{"id":29186,"date":"2017-03-11T11:18:56","date_gmt":"2017-03-11T10:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29186"},"modified":"2017-03-11T11:18:56","modified_gmt":"2017-03-11T10:18:56","slug":"i-piani-degli-eurocrati-e-il-piano-b-delle-sinistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29186","title":{"rendered":"I piani degli eurocrati e il Piano B delle sinistre"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Mentre si prepara il vertice a Roma del 25 marzo per festeggiare i 60 anni del Trattato che fece iniziare il cammino dell&#8217;Unione europea, i leader dei quattro paesi membri pi\u00f9 grandi &#8211; Germania, Francia, Italia e Spagna &#8211; annunciano che questo cammino proseguir\u00e0 &#8220;a pi\u00f9 velocit\u00e0&#8221;, cio\u00e8 aumentando l&#8217;integrazione nell&#8217;uno o nell&#8217;altro settore non pi\u00f9 tutti insieme, ma con chi \u00e8 disposto a farlo. La dichiarazione dovr\u00e0 essere riempita di contenuti precisi, che per ora mancano, ma ci si riferisce probabilmente a difesa, sicurezza interna, accordi internazionali sul commercio, immigrazione, controllo delle frontiere.<\/p>\n<p>Il suono delle fanfare, per\u00f2, non riesce a coprire i sinistri scricchiolii che vengono dalla costruzione dell&#8217;Unione. Non solo in tutti i paesi esistono e si rafforzano partiti e movimenti anti-euro o persino anti-Unione, ma &#8211; al di l\u00e0 dell&#8217;ottimismo di facciata &#8211; il cammino unitario sembra aver perso la bussola. Per rendersene conto basta guardare il &#8220;Libro bianco sul futuro dell&#8217;Europa&#8221; presentato la scorsa settimana dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. Non contiene una proposta sulla direzione da prendere, ma addirittura cinque, tra loro alternative, con tutte le possibili graduazioni: dall&#8217;attuazione del federalismo alla trasformazione in un semplice mercato unico.<\/p>\n<p>Le indiscrezioni che si rincorrono tra Bruxelles e Berlino parlano di due visioni che si scontrano anche se entrambe farebbero perno sull&#8217;Esm, il Fondo &#8220;salva-Stati&#8221;. La prima ipotesi, sostenuta dal ministro dell&#8217;Economia tedesco Wolfgang Sch\u00e4uble, ne vorrebbe fare il famoso controllore dei conti pubblici e delle politiche economiche di cui si parla da tempo (sotto forma di un &#8220;ministro europeo dell&#8217;economia&#8221;). Un organismo tecnico con il compito di far rispettare le regole con pi\u00f9 poteri e in modo pi\u00f9 rigido di quanto non faccia ora la Commissione, che secondo Sch\u00e4uble \u00e8 troppo accomodante perch\u00e9 subisce condizionamenti politici. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di ripetere che qualificare &#8220;tecnico&#8221; un organismo del genere non \u00e8 altro che una foglia di fico che vorrebbe nascondere l&#8217;imposizione delle politiche ordoliberiste tanto care al ministro tedesco.<\/p>\n<p>L&#8217;altra ipotesi vorrebbe che l&#8217;Esm diventasse appunto un ministero dell&#8217;Economia europeo, con un bilancio fatto di risorse proprie e il compito anche di stimolare crescita, investimenti e occupazione, integrandolo nella Commissione. E&#8217; l&#8217;ipotesi dell&#8217;ala meno &#8220;austeritaria&#8221; dei leader europei, che sarebbe sostenuta per esempio dal francese Pierre Moscovici. Di fatto, comunque, nessuna delle due ipotesi prefigura un reale cambiamento di rotta dell&#8217;Unione, in grado di modificarne l&#8217;orientamento liberista.<\/p>\n<p>A proporselo sono invece le sinistre, quelle che non accettano il paradigma TINA (<i>there is no alternative<\/i>). Anche loro si riuniscono a Roma, domani sabato 11 e dopodomani,\u00a0 per discutere una strategia di cambiamento. La premessa da cui partono \u00e8 illustrata in <a href=\"http:\/\/www.euro-planb.it\/index.php\/il-documento\/?lang=it\" target=\"_blank\">un breve documento<\/a>: &#8220;L\u2019Europa non pu\u00f2 pi\u00f9 continuare a seguire il sentiero distruttivo neoliberale dell\u2019integrazione economica e monetaria, che ha eroso lo Stato sociale al servizio delle banche private e creato sfiducia e nazionalismi mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri in un unico mercato con un\u2019unica moneta&#8221;.<\/p>\n<p>Si discuter\u00e0 del &#8220;Piano A&#8221;, ossia che cosa sarebbe necessario fare per cambiare faccia all&#8217;Europa riscrivendo i trattati. Ma siccome per la maggior parte questa strada \u00e8 poco realistica, perch\u00e9 mancano le condizioni politiche e i rapporti di forza necessari ad attuarla, si parler\u00e0 soprattutto del &#8220;Piano B&#8221; &#8211; che \u00e8 quello che d\u00e0 il nome al summit (&#8220;<i>A Plan B for the Eu and the euro-zone<\/i>&#8220;), cio\u00e8 quali strategie adottare &#8220;per una rottura pi\u00f9 radicale&#8221;. Saranno presenti esponenti di partiti e movimenti di tutta Europa (<a href=\"http:\/\/www.euro-planb.it\/index.php\/programma-2\/?lang=it\" target=\"_blank\">qui il programma<\/a> dei lavori e gli interventi), con un servizio di traduzione simultanea. Chi vuole partecipare <a href=\"http:\/\/52.209.223.107\/index.php\/registration\/?lang=it\" target=\"_blank\">deve registrarsi<\/a>.<\/p>\n<p>Sbaglierebbe chi pensasse che si tratter\u00e0 di una manifestazione anti-europea. I partecipanti al summit vogliono per\u00f2 un&#8217;Europa molto diversa da quella attuale, che del resto sta divorando se stessa come mostra non solo la crescita in tutti i paesi di forse populiste e anti-sistema, ma anche l&#8217;esito delle consultazioni popolari quando un governo \u00e8 tanto incauto da promuoverle. E le prossime tornate elettorali (Olanda, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Bulgaria) potrebbero essere causa di shock dagli esiti imprevedibili. Un &#8220;Piano B&#8221;, dunque, \u00e8 necessario averlo, perch\u00e9, con buona pace degli attuali leader, camminiamo sul filo del rasoio.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/03\/10\/i-piani-degli-eurocrati-e-il-piano-b-delle-sinistre\/\"> http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/03\/10\/i-piani-degli-eurocrati-e-il-piano-b-delle-sinistre\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Mentre si prepara il vertice a Roma del 25 marzo per festeggiare i 60 anni del Trattato che fece iniziare il cammino dell&#8217;Unione europea, i leader dei quattro paesi membri pi\u00f9 grandi &#8211; Germania, Francia, Italia e Spagna &#8211; annunciano che questo cammino proseguir\u00e0 &#8220;a pi\u00f9 velocit\u00e0&#8221;, cio\u00e8 aumentando l&#8217;integrazione nell&#8217;uno o nell&#8217;altro settore non pi\u00f9 tutti insieme, ma con chi \u00e8 disposto a farlo. 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