{"id":29077,"date":"2017-03-07T10:18:40","date_gmt":"2017-03-07T09:18:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29077"},"modified":"2017-03-06T23:41:23","modified_gmt":"2017-03-06T22:41:23","slug":"dentro-lalt-right-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29077","title":{"rendered":"Dentro l\u2019Alt-right americana"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Perra)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il fenomeno Alternative Right, difficilmente collocabile all&#8217;interno del pi\u00f9 vasto orizzonte del populismo, seppur lodevole nella sua lotta contro l&#8217;egemonia culturale della sinistra liberale e liberista, rappresenta il controverso ed ambiguo esito della deriva a-culturale propria della societ\u00e0 nordamericana.<\/em><\/p>\n<p>Recentemente ha fatto scalpore un articolo del <em>New York Times<\/em> che riportava una presunta citazione del filosofo tradizionalista <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/julius-evola-un-filosofo-nella-tana-del-lupo\/\" target=\"_blank\">Julius Evola da parte di Steven Kevin Bannon<\/a>, gi\u00e0 stratega della campagna elettorale del presidente Trump e membro del <em>National Security Council<\/em>. La stima che <strong>l\u2019aspirante guida metapolitica della Casa Bianca<\/strong> nutrirebbe nei confronti del pensatore romano, presentato come feticcio ideologico di vecchie e nuove forme di fascismo, rappresenterebbe, agli occhi di Jason Horowitz, autore dell\u2019articolo, l\u2019ennesima dimostrazione della deriva estremista e reazionaria che l\u2019amministrazione Trump si proporrebbe di perseguire durante il suo mandato presidenziale. Tuttavia, il problema di fondo rimane il fatto che tanto Horowitz, e forse un po meno Bannon, <strong>scrivano e parlino senza reale cognizione di causa<\/strong>. In primo luogo perch\u00e9 Bannon avrebbe citato Evola solo indirettamente ed in <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/capire-dugin-per-superare-la-modernita\/\" target=\"_blank\">riferimento al filosofo russo Aleksandr Dugin<\/a> in una conferenza tenuta al Vaticano nel 2014 su populismo ed immigrazione. In secondo luogo perch\u00e9 risulterebbe quantomeno paradossale per un uomo che ha impostato la campagna elettorale di Donald Trump sullo slogan \u201c<em>Make America Great Again<\/em>\u201d ispirarsi ad un pensatore che proprio nell\u2019America e nell\u2019americanismo intravedeva <strong>i caratteri pi\u00f9 nefasti della modernit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, la soluzione al dilemma non \u00e8 cos\u00ec semplice. Se l\u2019articolo del quotidiano newyorkese altro non \u00e8 che l\u2019ennesimo<strong> prodotto dell\u2019isteria anti-Trump<\/strong> dei media <em>mainstream<\/em>, la formazione culturale del consigliere del Presidente merita invece particolare attenzione in quanto rappresenta l\u2019ulteriore dimostrazione del <strong>corto circuito ideologico<\/strong> entro il quale si muove la destra statunitense in cerca di riferimenti filosofici utili a colmare un gap culturale che \u00e8 <strong>diretta espressione della natura intrinsecamente anti-intellettuale<\/strong> del discorso politico-culturale nordamericano. Laddove l\u2019ipocrisia democratica e la sua altrettanto limitata prospettiva culturale hanno fallito, ibride ideologie reazionarie, ma ben poco conservatrici e tanto meno rivoluzionarie, hanno trovato un fertile terreno di coltura ed una quasi insperata visibilit\u00e0 mediatica alla quale la campagna elettorale anti-sistema, impostata proprio da Bannon, ha dato ulteriore contribuito.<\/p>\n<p>Le due principali piattaforme, <strong>l\u2019una consustanziale all\u2019altra<\/strong> per ammissione dello stesso Bannon, attraverso cui la destra nordamericana d\u00e0 ampio sfogo alla sua intrinseca capacit\u00e0 volgarizzatrice di qualsivoglia ideologia politica sono le celeberrime <em><strong>Breitbart<\/strong> <\/em>(sito di informazione ed opinione fondato dal sionista radicale Andrew Breitbart \u2013 uomo che ha dimostrato come si possa essere sionisti, ebrei ed antisemiti allo stesso tempo \u2013 e di cui lo stesso Bannon \u00e8 stato <em>executive chief<\/em>) ed <strong><em>Alternative-Right<\/em><\/strong>; blog creato dal paladino della \u201csupremazia bianca\u201d Richarda B. Spencer (ora ritiratosi) ed i cui principali organizzatori sono Colin Liddell e Milo Yainnopoulos che nella sua \u201comofobica omosessualit\u00e0\u201d rappresenta uno dei pi\u00f9 tragicomici esiti della volgarit\u00e0 postmoderna.<\/p>\n<div id=\"attachment_83581\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-83581\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/bannon-cover.png\" alt=\"Steve Bannon: &quot;The Great Manipulator&quot; \" width=\"600\" height=\"804\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Steve Bannon: \u201cThe Great Manipulator\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p>Entrambe le piattaforme offrono un<strong> vasto ed oltremodo eterogeneo ambito di riferimenti ideologici<\/strong> che vanno proprio da Julius Evola e Ren\u00e8 Guenon ad Oswald Spengler e Carl Schmitt, fino a, <em>dulcis in fundo<\/em>, Aleksandr Dugin. La <strong>disarmante superficialit\u00e0 e la volgarit\u00e0 brutalizzante<\/strong> con la quale larga parte dei teorici della destra nordamericana si approccia agli intellettuali tradizionali europei rappresenta la principale causa della <strong>controversa prospettiva ideologica<\/strong> del fenomeno <em>Alternative-Right<\/em> in cui tematiche pi\u00f9 che onorevoli come la lotta all\u2019egemonia culturale della sinistra liberale e la difesa dell\u2019industria e dell\u2019economia nazionale si miscelano con ambigue forme di razzismo biologico, di istinti nazionalistici ed imperialistici, e di un anti-globalismo che paradossalmente accetta acriticamente il capitalismo, anche nelle sue forme pi\u00f9 aberranti, in quanto fenomeno intrinsecamente \u201camericano\u201d<\/p>\n<p>Di fatto, come ha affermato John Morgan, che dell\u2019<em>Alt-Right<\/em> \u00e8 un teorico di rilievo, la destra nordamericana \u00e8 assolutamente <strong>ossessionata dalla razza e dalla presunta \u201csuperiorit\u00e0\u201d<\/strong> dell\u2019America. Un retaggio culturale, o meglio a-culturale, intrinsecamente legato all\u2019isolazionismo della Dottrina Monroe che, su basi tipicamente puritane e protestanti, rivendicava una sorta di supremazia morale degli Stati Uniti rispetto all\u2019Europa. Una prospettiva al tempo <strong>definita \u201cindecente\u201d dal principe Metternich<\/strong>; colui che proprio Julius Evola defin\u00ec l\u2019ultimo grande europeo. Ed una prospettiva ripresa dal presidente Wilson al termine della Prima Guerra Mondiale, quando il \u201cdestino manifesto\u201d degli Stati Uniti si pales\u00f2 in forma di messianesimo laico e profano volto ad imporre la propria legge ed il proprio ordine nel mondo. E lo stesso John Morgan ha riconosciuto come vi siano elementi legati al fenomeno <em>Alt-Right<\/em> che tendano a glorificare in modo paradossale <strong>colonialismo, imperialismo e lo sfruttamento capitalistico.<\/strong> Soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che i violenti fenomeni migratori che contraddistinguono il nostro tempo, e contro i quali si costruiscono muri e barriere, sono diretta conseguenza proprio di suddetto sfruttamento. Come afferma Alain De Benoist nel suo saggio <em>Immigrazione: l\u2019esercito di riserva del Capitale<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cChiunque critichi il capitalismo approvando o favorendo le migrazioni, farebbe bene a stare zitto, e chiunque critichi il fenomeno migratorio rimanendo in silenzio sul capitalismo dovrebbe fare altrettanto\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>John Morgan ha altres\u00ec proposto un quantomeno impietoso paragone tra la <em>Nouvelle Droite<\/em> europea e l\u2019<em>Alternetive Right<\/em> nordamericana riconoscendo ancora una volta come quest\u2019ultima, al contrario del movimento politico fondato proprio da De Benoist e capace di produrre una bibliografia estremamente vasta, abbia prodotto fino ad ora solo<strong> blog, memes, podcasts e video<\/strong>. L\u2019unico scritto che potrebbe essere considerato quale manifesto dell\u2019<em>Alt-Right <\/em>sarebbe <em>New Right versus Old Right<\/em> di Greg Johnson, le cui idee di base vennero racchiuse in nove punti (enfasi su rifiuto del multiculturalismo, del politicamente corretto, sul protezionismo economico e sulla difesa della comunit\u00e0 dalla violenza delle corporazioni internazionali) ripresi da uno schema fatto circolare sul web l\u2019anno passato.<\/p>\n<div id=\"attachment_83583\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-83583\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/maxresdefault.jpg\" alt=\"John Morgan\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">John Morgan<\/p>\n<\/div>\n<p>Allo stesso tempo, dal saggio di Johnson si evince la <strong>relativa mancanza di una concreta visione geopolitica<\/strong>. Un vuoto ideologico che non pu\u00f2 essere colmato dal vero o presunto isolazionismo; visto e considerato anche il fatto che l\u2019amministrazione Trump, nei primi mesi del suo mandato, anche perch\u00e9 costretta a sottostare al rispetto di diversi interessi strategici ed economici, si \u00e8 mossa in direzione assolutamente opposta, perseguendo, sotto certi aspetti, lo sviluppo della conflittualit\u00e0 geopolitica innescata dalle amministrazioni precedenti.\u00a0Tuttavia, \u00e8 proprio dal <strong>punto di vista prettamente culturale<\/strong> che il fenomeno <em>Alt-Right<\/em> mostra le lacune pi\u00f9 evidenti. Lacune che sono il riflesso di una prospettiva ideale in cui l\u2019America \u00e8 divenuta, a seguito di quello che Carl Schmitt ha chiamato <strong>\u201clo sradicamento dell\u2019Europa dalla sua naturale collocazione storico-spirituale\u201d<\/strong>, centro del mondo e centro di irradiazione di una civilt\u00e0 in cui, usando ancora una volta le parole di Evola, l\u2019utile (inteso nel mero senso economico) diventa il criterio del vero.<\/p>\n<p>L\u2019<em>Alternative Right<\/em> \u00e8 una creazione prettamente americana con delle peculiarit\u00e0 prettamente americane. Ed il reiterato richiamo ai pensatori della Tradizione che talvolta molti teorici dell\u2019<em>Alt-Right<\/em> fanno \u00e8 il nefasto esito di un processo culturale che tende a <strong>volgarizzare una scuola di pensiero<\/strong> re-intepretandola nella prospettiva della modernit\u00e0 profana nordamericana. Tuttavia, \u00e8 proprio grazie ai pensatori tradizionali che si pu\u00f2 comprendere quali siano le cause della deriva a-culturale propria della societ\u00e0 nordamericana e di cui la stessa<em> Alt-Right<\/em> \u00e8 espressione.\u00a0Nella prospettiva dei pensatori tradizionali l\u2019America \u00e8 il paese della <em>coincidentia oppositorum<\/em>: <strong>la terra dei dormienti o \u201cl\u2019isola dei morti\u201d<\/strong>, spazio geografico dell\u2019estremo occidente dal simbolismo estremamente negativo di luogo di degrado, dominio del male e della corruzione. Nell\u2019ottica di Rene Guenon, essa \u00e8 l\u2019emanazione del mondo anglosassone e delle eresie escatologiche protestanti che rispetto all\u2019Europa si sono sempre trovate ai margini politici e geografici. Nel protestantesimo il dogma svanisce per lasciar sussistere solo il moralismo umanitario la cui presunta ed ostentata superiorit\u00e0 conduce direttamente al moralismo puramente laico ed anti-religioso, o velato di un falso sentimento religioso, che la grandiosit\u00e0 nordamericana ha innalzato a sua bandiera.<\/p>\n<div id=\"attachment_83592\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83592 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/julius-evola-nel-suo-studio.jpg\" alt=\"julius-evola-nel-suo-studio\" width=\"362\" height=\"578\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Julius Evola nel suo studio<\/p>\n<\/div>\n<p>Nella prospettiva evoliana l\u2019America ha creato una civilt\u00e0 che rappresenta<strong> l\u2019esatta contraddizione dell\u2019antica tradizione europea<\/strong>. In essa l\u2019essere umano diviene mezzo pi\u00f9 che scopo e la religione del profitto ha prodotto le trasformazioni e perversioni che l\u2019America ancora oggi rappresenta. Di fatto, l\u2019omogeneit\u00e0 culturale tra l\u2019Europa e l\u2019America \u00e8 una pura invenzione.<strong> L\u2019America ha dato vita ad una \u201cgrandiosit\u00e0 senz\u2019anima\u201d<\/strong>; quella stessa grandiosit\u00e0 che il motto elettorale trumpiano, portato ideologico del fenomeno <em>Alt-Right<\/em>, si propone di riconquistare. Mentre Aleksandr Dugin, il cui pensiero risente della prospettiva leonteviana che vedeva negli Stati Uniti una sorta di Cartagine nata gi\u00e0 vecchia che avrebbe dovuto puntare sull\u2019aggressivit\u00e0 per auto-mantenersi e dare solidit\u00e0 alle sue istituzioni, percepisce l\u2019America come il paradiso dell\u2019eterodossia.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Gli americani non attendono il Messia perch\u00e9 esso \u00e8 gi\u00e0 arrivato: \u00e8 l\u2019America stessa.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Uno pseudo-Cristo transatlantico che cerca di imporre la sua presenza messianica attraverso <strong>l\u2019ideologia globalista, ultra-laica ed anti-tradizionale, della pax americana.<\/strong> Se \u00e8 vero che Dugin esult\u00f2 all\u2019elezione di Donald Trump, \u00e8 altrettanto vero che tale atteggiamento era imposto da considerazioni di una natura prettamente strategica. Il teorico russo del multipolarismo \u00e8 ben conscio dell\u2019inaffidabilit\u00e0 della nuova amministrazione USA, ancora troppo compromessa con interessi strategici ed economici intrinseco retaggio della tradizione politica nordamericana, e del carattere assolutamente anti-tradizionale ed a-culturale della destra statunitense.\u00a0<strong>Il divario culturale<\/strong> tra America ed Europa, nonostante l\u2019ostentata superiorit\u00e0 nordamericana e il supino appiattimento della politica europea ai suoi voleri, <strong>rimane ancora incolmabile<\/strong>. Il fenomeno <em>Alt-Right<\/em> \u00e8 un fenomeno prettamente nordamericano e come tale deve rimanere. Importare nuovi modelli culturali estranei al continente europeo ha gi\u00e0 prodotto mostri. L\u2019Europa deve in primo luogo riscoprire se stessa partendo dalla prospettiva geopolitica che \u00e8 \u201ccentro\u201d e non Occidente.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/dentro-laltright-americana\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/dentro-laltright-americana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Perra) Il fenomeno Alternative Right, difficilmente collocabile all&#8217;interno del pi\u00f9 vasto orizzonte del populismo, seppur lodevole nella sua lotta contro l&#8217;egemonia culturale della sinistra liberale e liberista, rappresenta il controverso ed ambiguo esito della deriva a-culturale propria della societ\u00e0 nordamericana. 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