{"id":29247,"date":"2017-03-13T11:08:06","date_gmt":"2017-03-13T10:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29247"},"modified":"2017-03-12T23:30:46","modified_gmt":"2017-03-12T22:30:46","slug":"la-politica-e-segretezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29247","title":{"rendered":"La politica \u00e8 segretezza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo)<\/strong><\/p>\n<p>Il mito della trasparenza in politica \u00e8 una sciocchezza. Ad una simile stupidaggine possono credere solo i militonti grillini o anche quelli di altri partiti i quali, con la partecipazione e l\u2019impegno, si costruiscono una falsa coscienza civile che \u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia della loro ignoranza delle dinamiche sociali.<\/p>\n<p>I capi no, loro non prestano fede a queste storielle bench\u00e9 le lascino proliferare tra il popolino bue. I dirigenti, pentastellati o meno, sanno benissimo che meno si conosce di quel che realmente pensano e, soprattutto, di quel che fanno e meglio \u00e8. Alle moltitudini si danno in pasto le narrazioni sulla pulizia morale dell\u2019organizzazione, tutta dedita al bene comune e al cambiamento etico, quelle sull\u2019onest\u00e0-ta-ta dei suoi ispiratori votati al sacrificio disinteressato per il prossimo, quelle sulla chiarezza di iniziative di pubblico interesse mentre dietro le quinte si tessono continuamente le trame volte a preservare ed estendere il comando e a conquistare sempre pi\u00f9 cadreghe nei posti chiave dello Stato o di partecipate dallo stesso.<\/p>\n<p>E\u2019 normale che nel mercimonio completo della politica italiana qualcuno fotte meno di qualche altro, per pudore o per noviziato, ma ci\u00f2 non muta la sostanza del ragionamento. Tuttavia, non bisogna pensare che agire copertamente significa sempre imbrogliare la comunit\u00e0, come accade nella nostra epoca degenerata dominata da furfanti di professione e da imbonitori per inclinazione.<\/p>\n<p>Quando, per esempio, si perseguono obiettivi di preservazione della sovranit\u00e0 nazionale, di limitazione dell\u2019influenza straniera sul proprio territorio, di rilancio delle attivit\u00e0 strategiche del Paese, tanto in ambito internazionale che interno, la prospettiva, ovviamente, cambia. Questo non significa che i drappelli che inseguono tali scopi \u201csuperiori\u201d siano amici del popolo. Il popolo (nella sua suddivisione in segmenti e strati sociali differenziati) \u00e8 sempre uno strumento nella mani di questi settori che confliggono con altri per affermarsi e imporre la propria interpretazione del mondo. Sicuramente, formazioni con siffatti intendimenti vanno appoggiate nella loro lotta contro quelle che, invece, nel perseguire i loro interessi danneggiano la nazione o la svendono a potentati esteri.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che la gran massa non potr\u00e0 mai cogliere queste situazioni fino in fondo (e, certo, non intendiamo cadere nell\u2019eccesso opposto sostenendo che la politica \u00e8 solo azione dietro il sipario perch\u00e8 anche quella fatta alla luce del sole ha una sua valenza non sopprimibile) ma alla retorica e alla demagogia si deve porre un limite, in primo luogo quando \u00e8 palese che i moralizzatori all\u2019opposizione fanno il medesimo gioco dei sicofanti che governano, magari appoggiandosi ad elementi di contatto stranieri poco diversi da quelli che sostengono le \u00e9lite ora predominanti (o sub-dominanti, se guardate da una angolazione globale), a causa delle quali l\u2019Italia \u00e8 divenuta un bordello. Sul medesimo piano mistificatorio si devono porre alcuni sedicenti rivoluzionari, i quali distraggono la pubblica opinione con teorie e slogan di facile appeal, come quelli contro la finanza predona, che hanno il compito compito di mascherare determinati rapporti di forza politici (non esistono congreghe finanziarie, occulte o no, che non si appoggino agli Stati per penetrare i mercati e le nazioni) al fine di dirottare la rabbia di massa verso elementi secondari o non centrali dei meccanismi sistemici.<\/p>\n<p>Fortunatamente ci sono analisti seri che tirano fuori l\u2019argomento. Come Germano Dottori su Limes, il quale (affrontando lo spinoso il tema del complotto) scrive che, nell\u2019azione politica \u201c\u2026per ottenere un risultato favorevole in un ambiente competitivo nel quale operino dei rivali aventi interessi opposti a quelli perseguiti occorrono infatti alleanze, segretezza e stratagemmi. Il concorrente va ingannato, confuso, isolato e destabilizzato, in modo tale da pregiudicarne le possibili contromosse e indurlo a cedere. \u00c8 la logica non lineare della decisione in campo conflittuale a rendere necessaria la cospirazione, perch\u00e9 il corso d\u2019azione pi\u00f9 semplice \u00e8 anche quello pi\u00f9 immediatamente intelligibile da tutti, inclusi gli avversari che si vogliono sconfiggere. Capita allora il paradosso sul quale poggia tutto l\u2019edificio della strategia: non \u00e8 la retta il percorso migliore tra un attore politico e la soddisfazione del suo interesse, ma una fra le possibili traiettorie alternative pi\u00f9 accidentali e meno prevedibili.\u00a0 Non sono in questione il carattere moralmente positivo o negativo di un traguardo o di una linea operativa. Quello che conta \u00e8 la modalit\u00e0 attraverso la quale i soggetti politici cercano di raggiungere i loro obiettivi laddove questi competano con quelli di altri attori. Solo una parte della lotta politica si svolge alla luce del giorno anche nelle democrazie pi\u00f9 avanzate, come quella americana o la nostra. Dobbiamo probabilmente a Niccol\u00f2 Machiavelli la valutazione pi\u00f9 corretta del peso relativo dispiegato sui processi politici dalle astuzie cospiratorie e dai vari fattori materiali concorrenti: nel Principe, testo che paradossalmente proprio gli italiani conoscono meno, probabilmente perch\u00e9 concentrati sullo stile della sua prosa, il segretario forentino \u00e8 al riguardo chiarissimo. Cesare Borgia, detto \u201cil Valentino\u201d, che pure incarna l\u2019ideale dell\u2019abile cospiratore ambizioso, fantasioso e privo di scrupoli, alla fine viene sconfitto e manca l\u2019obiettivo di dare solidit\u00e0 al suo Stato perch\u00e9 neanche la sua capacit\u00e0 di manovra pu\u00f2 ovviare alla precariet\u00e0 della propria posizione geo politica, legata alla sopravvivenza momentanea di un papa consanguineo e condizionata dall\u2019insufficienza delle forze. Machiavelli lo spiega ancora pi\u00f9 efficacemente quando descrive le cause della nostra crisi di fine Quattrocento nel suo Dell\u2019arte della guerra, criticando i limiti di una classe dirigente impegnata a ottenere vantaggi marginali nell\u2019incessante competizione tra i principati italiani attraverso la furbizia diplomatica o il sapiente utilizzo politico delle costosissime truppe mercenarie, mentre incombeva sulla nostra penisola la minaccia degli eserciti delle nuove grandi potenze europee, che l\u2019avrebbero dominata per pi\u00f9 di tre secoli . \u00c8 da qui, dunque, che si deve partire per valutare il ruolo svolto dalla cospirazione nella vicenda politica a fronte delle altre determinanti del successo o del fallimento. Il complotto non pu\u00f2 spiegare sempre e comunque l\u2019esito di un confronto, come giustamente viene rimproverato a coloro che ne fanno la chiave di lettura esclusiva delle dinamiche politiche, ma ipotizzarne l\u2019esistenza e decifrarlo aiuta a comprendere le intenzioni delle parti coinvolte nella lotta e ricostruirne l\u2019apporto a un dato risultato\u201d.<\/p>\n<p>Il nostro Gianfranco La Grassa \u00e8 stato altrettanto esplicito al riguardo nel suo scritto: \u201c<strong><em>Stato, Interesse Nazionale. Perch\u00e9 scegliamo in questa fase l\u2019Autonomia Nazionale\u201d. <\/em><\/strong>Afferma l\u2019economista veneto, sottolineando le sottomissioni straniere che bloccano e danneggiano il Belpaese,\u00a0 che: \u201cI conflitti pi\u00f9 acuti e pi\u00f9 significativi sono quelli tra Stati. Di conseguenza, diventa in un certo senso scopo preminente seguire gli eventi di quella che \u00e8 la politica internazionale, l\u2019interrelazione tra i diversi Stati, lo stabilirsi di determinati rapporti di forza tra essi, il loro eventuale modificarsi i cui effetti ricadono immediatamente anche sull\u2019andamento dei sistemi economici. Tuttavia, abbiamo gi\u00e0 ricordato come gli Stati siano un insieme organico di svariati apparati, di cui alcuni sono quelli adibiti all\u2019effettivo uso del potere (mentre altri hanno un carattere pi\u00f9 propriamente amministrativo, diciamo cos\u00ec). E\u2019 allora rilevante la comprensione dei contrasti in atto tra quei gruppi d\u2019\u00e9lite che si battono per il controllo e l\u2019uso di tali apparati. Poich\u00e9 questo \u201cbattersi\u201d \u00e8 appunto la politica, \u00e8 un intreccio tra differenti strategie svolte per conquistare la supremazia, i gruppi d\u2019\u00e9lite (se tali sono effettivamente) debbono essere strettamente correlati con dati nuclei in cui si elaborano le strategie. E poich\u00e9 le mosse della politica mirano al successo nell\u2019ambito di uno scontro tra le varie \u00e9lites, la segretezza \u00e8 d\u2019obbligo; e ogni venir meno della stessa o \u00e8 una di queste mosse o \u00e8 lo sgretolamento della \u201ccopertura\u201d (lo sbucciarsi della \u201ccorteccia\u201d) dovuto ad un acuirsi del combattimento tra due o pi\u00f9 \u201cattori\u201d. Del resto ho gi\u00e0 ricordato un fatto ben noto a chiunque segua minimamente le vicende politiche. Non esistono \u00e9lites dirigenti dei gruppi sociali nei diversi paesi, che non siano variamente interrelate tra loro in senso economico, politico, culturale. E certamente nel nostro paese, e pi\u00f9 generalmente in tutti i paesi europei, in misura maggiore o minore queste \u00e9lites sono strettamente collegate con quelle statunitensi, ponendosi nei loro confronti in una situazione di maggiore o minore subordinazione. In questo senso, gli Stati Uniti sono ancor oggi il centro di un ampio sistema mondiale di paesi; in particolare, hanno la guida, per quanto a volte appena mascherata, dell\u2019intera UE che, come gi\u00e0 detto, \u00e8 in definitiva un\u2019organizzazione parallela a quella della Nato. E\u2019 impossibile seguire le vicende politiche interne di un qualsiasi paese europeo senza tener conto dei rapporti di subordinazione rispetto al paese predominante. Questo \u00e8 particolarmente valido per l\u2019Italia, paese la cui subordinazione \u00e8 di alto livello e va crescendo. E continuer\u00e0 a crescere per quanto diremo subito appresso\u201d.<\/p>\n<p>Se i nostri politici infarciscono i loro comizi, televisivi o sulla rete, esclusivamente di chiacchiere moralistiche e pseudodemocratiche, salvo poi mostrarsi pi\u00f9 sporchi e farabutti dei predecessori o di chi momentaneamente li sopravanza sulla scena politica, il motivo \u00e8 la loro scarsa visione dei processi epocali o la loro sudditanza ai poteri forestieri di cui parla La Grassa. Diffidate di chiunque pronunci parole come democrazia, diritti, cultura, solidariet\u00e0, ambiente, ecc. ecc. unicamente per coprire vuoti strategici.\u00a0 Parlano d\u2019altro per non affrontare i veri problemi dell\u2019Italia, soprattutto la sua subordinazione agli Usa e all\u2019Ue.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/la-politica-e-segretezza\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/la-politica-e-segretezza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo) Il mito della trasparenza in politica \u00e8 una sciocchezza. Ad una simile stupidaggine possono credere solo i militonti grillini o anche quelli di altri partiti i quali, con la partecipazione e l\u2019impegno, si costruiscono una falsa coscienza civile che \u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia della loro ignoranza delle dinamiche sociali. 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