{"id":29025,"date":"2017-03-04T11:53:20","date_gmt":"2017-03-04T10:53:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29025"},"modified":"2017-03-04T11:53:20","modified_gmt":"2017-03-04T10:53:20","slug":"il-triangolo-strategico-che-cambiera-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29025","title":{"rendered":"Il Triangolo Strategico che cambier\u00e0 il mondo"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Federico Pieraccini)<\/h4>\n<h4><em>Mentre il mondo continua a decifrare o digerire la nuova presidenza Trump, dipende dai punti di vista, importanti cambiamenti avvengono nel grande triangolo strategico compreso tra Russia, Iran e Cina.<\/em><\/h4>\n<p>Il grande gioco che si sta evolvendo all&#8217;ombra del caos negli Stati Uniti, vede Iran, Russia e Cina coordinarsi su una serie di questioni pi\u00f9 che rilevanti per il futuro del continente Eurasiatico. Con una popolazione di pi\u00f9 di cinque miliardi di persone, circa due terzi della popolazione terrestre, il futuro dell\u2019umanit\u00e0 passa attraverso questa immensa area. In un cambiamento epocale, da un ordine mondiale unipolare basato su Europa e Stati Uniti, ad uno multipolare con protagoniste Cina, Russia ed Iran, quest\u2019ultime hanno scelto di ritagliarsi un ruolo di primo piano nello sviluppo del continente. Le impegnative sfide future del continente fanno parte dell&#8217;eredit\u00e0 lasciata dal frame work internazionale basato sull\u2019ordine mondiale euro-americano creato dopo la fine della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Osservando i grandi progetti che coinvolgono il continente eurasiatico, spicca il ruolo Cinese, Russo e Iraniano nelle diverse aree sotto la loro influenza. Il progetto One Belt One Road proposto da Pechino (investimenti per circa 1.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni), l\u2019unione Eurasiatica (UEE) avanzata da Mosca per integrare le ex repubbliche sovietiche dell\u2019asia centrale e il ruolo dell\u2019Iran in Medio Oriente per donare stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 alla regione risultano centrali nello sviluppo eurasiatico. Naturalmente, questi progressi si fondano sul principio di un ordine mondiale multipolare; di conseguenza tutti i progetti hanno piena convergenza e necessit\u00e0 di vedere uno sviluppo congiunto e paritetico, tra nazioni, per un successo complessivo del continente eurasiatico.<\/p>\n<p>In tal senso, le aree di maggior instabilit\u00e0 riguardano zone che cadono sotto sfere di influenza Cinese, Russa e Iraniana. Il principale luogo di agitazione \u00e8 facilmente individuabile in Medio Oriente e Nord Africa, senza dimenticare l\u2019area del golfo Persico ove la criminale guerra Saudita contro lo Yemen prosegue ormai indisturbata da 24 mesi.<\/p>\n<p><strong>Una sfida comune fonte di cooperazione: Il terrorismo islamico.<\/strong><\/p>\n<p>Il fattore comune di instabilit\u00e0 per il continente eurasiatico riguarda il terrorismo islamico usato come strumento di divisione e contrasto. In tal senso il ruolo Saudita e Turco con il Wahabismo ideologico e la Fratellanza Musulmana (FM) in chiave politica si contrappone frontalmente ai desiderata di stabilit\u00e0 Sino-Russi-Iraniani. Il ruolo di Teheran diventa quindi decisivo nella regione, non a caso, con il pieno supporto economico Cinese e militare Russo. L\u2019Iran \u00e8 la nazione mediante cui l\u2019influenza Sino-Russa si manifesta a tutti i livelli nella regione e oltre. Il deterioramento della situazione militare in Siria ha comunque obbligato Mosca ad intervenire militarmente in supporto della Siria di Assad, alleato chiave Iraniano e viatico perfetto per contrastare l\u2019influenza Saudita-Turca. L\u2019arco sciita che collega Iran-Iraq-Siria-Libano \u00e8 vitale per mantenere viva nella regione l\u2019influenza di un mondo multipolare che non si basi unicamente sui diktat di Washington, emanati e rafforzati dall&#8217;influenza Saudita-Turca, spesso allineata ai voleri della componenti Sioniste, Wahabite e neo conservatrici dello Stato Profondo USA. Naturalmente Washington mediante i suoi alleati tenta in ogni modo di preservare l\u2019ordine unipolare che vede attribuito agli americani il ruolo di arbitri e decisori delle questioni mediorientali, zona che notoriamente riverbera instabilit\u00e0 o stabilit\u00e0 nelle regioni confinanti, come ad esempio golfo persico e nord africa.<\/p>\n<p>Non stupisce il tentativo di Mosca di allacciare rapporti speciali con l\u2019Egitto post-Morsi (fratelli musulmani) per arginare l\u2019influenza saudita-americana in Egitto e in Nord Africa, specie dopo la distruzione della Libia di Gheddafi. I segnali di Al Sisi sono pi\u00f9 che incoraggianti e rappresentano una delle pi\u00f9 nitide lenti con cui osservare un mondo multipolare in divenire. L\u2019Egitto ha accettato finanziamenti Sauditi nel momento di massima tensione tra Doha e Riyadh, un evidente momento di debolezza per il Cairo, dettato soprattutto dai tumulti derivanti dal colpo di stato che ha tolto di mezzo Morsi, sostenuto da Qatar, Turchia e Stati Uniti. Eppure, in tempi recenti, l\u2019Egitto non disdegna una cooperazione con Mosca in termini militare (l\u2019acquisto delle due mistral dalla Francia presuppone l\u2019acquisto di armamentario da Mosca, idem lo sviluppo energetico nucleare come alternativa all\u2019importazione Saudita di Petrolio &#8212; sospesa dopo un inizio di dialogo tra il Cairo e Damasco). L\u2019Egitto cerca un posizionamento strategico nella regione che strizzi l\u2019occhio al triangolo Iraniano-Russo-Cinese, senza escludere completamente l\u2019apporto economico del duo Saudita-Americano. Al contrario, l\u2019influenza Turco-Qatariota viene respinta e dichiarata ostile, soprattutto a causa della fazione pi\u00f9 contigua alla fratellanza musulmana, fattore di grande preoccupazione nel Sinai.<br \/>\nLa stabilit\u00e0 in Medio Oriente e in Nord Africa, come \u00e8 evidente, passa da un aumento esponenziale del ruolo Iraniano di mediazione, da offerte economiche importanti dalla Repubblica Popolare Cinese (basti osservare la situazione in Libia e le offerte di ricostruzione in Siria) e dalla cooperazione militare con la Federazione Russa. L\u2019importanza che giocano queste aree del globo non possono essere sottovalutate e rappresentano il primo passo verso una pi\u00f9 profonda ristrutturazione dell\u2019ordine mondiale in localit\u00e0 centrali per il continente Eurasiatico.<br \/>\n<strong>Caucaso, Afpak e Asia Centrale: La Siria come caso di Studio.<\/strong><\/p>\n<p>Spesso, quando si affronta il pericolo derivante dall\u2019Islam politico (FM) e dell&#8217;estremismo Wahabita, si sottovaluta l\u2019importanza di tre aree chiave nel continente Eurasiatico: le ex repubbliche sovietiche dell\u2019Asia centrale, il complicato confine tra Afghanistan-Pakistan e la zona del Caucaso. In queste aree, la cooperazione tra Cina, Russia ed Iran si trova ancora una volta a giocare un ruolo chiave con molteplici tentativi di mediare i numerosi conflitti, potenzialmente catastrofici per i progetti di sviluppo economico. I recenti attentati terroristici in Pakistan a Lahore hanno mostrato il vero volto della cooperazione tra Afghanistan e Pakistan, fortemente incoraggiato da Cina e Russia. Poco dopo un breve scambio a fuoco sul complicato confine Afghano-Pakistano, un\u2019intesa \u00e8 stata raggiunta tra Kabul e Islamabad per diminuire le tensioni e avanzare i colloqui di pace fortemente sponsorizzati da Mosca e Pechino. La necessit\u00e0 di interrompere l\u2019escalation di tensione tra Pakistan e Afghanistan \u00e8 uno dei focus primari di Russia e Cina per calmierare una delle zone pi\u00f9 instabili del globo e fulcro di alcune importanti linee di transito dei futuristici progetti sino-iraniani-russi. L\u2019instabilit\u00e0 di questa particolare zona dipende molto dal ruolo che India, Arabia Saudita, Stati Uniti e Turchia intendono giocare per controbilanciare il trio eurasiatico. Non risulta affatto una coincidenza che Mosca stia tentando in svariati modi di trovare un\u2019intesa complessa con ognuno di questi protagonisti. Arabia Saudita e Turchia risultano un centro nevralgico nel controllo e nell\u2019amministrazione del terrorismo internazionale: dalla Siria alla Libia passando per il Pakistan, Afghanistan e la regione del Caucaso, ovunque si trovano tracce dell\u2019influenza negativa di Riyadh e Ankara. Il fattore determinante non sempre \u00e8 rappresentato dall\u2019influenza degli Stati Uniti, anche se Washington naturalmente incoraggia ogni genere di azione distruttiva indirizzata al processo di integrazione e cooperazione del continente eurasiatico.<\/p>\n<p>La Siria sembra essere il primo punto d&#8217;intesa raggiunto, sulla carta, tra Turchia e Russia e potrebbe, se ottenuto un esito positivo al conflitto, rappresentare un mattone su cui costruire una futura cooperazione strategica. In tal senso l\u2019incentivo energetico rappresentato dai gasdotti, di cui la Russia \u00e8 il player principale, non vanno sottovalutati, come nel caso del Turkish-Stream. Anche nel Caucaso, altro luogo di estrema instabilit\u00e0, il ruolo giocato da Russia ed Iran \u00e8 stato decisivo durante la guerra dei quattro giorno nel Nagorno Karabakh.<\/p>\n<p>Il fattore energetico rappresenta certamente un grosso incentivo anche per l\u2019Arabia Saudita che da tempo osserva con interesse una diversificazione energetica puntando sul nucleare civile di cui la Russia \u00e8 un leader mondiale. Mosca gioca al meglio le sue carte ed offre cooperazione militare ed economica con i partner pi\u00f9 stretti (Iran, Cina, Siria, Kazakhstan, Tajikistan and Kyrgyzstan), cooperazione nell\u2019industria bellica come incentivo ad un rafforzamento delle alleanze bilaterali (India, Pakistan ed Egitto) ed energetica a nazioni apparentemente distanti geo-politicamente da Mosca (UAE, Qatar, Arabia Saudita e Turchia) per aprire una breccia in cui far confluire intese geopolitiche pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p>Le strategie complessive delle tre nazioni guida dell\u2019Eurasia mirano innanzitutto a rafforzare i confini nazionali con i paesi e le aree pi\u00f9 tumultuose. Il recente viaggio di Putin in Kazakhstan, Tajikistan and Kyrgyzstan punta a sigillare il cosiddetto ventre molle Russo, eliminando l\u2019influenza islamista terroristica ed espandendo la cooperazione economica del EEU. Un compito non facile, ma certamente incentivato da una situazione di reciproco guadagno per le nazioni coinvolte. Nessuna imposizione ma intese bilaterali di reciproca soddisfazione. In un senso, \u00e8 ci\u00f2 che la Repubblica Popolare Cinese tenta di instaurare in una delle regione pi\u00f9 instabile del mondo, provando ad espandere il proprio bacino di risorse energetiche, come avvenuto di recente in Turkmenistan. La regione dello Xinjiang \u00e8 stata messa nel mirino dall\u2019organo centrale Cinese come luogo ove vi \u00e8 la necessit\u00e0 di stabilizzare la situazione socio-politica, con l\u2019obiettivo condivisibile di essere invulnerabile ad influenze esterne eterodirette soprattutto dalla Turchia, tramite appunto il Turkmenistan.<\/p>\n<p>Il ruolo Indiano in questo contesto resta maggiormente difficile da comprendere, compresso da un sentimento anti-pakistano, anti-cinese, di sudditanza rispetto agli Stati Uniti e di alleanza con la Federazione Russa. In assoluto il ruolo di Nuova Delhi \u00e8 quello pi\u00f9 indecifrabile con tentativi di influenzare ogni contesto avanzando i propri obiettivi strategici. L\u2019importanza strategica dell\u2019alleanza tra Mosca e Teheran risulta fondamentale nel bilanciare la posizione Indiana. Storicamente l\u2019India \u00e8 un importante alleato dell&#8217;URSS e militarmente l\u2019India continua ad avanzare importanti progetti bellici con la Federazione Russa. Negli anni pi\u00f9 recenti, la repubblica Islamica di Iran ha contribuito enormemente a diversificare l&#8217;approvvigionamento energetico indiano, ma essendo un partner privilegiato di Pechino, contribuisce contestualmente a bilanciare il sentimento anti-cinese radicato profondamente dell&#8217;establishment indiano. Il fatto che India e Cina siano entrambi importanti clienti del gas e del petrolio Iraniano e degli armamenti bellici Russi agevola la comprensione di come Mosca e Teheran stiano tagliando fuori Washington e mitigando il sentimento anti cinese in India.<\/p>\n<p>Il fuoco su cui soffia Washington in India risulta sempre pi\u00f9 debole ed in contrasto con la necessit\u00e0 Indiana di creare delle basi stabili di business senza precludersi alcuna opportunit\u00e0. La sfida pi\u00f9 difficile riguarda il processo di pace tra Afghanistan e Pakistan che per interessi geopolitici locali vede l\u2019India contrapposta ai desiderata del trio Iraniano-Cinese-Russo e molto aderente alle posizioni degli Stati Uniti. Occorrer\u00e0 una forte cooperazione congiunta per mitigare la crescente instabilit\u00e0 nella regione. La SCO cercher\u00e0 di implementare un frame work in cui discutere e giungere ad accordi omnicomprensivi tra tutte le parti coinvolte.<\/p>\n<p>Il ruolo giocato da Cina e Russia in Asia Centrale non pu\u00f2 essere sottovalutato anche per via dell&#8217;importanza delle risorse energetiche potenzialmente disponibili, senza dimenticare il ruolo di collegamento tra due aree economiche come Unione Europea ed Asia, di cui la EEU si propone come ponte-dorato di collegamento. Al momento il CTSO \u00e8 un\u2019organizzazione che, come la SCO, tende a dare priorit\u00e0 alla lotta contro il terrorismo, ma sempre pi\u00f9 viene intesa come un luogo di discussione ed apripista per una cooperazione economica in divenire ma necessariamente dipendente da una stabilit\u00e0 territoriale. In questa zona del globo, la prosperit\u00e0 economica dipende fortemente dalla stabilit\u00e0 socio-politica e militare.<\/p>\n<p><strong>La grande sfida di Russia, Cina ed Iran. <\/strong><\/p>\n<p>Raffreddare i settori caldi (Medio Oriente, Golfo Persico e Nord Africa) eradicando il problema terroristico e prevenire l\u2019escalation in localit\u00e0 confinanti o sotto la propria sfera di influenza (Caucaso, Afghanistan-Pakistan e Asia Centrale) evitando cos\u00ec una destabilizzazione deleteria.<\/p>\n<p>E\u2019 soltanto quando il frame work internazionale in queste zone vedr\u00e0 stabilit\u00e0 che potranno nascere cooperazioni profonde ed ampie e di portata storica. In tal senso l\u2019ingresso di India e Pakistan nella SCO ha rappresentato il primo passo di una pi\u00f9 complicata trattativa che riguarda una dozzina di nazioni, guidate da Cina e Russia. La medesima situazione si pu\u00f2 osservare con il futuro ingresso dell\u2019Iran nella SCO allo scopo ben preciso di allargare l\u2019influenza in aree instabili come Golfo Persico e Medio Oriente. Un altro esempio importante inerente la SCO riguarda l\u2019adesione dell\u2019Egitto, in divenire, per espandere persino in Nord Africa l\u2019influenza dell\u2019Organizzazione di Cooperazione di Shanghai.<\/p>\n<p>Il tentativo evidente di Russia, Cina ed Iran \u00e8 gettare le basi per uno sviluppo che renderebbe di fatto irrilevante gli sforzi americani di prolungare il periodo unipolare. Combinando la popolazione mondiale del continente Eurasiatico con la crescita demografica ed economica di tali zone, non \u00e8 difficile comprendere come, nel giro di poco pi\u00f9 di due decenni, l\u2019area che si estende dal Portogallo alla Cina e che comprende decine di nazioni su latitudini che si estendono dalle zone Artiche della Federazione Russa al Mar Indiano o al Golfo Persico, risulteranno il perno centrale intorno al quale ruoter\u00e0 l\u2019economia globale. La combinazione dei corridoi commerciali terrestri e marittimi render\u00e0 il continente Eurasiatico il fulcro mondiale non solo del commercio produttivo ma anche del consumo grazie all\u2019aumento della ricchezza della classe media di quest\u2019area del mondo.<\/p>\n<p>In una visione strategica che storicamente incorpora decine di anni di pianificazione, Teheran, Mosca e Pechino hanno pienamente compreso che la stabilit\u00e0 \u00e8 il primo obiettivo da raggiungere per poter efficacemente proporre uno sviluppo economico beneficiante tutte le nazioni coinvolte. In Asia, l\u2019ASEAN inizia ad avere un atteggiamento meno belligerante con la Cina, nonostante Pechino continui ad assicurare i propri interessi strategici con la costruzioni di isole artificiali nel Mar Cinese del Sud. Duterte sembra essere l\u2019uomo della cooperazione multipolare e la strada seguita dalle Filippine tracce la via per le restanti nazioni Asiatiche, specie dopo l\u2019abbandono del progetto di TPP da parte di Washington.<\/p>\n<p>Resta da vedere che ruolo potrebbe giocare il vecchio continente Europeo, al momento prono e compiacente con una strategia americana che tenta di isolare Russia, Cina ed Iran e quindi avanzare l\u2019egemonia globale di Washington a costo di commettere ripetuti autogol, come visto in Ucraina con le sanzioni alla Federazione Russa. Non va escluso, in futuro, un cambiamento dello spettro politico in Europa, diretta conseguenza di strategie fallimentare che per troppo tempo hanno assecondato gli interessi Nordamericani a discapito dei cittadini Europei. Non risulta affatto casuale che molti partiti definiti populisti e nazionalisti abbiano tutte le intenzioni di volgere lo sguardo ad Est, iniziando a rincorrere una cooperazione che per troppi anni \u00e8 stata negata da l\u2019ottusit\u00e0 delle \u00e9lite occidentali.<\/p>\n<p>Cina, Russia ed Iran sembrano avere tutte le intenzioni di accelerare in questo progetto globale di cooperazione e difficilmente chiuderanno le porte a nuovi protagonisti esterni all\u2019Eurasia, specie in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato ed interconnesso. Basta osservare i legami e i propositi di sviluppo in Sud America della Repubblica Popolare Cinese per comprendere come la portata del progetto miri ad includere tutte le nazioni, senza esclusioni. \u00c8 questo il fulcro su cui si basa il nuovo ordine mondiale multipolare, prima Statunitensi ed Europei lo capiranno e prima potranno tornare ad essere parte integrante e co-protagonista di un momento chiave della storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Il dilemma, per le \u00e9lite occidentali, \u00e8 insito nel ruolo che vorranno avere nel futuro nell\u2019ordine internazionale; non pi\u00f9 protagonisti assoluti ma attori parte di un cast internazionale di pi\u00f9 ampia portata. L\u2019ordine internazionale unipolare va esaurendosi, Il cosiddetto vecchio mondo \u00e8 in crisi; riusciranno europei ed americani ad accettare un ruolo da co-protagonista o continueranno a rifiutare l\u2019inevitabile cambiamento storico condannando le proprie popolazioni all\u2019oblio?<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_triangolo_strategico_che_cambier_il_mondo\/16990_19179\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_triangolo_strategico_che_cambier_il_mondo\/16990_19179\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Federico Pieraccini) Mentre il mondo continua a decifrare o digerire la nuova presidenza Trump, dipende dai punti di vista, importanti cambiamenti avvengono nel grande triangolo strategico compreso tra Russia, Iran e Cina. 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