{"id":29291,"date":"2017-03-15T12:30:17","date_gmt":"2017-03-15T11:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29291"},"modified":"2017-03-15T10:52:28","modified_gmt":"2017-03-15T09:52:28","slug":"arriva-la-flat-tax-carezze-ai-paperoni-e-schiaffi-ai-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29291","title":{"rendered":"Arriva la flat tax: carezze ai Paperoni e schiaffi ai lavoratori"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MICROMEGA (Alessandro Somma)<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso il fisco lo Stato redistribuisce la ricchezza secondo un principio di giustizia e di solidariet\u00e0: chi ha pi\u00f9 forza economica versa pi\u00f9 soldi di chi ne ha meno. \u00c8 quanto prevede la Costituzione italiana, stabilendo che \u201ctutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit\u00e0 contributiva\u201d, e soprattutto che \u201cil sistema tributario \u00e8 improntato a criteri di progressivit\u00e0\u201d (art. 53). In tal modo pi\u00f9 si \u00e8 facoltosi, e pi\u00f9 \u00e8 elevata la percentuale di reddito che deve essere versata allo Stato, che la utilizzer\u00e0 per fornire i beni necessari a soddisfare i diritti fondamentali di chi non pu\u00f2 ottenerli a prezzi di mercato: dalla sanit\u00e0 all\u2019istruzione, passando per le pensioni, la casa e la mobilit\u00e0. Si attua cos\u00ec il principio di parit\u00e0 sostanziale richiamato anch\u2019esso dalla Costituzione italiana, per cui lo Stato deve assicurare l\u2019uguaglianza dei cittadini rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona (art. 3).<\/p>\n<p>Opposto \u00e8 lo schema voluto dalle destre, che rifiutano la progressivit\u00e0 del sistema tributario e reclamano la flat tax: la tassa piatta, con aliquota fissa, che non cresce con l\u2019aumentare del reddito. \u00c8 lo schema utilizzato nella Russia di Putin, in alcuni Stati un tempo appartenuti al blocco sovietico e poi divenuti campioni di liberismo, e ovviamente nei paradisi fiscali. Lo schema che in Italia \u00e8 stato sponsorizzato da Berlusconi negli anni Novanta, e pi\u00f9 recentemente dalla Lega.<\/p>\n<p>Per ora non se ne \u00e8 fatto nulla, almeno per le imposte sui redditi delle famiglie (giacch\u00e9 l\u2019Ires, l\u2019imposta sul reddito delle societ\u00e0, ha un\u2019aliquota fissa, ora al 24%). A meno che non si sia ricchi, stranieri (o italiani residenti all\u2019estero da oltre nove anni) e intenzionati a fissare la propria residenza in Italia: in questo caso i redditi prodotti all\u2019estero subiscono una tassazione forfettaria di 100mila euro. \u00c8 quanto ha previsto l\u2019ultima Legge di stabilit\u00e0, e attuato un provvedimento dell\u2019Agenzia delle entrate dell\u20198 marzo. Il tutto per attirare i Paperoni nel Belpaese, consentire loro di arricchirsi pagando da noi tasse irrisorie (rispetto alla loro forza economica), di eludere le leggi fiscali del Paese in cui detengono il loro patrimonio, e magari anche di ripulire somme di dubbia provenienza.<\/p>\n<p>Ammettiamo anche che alcune centinaia di Paperoni si facciano convincere, e che dunque lo Stato incassi qualche decina di milioni di euro. Vale la pena incassare questi soldi, una misera mancia rispetto alle dimensioni del bilancio statale, se il prezzo da pagare \u00e8 la cancellazione del principio di equit\u00e0 sociale che regge il nostro sistema tributario, e quindi di un elemento fondamentale del patto di cittadinanza? Possiamo invocare l\u2019utilit\u00e0 di una misura (peraltro minima e tutta da dimostrare), trascurando che produce ingiustizie insopportabili, indicative delle gigantesche contraddizioni in cui viviamo?<\/p>\n<p>L\u2019Istat ci dice che in Italia quasi l\u20198% delle persone versano in condizioni di povert\u00e0 assoluta, ovvero conoscono la fame: una cifra quasi raddoppiata rispetta a dici anni prima, spaventosa per l\u2019ottavo Paese pi\u00f9 ricco del mondo. Dove a essere colpiti sono soprattutto i giovani, disoccupati nel 40% dei casi: motivo per cui sono costretti a vivere in famiglia (accade a 7 milioni di loro), o a emigrare in cerca di lavoro (circa 100 mila l\u2019anno scorso, oltre la met\u00e0 dei cittadini iscritti all\u2019Anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero). Il tutto mentre aumenta l\u2019esercito dei working poor: persone che lavorano, retribuite per\u00f2 con salari talmente bassi da non consentire loro di vivere al di sopra della soglia di povert\u00e0. Persone per le quali non vale un altro elemento fondamentale del patto di cittadinanza: quello, richiamato dalla Costituzione, per cui tutti sono tenuti a svolgere \u201cun\u2019attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ\u00e0\u201d (art. 4), potendo per\u00f2 ricavare da essa i mezzi per condurre \u201cun\u2019esistenza libera e dignitosa\u201d (art. 36).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante nessuno mette in discussione le ricette che hanno condotto a alla macelleria sociale che ha oramai invaso le nostre esistenze: si continua a tagliare la spesa sociale, proprio mentre se ne ha pi\u00f9 bisogno, e ad abbassare le tasse alle imprese, e ora ai ricchi, nella speranza che in questo modo si possano attirare investitori esteri. E nel contempo si precarizza il lavoro, cancellando diritti e aprendo cos\u00ec la strada verso ulteriori compressioni del salario.<\/p>\n<p>\u00c8 questa l\u2019essenza del confitto, oramai sempre pi\u00f9 drammatico, tra lavoratori inchiodati alla dimensione territoriale e imprese sempre pi\u00f9 sradicate da quella dimensione: sempre pi\u00f9 ridotte a impalpabili flussi dell\u2019economia finanziaria. Un conflitto alimentato dagli Stati, capaci solo di assecondare il dilagare di questi flussi, di incoraggiarli attraverso una corsa al ribasso tra chi offre le migliori condizioni per le imprese, e di riflesso le peggiori per i lavoratori. Imprese oramai capaci di scrivere le regole del gioco, e lavoratori tutt\u2019al pi\u00f9 destinatari di elemosine elettorali.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/arriva-la-flat-tax-carezze-ai-paperoni-e-schiaffi-ai-lavoratori\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/arriva-la-flat-tax-carezze-ai-paperoni-e-schiaffi-ai-lavoratori\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Alessandro Somma) Attraverso il fisco lo Stato redistribuisce la ricchezza secondo un principio di giustizia e di solidariet\u00e0: chi ha pi\u00f9 forza economica versa pi\u00f9 soldi di chi ne ha meno. \u00c8 quanto prevede la Costituzione italiana, stabilendo che \u201ctutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit\u00e0 contributiva\u201d, e soprattutto che \u201cil sistema tributario \u00e8 improntato a criteri di progressivit\u00e0\u201d (art. 53). 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