{"id":29135,"date":"2017-03-08T11:55:11","date_gmt":"2017-03-08T10:55:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29135"},"modified":"2017-03-08T11:55:11","modified_gmt":"2017-03-08T10:55:11","slug":"pronto-un-esercito-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29135","title":{"rendered":"Pronto un esercito europeo?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p>Fino a pochi mesi fa, l\u2019idea di un\u2019<strong>Unione Europea<\/strong> che mettesse in atto una strategia militare condivisa fra i vari <span id=\"more-22331\"><\/span>Stati membri sembrava dovesse essere relegato al lungo elenco di progetti di integrazione mai effettivamente posti in essere dai vertici comunitari.<\/p>\n<p>La legittima reticenza di molti Stati a <strong>cedere sovranit\u00e0<\/strong> in un ambito cos\u00ec delicato e profondamente complesso come quello militare, unita al disinteresse di molti ad una politica militare comune vista l\u2019appartenenza quasi universale degli Stati membri alla pi\u00f9 ampia struttura della Nato, che gi\u00e0 svolgeva quel ruolo di coordinamento chiesto ora in sede europea, hanno rappresentato per decenni ostacoli insormontabili alle logiche di un rafforzamento della condivisione militare nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<div><\/div>\n<p>Qualcosa per\u00f2 negli ultimi tempi \u00e8 cambiato in Europa e per l\u2019Europa, e questi cambiamenti hanno cos\u00ec inciso sullo stato dell\u2019Unione e sulle relazioni internazionali comunitarie con l\u2019esterno, che oggi l\u2019idea dell\u2019Unione europea che abbia una politica di difesa comune \u00e8 tornata con forza al centro del dibattito nelle cancellerie del continente. Questi cambiamenti possono essere individuati in tre eventi chiave degli ultimi anni: <strong>Brexit<\/strong>, <strong>Trump<\/strong> e la<strong> rinascita russa<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Ue ha di fatto portato all\u2019autoesclusione di uno dei Paesi che maggiormente ha lottato in sede comunitaria per il mantenimento della sovranit\u00e0 militare in ambito nazionale. Il Regno Unito per anni non ha rappresentato non soltanto un Paese contrario alla comunitarizzazione degli eserciti, ma anche la pi\u00f9 grande potenza militare in seno all\u2019Ue: caratteristiche, queste, che concedevano a Londra la capacit\u00e0 di incidere notevolmente sulle proposte in tema.<\/p>\n<p>Subito dopo l\u2019uscita del Regno Unito, l\u2019elezione di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti ha senza dubbio rappresentato un\u2019ulteriore spinta propulsiva per la creazione di una struttura militare congiunta fra gli Stati europei, dal momento che il tycoon si \u00e8 da subito mostrato insofferente sia verso la Nato stessa che verso le modalit\u00e0 di partecipazione degli europei alla Nato, soprattutto sotto il profilo economico.<\/p>\n<p>Questi due eventi chiave, vanno inseriti poi nel contesto geopolitico dell\u2019ascesa della potenza militare russa nello scacchiere internazionale, che ha fatto affiorare in molti Stati europei, soprattutto orientali, il pericolo per una Mosca forte ai suoi confini che, con la caduta del Muro di Berlino, sembrava doversi relegare nei ricordi della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>\u00c8 da queste premesse che deriva l\u2019annuncio da parte di <strong>Federica Mogherini<\/strong> della nascita di una prima struttura militare europea, con sede a Bruxelles, i cui compiti, almeno per il momento, saranno quelli di coordinare le missioni di addestramento e di consulenza che l\u2019Unione Europea gi\u00e0 attua, ma che non hanno un sistema centralizzato di comando.<\/p>\n<p>In questa prima fase, dunque, l\u2019attivit\u00e0 di questa struttura, sar\u00e0 soprattutto quella di pianificare il <strong>coordinamento delle forze<\/strong> degli Stati membri impegnate in territorio straniero, come gi\u00e0 avviene in Mali o in Somalia, ma gi\u00e0 si parla della possibilit\u00e0 di ampliare competenze e numeri per il 2018.<\/p>\n<p>La scelta dei ministri europei di accelerare sulla creazione di questo nucleo di coordinamento, se per un verso appare rafforzare l\u2019Unione, per altro verso rischia di spaccare ulteriormente la gi\u00e0 fragile impalcatura che sorregge le scelte comunitarie. Da una parte, i Paesi con peso militare ed economico pi\u00f9 forte, riuniti attualmente a Versailles, hanno gi\u00e0 dato il loro consenso ad una maggiore integrazione bellica a livello europeo, ed in molti gi\u00e0 parlano dell\u2019idea di una <strong>Schengen della difesa<\/strong>. Dall\u2019altro lato, non sono pochi gli Stati a dubitare di questo progetto, in particolare il cosiddetto <strong>Gruppo di Visegrad<\/strong> (formato da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), pi\u00f9 desideroso di una maggiore cooperazione con gli Stati Uniti e la Nato prima che con l\u2019Unione europea per fronteggiare il tanto temuto pericolo russo.<\/p>\n<p>In questo contesto, non \u00e8 da escludere che il confronto a Versailles tra i leader di Italia, Francia, Germania e Spagna possa condurre ad un\u2019ulteriore spinta allo sforzo di creare una piattaforma militare unitaria a livello continentale, da inserire nell\u2019ambito dell\u2019Europa a due velocit\u00e0 che sembra essere ormai la chiave di lettura delle realt\u00e0 europea attuale la base del futuro dell\u2019Ue. Ma \u00e8 anche inevitabile che il discorso debba essere rivisto alla luce dei possibili mutamenti dello scenario politico a seguito delle elezioni francesi prima e tedesche poi. Se gi\u00e0 dalle urne francesi uscir\u00e0 vincente la candidatura di <strong>Marine Le Pen<\/strong>, il suo programma euroscettico difficilmente potr\u00e0 ritenersi compatibile con l\u2019idea di formare una difesa comune a livello continentale, rischiando di soffocare sul nascere questo primo embrione di un\u2019Europa unita anche in chiave bellica.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/un-esercito-europeo-il-progetto-sembra-prendere-forma\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/un-esercito-europeo-il-progetto-sembra-prendere-forma\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Fino a pochi mesi fa, l\u2019idea di un\u2019Unione Europea che mettesse in atto una strategia militare condivisa fra i vari Stati membri sembrava dovesse essere relegato al lungo elenco di progetti di integrazione mai effettivamente posti in essere dai vertici comunitari. 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