{"id":29206,"date":"2017-03-12T15:31:50","date_gmt":"2017-03-12T14:31:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29206"},"modified":"2017-03-12T15:31:50","modified_gmt":"2017-03-12T14:31:50","slug":"fsi-incontra-il-gruppo-studentesco-rethinking-economics-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29206","title":{"rendered":"FSI  incontra il gruppo studentesco Rethinking Economics a Bologna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Gioved\u00ec 2 marzo 2017 ho partecipato al seminario organizzato dal collettivo universitario \u201cRethinking Economics Bologna\u201d , presso la locale Facolt\u00e0 di Economia, dal titolo \u201cLe politiche di bilancio e monetarie dell\u2019Unione Europea dalla nascita ad oggi\u201d. Il principale e unico relatore \u00e8 stato il prof. Massimo Pivetti, che il FSI conosce bene per aver avuto il piacere di averlo come relatore ad un suo recente seminario sovranista. L\u2019interlocutore, e \u201cavversario\u201d nel dibattito, prof. Luigi Marattin (consigliere economico di Renzi), si \u00e8 assentato all\u2019ultimo per ragioni di salute. L\u2019occasione \u00e8 stata dunque utile per seguire una lezione di macroeconomia del prof. Pivetti, che si \u00e8 in particolare soffermato su alcune implicazioni perverse del controllo del rapporto Debito\/Pil imposto dall\u2019UE, facendo notare come il tutto faccia parte di un disegno pi\u00f9 ampio e di lungo periodo avente come obiettivo quello di \u201cspezzare la schiena ai lavoratori in Europa\u201d (citando le parole di Pivetti). Un altro punto che ho trovato molto interessante \u00e8 stato il riferimento al fatto che le teorie (e le politiche) economiche alternative, pur se esistenti nelle \u201cteste\u201d di chi le studia e le sviluppa, non possono manifestarsi a livello accademico se non sostenute, all\u2019esterno delle Universit\u00e0, da adeguati rapporti di forza: \u00e8 proprio quello che \u00e8 successo negli ultimi anni: se la sinistra (vera) scompare nella societ\u00e0 civile, nei luoghi di lavoro, nella politica, non ci si pu\u00f2 stupire se le teorie e le politiche economiche che sostengono la sua azione scompaiono dagli insegnamenti universitari (dato il prevalere, anche in questa sfera sociale, di quegli interessi contrari alla diffusione di certe idee \u201cscomode\u201d presso le future leve della professione economica). Il seminario \u00e8 durato un paio d\u2019ore e, al termine, avrei voluto salutare il professore e lasciargli il nuovo volantino FSI, ma per ragioni di tempo (doveva prendere il treno) \u00e8 mancata l\u2019occasione. Ho colto per\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 per fare la conoscenza di alcuni ragazzi del collettivo di Rethinking e per presentargli sinteticamente il nostro progetto politico ed economico. Rethinking Economics ha come scopo di promuovere un insegnamento realmente pluralista in fatto di teoria economica all\u2019interno delle Universit\u00e0, dove nella grandissima parte dei casi gli approcci eterodossi alla scienza economica vengono insegnati (SE vengono insegnati) da pochi docenti, considerati quasi \u201ceretici\u201d nel contesto dell\u2019economia mainstream (che, di fatto, promuove il liberismo dentro e fuori i confini nazionali, lo Stato minimo, l\u2019indipendenza delle banche centrali dalla politica, e, in Europa, le \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d dell\u2019integrazione economica). Data la vicinanza delle analisi e delle proposte degli economisti eterodossi ai punti di vista del FSI un incontro con questi ragazzi era opportuno, e ho notato, parlando con un paio di loro, la grande curiosit\u00e0 per il nostro progetto. Sono stato invitato a partecipare ad altri loro incontri, e mi \u00e8 stato detto che ci sono senz\u2019altro punti di contatto tra le nostre idee e le loro (per quanto il loro approccio, in quanto collettivo, non sia politico ma accademico, e dunque volto essenzialmente all\u2019approfondimento di punti di vista differenti, nella convinzione, a mio avviso sacrosanta, che un economista debba avere un approccio il pi\u00f9 possibile critico e dunque aperto a tutte le possibili contaminazioni del suo pensiero rispetto al funzionamento della societ\u00e0). Il prossimo passo \u00e8 continuare a conoscerli (e farci conoscere) e avviare un dialogo che per\u00f2, data la loro simpatia per autori come Brancaccio, Pivetti e Cesaratto, giudico promettente. Come si dice: \u201cse son rose fioriranno\u201d. Nel frattempo fa piacere incontrare giovani economisti che non si accontentano della versione stardard degli insegnamenti economici attuali e cercano di andare pi\u00f9 a fondo, finendo inevitabilmente per toccare temi politici scottanti come la critica economica dell\u2019UE e dell\u2019Euro, temi che una decina di anni fa nella stessa facolt\u00e0 erano ritenuti quasi dei tab\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Antonio Gisoldi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 2 marzo 2017 ho partecipato al seminario organizzato dal collettivo universitario \u201cRethinking Economics Bologna\u201d , presso la locale Facolt\u00e0 di Economia, dal titolo \u201cLe politiche di bilancio e monetarie dell\u2019Unione Europea dalla nascita ad oggi\u201d. Il principale e unico relatore \u00e8 stato il prof. Massimo Pivetti, che il FSI conosce bene per aver avuto il piacere di averlo come relatore ad un suo recente seminario sovranista. 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