{"id":29063,"date":"2017-03-06T09:48:28","date_gmt":"2017-03-06T08:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29063"},"modified":"2017-03-05T23:33:41","modified_gmt":"2017-03-05T22:33:41","slug":"oltre-la-la-land","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29063","title":{"rendered":"Oltre La La Land"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SOCIALISMO 2017 (Piero Pagliani)<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><b>Recensione del libro di P. Fagan <\/b><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127225&amp;typeb=0\" target=\"_blank\"><i><b>Verso un mondo multipolare. Il gioco di tutti i giochi nell\u2019era Trump<\/b><\/i><\/a><\/span><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si parla ormai correntemente di deglobalizzazione. Bene! Finalmente ci siete arrivati! mi verrebbe da dire. Un\u2019analisi dello splendido saggio di Fagan<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molti di noi, mediamente, vivono immersi in un mondo di inconsapevolezze arredato per met\u00e0 con la caverna di Platone e per l\u2019altra dal migliore dei mondi possibili di Leibniz-Candide. Veniamo tenuti apposta in questo mondo estetico ed etico mentre le nostre \u00e9lite operano costantemente nelle segrete, dove torturano la realt\u00e0 coi pi\u00f9 affilati strumenti e le tecniche pi\u00f9 sofisticate. Sia torturare la realt\u00e0, sia tenercelo nascosto, viene fatto per il \u201cnostro bene\u201d, non reggeremmo allo shock e tutte le nostre sicurezze ne risentirebbero.<br \/>\n(Pierluigi Fagan)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>1<\/b>. Il libro di Pierluigi Fagan <span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127225&amp;typeb=0\" target=\"_blank\"><i>Verso un mondo multipolare. Il gioco di tutti i giochi nell\u2019era Trump<\/i><\/a><\/span><i> <\/i>(Fazi, 2017) parla di Stati e di nazioni. Concetti tab\u00f9 per la sinistra radicale, da non menzionare nemmeno. Dal canto loro, i cultori di destra del\u00a0<i>Blut und Boden<\/i>\u00a0invano vi cercheranno un\u2019esaltazione della Patria e del Re e i seguaci dell\u2019establishment culturale di sinistra avranno il dispiacere di veder messi a nudo il cosmopolitismo progressista e la narrazione della \u201cfine degli stati-nazione\u201d, che verranno chiamati col loro nome proprio: imperialismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono secoli che la sinistra (tutta, in vari gradi e sfumature) ci ricasca \u2013 o ci ritenta. E viene sbugiardata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ai suoi tempi Marx critic\u00f2 l\u2019internazionalismo dei proudhoniani francesi ritenendolo un sostegno allo sciovinismo francese: \u00ab<i>Lafargue, senza neppur rendersene conto, per negazione delle nazionalit\u00e0 intende, sembra, il loro assorbimento da parte della nazione francese modello<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mettete \u201cStati Uniti\u201d al posto di \u201cFrancia\u201d e vedrete quante cose quadrano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci volle il realismo di Lenin per criticare l\u2019ostilit\u00e0 di due grandi rivoluzionari come Rosa Luxemburg e Karl Radek all\u2019idea di \u201cautodeterminazione delle nazioni\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, con l\u2019approfondirsi della crisi sistemica, la sinistra politica e intellettuale \u2013 con pochissime eccezioni, che pur esistono grazie al cielo \u2013 si \u00e8 nuovamente comportata come l\u2019inesperto di navigazione che essendo scoppiata la tempesta ha cercato di rimanere vicino alla costa conosciuta andando cos\u00ec a sbattere contro gli scogli, invece di prendere il mare aperto anche senza una meta chiarissima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si percepisce dietro a queste difficolt\u00e0 un errore d\u2019approccio che nasconde varie cose, a volte correlate tra loro a volte no, che vanno dall\u2019opportunismo al dogmatismo, passando attraverso un pregiudizio (ma a volte un paravento) metodologico trasversale che chiamer\u00f2 \u201cconcettualismo accademico\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cercher\u00f2 allora di mettere in evidenza il metodo usato da Pierluigi Fagan e il suo vantaggio rispetto al concettualismo accademico, specialmente di stampo marxista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>2<\/b>. Si parla ormai correntemente di deglobalizzazione. Bene! Finalmente ci siete arrivati! mi verrebbe da dire[1]. Se prima non ci si credeva, grazie ai postumi dell\u2019ubriacatura globalizzatrice, oggi la presidenza Trump ha dato la sveglia. Un caff\u00e8 nero che provoca conati di vomito e feroci mal di testa. Sempre cos\u00ec dopo una brutta sbornia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E quindi occorre rifare i conti coi concetti di \u201cStato\u201d e di \u201cnazione\u201d. O, alternativamente, continuare a vivere nel mondo di Papalla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giovanni Arrighi nel suo capolavoro \u201c<span lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/lungo-xx-secolo-denaro-potere-libro-giovanni-arrighi\/e\/9788842819035\" target=\"_blank\">Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo<\/a><\/span>\u201d (Il Saggiatore, 1996) asseriva che occorre<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>dipanare il nodo del rapporto fra lo sviluppo dell\u2019Europa, centrato sul commercio estero, e quella superiorit\u00e0 militare che ha consentito per almeno tre secoli agli europei di appropriarsi dei crescenti benefici dell\u2019integrazione dell\u2019economia su scala mondiale<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il punto sta proprio qui. Lo sviluppo capitalistico occidentale nasce imperialista. Si \u00e8 svolto cio\u00e8 attraverso un processo invertito che non \u00e8 partito dallo sviluppo interno per poi espandersi all\u2019esterno con l\u2019occupazione di spazi, ma \u00e8 andato nella direzione inversa. La sua storia \u00e8 quindi una storia imperiale <i>ab origine <\/i>e, come ha osservato Samir Amin, \u00ab<i>non esiste nessuna teoria del capitalismo distinta dalla sua storia<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Invece i marxisti moderni si baloccano molto coi concetti astratti. I loro libri e le loro conferenze sono sostanzialmente luoghi e occasioni di divertimento. Poco male, se poi non si guardasse con sufficienza e sospetto chi cerca di capire nella realt\u00e0 dove va il mondo e che cosa possiamo fare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E invece da sempre chi non la pensa in modo conformista o ortodosso \u00e8 oggetto di accuse gravi. Lo sapeva benissimo Gramsci,\u00a0<i>si magna licet<\/i>, che canzonava chi lo accusava di spiritualismo, bergsonismo e persino di \u201cfuturismo marinettiano\u201d. Ancora oggi, ci sono sconsiderati che pensano che Lenin fosse un agente dell\u2019imperialismo prussiano e persino che Marx fosse un agente del capitale finanziario newyorkese[2]. Per quanto riguarda invece gli affari correnti, fanno insistente capolino accuse di \u201cfilo-putinismo\u201d o \u201cfilo-trumpismo\u201d. Basta non essere clintoniani e clintonoidi, basta chiedersi \u201cCosa sta succedendo? Perch\u00e9 sta succedendo?\u201d, senza accontentarsi delle spiegazioni mainstream, ed \u00e8 tutto un filare pro questo o pro quello. Al cittadino moderno vengono richiesti sudditanza e continui atti di fede. Dubbi mai. Se recalcitrante, vengono prospettati Ministeri della Verit\u00e0 e si incomincia a mettere in serio dubbio che sulle cose \u201cimportanti\u201d sia il caso di far votare il \u201cpopolo sovrano\u201d. Un neo servaggio. Propugnato dalla destra? No dalla sinistra. Quella sinistra che poi sbraita contro il populismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo stato di cose rende sempre pi\u00f9 evidente che se un intellettuale non \u00e8 \u201corganico\u201d nel senso di Gramsci, ovvero disciplinato da un progetto politico che intende \u2013 come si dice \u2013 \u201csuperare lo stato presente delle cose\u201d, esso viene quasi inevitabilmente catturato dal senso comune dell\u2019avversario, da chi lo stato presente delle cose se lo vuol cambiare lo vuole fare alla\u00a0<i>Gattopardo<\/i>\u00a0o alla\u00a0<i>Vicer\u00e8<\/i>. E viene sedotto dalla sicurezza e dal senso di appartenenza che da questa cattura deriva[3].<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli intellettuali fedeli solo a se stessi \u2013 come voleva e sperava Costanzo Preve \u2013 sono molto rari e destinati alla marginalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le idee dominanti sono in ogni epoca quelle che hanno i mezzi per essere veicolate, propagandate ed essere protette culturalmente, politicamente e con la forza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>3<\/b>. Il metodo di analisi di Pierluigi Fagan \u00e8 quello della teoria della complessit\u00e0. Questo approccio e quello di derivazione marxiana non sono antitetici, come spesso si crede, ma si compendiano. Io il punto di convergenza l\u2019ho trovato nella nozione di \u201csistema dissipativo\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il processo di accumulazione, in quanto privo di un fine sociale \u00e8 anche privo di un fine qualsiasi e quindi \u00e8 letteralmente senza (un) fine. E\u2019 autoperpetuante. Questa caratteristica genera crisi in continuazione. Crisi di sovrapproduzione, di sovraccumulazione, nell\u2019andamento del saggio di profitto e altri fenomeni analizzati da Marx.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le crisi, nel loro complesso e dal punto di vista dei sistemi dissipativi, si possono descrivere come una produzione di entropia (frutto delle contraddizioni del processo di accumulazione) che deve essere scaricata all\u2019esterno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindi il rapporto interno-esterno \u00e8 centrale nell\u2019analisi delle concrete societ\u00e0 capitalistiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In particolare, la nascita del termocapitalismo occidentale, cio\u00e8 del capitalismo nato in Occidente e poggiante massicciamente sull\u2019utilizzo di fonti di energia, \u00e8 retroflessa, come gi\u00e0 si \u00e8 detto. In particolare il moderno capitalismo europeo ha avuto origine dall\u2019<i>estroversione<\/i>, trainata dal commercio estero, di un centro (l\u2019Inghilterra) verso lo spazio esterno, combinata con un processo di\u00a0<i>retroversione<\/i>dal commercio estero allo sviluppo industriale e agricolo nazionale. Ma \u00e8 l\u2019intero processo che conduce al capitalismo occidentale che nasce da una necessit\u00e0 di estroversione: di piccole entit\u00e0. Una necessit\u00e0 dovuta alla limitatezza delle loro risorse territoriali in relazione alla capacit\u00e0 di accumulazione. Si pensi al percorso che va dalle citt\u00e0-stato italiane e arriva, per l\u2019appunto, a una piccola isola galleggiante nei freddi mari del Nord chiamata \u201cInghilterra\u201d che col solo 1,7% del PIL mondiale di allora and\u00f2 alla conquista o alla soggezione di Paesi che assieme contavano per il 60% del PIL mondiale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Io affermo sempre che il capitalismo occidentale \u00e8 nato con la battaglia di Plassey, una citt\u00e0 del Bengala, nel 1757. E l\u2019ho sostenuto recentemente anche in India, di fronte a militanti della sinistra radicale di quell\u2019immenso Paese (solitamente marxisti-leninisti, ma non solo), che mi guardavano sorpresi ma interessati. Con la rapina del Bengala gli Inglesi ripianarono i debiti coi banchieri olandesi e riuscirono a investire nelle invenzioni della prima rivoluzione industriale. Il gioco inizi\u00f2 cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ora, la capacit\u00e0 di scaricare all\u2019esterno l\u2019entropia generata dal centro (la proiezione di potenza e di capitali \u201cesuberanti\u201d, cos\u00ec come le delocalizzazioni per contrastare la caduta del saggio di profitto, sono esempi di questo movimento) implica che ci sia un\u00a0<i>esterno<\/i>, che esso sia libero e che sia popolato da persone disposte a ricevere questa \u201cspazzatura termica\u201d (ad esempio producendo profitto per un centro altro). Gi\u00e0 questo implica a sua volta che la dinamica della crisi \u00e8 direttamente condizionata dai rapporti tra Stati, ovvero dalla configurazione dello spazio geopolitico. E questo spazio \u00e8 uno spazio di sistemi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come ricorda Fagan, l\u20191,7% di PIL mondiale inglese era un\u00a0<i>sistema<\/i>. Per questo ebbe la meglio sul 60% combinato di Cina e India, che non facevano sistema o per lo meno un sistema complesso e soprattutto fortemente dinamico come quello inglese (come mise bene in rilievo Jawarharl Nehru in\u00a0<i>The discovery of India<\/i>, scritto mentre giaceva proprio nelle galere britanniche). E coi mezzi militari di ausilio a questo dinamismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>4<\/b>. La lettura del libro di Pierluigi Fagan induce una prima considerazione: non essere accademici permette di svincolarsi da quell\u2019apparato o camicia di forza concettuale che \u00e8 il solo ad essere ritenuto legittimo e riconosciuto dai pari. Fagan ha lavorato con le multinazionali, io ho lavorato con le multinazionali. Nessuno di noi due \u00e8 propriamente un intellettuale col pedigree. Forse \u00e8 per questo che lui, seguace della teoria della complessit\u00e0 e io, seguace di Marx, ci intendiamo. Non siamo dei \u201cprofessionisti del concetto\u201d e quindi non facciamo interminabili litigate sui concetti. Per dirla in termini popolari: andiamo al sodo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I concetti, usati come strumenti, servono a dare un ordine alla realt\u00e0, di modo che sia intelligibile e agibile progettualmente. Il metodo di Marx della \u201crisalita dall\u2019astratto al concreto\u201d fa proprio questo[4]. Occorre iniziare l\u2019analisi da un piccolo nucleo di concetti \u201ccellulari\u201d, \u201celementari\u201d, ma alla fine dell\u2019analisi deve esserci la realt\u00e0, che \u00e8 tale in quanto \u00e8 \u201cricca di determinazioni\u201d, come sostiene Marx. E questo \u00e8 un riconoscimento della complessit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma il pensiero accademico molto spesso si ferma al culto devoto del concetto in s\u00e9. Questo \u00e8 tipico degli intellettuali marxisti, affascinati dalla logica espositiva di Marx, o meglio del primo libro del Capitale, o meglio ancora dei primi tre capitoli del primo libro del Capitale. Ma questo culto del concetto \u00e8 fustigato dallo stesso Marx, che nelle\u00a0<i>Glosse a Wagner<\/i>\u00a0ha affermato con un certo sarcasmo:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Prima di tutto, io non parto da \u201cconcetti, quindi neppure dal \u201cconcetto di valore\u201d, e non devo perci\u00f2\u00a0in alcun modo \u201cdividere\u201d questo concetto. Ci\u00f2\u00a0da cui io parto\u00a0\u00e8\u00a0la forma sociale pi\u00f9\u00a0semplice in cui si presenta il prodotto del lavoro nell\u2019attuale societ\u00e0,\u00a0il prodotto in quanto \u201cmerce\u201d<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non \u00e8 lecito giocare con concetti astratti: \u00ab<i>Alles das sind \u201cFaseleien\u201d<\/i>\u00bb, sono tutte \u201cstupidaggini\u201d, dice sbrigativamente Marx del filosofare degli economisti accademici tedeschi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo difetto, queste \u201cstupidaggini\u201d, hanno avuto come conseguenza quella di disinnescare la carica rivoluzionaria del pensiero di Marx e di renderlo, per l\u2019appunto, gradevole e gradito in ambito accademico. Era proprio il difetto di cui si era dovuto invece sbarazzare un marxista rivoluzionario come Lenin che contrapponeva gli eleganti schemi teorici di Bucharin (pur sempre ritenuto da Lenin come il miglior teorico del Partito) alla poco elegante natura della realt\u00e0:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<i>Da questa disparit\u00e0,<\/i>\u00a0<i>da questa costruzione fatta con materiale difforme \u2013 per quanto spiacevole e poco armonico possa parere \u2013 non usciremo per un ben lungo periodo<\/i>\u00bb [5].<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sfera culturale marxista \u00e8 invece periodicamente percorsa dalla parola d\u2019ordine del \u201critorno a Marx\u201d, proprio per recuperare i suoi puri \u201cconcetti\u201d, mentre un \u201critorno a Lenin\u201d \u2013 e si capisce perch\u00e9 \u2013 sarebbe visto con orrore. E\u2019 un fenomeno molto italiano ed europeo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nonostante alcune fiammate soggettivistiche e volontaristiche, il marxismo che da noi ha dominato a partire dal Sessantotto, una stagione che pi\u00f9 o meno coincide con le prime avvisaglie della crisi sistemica attuale, si \u00e8 configurato di fatto come una sorta di marxismo da II Internazionale, alla Kautsky o alla Bernstein, tutto rivolto a leggere nei fenomeni il concretizzarsi, finalmente, delle \u201ccondizioni\u201d che preludono l\u2019avvento del comunismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E come fece Kautsky con la sua idea di \u201csuperimperialismo\u201d, si sono divinati i segnali di uno \u201cspazio liscio\u201d che prende il posto di uno \u201cspazio striato\u201d, increspato. Ovvero \u00e8 stato annunciato un mondo unificato e appiattito dal capitalismo.\u00a0<i>Impero<\/i>\u00a0di Hardt e Negri \u00e8 la sintesi pi\u00f9 nota di questo annuncio. Ma al pari dell\u2019ipotesi del \u201csuperimperialismo\u201d di Kautsky, anche questo \u00e8 stato un annuncio sfigato. Allora la confutazione a Kautsky fu il primo massacro interimperialistico, la risposta a Hardt e Negri sono stati l\u201911\/9 e l\u2019inizio delle guerre infinite. Di fatto, le due drammatiche confutazioni sono state in entrambi i casi contemporanee all\u2019enunciazione della tesi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>5<\/b>. L\u2019analisi intellettuale riduce le coordinate e le variabili al minimo (putativamente coincidenti con le ipotesi minime dell\u2019esposizione marxiana e dimenticandosi bellamente che la logica dell\u2019esposizione non coincide mai con quella della scoperta \u2013 cosa che ogni scienziato dovrebbe sapere): scontro capitale-lavoro in un sistema omologante, teso allo smantellamento inevitabile di ogni differenza di etnia, di etica e di costumi, di religione, nazione, stato, casta considerati rimasugli pre-moderni e moderni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E invece il mondo \u00e8 un casino e cos\u00ec i bei concetti simmetrici ed elegantemente dispiegati non riescono a cogliere i fenomeni, per non parlare di ci\u00f2 che sta sotto i fenomeni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono troppo ingiusto, troppo critico, troppo grezzo, non capisco le raffinatezze dei ragionamenti? Ma non \u00e8 che siamo invece un po\u2019 troppo nella merda e qualcuno ancora non vuole capirlo per fedelt\u00e0 identitaristiche? La reazione a questa incapacit\u00e0 analitico-politica, non \u00e8 proprio il rifugiarsi in tutte quelle identit\u00e0 e fedelt\u00e0 premoderne e moderne che si pensavano in via di dissoluzione? Il disastro della reazione non \u00e8 un segnale di quello dell\u2019azione?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una reazione che, di certo, non incontra il favore n\u00e9 di Pierluigi Fagan n\u00e9 di chi scrive (e per questo siamo cos\u00ec critici; non per divertimento ma per confessata preoccupazione).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A quelle caratteristiche premoderne e moderne, alcuni associano valori (si veda il ritorno di istanze fasciste, xenofobe, razziste, nazionaliste, il culto per il\u00a0<i>Blut und Boden<\/i>\u00a0e il Medioevo). Non ci piace affatto, ma \u00e8 inevitabile quando la sinistra perde il contatto con la realt\u00e0 e si dedica a \u201cutopie letali\u201d come recita il titolo di un libro di Carlo Formenti che ha fatto arrabbiare molti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo scontro di classe non avviene sulla Luna, ma in mezzo a dinamiche impregnate di etnie, religioni, nazioni, Stati, eccetera. Dinamiche con complesse motivazioni ideologiche, culturali, etiche, politiche e materiali. Dinamiche che hanno alle spalle una storia precedente e sono la causa di una storia seguente. E questa storia non si svolge nel vuoto interstellare, ma sulla Terra, su Gea, un ambiente fisico, geografico e materiale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>6<\/b>. Il libro di Pierluigi Fagan \u00e8 inevitabilmente anche un libro di Storia, nel senso che guarda gli ultimi decenni con distacco storico (che non vuol dire distacco morale). Lo riesce a fare perch\u00e9 il punto di vista sistemico gli consente di aumentare o diminuire la granularit\u00e0 dell\u2019analisi e le maglie che connettono questi grani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se si osserva un quadro impressionista, come ad esempio il \u201cPonte giapponese\u201d di Monet, se si va troppo vicino si vedranno piccole macchie di colore e null\u2019altro. Occorre distanziarsi, e anche un bel po\u2019, per distinguere il ponte. Allo stesso modo, se si va troppo vicino ai dettagli non correlati della realt\u00e0 si dir\u00e0: \u201cChiss\u00e0 che cosa significa. E\u2019 tutto un gran disordine\u201d. La famosa \u201crisalita dall\u2019astratto al concreto\u201d di Marx serve proprio a calibrare il livello di granularit\u00e0 dell\u2019analisi della realt\u00e0 per portarla alla coscienza del soggetto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma quando finalmente si capisce che non bisogna avvicinare troppo il naso bens\u00ec distanziarsi un po\u2019 per avere uno sguardo d\u2019assieme che possa cogliere le correlazioni, far intuire pattern, bisogna stare molto attenti a non inforcare gli occhiali sbagliati e vedere quello che fa comodo vedere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 in movimento e il movimento spiazza e ci\u00f2 che spiazza incomoda.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>7<\/b>. Quando la grana \u00e8 grossa (Stati) i movimenti diventano geopolitici e geostorici. Nell\u2019uso corretto di questi strumenti non c\u2019\u00e8 nessuna esaltazione della nozione di \u201cpotenza\u201d n\u00e9 un interesse particolare per la lotta per il\u00a0<i>Lebensraum<\/i>\u00a0degli stati-nazione. C\u2019\u00e8 invece una riscoperta della materialit\u00e0 della Storia, della complessit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019intellettualit\u00e0 accademica ha invece spesso dimenticato pressoch\u00e9 tutto ci\u00f2 che costituisce il binomio \u201cmaterialismo-Storia\u201d. Ha dimenticato il materialismo perch\u00e9 ha espunto la materia, che appunto, nel nostro mondo si chiama Gea. Ha dimenticato la Storia perch\u00e9 l\u2019ha ridotta alla formula per l\u2019attesa delle \u201ccondizioni canoniche\u201d, formula prelevata direttamente dalla caverna di Platone.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una storia ridotta a formula, come a Marx non piaceva: \u00ab<i>la \u201cfatalit\u00e0 storica\u201d di questo movimento \u00e8 \u2026 espressamente ristretta ai paesi dell\u2019Europa occidentale<\/i>\u00bb. Cos\u00ec Marx nella sua risposta a Vera Zasuli\u010d del 1881. Concetto che il rivoluzionario tedesco aveva gi\u00e0 espresso in una lettera alla redazione della rivista russa\u00a0<i>Ote\u010destvennye Zapiski<\/i>\u00a0del 1877 dove diceva:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Nel capitolo sull\u2019accumulazione originaria, io pretendo unicamente di indicare la via mediante la quale, nell\u2019Occidente europeo, l\u2019ordine economico capitalistico usc\u00ec\u00a0dal grembo dell\u2019ordine economico feudale [.]. Ecco tutto. Ma per il mio critico,\u00a0\u00e8\u00a0troppo poco. Egli sente l\u2019irresistibile bisogno di metamorfosare il mio schizzo della genesi del capitalismo nell\u2019Europa occidentale in una teoria storico-filosofica della marcia generale fatalmente imposta a tutti i popoli, in qualunque situazione storica si trovino, per giungere infine alla forma economica che, con la maggior somma di potere produttivo del lavoro sociale, assicura il pi\u00f9 integrale sviluppo dell\u2019uomo. Ma io gli chiedo scusa:\u00a0\u00e8\u00a0farmi insieme troppo onore e troppo torto<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>8<\/b>. L\u2019intellettualit\u00e0 marxista blasonata ha inanellato un record di sconfitte materiali e di incomprensioni della realt\u00e0. Le ultime in ordine di tempo vanno dalle \u201cprimavere arabe\u201d all\u2019elezione di Trump[6]. Pur non essendo il tema principale del libro, Fagan utilizza il suo approccio per dare un senso alla \u201csorpresa\u201d The Donald. E ora io cerco di sintetizzare questo senso dal mio punto di vista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se l\u2019affollamento geopolitico del mondo e la sua complessit\u00e0 riducono agli USA (e in subordine all\u2019Occidente) la possibilit\u00e0 di utilizzare l\u2019esterno come spazio per la produzione\u00a0<i>materiale<\/i>\u00a0di ricchezza e potenza, questa produzione deve essere ricondotta e protetta l\u00e0 dove il potere della societ\u00e0 capitalistica viene originariamente gestito: lo stato-nazione. L\u00ec \u00e8 il punto di avvio dell\u2019espansione e l\u00ec \u00e8 il punto di approdo della contrazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La lotta fra Trump e il vecchio ordine si svolge su questo sfondo del quale tutti i contendenti devono tener conto, volenti o nolenti. Assisteremo a colpi e contraccolpi, ma la direzione \u00e8 segnata. In questo spazio affollato e quindi ristretto gli USA devono negoziare da una posizione di forza[7]. Ma questa forza, come si capisce usando un po\u2019 di logica e buon senso, non pu\u00f2 dipendere da circostanze esterne che non siano strettamente controllabili, altrimenti si entrerebbe in un giro vizioso. Il problema degli Stati Uniti \u2013 e la ragione dell\u2019ostilit\u00e0 del \u201c<i>deep state<\/i>\u201d \u2013 \u00e8 che essi sono invischiati fino al collo in circostanze esterne sempre meno controllabili, cio\u00e8 nella globalizzazione e nella finanziarizzazione (che in realt\u00e0 \u00e8 il fattore principale). Globalizzazione e finanziarizzazione che hanno informato di s\u00e9 proprio il \u201c<i>deep state<\/i>\u201d e il personale politico alleato che mostra infatti un\u2019enorme fatica ad adattarsi al cambiamento persino quando gli gioverebbe (vedi le sanzioni alla Russia).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questa \u00e8 la realt\u00e0, il resto \u00e8 rappresentazione. A meno che si pensi veramente che un miliardario americano si possa svegliare una bella mattina con l\u2019idea di diventare presidente degli Stati Uniti, cos\u00ec solo perch\u00e9 gli garba.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>La la land<\/i>!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Data Megachip<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/03\/05\/oltre-la-la-land\/\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/03\/05\/oltre-la-la-land\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SOCIALISMO 2017 (Piero Pagliani) Recensione del libro di P. Fagan Verso un mondo multipolare. Il gioco di tutti i giochi nell\u2019era Trump Si parla ormai correntemente di deglobalizzazione. Bene! Finalmente ci siete arrivati! mi verrebbe da dire. Un\u2019analisi dello splendido saggio di Fagan Molti di noi, mediamente, vivono immersi in un mondo di inconsapevolezze arredato per met\u00e0 con la caverna di Platone e per l\u2019altra dal migliore dei mondi possibili di Leibniz-Candide. Veniamo tenuti&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":26624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Banner-socialismo-2017-8.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7yL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29063"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29063"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29063\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29065,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29063\/revisions\/29065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}