{"id":29188,"date":"2017-03-11T11:21:35","date_gmt":"2017-03-11T10:21:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29188"},"modified":"2017-03-11T11:21:35","modified_gmt":"2017-03-11T10:21:35","slug":"tutti-i-giudizi-non-solo-negativi-in-germania-su-mario-draghi-della-bce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29188","title":{"rendered":"Tutti i giudizi (non solo negativi) in Germania su Mario Draghi della Bce"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> FORMICHE.NET (Andrea Affaticati)<\/strong><\/p>\n<p>Erano soprattutto gli economisti e i manager degli istituti di credito tedeschi a sperare che il presidente della Bce <strong>Mario Draghi<\/strong> annunciasse la decisione che loro auspicano da tempo. Cio\u00e8 invertire il corso, mettere la parola fine a quello ai loro occhi \u00e8 da sempre una \u201cpolitica monetaria troppo accomodante\u201d, o meglio, traducendo pi\u00f9 liberamente, si potrebbe dire anche definire \u201callegra\u201d, secondo loro. Ma Draghi ha deciso altrimenti, \u201cnonostante l\u2019inflazione abbia raggiunto nell\u2019eurozona in febbraio il 2 per cento\u201d. Draghi dunque ha deciso di non cambiare strada, confermando anche il programma relativo agli acquisti dei titoli di Stato, il cui volume a partire da aprile non sar\u00e0 pi\u00f9 di 80 miliardi di euro la mese, ma di 60 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Michael Kemmer<\/strong>, presidente dell\u2019associazione bancaria tedesca, ieri mattina, prima delle comunicazioni di Draghi, in un\u2019intervista a<em> Deutschlandradio<\/em> aveva sperato non in una drastica inversione di rotta, ma nell\u2019inizio della fine della politica perseguita fino a ora. Kemmer aveva detto: \u201cCerto non far\u00e0 un\u2019inversione a U. Anche perch\u00e9 sarebbe una mossa sbagliata. Un passo del genere deve essere preparato molto bene e necessita di una azione di comunicazione a tappeto. A mio avviso, sarebbe per\u00f2 importante che gi\u00e0 oggi si comunicasse il primo passo in questa direzione, segnalando cos\u00ec di aver riconosciuto i segni del tempo, di aver preso atto del riaffacciarsi dell\u2019inflazione (\u2026)\u201d.<\/p>\n<p>Critico il quotidiano il <em>Handelsblatt<\/em> che oggi scrive: \u201cQuella di ieri avrebbe potuto essere una giornata memorabile, se il presidente della Bce Draghi avesse annunciato la fine del quantitative easing. Ma cos\u00ec non ha fatto, nonostante come scriviamo, l\u2019inflazione sia in crescita e cresca la schiera dei suoi critici sempre pi\u00f9 arrabbiati\u201d.<\/p>\n<p>Meno critico, per quanto comunque non sostenitore delle sue decisioni, si \u00e8 espresso il quotidiano <em>Frankfurter Allgemeine Zeitun<\/em>g. La <em>FAZ<\/em>, cos\u00ec come altri commentatori, ha voluto sottolineare una retorica leggermente diversa, che lascia trasparire un cenno di maggior ottimismo da parte di \u201cquesto banchiere esperto\u201d, che nel suo discorso introduttivo si \u00e8 riferito anche al recente aumento di azioni speculative. \u201cQuesto lascia dunque aperta la possibilit\u00e0 di un cambio di passo nella politica monetaria, forse nemmeno tanto remoto \u201d scrive la <em>FAZ<\/em>. Inoltre Draghi ha voluto evidenziare l\u2019 unanimit\u00e0 di giudizio nel board, riguardo al non reputare pi\u00f9 \u201cacuta\u201d la necessit\u00e0 di un eventuale contrasto al rischio di deflazione.<\/p>\n<p>Opinione, quella che vi possano essere cambiamenti alla linea, prima del previsto, condivisa anche dal capo economista della Berenberg Bank, <strong>Holger Schmieding<\/strong>. Al sito <em>finanzen.net<\/em> ha detto: \u201cSecondo noi la retorica leggermente mutata di Draghi in questa sede, potrebbe essere un segnale premonitore che la Bce passer\u00e0 gi\u00e0 in giugno da un \u2018easing bias\u2019 a un \u2018neutral bias\u2019. Accompagnando questo provvedimento poi con un innalzamento dei tassi di interesse per le banche che depositano i titoli presso la Bce da uno 0,40 per cento a uno 0,25 per cento\u201d.<\/p>\n<p>Di tutt\u2019altro tenore invece il commento del quotidiano <em>Die Welt<\/em> uscito gi\u00e0 ieri. L\u2019articolo iniziava parlando della passione della Bce per gli anniversari. Una passione cos\u00ec forte \u201cda non tralasciare nemmeno la giornata delle donne\u201d. Meno sollecita si mostra la BCE invece, quando si tratta di festeggiare i propri anniversari. Come quello del 9 marzo. \u201cProprio questo gioved\u00ec compie due anni il programma d\u2019acquisto di titoli di stato che ha preso il via il 9 marzo del 2015. Quel giorno la BCE dava inizio ai suoi acquisti bilionari, i quali hanno raggiunto nel frattempo un volume di 1,7 bilioni di euro. Un programma sempre pi\u00f9 criticato per\u00f2, visto che risultano risultano vieppi\u00f9 evidenti anche i rischi che lo accompagnano. Proprio per via di questi acquisti la Deutsche Bank, per esempio, ha dovuto comunicare recentemente una drastica riduzione degli utili. L\u2019anniversario casca quest\u2019anno proprio il giorno nel quale i custodi della moneta unica si riuniscono e comunicano le loro decisioni. Ovvio che Draghi voglia a maggior ragione difendere la propria strategia\u201d. Una strategia che rischia di diventare sempre pi\u00f9 politica (e meno economica) come dice alla <em>Welt<\/em> <strong>Christian Schulz<\/strong>, uno degli economisti della americana Citi Bank. Perch\u00e9 Draghi, osserva il quotidiano, non \u00e8 solo sotto stretta osservazione da parte dei mercati finanziari. La sua decisione arriva a ridosso della visita di <strong>Angela Merkel<\/strong> negli Stati Uniti, e l\u00ec potr\u00e0 alimentare il gi\u00e0 esistente confronto politico. Come si ricorda, l\u2019America, o meglio, <strong>Donald Trump<\/strong> in persona, ha accusato la Germania di tenere artificiosamente basso il valore di cambio per spingere le proprie esportazioni. \u201cUn\u2019accusa che tra le righe si rivolge anche alla BCE e alla sua politica monetaria troppo elastica\u201d \u00e8 dell\u2019avviso la <em>Welt<\/em>.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 il commento del quotidiano di Monaco <em>S\u00fcddeutsche Zeitung<\/em> che, invece, invita a \u201cstare rilassati\u201d. \u201cPerch\u00e9 la Bce non pu\u00f2 che tenere la barra al centro. E l\u2019irritazione del risparmiatore tedesco \u00e8 il prezzo che la Germania deve pagare per essere membro dell\u2019eurozona\u201d. Ai politici tedeschi la SDZ raccomanda di non agitarsi troppo, di non promettere troppo riguardo alla politica della BCE, soprattutto in questo anno di elezioni. \u201cNon possono chiedere alla BCE di adattare la politica monetaria europea alle esigenze del risparmiatore tedesco. Non possono perch\u00e9 la BCE \u00e8 indipendente. Se Draghi dovesse cedere alle insistenze tedesche, ci sarebbero altri stati che protesterebbero. E a ragione. Sarebbe la fine della BCE\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/03\/10\/591409\/\">http:\/\/formiche.net\/2017\/03\/10\/591409\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Andrea Affaticati) Erano soprattutto gli economisti e i manager degli istituti di credito tedeschi a sperare che il presidente della Bce Mario Draghi annunciasse la decisione che loro auspicano da tempo. Cio\u00e8 invertire il corso, mettere la parola fine a quello ai loro occhi \u00e8 da sempre una \u201cpolitica monetaria troppo accomodante\u201d, o meglio, traducendo pi\u00f9 liberamente, si potrebbe dire anche definire \u201callegra\u201d, secondo loro. 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