{"id":29117,"date":"2017-03-09T11:23:52","date_gmt":"2017-03-09T10:23:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29117"},"modified":"2017-03-07T23:29:28","modified_gmt":"2017-03-07T22:29:28","slug":"i-tanti-perche-della-corsa-americana-al-riarmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29117","title":{"rendered":"I tanti perch\u00e8 della corsa americana al riarmo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Giovanbattista Varricchio)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Presidente degli Stati Uniti non smette di far parlare di s\u00e9: le sue nuove affermazioni circa la volont\u00e0 di aumentare considerevolmente il budget per la spesa militare nazionale hanno dato nuovamente fuoco alle polveri del dibattito politico e mediatico.<\/em><\/p>\n<p>Alcune testate hanno considerato la possibilit\u00e0 di un <strong>ravvedimento di Donald Trump<\/strong>, dalle iniziali promesse isolazioniste a una nuova volont\u00e0 di potenza e incremento della capacit\u00e0 di proiezione statunitense che il previsto aumento di<strong> 54 miliardi<\/strong> di dollari lasciano supporre. C\u2019\u00e8 anche chi \u2013 come Gianandrea Galani su IlSole24Ore \u2013 ipotizza che il nuovo Presidente USA voglia sfidare con una corsa al riarmo due tra le potenze emergenti che danno maggiori grattacapi all\u2019amministrazione americana, precisamente <strong>Russia <\/strong>e<strong> Cina<\/strong>, onde costringerle a loro volta a una spirale di incremento della spesa militare a danno della politica sociale interna. <strong>Per inciso il trucco era gi\u00e0 riuscito con l\u2019allora Unione Sovietica<\/strong> durante gli anni pi\u00f9 duri della Guerra Fredda e del suo confronto bipolare. Non per caso infatti, Mosca \u00e8 stata la prima a rispondere, seppur con un generico \u201creagiremo\u201d, facendo soprattutto notare che al momento si tratta solo di dichiarazioni e lasciando intendere che il Cremlino aspetter\u00e0 di vedere le carte sul tavolo prima di muoversi a sua volta. Un atto prudenziale d\u2019obbligo visto il non proprio felice precedente storico.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Un Trump da Guerra Fredda o addirittura neocon, pronto a rilanciare la sfida unipolare americana?<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>La risposta non \u00e8 cos\u00ec semplice: da un lato la promessa di aumentare la spesa militare era gi\u00e0 stata palesata da The Donald durante la campagna elettorale; non vi \u00e8 quindi sostanziale contraddizione tra la politica del riarmo e lo slogan \u201c<strong>Make America Great Again<\/strong>\u201d, vero leitmotiv della sua corsa alla Casa Bianca. Verrebbe anzi da dire che simili politiche non siano che l\u2019incarnazione pi\u00f9 ovvia di quanto dichiarato nei mesi di campagna elettorale. Davanti a s\u00e9 Trump si ritrova a dover gestire due fronti caldi per quanto attiene la sicurezza: intanto le necessit\u00e0 di <strong>sicurezza interna<\/strong> sia per quanto riguarda l\u2019immigrazione clandestina sia per il pericolo terrorismo: un candidato che ha incentrato molto la sua retorica sull\u2019isolazionismo e sulla sicurezza, deve mantere alta la percezione comune circa la sua coerenza col programma elettorale: non pu\u00f2 dimostrarsi conciliante verso i flussi migratori irregolari n\u00e9 permettersi il lusso di subire attentati in casa propria. Oltre alle aspettative di sicurezza interna, gli USA hanno tutt\u2019ora un <strong>prestigio internazionale da mantenere<\/strong>: quello della prima superpotenza mondiale. Sebbene infatti la visione di Trump abbia evidenti tendenze isolazioniste, gli Stati Uniti restano a capo della pi\u00f9 forte alleanza militare del mondo e hanno interessi da tutelare oltre i propri confini. Improbabile, a questo proposito, che la corsa al riarmo sia una sfida a Mosca. <a href=\"http:\/\/www.circoloproudhon.it\/shop\/rinascita-di-un-impero\/\" target=\"_blank\">La Russia \u00e8 recentemente tornata sul piano internazionale con una nuova foggia e soprattutto puntando su strumenti di soft power e contatti diplomatici.<\/a> Sebbene poi la percentuale di PIL che la Federazione Russa dedica alle spese militari sia considerevole (circa il 5%) ed abbia subito incrementi negli ultimi anni, con i suoi 48 miliardi di dollari resta un nano se confrontata con l\u2019attuale spesa militare americana la quale, seppur impiegando \u201csolo\u201d il 3% del PIL \u00e8 circa dieci volte pi\u00f9 grande in termini assoluti, <strong>600 miliardi circa<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yCtxjDy5wLE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Uno spezzone della visita di Trump all\u2019incrociatore\u00a0USS Gerald R. Ford<\/span><strong><br \/>\nGli USA quindi non temono la Russia<\/strong>, cos\u00ec come la Russia \u00e8 assolutamente consapevole della sua totale impossibilit\u00e0 ad accettare la sfida di un\u2019eventuale corsa agli armamenti contro il suo nemico storico e men che meno un confronto militare diretto. Il fatto che entrambe queste potenze si scambino simili convenevoli, \u00e8 pi\u00f9 che altro proficuo alle rispettive classi dirigenti per mantenere un certo apprezzamento della popolazione e dell\u2019establishment.<\/p>\n<p><strong>Altra storia per la Cina<\/strong>, la quale viene vista da Donald Trump come una delle fonti del malessere economico americano e che pu\u00f2 contare su una spesa militare di molto maggiore a quella russa: a fronte dei gi\u00e0 menzionati 600 miliardi di dollari spesi dagli USA, la prima potenza asiatica ne spende circa <strong>146 miliardi<\/strong>, risultando cos\u00ec essere meno di un terzo. Una cifra comunque non trascurabile soprattutto se si pensa in chiave geopolitica e commerciale alla rivalit\u00e0 che contrappone Cina e Stati Uniti sulla <strong>disputa nel Mare Cinese Meridionale<\/strong>, una teatro di confronto che Trump non ha assolutamente dimenticato.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che attiene all\u2019impiego all\u2019estero di questi 54 miliardi di dollari, non c\u2019\u00e8 da dimenticare altri due Paesi chiave, <strong>Giappone <\/strong>e<strong> Corea del Sud<\/strong>. Gi\u00e0 in campagna elettorale, Trump aveva ipotizzato lo scenario di armare con testate nucleari entrambe questi Paesi come deterrente nei confronti della Corea del Nord. Coerentemente con ci\u00f2, c\u2019\u00e8 da registrare la forte vicinanza espressa da Trump nei confronti del Giappone pochi mesi fa, dopo un<strong> minaccioso test missilistico<\/strong> proprio della Corea del Nord. <strong>\u201cSiamo con il Giappone al 100%\u201d<\/strong> aveva detto The Donald e se ogni promessa \u00e8 debito, c\u2019\u00e8 da aspettarsi un incremento della presenza americana nelle basi del Sol Levante.<\/p>\n<p>Per il quadrante mediorientale, il nuovo Presidente far\u00e0 sicuramente sentire il suo<strong> sostegno a Israele<\/strong>, Paese che torna alleato di ferro nella nuova amministrazione repubblicana, sia in chiave anti-Iran sia per quanto attiene la risoluzione del conflitto con i palestinesi, conflitto per il quale Trump ha de facto dato via libera a Israele per una<strong> \u201cOne State Solution\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>In sintesi pare che l\u2019aumento della spesa militare americana (per ora solo annunciato), sia non solo parte della retorica di Trump, n\u00e9 tanto meno il preludio a una nuova impostazione interventista della sua politica estera: vanno infatti <strong>soddisfatte le aspettative della popolazione che lo ha votato<\/strong> per quel che attiene la sicurezza interna; all\u2019estero la volont\u00e0 di difendere gli alleati strategici nei quadranti pi\u00f9 caldi del globo e gli interessi commerciali americani sembrano essere le priorit\u00e0 che verranno coperte dai 54 miliardi di dollari in pi\u00f9 in arrivo.<strong> La Cina \u00e8 avvertita e ne \u00e8 consapevole, la Russia per ora sta al bluff<\/strong> e mantiene il gioco delle parti.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/i-tanti-perche-della-corsa-americana-al-riarmo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/i-tanti-perche-della-corsa-americana-al-riarmo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Giovanbattista Varricchio) Il Presidente degli Stati Uniti non smette di far parlare di s\u00e9: le sue nuove affermazioni circa la volont\u00e0 di aumentare considerevolmente il budget per la spesa militare nazionale hanno dato nuovamente fuoco alle polveri del dibattito politico e mediatico. Alcune testate hanno considerato la possibilit\u00e0 di un ravvedimento di Donald Trump, dalle iniziali promesse isolazioniste a una nuova volont\u00e0 di potenza e incremento della capacit\u00e0 di proiezione statunitense che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7zD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29117"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29117"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29117\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29121,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29117\/revisions\/29121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}