nella storia francese. C\u2019\u00e8, infine, sempre secondo la tripartizione dell\u2019agenzia citata, <strong>Sebastien Chenu<\/strong>, anch\u2019egli proveniente dall\u2019Ump, ex \u00a0gi\u00e0 \u00a0di gabinetto di Christine Lagarde quando questi era ministro del governo di Dominique de Villepin. La narrazione lepenista, ad oggi, si basa sul mare. L\u2019ambientazione tanto cara alla Le Pen, del resto, parla delle sue origini familiari. Nei video, per\u00f2, si trovano i libi di De Gaulle, studenti, agricoltori, operai, professori, spesso membri delle minoranze etniche presenti in Francia.<\/p>\n<p>Il claim \u201c<strong> au nom du peuple<\/strong>\u201c, dunque, si declina mediante un racconto che vede la Le Pen compiere una continua discesa tra il popolo francese, sui social cos\u00ec come durante la campagna elettorale reale. Come l\u2019<em>Agi<\/em> dettagliatamente ci mostra, poi: \u201d\u00a0<strong>Marine Le Pen<\/strong> ha 1 milione e trecentomila follower su Twitter e quasi altrettanti \u2018like\u2019\u00a0sulla pagina Facebook. Solo il candidato della sinistra radicale <strong>Jean Luc Melenchon <\/strong>le si avvicina, anche se con numeri decisamente inferiori. Ma sul piano social, la Le Pen stravince su<strong> Macron<\/strong> (che non arriva a 185mila like su Fb e ha \u2018solo\u2019\u00a0525 mila followers su Twitter) e su <strong>Francois Fillon<\/strong>, il\u00a0candidato della destra Repubblicana, bersaglio sul web di attacchi e ironie per i suoi guai con la giustizia legati al \u2018Penelopegate\u2019.\u201d Proprio Macron, in fin dei conti, \u00e8 l\u2019obiettivo preferito della strategia 2.0 della Le Pen. Il probabile avversario di Marine al secondo turno \u00e8 autore di una campagna elettorale molto pi\u00f9 mediatica che popolare, infatti, il leader di \u201cEn Marche!\u201d, preferisce il bagno tra i testimonial della new economy, simbolicamente\u201d<strong>a distance<\/strong>\u201d dalle fabbriche e dagli operai francesi in cui invece la Le Pen sta sprofondando in questa campagna elettorale. Per la stampa progressista, inoltre, questi messaggi social dei lepenisti sarebbero conditi da una ferocia ingiustificata o comunque da una certa dose di intensit\u00e0 autoritaria. Se non altro il facile appiglio per i critici \u00e8 il responsabile della campagna per l\u2019Eliseo di Marine: <strong>David Rachline<\/strong>, un passato nel movimento di Alain Soral, ventotto anni, <strong>sindaco di Frejus\u00a0<\/strong>, rappresenta l\u2019immagine pi\u00f9 tradizionalista del <strong>Front National<\/strong> in opposizione a Philippot che invece incarna il progresso, la de-diabolizzazione, la svolta marinista contro il vecchio leader <strong>Jean Marie<\/strong>. Il Front National, dice <em>Breitbart,<\/em> sarebbe sotto attacco. In un <a href=\"http:\/\/www.breitbart.com\/london\/2017\/03\/01\/fake-news-bbc-afp-google-facebook-collude-tell-voters-trust-french-election\/\">pezzo pubblicato il primo di marzo <\/a>e scritto da <strong>Liam Deacon<\/strong>, infatti, viene messo in evidenza come Google, Facebook, starebbero lavorando con i media main stream per indirizzare il voto delle elezioni francesi. Tra gli accusati di quest\u2019inchiesta anche la <em><strong>Bbc<\/strong><\/em>\u00a0ed alcuni specifici profili presenti sui social network. La campagna francese, in definitiva, sta assumendo i medesimi contorni di quella americana sia per l\u2019utilizzo del web sia per la continua messa in discussione della veridicit\u00e0 delle notizie postate su internet o spinte dai tradizionali mezzi di comunicazione. L\u2019imprevedibilit\u00e0 e l\u2019importanza dell\u2019esito, d\u2019altro canto, specie per l\u2019Ue in ballo, \u00e8 lo stesso.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/marine-le-pen-la-strategia-social\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/marine-le-pen-la-strategia-social\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Franco Boezi) Marine Le Pen, cos\u00ec come tutti i leader ascrivibili alla sempre pi\u00f9 utilizzata categoria \u201cpopulista\u201d, utilizza i social, la comunicazione multimediale e gli strumenti affini ad essa per accrescere i propri consensi. L\u2019ufficio \u00e8 a\u00a0Rue du Fauburg Saint-Honor\u00e9, il centro di comando della strategia comunicativa lepenista. L\u2019Agi riporta una dettagliata inchiesta al riguardo. 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