{"id":29282,"date":"2017-03-15T09:46:35","date_gmt":"2017-03-15T08:46:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29282"},"modified":"2017-03-14T23:29:43","modified_gmt":"2017-03-14T22:29:43","slug":"la-tecnologia-dei-droni-in-mano-ai-jihadisti-spaventa-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29282","title":{"rendered":"La tecnologia dei droni in mano ai jihadisti spaventa gli USA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Da anni la tecnologia militare si affida ai velivoli senza pilota per spionaggio e incursioni in territori ostili, comprese le azioni di guerra. Oggi anche i terroristi si stanno adeguando<\/em><\/p>\n<p>Durante la conferenza di met\u00e0 febbraio organizzata a Washington D.C. dalla NDIA, la National Defense Industrial Association americana, \u00e8 emersa con allarmante chiarezza la preoccupazione da parte della comunit\u00e0 d\u2019intelligence e delle forze armate nazionali in relazione all\u2019uso spregiudicato dei droni da parte di milizie irregolari, in particolar modo jihadiste, nei teatri di guerra quali Siria, Iraq e Yemen.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 sempre pi\u00f9 sentito, dal momento che la nuova dottrina Trump prevede un sensibile incremento delle operazioni di terra con impiego di soldati \u201cboots on the ground\u201d nei teatri guerra per avere ragione di terroristi e organizzazioni anti-sistema, che perci\u00f2 sono esposti alle incursioni dei veicoli senza pilota, di difficile intercettazione.<\/p>\n<p>Dopo che questo strumento per anni \u00e8 stato a uso esclusivo delle forze militari statunitensi \u2013 sono note le \u201ckilling machines\u201d dell\u2019amministrazione Obama \u2013 oggi sono sempre pi\u00f9 paesi a produrre droni in grado di offrire performance impressionanti, e molte milizie indipendenti sono ormai capaci di armare questi aerei senza pilota dopo alcune modifiche sui modelli, violandone anche i sistemi software. La preparazione dei piloti da terra, sinora, aveva costituito un freno alla proliferazione dell\u2019utilizzo dei droni, ma con il tempo la tecnica \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9 disponibile e gli istruttori meno rari d\u2019un tempo. Scuole e istruttori ad hoc si stanno diffondendo un po\u2019 ovunque, specie in Medio Oriente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/RTX2WFRB.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-67035 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/RTX2WFRB.jpg\" alt=\"Drones fly above smog blanketed Zenica\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(droni non professionali)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A preoccupare le istituzioni della difesa americane, pi\u00f9 che il livello tecnologico raggiunto oggi dagli UAV (Unmanned Aerial Vehicle), \u00e8 soprattutto il loro improvviso incremento in situazioni di battaglia: impiegati massicciamente da parte dello Stato Islamico ma anche da altre forze paramilitari, \u00e8 stato dimostrato che i droni \u201cfai-da-te\u201d possono essere armi letali e difficilmente arginabili. Oltre a fornire informazioni utili dal cielo.<\/p>\n<p>Tutto questo offre la possibilit\u00e0 alle forze paramilitari che dispongono solo della fanteria di raggiungere zone sinora inaccessibili senza essere intercettati. Lo Stato Islamico, ad esempio, tenta oggi di sopperire la mancanza di aerei, elicotteri e spesso artiglieria pesante proprio con simili mezzi. La reperibilit\u00e0 dell\u2019oggetto, il costo relativamente basso e la facilit\u00e0 di manovra ha messo cos\u00ec a disposizione del mercato globale un\u2019arma micidiale che, se non contenuta per tempo, rischia di provocare seri danni in ogni contesto nel quale si usano tecniche di guerra ibride.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 apre dunque a una serie d\u2019interrogativi. Alcuni tra i principali esperti di sicurezza e del controterrorismo statunitense si domandano come sia possibile frenare la disponibilit\u00e0 di una tecnologia sempre pi\u00f9 economica e facile da gestire che pu\u00f2 portare a conseguenze imprevedibili. La comunit\u00e0 di addetti ai lavori per adesso \u00e8 divisa. Secondo molti, dovrebbe essere l\u2019industria della difesa a trovare le risposte adeguate alle sfide che i droni si portano dietro: missili anti-drone, recettori, spie e rilevatori di movimento potrebbero essere una risposta in tal senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/RTX2SBUA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-67037 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/RTX2SBUA.jpg\" alt=\"A Russian soldier launches a drone during a joint Serbian-Russian military training exercise &quot;Slavic Brotherhood&quot; in the town of Kovin\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(modello di UAV delle froze NATO)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I casi pi\u00f9 eclatanti di uso di droni<\/strong><\/p>\n<p>Per il momento, per\u00f2, non vi sono ancora contromisure indicate n\u00e9 un protocollo per far fronte alla minaccia. Alcuni recenti eventi \u2013 come le bombe sganciate dai droni e piovute sopra i tank della coalizione internazionale a Mosul documentate nei video dello Stato Islamico (realizzati dai droni stessi), o come l\u2019esplosione di una barca senza equipaggio fatta detonare contro una fregata saudita nelle acque dello Yemen lo scorso 30 gennaio, che ha causato 5 morti e numerosi feriti \u2013 dimostrano che l\u2019impiego di droni d\u00e0 risultati che, nel tempo, potrebbero portare i jihadisti a sostituire le azioni kamikaze con innumerevoli missioni via drone.<\/p>\n<p>La corsa all\u2019uso degli UAV coinvolge tutte quelle formazioni militari o paramilitari che necessitano di colmare il gap tecnologico con forze nettamente superiori: non solo lo Stato Islamico, anche i ribelli Houthi dello Yemen e, soprattutto, i terroristi libanesi di Hezbollah sono sempre pi\u00f9 interessati alla faccenda. Gi\u00e0 oggi, l\u2019Iran offre loro supporto e assistenza, in particolare da quando Teheran ha potuto studiare da vicino un <em>predator<\/em> americano (il primo drone da ricognizione e attacco in dotazione alle forze armate americane), dopo che un esemplare \u00e8 precipitato in territorio iraniano nel 2011.<\/p>\n<p>Anche i cinesi sono coinvolti nel business militare del momento. Ed \u00e8 chiaro che la situazione si va facendo allarmante, se \u00e8 vero com\u2019\u00e8 vero che le politiche di Washington volte a limitare la diffusione della tecnologia dei droni si sono rivelate un insuccesso totale, tale per cui oggi questo mezzo \u00e8 uno strumento sempre pi\u00f9 diffuso e utilizzato, che potenzialmente ha le caratteristiche per annullare alcuni dei vantaggi di chi opera in un contesto di guerra con mezzi corazzati e corpi speciali contro guerriglieri scarsamente dotati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Predator-USA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-62492 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Predator-USA.jpg\" alt=\"Predator_USA\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/a><em>(drone Predator, la \u201ckilling machine\u201d di Obama)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I celebri <em>predator<\/em>, intanto, hanno fatto il loro tempo ed \u00e8 stato appena annunciato che verranno ritirati dal mercato, in considerazione del fatto che sono ormai obsoleti: impiegati a partire dal 2002 in Afghanistan, dopo quindici anni e 563 strike (soprattutto tra Pakistan, Somalia e Yemen) secondo il Pentagono \u00e8 giunto il tempo del loro pensionamento.<\/p>\n<p>Questo dar\u00e0 ora la possibilit\u00e0 agli analisti militari di rivedere forse per la prima volta criticamente la storia di un\u2019arma ibrida, che ha offerto la possibilit\u00e0 di portare avanti una guerra a basso costo, senza sacrificare soldati, ma dai risultati scarsi in termini di vite salvate e contenimento della minaccia alla pace. Considerato anche il fatto che il numero di vittime civili dei <em>predator<\/em> USA \u00e8 stato stimato dal <em>Bureau of Investigative Journalism<\/em> tra 384 e 807. Chiss\u00e0 quante vittime faranno i terroristi se non si trover\u00e0 un modo per impedire che siano i non-militari a fare un uso indiscriminato delle \u201ckilling machines\u201d e al di fuori di qualsiasi regola d\u2019ingaggio.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/la-tecnologia-dei-droni-in-mani-ai-jihadisti-spaventa-gli-usa\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/la-tecnologia-dei-droni-in-mani-ai-jihadisti-spaventa-gli-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Da anni la tecnologia militare si affida ai velivoli senza pilota per spionaggio e incursioni in territori ostili, comprese le azioni di guerra. 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