{"id":29076,"date":"2017-03-07T08:00:08","date_gmt":"2017-03-07T07:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29076"},"modified":"2017-03-06T23:22:43","modified_gmt":"2017-03-06T22:22:43","slug":"maastricht-era-gia-tutto-previsto-da-einaudi-a-carli-fino-a-draghi-ma-cosa-centra-la-sinistra-con-lelite-liberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29076","title":{"rendered":"Maastricht: era gia&#8217; tutto previsto (da Einaudi a Carli fino a Draghi: ma cosa c&#8217;entra la sinistra con l&#8217;elite liberale?)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ORIZZONTE48 (Luciano Barra Caracciolo)<\/strong><\/p>\n<div><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8TszG75t9p4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>1. Questo video \u00e8 ormai molto noto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In esso <b>Draghi spiega come <i>deve <\/i>funzionare, per necessit\u00e0 scientifico-economica e politica, l&#8217;eurozona<\/b>. E parte direttamente dalla necessit\u00e0 degli &#8220;aggiustamenti&#8221;, tra i paesi dell&#8217;eurozona. Spiega, nella seconda parte, delle <b>divergenze di crescita e di inflazione tra i paesi che vi appartengono e di come ci\u00f2 dia luogo a fenomeni di movimento di capitali<\/b> che, dai paesi pi\u00f9 competitivi e con tassi di inflazione pi\u00f9 bassi, finanziano le importazioni da parte dei paesi meno competitivi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Racconta, per implicito, come l&#8217;invariabilit\u00e0 del cambio favorisca tutto ci\u00f2, <b>rendendo conveniente effettuare questo credito da parte dei sistemi bancari dei paesi pi\u00f9 forti<\/b> e di come, per\u00f2, a un certo punto, le posizioni debitorie cos\u00ec create (sottintende dovute principalmente a credito privato da scambio commerciale e da affluenza di capitali attratti dai tassi di interesse pi\u00f9 alti nei paesi a inflazione maggiore), divengano eccessive e quindi &#8220;rischiose&#8221; (anche perch\u00e9 ci\u00f2 droga la crescita col capitale preso a prestito e genera ulteriore innalzamento dell&#8217;inflazione).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>1.1. Pertanto, superata questa <b>soglia di rischio<\/b> (visto come probabile incapacit\u00e0 di restituzione) ci\u00f2 induce i creditori a chiedere il rientro delle proprie posizioni e <b>obbliga i paesi &#8220;deboli&#8221; ad agire in un solo modo<\/b>: effettuare la &#8220;<b><i>internal devaluation<\/i><\/b>&#8221; cio\u00e8 comprimere la propria domanda interna mediante la leva fiscale (aumento delle tasse e taglio della spesa pubblica), al fine di correggere verso il basso i prezzi, in particolare i c.d. salari.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Draghi mostra di ritenere tutto ci\u00f2 <b>un male necessario, e quindi un sacrificio per un presunto bene superiore<\/b>, in quanto <b>non ci sarebbe altra scelta<\/b>. E lo dice sottolineando che non possono esserci paesi per sempre (&#8220;<i>permanent<\/i>&#8220;) debitori e paesi per sempre creditori: fa l&#8217;esempio di &#8220;altre unioni monetarie&#8221; che contemplano questa possibilit\u00e0, e la risolvono mediante i trasferimenti di un comune governo federale verso i paesi &#8220;debitori&#8221;, ma esclude che ci\u00f2 sia praticabile in \u20acuropa, <b>non essendo &#8220;<i>realistic<\/i>&#8221; allo stato dell&#8217;attuale integrazione politica tra gli Stati europei<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>2. Quando<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2013\/12\/euro-dead-tool-walkingtoo-far-2.html\"> abbiamo parlato del primo progetto &#8220;ufficiale&#8221; di moneta unica<\/a>, cio\u00e8 gi\u00e0\u00a0 ascrivibile alle (allora) istituzioni comunitarie europee, e quindi al <b>Rapporto Werner del 1971<\/b>, citammo un commento di Carli del 1973 a questo stesso primo progetto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo commento lo ritrovate ne &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/11\/orizzonte49-book-2-la-costituzione.html\">La Costituzione nella palude<\/a>&#8221; alle pagg. 137-138, preceduto da una sintesi critica (allora) di Maiocchi (del 1974) sui &#8220;<b><i>meccanismi automatici di aggiustamento della bilancia dei pagamenti<\/i><\/b>&#8220;: questi sarebbero una soluzione contraddittoria in quanto collegati alla <b>preventiva rinuncia ai trasferimenti federali<\/b>, lasciati a un&#8217;indefinita &#8220;seconda fase&#8221;, e prevedendosi, nel frattempo, aggiustamenti eccessivamente onerosi per i paesi &#8220;debitori&#8221; e il pratico impedimento a &#8220;politiche fiscali anticicliche e di crescita&#8221;, sovrastate e rese controproducenti dall&#8217;esigenza di mantenere la stabilit\u00e0 monetaria.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Quindi, tutto ci\u00f2 in attesa di <b>un tempo &#8220;futuro&#8221;, che abbiamo visto non sarebbe arrivato mai,<\/b> in cui si sarebbe potuto istituire il meccanismo fiscale &#8220;compensativo&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E questo <b>a tacere dell&#8217;utilit\u00e0 (indimostrabile), in termini di crescita e di sviluppo, di un&#8217;unione monetaria in s\u00e8<\/b>, quand&#8217;anche cio\u00e8 caratterizzata in partenza dalla perfetta convergenza di indicatori economici (inflazione, produttivit\u00e0, dinamiche salariali, sistemi fiscali, amministrativi e persino giudiziari) tra i diversi Stati partecipanti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>3. Il commento del 1973 di Carli, perci\u00f2, non casualmente era il seguente:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8220;Se in questo momento la lotta all\u2019inflazione appare l\u2019obiettivo prioritario, <b>l\u2019Unione monetaria europea <u>non<\/u> pu\u00f2 tuttavia essere imperniata su un meccanismo che tenda a relegare verso il fondo della scala gli obiettivi dello sviluppo e della piena occupazione<\/b>, cio\u00e8 ad invertire le scelte accettate dalla generalit\u00e0 dei popoli e dei governi in questo dopoguerra&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nel libro &#8220;<b><i>Economia e luoghi comuni<\/i><\/b>&#8221; Amedeo Di Maio (pag.26), al culmine di un&#8217;interessante esposizione del paradigma economico ordoliberista, &#8211; che conferma quanto a sua volta esposto ne &#8220;La Costituzione nella palude&#8221;- ci racconta come <b>M\u00fcller-Armack,<\/b> l&#8217;inventore della formula-simbolo dell&#8217;ordoliberismo, <b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/10\/vrso-la-schiavitu-dallordoliberismo-al.html\">&#8220;economia sociale di mercato&#8221;<\/a> <\/b>(su cui cos\u00ec nitidamente ci ragguagli\u00f2 Einaudi, v. infra), in uno scritto del 1978, avesse predicato che <b>stabilit\u00e0 monetaria e finanziaria dovessero precedere l&#8217;instaurazione di un &#8220;ordine monetario&#8221; comune, e che l&#8217;unico mezzo per ottenere questo risultato era la precondizione del pareggio di bilancio nei vari Stati coinvolti<\/b> (di cui era cos\u00ec enunciata la funzione equivalente, nell&#8217;ambito dei rapporti tra gli Stati appartenenti all'&#8221;ordine monetario&#8221;, al <i>gold standard<\/i>: garantire quella <i>stabilit\u00e0<\/i>, ovverosia quell&#8217;attitudine del lavoro ad assorbire ogni aggiustamento reso necessario dal mantenimento della competitivit\u00e0 e dell&#8217;equilibrio dei conti con l&#8217;estero, che si ottiene controllando ossessivamente la dinamica salariale mediante un alto livello strutturale di disoccupazione e precariet\u00e0).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4. Ma, altrettanto, noi sappiamo che <b>si scelse apertamente di non percorrere questa via<\/b>, che pure sarebbe stata, per tradizione culturale, quella preferita dai tedeschi (almeno da quelli del tempo dei primi progetti, cio\u00e8 prima che il neo-ordoliberismo divenisse una pura strumentalit\u00e0 mercantilistica per convenienze immediate e non cooperative).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La si scelse perch\u00e9 la moneta unica, e con essa il trattato di Maastricht (e prima ancora l&#8217;Atto Unico del 1987), vedevano <b>concordi tutti i &#8220;negoziatori&#8221; dei paesi interessati<\/b> nel creare questa <b>costrizione al pareggio di bilancio e, comunque, alla stabilit\u00e0 monetaria<\/b> e dunque all&#8217;inflazione &#8220;bassa e stabile&#8221;, proprio perch\u00e9, come aveva preconizzato Einaudi negli<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/uem-federalismo-ordoliberismo-einaudi-e.html\"> anni &#8217;40<\/a> e negli <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/10\/ma-di-cosa-si-stupiscono-gli-uropeisti.html\">anni &#8217;50<\/a>, questo non avrebbe certo portato alla crescita, quanto al ridisegno sociale in senso liberista, e anti-socialcostituzionale, dell&#8217;intera Europa (cos\u00ec Einaudi, da ultimo citato, nel commento al pensiero economico di Erhard e Eucken: <b><i>&#8220;O il mercato comune sar\u00e0 liberista o correr\u00e0 rischio di cadere nel collettivismo&#8221;;&#8230;&#8221;<u>anche il qualificativo \u00absociale\u00bb \u00e8 un semplice riempitivo<\/u><\/i><\/b>&#8230;<i>il riempitivo \u00absociale\u00bb ha <b>l\u2019ufficio meramente formale di far star zitti politici e pubblicisti iscritti al reparto \u00abagitati sociali\u00bb<\/b>.<\/i>\u201d).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. Dunque, a seguire le teorie economiche che costituivano il patrimonio condiviso dei sostenitori dell&#8217;Europa economica e monetaria, (quale poi in effetti realizzata), <b>le condizioni di stretta convergenza<\/b> di crescita (realistica, cio\u00e8 non tale da generare tensioni inflattive e da resdistribuire il potere socio-politico agli &#8220;agitati sociali&#8221;), inflazione e regime fiscale di pareggio di bilancio, <b>avrebbero dovuto precedere e non seguire l&#8217;instaurazione dell&#8217;unione monetaria<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ma l&#8217;occasione di costringere, ridisegnare e ridisciplinare le masse riottose dei paesi a costituzioni &#8220;socialiste&#8221;, era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: dunque, <b>si sarebbe offerta<\/b>, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/02\/ogni-singolo-elemento-dellagenda.html\">in una cornice di opportuna propaganda mediatica<\/a>, <b>l&#8217;idea della pace e della cooperazione<\/b> come perno della costruzione europea, ben sapendo che non sarebbe stata altro che severa disciplina fiscale e, naturalmente, del lavoro, chiamato a pagare il costo degli &#8220;aggiustamenti automatici&#8221; (a loro volta subito esaltati da Einaudi, che preferisce chiamarli fasi applicative di &#8220;<b><i>sanzioni<\/i><\/b>&#8220;, appunto automatiche, in una visione di chiara rivalsa verso una societ\u00e0 eticamente distorta, secondo lui; <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/10\/ma-di-cosa-si-stupiscono-gli-uropeisti.html\">qui p.5<\/a>).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>6. La conferma di questo percorso ci viene, ancora una volta, dalle <b>memorie di Carli<\/b>, che indulge in una serie di considerazioni apparentemente contraddittorie; nel senso che \u00e8 <b>cosciente dei problemi economici e distributivi che sarebbero sorti<\/b> nel governare, in nome della sola concorrenza sui liberi mercati, le tensioni sociali riversate sul lavoro, ma rinuncia a mitigare tutto ci\u00f2, risolvendo quello che pu\u00f2 apparire un problema di coscienza (che gi\u00e0 si indovinava nel commento del 1973), sulla base di considerazioni &#8220;etiche&#8221; collimanti con quelle di Einaudi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ricostruiamo questo percorso, narrato da Carli, in base all&#8217;attenta selezione offertaci, more solito, da Arturo:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>a) vediamo anzitutto <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/03\/v-behaviorurldefaultvmlo.html?showComment=1488670659473#c5673971405655434494\">lo <i>scrupolo <\/i>(di Carli) e l<\/a><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/03\/v-behaviorurldefaultvmlo.html?showComment=1488670659473#c5673971405655434494\">e vicende normative nel formarsi del trattato di Maastricht<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La questione riguarda la prima forma di tetto al deficit (ora previsto all&#8217;art.126 TFUE), laddove se l&#8217;ideale \u00e8 appunto il pareggio di bilancio, \u00e8 ovvio che &#8220;gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi&#8221; (par.1), ma qualcosa &#8220;potrebbe&#8221; essere economicamente irrazionale nel prevedere un tetto rigido e automatico:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201c<i>Se l \u2019articolo 104 C, comma 2, a, <b>punto 1 fu scritto dalla nostra delegazione<\/b>, il punto seguente reca la firma della delegazione britannica, laddove esclude l\u2019applicazione meccanica dei criteri in caso di scostamenti \u201ceccezionali e temporanei\u201d.<b><u> <\/u><\/b><\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><i><u>E&#8217; questo, in tutto il trattato, l\u2019unico accenno al ciclo economico<\/u><\/i><\/b><i>. N\u00e9 deve stupire che siano stati i britannici a proporre quell\u2019emendamento. L\u2019Inghilterra resta pur sempre la patria di John Maynard Keynes. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Per chi, come me, \u00e8 stato sinceramente convinto della bont\u00e0 dell\u2019impianto complessivo degli statuti di Bretton Woods e della loro interpretazione successiva, \u00e8 difficile accettare con animo leggero il fatto che <b>l\u2019obiettivo della stabilit\u00e0 dei prezzi sia indicato senza alcun riferimento al livello occupazionale e, dunque, al benessere delle comunit\u00e0 che si sono date questa nuova Costituzione monetaria<\/b>. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><i>Ho provato ripetutamente nel corso del negoziato a inserire tra i criteri anche il livello di disoccupazione<\/i><\/b><i> che pochi mesi dopo sarebbe riemerso, dopo tanta dimenticanza, come il problema principale dell\u2019Europa. Senza successo.<\/i>\u201d (G. Carli, &#8220;Cinquant\u2019anni di vita italiana&#8221;, Laterza, Roma-Bari, 1996 [1993], pag. 407).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>7. Ma del tentativo &#8220;mitigatore&#8221; fallito, <b>Carli non ritiene di doversi eccessivamente preoccupare<\/b>, dato che (come gi\u00e0 per Einaudi) ben altre sono le positive opportunit\u00e0 che possono derivare dall&#8217;adozione di una moneta unica che obbliga a deflazionare ed a disciplinare le politiche fiscali in senso &#8220;austero&#8221;, a prescindere da qualsiasi esigenza del &#8220;ciclo economico&#8221;, cio\u00e8, per l&#8217;appunto, in forza di <b>automatismi <\/b>che valgono come <b>ridisegno preventivo dell&#8217;ordine sociale <\/b>(rispetto a quello costituzionale) e, come dice Draghi, come <b>sistema di aggiustamento<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Carli oscilla, con un misto di attrazione e repulsione, tra il mito del <b>gold standard<\/b> e la finale e risolutiva esigenza &#8220;etica&#8221; di un &#8220;<b><i>appartenente alla elite liberale<\/i><\/b>&#8221; di domare gli &#8220;<b><i>istinti animali<\/i><\/b>&#8221; <b>della politica e delle <i>plebi <\/i>italiane<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Queste, dunque, avevano bisogno del &#8220;vincolo esterno&#8221;, costasse quel che costasse.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>8. Vi riporto ancora il <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/chi-puo-permettersi-di-dire-la-vrita.html?showComment=1483893154276#c4553063568096931401\">commento di Art<\/a><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/chi-puo-permettersi-di-dire-la-vrita.html?showComment=1483893154276#c4553063568096931401\">u<\/a><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/chi-puo-permettersi-di-dire-la-vrita.html?showComment=1483893154276#c4553063568096931401\">ro co<\/a><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/chi-puo-permettersi-di-dire-la-vrita.html?showComment=1483893154276#c4553063568096931401\">n la sua stessa introduzione alle citazioni di Carli<\/a>:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8220;Non si pu\u00f2 dirla, la verit\u00e0, soprattutto in Italia, perch\u00e9 significherebbe accendere la luce sul <a href=\"https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/il-quarto-partito-partito-ma-non-trova.html\">quarto partito<\/a> e le sue decisioni, che hanno pesantemente condizionato tutta la storia repubblicana, per non andare pi\u00f9 indietro nel tempo (come pure si potrebbe), erodendo via via qualsiasi margine per una politica alternativa, ormai anche contro i loro stessi interessi. O almeno alcuni di essi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In effetti <b>pochi documenti risultano pi\u00f9 ferocemente candidi delle memorie di Guido Carli<\/b>, evidentemente esaltato, ma anche preoccupato, dal \u201ccompimento\u201d del suo disegno neoeinaudiano incarnato da <b><i>Maastricht<\/i><\/b>, nel chiarire i dilemmi e le oscillazioni di questo raggruppamento.<\/div>\n<div>Si sa che Carli \u00e8 stato un sostenitore entusiasta del vincolo esterno, che ci avrebbe \u201csalvati\u201d pi\u00f9 volte. Che <b>la misura della costrittivit\u00e0 del medesimo possa rivelarsi eccessiva<\/b> \u00e8 per\u00f2 lui il primo ad ammetterlo, parlando della proposta di Jacques Rueff, consigliere economico di De Gaulle, che a partire dagli anni Sessanta, per contrastare il predominio americano nel mercato valutario, proponeva un ritorno al <i>gold standard<\/i> (episodio da ricordare agli acritici ammiratori del Generale\u2026):<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><\/i><i>&#8220;Nelle Considerazioni finali pronunciate nel maggio del 1965 avevo dato ampio spazio alle implicazioni sociali della scelta di un sistema monetario piuttosto che di un altro.<\/i><\/div>\n<div><i> E mi riferivo a Rueff quando scrivevo:<br \/>\nL\u2019argine contro il dilagare del potere d\u2019acquisto che movendo dagli Stati Uniti minaccia di sommergere l\u2019Europa, si continua a sostenere, potrebbe essere innalzato esclusivamente mediante il ripristino del gold standard. In realt\u00e0, concezioni del genere incontravano, un tempo, un coerente completamento nelle enunciazioni che attribuivano al meccanismo concorrenziale il compito di realizzare, mediante congrui adattamenti dei livelli salariali, il riequilibrio dei conti con l\u2019estero.<br \/>\nInsomma, <b>il ritorno alla convertibilit\u00e0 aurea generalizzata implicava governi autoritari, societ\u00e0 costituite di plebi poverissime e poco istruite, desiderose solo di cibo, nelle quali la classe dirigente non stenta ad imporre riduzioni dei salati reali, a provocare scientemente disoccupazione, a ridurre lo sviluppo dell\u2019economia<\/b>. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Quelli erano gli anni nei quali la piena occupazione era un imperativo per qualsiasi governo, anche conservatore. E non si deve dimenticare che negli statuti originari del Fondo monetario internazionale la piena occupazione era uno degli obiettivi primari, al fianco dell\u2019abbattimento delle barriere ai commerci che il sistema monetario mondiale doveva concorrere a raggiungere.<\/i><\/div>\n<div><i> Ci opponemmo sempre alle proposte francesi, anche perch\u00e9 erano incompatibili con il modello di sviluppo che, <b>pur senza condividerlo in pieno, la Banca d\u2019Italia doveva accettare come dato in quanto proveniva dall\u2019 autorit\u00e0 politica<\/b>. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Il \u00abgold standard\u00bb era simile a certe teorie monetariste, in quanto espelleva dal sistema ogni elemento di discrezionalit\u00e0, era integralmente meccanicistico. Secondo me \u00abpresupponeva un ambiente economico nel quale le dimensioni del settore pubblico, il grado di organizzazione&#8230;delle forze economiche e le rigidit\u00e0 tecnologiche erano ben diverse da quelli oggi sperimentati\u00bb. Per questo adottammo sempre politiche monetarie che cercassero di tutelare il tasso di crescita previsto per lo sviluppo del Paese.<\/i>\u201d (Cinquant\u2019anni di vita italiana, Laterza, Roma-Bari, 1996 [1993], pag. 187).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/chi-puo-permettersi-di-dire-la-vrita.html?showComment=1483893154276#c4553063568096931401\">9. Ma veniamo alle vicende che portano alla istituzionalizzazione del vincolo esterno<\/a>:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Cos\u00ec Carli descrive il gold standard, quando noi sappiamo benissimo che l\u2019euro \u00e8 ancora pi\u00f9 rigido!!<\/div>\n<div>Ma allora come si spiega l\u2019adesione, preoccupata (per il comportamento della Gran Bretagna e della Bundesbank: pag. 405), a Maastricht?<br \/>\nVediamo:<br \/>\n\u201c<i>I pi\u00f9 intelligenti tra i miei critici di ispirazione comunistica<\/i> [certo, come Caff\u00e8, Saraceno, Ardig\u00f2, Lombardi, talvolta perfino La Malfa\u2026] <i>misero in discussione l\u2019assunto di fondo della nostra politica: <b>il rispetto del vincolo esterno della bilancia dei pagamenti, perseguito attraverso uno sviluppo privilegiato della domanda estera,<\/b> soddisfatta con esportazioni alle quali era demandato il compito di trainare tutta l\u2019economia. <b>Era il \u00abmodello di sviluppo\u00bb<\/b> che <b>l\u2019\u00e9lite liberale alla quale appartenevo<\/b> aveva scelto fin dalla fine degli anni Quaranta.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Doveva essere rimesso in discussione sulla base di questa critica: <b>una crescita trainata dalla domanda estera costringe a una politica salariale restrittiva<\/b> e attua una <b>redistribuzione a favore di quei limitati settori industriali sottoposti alla concorrenza internazionale<\/b>. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>In questo modo si \u00e8 trascurata la crescita, anche qualitativa, dei settori industriali non ordinati all\u2019esportazione. <b>Un modello basato su un pi\u00f9 intenso sviluppo della domanda interna avrebbe consentito una politica salariale pi\u00f9 generosa<\/b>, attuando una redistribuzione del reddito pi\u00f9 favorevole alle classi lavoratrici senza nuocere all\u2019equilibrio esterno del Paese.<\/i><\/div>\n<div><i> <b>Questa obiezione contiene del vero<\/b><\/i> [lo ammette!!].<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Tuttavia, non ci si deve dimenticare che negli anni Cinquanta l\u2019inserimento dell\u2019Italia nel circuito delle merci, dei capitali e vorrei dire delle idee di un pi\u00f9 vasto mercato mondiale ci appariva come una priorit\u00e0 assoluta. L\u2019economia di mercato, mutuata dall\u2019esterno, \u00e8 sempre stata una conquista precaria, fragile, esposta a continui rigurgiti di mentalit\u00e0 autarchica.\u00a0 <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><i>Il vincolo esterno ha garantito il mantenimento dell\u2019Italia nella comunit\u00e0 dei Paesi liberi<\/i><\/b><i>. <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><i><u>La nostra scelta del \u00abvincolo esterno\u00bb \u00e8 una costante che dura fino ad anni recentissimi, e caratterizza anche la presenza della delegazione italiana a Maastricht.<\/u><\/i><\/b><i> <\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Essa nasce sul ceppo di un <b>pessimismo basato sulla convinzione che gli istinti animali della societ\u00e0 italiana, lasciati al loro naturale sviluppo, avrebbero portato altrove questo Paese.<\/b><\/i>\u201d (Ibid., pagg. 266-7).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>10. Parole eloquenti e inequivocabili, per le quali ulteriori commenti risultano superflui (se si vuol capire): la visione \u00e8 chiara, gli obiettivi e le priorit\u00e0 pure.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E <b>questa<\/b>, dunque <b>\u00e8 la &#8220;commemorazione&#8221; di Maastricht<\/b> che, in prima battuta vi proponiamo: oggi hanno vinto e dominano, <b>dentro la &#8220;costrizione&#8221; della moneta unica e contro ogni regola fondamentale della Costituzione<\/b>, le sanzioni automatiche, gli aggiustamenti gravanti sul lavoro e fatti passare come beneficio contro lo spauracchio (quello s\u00ec &#8220;inflazionato&#8221;) dell&#8217;inflazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A proposito: Einaudi del 1944, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/uem-federalismo-ordoliberismo-einaudi-e.html\">qui v. addendum<\/a>, nel definirla la pi\u00f9 &#8220;<i>odiosa delle tasse<\/i>&#8220;, non aveva il <i>copyright<\/i>: si era ispirato alla Conferenza di Genova del 1922, dove lo stilema aveva gi\u00e0 trovato enunciazione pressocch\u00e9 identica: <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/02\/debito-sovrano-risk-weighted-banche.html\">qui, p.7<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Rimane inspiegabile come la sinistra italiana, non si sia mai accorta di tutto questo e difenda ancora a spada tratta l&#8217;euro, la lotta all&#8217;inflazione (non sapendo pi\u00f9 tecnicamente come si possa, semmai, combattere la deflazione, al netto del peso dei prezzi petroliferi), e come e perch\u00e9 abbia dimenticato che <b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/03\/lattacco-finale-del-liberismo-alle.html\">la Costituzione non era nata per consentire tutto questo: ma, anzi, perch\u00e9 non potesse mai pi\u00f9 &#8220;tornare&#8221;<\/a><\/b>&#8230;<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/03\/maastricht-era-gia-tutto-previsto-da.html\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/03\/maastricht-era-gia-tutto-previsto-da.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ORIZZONTE48 (Luciano Barra Caracciolo) 1. Questo video \u00e8 ormai molto noto. In esso Draghi spiega come deve funzionare, per necessit\u00e0 scientifico-economica e politica, l&#8217;eurozona. E parte direttamente dalla necessit\u00e0 degli &#8220;aggiustamenti&#8221;, tra i paesi dell&#8217;eurozona. Spiega, nella seconda parte, delle divergenze di crescita e di inflazione tra i paesi che vi appartengono e di come ci\u00f2 dia luogo a fenomeni di movimento di capitali che, dai paesi pi\u00f9 competitivi e con tassi di inflazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":78,"featured_media":17245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20140630125224viareggio1.flv.flv1_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7yY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29076"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/78"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29076"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29076\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29079,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29076\/revisions\/29079"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}