{"id":29350,"date":"2017-03-18T09:00:34","date_gmt":"2017-03-18T08:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29350"},"modified":"2017-03-17T17:26:16","modified_gmt":"2017-03-17T16:26:16","slug":"sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29350","title":{"rendered":"Sole 24 Ore: una crisi che travalica l\u2019editoria"},"content":{"rendered":"<div>di <strong>MEGACHIP (<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/\" target=\"_blank\">Federico Dezzani<\/a>)<\/strong><\/div>\n<p><em>Il Sole 24 Ore si dibatte in una crisi che ne mette in forse la continuit\u00e0 aziendale: alla drammatica situazione economica e finanziaria si \u00e8 sommato il durissimo colpo in termini di credibilit\u00e0 inflitto dal direttore Roberto Napoletano e dai vertici aziendali, indagati per falso in bilancio. \u00c8 uno scandalo che travalica l\u2019editoria: a uscirne a pezzi \u00e8 anche Confindustria, che per decenni \u00e8 stata la terza colonna portante del Paese, a fianco di governi e sindacati. La triste agonia del Sole 24 Ore rispecchia\u00a0il fallimento di un\u2019intera classe dirigente che, legando le sue fortune all\u2019Unione Europea, ha portato sull\u2019orlo del baratro l\u2019intero Paese ed \u00e8 oggi disposta a tutto, pur di fuggire dalle sue responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<h2>Il fallimento di un quotidiano, il fallimento di un establishment<\/h2>\n<p>Gli osservatori pi\u00f9 acuti sono capaci di cogliere <b>le correlazioni tra avvenimenti <\/b>apparentemente slegati gli uni dagli altri, riconducendoli ad <b>un unico fenomeno<\/b>: il collasso dell\u2019industria bancaria, l\u2019implosione del Partito Democratico, l\u2019eclissi dei sindacati e persino la triste agonia in cui si sta dibattendo il Sole 24 Ore non sono episodi isolati ed accidentali, <b>bens\u00ec collegati <\/b><b>ed in un certo senso inevitabili<\/b><b>,<\/b>\u00a0da ricondurre alla pi\u00f9 ampia dissoluzione\u00a0dell\u2019establishment italiano che, a partire dal 1992, ha indissolubilmente legato le sue fortune <strong>all\u2019euro ed all\u2019Unione Europea.<\/strong><\/p>\n<p><b>Falliscono le banche<\/b> perch\u00e9, sfumato il Tesoro unico europeo e la condivisione del debito pubblico, era solo questione di tempo prima che il processo di svalutazione interna, indispensabile per riequilibrare le bilance commerciali dentro l\u2019eurozona, sovraccaricasse i bilanci degli istituti di credito di sofferenze.<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/congelare-mps-salvare-unicredit-litalia-vive-ormai-alla-giornata\/\"> Avevamo scritto che il dossier MPS, lungi dall\u2019essere risolto, fosse stato soltanto \u201ccongelato\u201d per consentire ad un\u2019altra banca in condizioni critiche, Unicredit, di ricapitalizzarsi<\/a><\/strong>: bene, emerge oggi con chiarezza come la nostra facile profezia fosse corretta, perch\u00e9 tra il governo Gentiloni e le istituzioni europee non \u00e8 stata raggiunta nessuna intesa che dispensi l\u2019Italia dell\u2019applicazione del \u201cbail in\u201d appena introdotto.<\/p>\n<p><b>Implode il Partito Democratico<\/b> perch\u00e9 la missione affidatagli si \u00e8 dimostrata troppo grande per le sue forze: sconfessare il retaggio della sinistra\u00a0per diffondere il\u00a0<b>credo neoliberista implicito nell\u2019euro<\/b>, il famoso <em>\u201cvincolo esterno\u201d<\/em> a lungo invocato dai liberisti nostrani: privatizzazioni, precariet\u00e0, tagli alla sanit\u00e0 pubblica, egemonia del capitale sempre pi\u00f9 apolide sul fattore lavoro. Sotto la duplice guida di Matteo Renzi, nella veste di presidente del Consiglio e di segretario del partito, la sinistra italiana \u00e8 sottoposta a sollecitazioni <strong>cos\u00ec forti da frantumarsi:<\/strong> la vocazione \u201ceuropeista\u201d del PD si dimostra nel medio termine inconciliabile con i precetti \u201csocialisti\u201d. Le fasce pi\u00f9 deboli (giovani, vecchio mondo operaio, Meridione) defluisce verso le forze anti-sistema, provocando prima la disfatta referendaria del 4 dicembre scorso e poi lo sfaldamento del PD stesso.<\/p>\n<p><b>Scompaiono i sindacati <\/b>dal panorama economico e politico perch\u00e9 anch\u2019essi convertitisi al \u201ccredo europeista\u201d e diventati, perci\u00f2, i rappresentati di <strong>fasce ormai in via d\u2019estinzione<\/strong>: lavoratori a tempo indeterminato\u00a0di imprese medio-grandi e impiegati della pubblica amministrazione. Il sostanziale <b>placet della Federazione CGIL, CISL, UIL<\/b> alla politiche di svalutazione interna imposte da Francoforte e Bruxelles,\u00a0aliena ai sindacati l\u2019enorme platea di lavoratori che subiscono\u00a0i costi di queste ricette: quel 40% di giovani costretti alla disoccupazione, quelle centinaia di migliaia di lavoratori costretti ad emigrare, quella massa di persone schiacciate tra precariato ed impieghi saltuari.<\/p>\n<p><strong>Agonizza pateticamente il Sole 24 Ore,<\/strong> perch\u00e9 espressione di <strong>quella Confindustria<\/strong> che storicamente costituisce la terza colonna portante del Paese, a fianco di governo e sindacati. \u00c8 la Confindustria che, sin dalla sua lontana fondazione nel 1910, ha sempre voluto rappresentare il <strong>\u201cgrande capitale\u201d privato<\/strong>\u00a0inserito nei circuiti internazionali, schierato a favore del liberismo <strong>contro lo Stato-padrone<\/strong>. \u00c8 la Confindustria che sotto la presidenza di <strong>Luigi Abete<\/strong> (1992-1996) preme affinch\u00e9 l\u2019Italia entri ad ogni costo \u201cin Europa\u201d, dimenticando che l\u2019industria privata \u00e8 ancillare rispetto a quella pubblica (IRI ed ENI), dimenticando che le imprese nazionali vincono la competizione con quelle tedesche giocando <strong>sulla flessibilit\u00e0 del cambio<\/strong>, dimenticando che<strong> l\u2019austerit\u00e0 imposta dall\u2019Europa<\/strong> sin dal 1992 uccide consumi e posti di lavoro. \u00c8 la Confindustria che, dalla riforma<strong> Biagi al Job Act<\/strong>, plaude al precariato imposto da Bruxelles. \u00c8 la Confindustria che, coll\u2019ormai celebre editoriale di <strong>Roberto Napoletano<\/strong> del 10 novembre 2011,<i> \u201cFATE PRESTO\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/i>, avvalla la manovra tutta extra-parlamentare per insediare <strong>Mario Monti<\/strong> a Palazzo Chigi, precipitando il Paese nella <strong>spirale austerit\u00e0-deflazione-recessione<\/strong>. \u00c8 la Confindustria che nell\u2019autunno 2016 investe tutto il residuo capitale politico schierandos<strong>i a favore della riforma Boschi,<\/strong> caldeggiata dalla Troika e dalla finanza internazionale: <i>\u201cReferendum, Boccia: se vince il No addio investimenti, il Paese si fermerebbe\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Lungi da noi voler giustificare i maneggi del direttore Napoletano: tuttavia il tragico epilogo del quotidiano di Confindustria era<strong> in un certo senso inevitabile<\/strong>. \u00c8 la naturale conseguenza di un male pi\u00f9 profondo ed oscuro<strong>: il fallimento di un\u2019intera classe dirigente<\/strong> che, dopo aver portato il Sole 24 Ore sull\u2019orlo del baratro come ha portato l\u2019intera Italia, \u00e8 disposta a tutto pur di procrastinare l\u2019esito finale e<strong> fuggire dalle sue responsabilit\u00e0.<\/strong> Manipolando i dati societari da un lato e avvallando le letali politiche d\u2019austerit\u00e0 dall\u2019altro; gonfiando i numeri della diffusione del quotidiano e promettendo improbabili crescite del PIL grazie alle \u201criforme strutturali\u201d; ingannando i propri azionisti a tacendo sulle sui danni prodotti dall\u2019euro al tessuto produttivo.<\/p>\n<p>Corre il marzo 2011, quando <b>Roberto Napoletano,<\/b> gi\u00e0 direttore de il Messaggero di Francesco Caltagirone, \u00e8 chiamato alla direzione del blasonato quotidiano rosa. Eredita un situazione non facile, frutto dei due anni di gestione di <b>Gianni Riotta:<\/b> l\u2019ex-direttore, laurea in filosofia ed una solida formazione presso l\u2019establishment atlantico liberal (borsa di studio Fulbright e collaborazioni con The New York Times, The Washington Post, Foreign Policy, etc. etc.), ha infatti avviato una profonda trasformazione del quotidiano di Confindustria, con il placet di <b>Emma Marcegaglia.<\/b> Meno tributi, bilanci e codici e pi\u00f9 politica, in chiave ovviamente liberal. \u00c8 la stessa redazione che, constata la debacle della nuova linea editoriale, sfiducia Riotta, <b>obbligandolo alle dimissioni. <\/b><\/p>\n<p>Il 2011 \u00e8 un anno cruciale anche per l\u2019Italia: sotto i colpi della speculazione, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/golpe-2011-una-ministra-riscaldata-servita-quando-fa-comodo-parte-i\/\">Washington e Londra si preparano a defenestrare Silvio Berlusconi<\/a><\/strong>, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/alle-radici-dellinfamante-seconda-repubblica-il-biennio-1992-1993-parte-ii\/\">saccheggiare i risparmi degli italiani ripetendo lo schema gi\u00e0 collaudato nel 1992 <\/a><\/strong>ed offrire un assist alla collusa tecnocrazia europea per strappare \u201cpi\u00f9 Europa\u201d ai Parlamenti nazionali. Il neo-direttore Roberto Napoletano asseconda l\u2019operazione e\u00a0invoca<i> \u201cun governo di emergenza guidato da uomini credibili che sappiano dare all\u2019Italia e agli italiani la cura necessaria, ma sappiano imporre anche al mondo il rispetto e la fiducia nell\u2019Italia\u201d. <\/i><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/alle-radici-dellinfamante-seconda-repubblica-il-biennio1992-1993-parte-i\/\">Come l\u2019esecutivo \u201ctecnico\u201d guidato nel 1993 da Carlo Azeglio Ciampi, insomma.<\/a><\/strong> Poco importa se <i>\u201cgli uomini <\/i><i>credibili<\/i><i>\u201d<\/i>, banchieri, professori e tecnocrati guidati dal neo-senatore a vita <b>Mario Monti,<\/b> <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RhDOWuYIh5I\">si propongono di distruggere la domanda interna a colpi di tasse<\/a><\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, cosicch\u00e9 l\u2019Italia <i>\u201csmetta di vivere al di sopra delle sue possibilit\u00e0\u201d. <\/i>L\u2019esito \u00e8, come facilmente prevedibile, drammatico: il Prodotto interno lordo precipita del <b>2,5% nel 2012 e del 1,9% nel 201<\/b><b>3.<\/b> Emerger\u00e0 che in sette anni \u00e8 evaporato<b> un quarto della produzione industriale<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/b>, nel silenzio assordante di Confindustria che ha abdicato alla sua originale missione:<strong> la difesa del manifatturiero.<\/strong><\/p>\n<p>Il pallino di Viale dell\u2019Astronomia e del nuovo direttore Roberto Napoletano <b>\u00e8 ormai la politica<\/b>: accantonati gli studi di settore e la \u201cscienza triste\u201d, si vola alto. Quando nell\u2019estate 2012 l\u2019eurocrisi riesplode con virulenza e sembra per un attimo che la federazione europea possa vedere la luce, \u00e8 ancora il Sole 24 Ore che si schiera in prima linea, pubblicando il <i>\u201cManifesto per gli Stati Uniti d\u2019Europa\u201d,<\/i> firmato da personaggi del calibro di <strong>Carlo Azeglio Ciampi, Emma Bonino, Jacques Delors e Romano Prodi.<\/strong> \u00c8 una linea editoriale, quella del Sole 24 Ore, che per\u00f2 non paga: le perdite del gruppo allargano, toccando i<b> 45 milioni <\/b><b>nel 2012<\/b><b>,<\/b> per salire alla cifra record di <b>76<\/b><b> milioni <\/b>nel 2013. Sfumata l\u2019ipotesi di un\u2019Europa federale, restano quindi solo conti in profondo rosso, che siano dello Stato o del Sole 24 Ore: la vocazione \u201ceuropeista\u201d non paga. Che fare?<\/p>\n<p>Lo spunto per raddrizzare la situazione piuttosto precaria \u00e8 fornito Bruxelles: <i>\u201cCrescita, l\u2019asso nella manica di Renzi si chiama Esa. E vale fino a 2 punti di Pil\u201d <\/i>scrive il Fatto Quotidiano nell\u2019aprile 2014<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. Se la crescita latita e le finanze pubbliche scricchiolano, perch\u00e9<strong> non gonfiare semplicemente<\/strong> i numeri del PIL con qualche artificio contabile? Grazie ad <b>Esa 2010<\/b>, lo stock del debito, in costante ascesa e lanciato verso i 2.200 miliardi, scende magicamente <b>dal 140% del PIL al 130% <\/b>grazie all\u2019aumento \u201ccartaceo\u201d del denominatore, gonfiato <b>dal computo delle attivit\u00e0 illegali <\/b><b>. <\/b>Il Sole 24 Ore, da buon giornale d\u2019establishment, si adegua: se il governo europeista di Renzi ricorre <b>ad espedienti contatili<\/b> non troppo ortodossi, perch\u00e9 non\u00a0pu\u00f2 farlo anche il quotidiano altrettanto europeista di Viale dell\u2019Astronomia?<\/p>\n<p>Nel biennio 2013-2014 <b>le copie digitali<\/b> del Sole 24 Ore esplodono, toccando le 201.000 copie sulle 382.000 diffuse<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-leditoria\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> per poi salire a 218.000 su 375.000 nel 2015. Strane davvero queste vendite: si tratta infatti per buona parte di <b>copie multiple<\/b> \u201cgestite\u201d da una societ\u00e0 inglese,<b> la DI Source LTD<\/b>, che dovrebbe \u201cpromuovere\u201d il Sole 24 Ore su misteriosi mercati esteri. Come emerger\u00e0 un po\u2019 alla volta nel corso del 2016, la DI Source LTD non \u00e8 nient\u2019altro che un <b>veicolo impiegato dai vertici del gruppo<\/b> per gonfiare la cifre sulla diffusione. Non solo: \u00e8 allestito anche un canale per <b>pompare le copie cartacee<\/b>, acquistate\u00a0ed inviate direttamente al macero. Il blasonato quotidiano rosa, l\u2019organo di stampa di quella Confindustria che ha sempre trattato con una certa sufficienza governi e partiti, imbastisce cos\u00ec un\u2019enorme messinscena ai danni degli azionisti, degli inserzionisti e, <i>dulcis in fundo<\/i>, dello Stato, che paga<strong> un contributo indiretto<\/strong> per ogni copia cartacea. \u00c8 <b>lo specchio di una classe dirigente <\/b>che, pur di non riconoscere gli errori ed assumersi le proprie responsabilit\u00e0, \u00e8 disposta a ricorre a qualsiasi mezzo: poco importa<strong> se le ricadute finali saranno pi\u00f9 gravi.<\/strong><\/p>\n<p>Parallelamente ai maneggi del Sole 24 Ore, prosegue anche il pi\u00f9 ampio raggiro dell\u2019opinione pubblica, perpetrato dal governo e della istituzioni europee: si tratteggia un\u2019economia in ripresa bench\u00e9 sia impossibile coglierne i segnali, si garantisce maggiore occupazione quando la riforma del lavoro produce l\u2019effetto l\u2019opposto, si ripete il mantra del \u201crisanamento dei conti pubblici\u201d bench\u00e9 le finanze siano in costante peggioramento, si sbandiera il salvataggio le banche quando l\u2019accordo\u00a0con Bruxelles \u00e8 in alto mare. <b>Il momento della verit\u00e0<\/b> \u00e8 per\u00f2 soltanto procrastinabile, <b>non eludibile:<\/b> presto o tardi, anche l\u2019establishment \u00e8 costretto a misurarsi con la realt\u00e0.<\/p>\n<p><b>Capitola <\/b><b>per primo il Sole 24 Ore:<\/b> nell\u2019autunno del 2016 emerge che il quotidiano ha accumulato nei primi sei mesi dell\u2019anno perdite record per 50 mln, i giornalisti avvertono che la situazione \u00e8 pi\u00f9 drammatica che mai e numerosi membri del consiglio d\u2019amministrazione si dimettono. Interviene la CONSOB e verso la fine di ottobre filtra la notizia che la procura di Milano ha aperto un\u2019inchiesta <strong>per falso in bilancio,<\/strong>\u00a0al momento senza indagati: trascorrono altri quattro mesi e si scopre che nel fascicolo figurano il direttore, alti dirigenti ed ex-amministratori. Non solo: \u00e8 ormai chiaro che il quotidiano abbia urgente bisogno di un\u2019iniezione di capitale da almeno 50-60 milioni <b>per scongiurare il fallimento<\/b>. Di fronte all\u2019ammutinamento della redazione ed alla gravit\u00e0 delle accuse, Roberto Napoletano \u00e8 cos\u00ec costretto <b>\u201c<\/b><b>all\u2019autosospensione\u201d<\/b>, neologismo con cui si indicano le dimissioni sull\u2019onda di uno scandalo.<\/p>\n<p><b>\u00c8 un colpo durissimo<\/b> per il Sole 24 Ore e per Confindustria nel suo complesso: i paladini del libero mercato, i fautori del \u201cvincolo esterno\u201d, i difensori dell\u2019euro a qualsiasi costo, finiscono travolti dall\u2019accusa di falso in bilancio.<\/p>\n<p>Ma verso <b>un epilogo analogo<\/b> marcia spedito anche <strong>l\u2019intero establishment italiano<\/strong>, quello che a partire dal Trattato di Maastricht ha indissolubilmente legato le sue fortune all\u2019euro ed all\u2019Unione Europea: la constatazione che le finanze pubbliche hanno raggiunto il carico di rottura, l\u2019obbligo di applicare il \u201cbail in\u201d nel caso Monte dei Paschi di Siena, la resa di Pier Carlo Padoan di fronte alla recrudescenza degli assalti speculativi, il riesplodere dell\u2019emergenza \u201cspread\u201d sull\u2019onda delle imminenti consultazioni, costringeranno <b>la classe dirigente italiana<\/b>\u00a0ad affrontare la realt\u00e0, sinora occultata proprio come al Sole 24 Ore. E sar\u00e0 l\u2019ammutinamento della societ\u00e0 italiana\u00a0a costringere l\u2019establishment, fallimentare e screditato come Roberto Napoletano, a quella \u201cautosospensione\u201d che sinora non ha mai preso in considerazione, sicuro com\u2019\u00e8 di avere il diritto ed il dovere di governare <b>nonostante la sfiducia del Paese.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Afnx8Lm3MlA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<div class=\"banner-wrapper\"><\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<div><i><b>NOTE:<\/b><\/i><\/p>\n<p>1 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2011-11-09\/fate-presto-225103.shtml?uuid=AapjvGKE\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2011-11-09\/fate-presto-225103.shtml?uuid=AapjvGKE<\/a><br \/>\n2 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RhDOWuYIh5I\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RhDOWuYIh5I<\/a><br \/>\n3 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/09\/11\/crisi-ue-in-italia-la-produzione-industriale-e-calata-del-25-dal-2007\/1117619\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/09\/11\/crisi-ue-in-italia-la-produzione-industriale-e-calata-del-25-dal-2007\/1117619\/<\/a><br \/>\n4 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/04\/19\/crescita-lasso-nella-manica-di-renzi-si-chiama-esa-e-vale-fino-a-2-punti-di-pil\/958117\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/04\/19\/crescita-lasso-nella-manica-di-renzi-si-chiama-esa-e-vale-fino-a-2-punti-di-pil\/958117\/<\/a><br \/>\n5 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.gruppo24ore.ilsole24ore.com\/media\/2512\/relazione_finanziaria_annuale_firmata-protetta-print.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.gruppo24ore.ilsole24ore.com\/media\/2512\/relazione_finanziaria_annuale_firmata-protetta-print.pdf<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127506&amp;typeb=0&amp;sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-l-editoria\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127506&amp;typeb=0&amp;sole-24-ore-una-crisi-che-travalica-l-editoria<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Federico Dezzani) Il Sole 24 Ore si dibatte in una crisi che ne mette in forse la continuit\u00e0 aziendale: alla drammatica situazione economica e finanziaria si \u00e8 sommato il durissimo colpo in termini di credibilit\u00e0 inflitto dal direttore Roberto Napoletano e dai vertici aziendali, indagati per falso in bilancio. \u00c8 uno scandalo che travalica l\u2019editoria: a uscirne a pezzi \u00e8 anche Confindustria, che per decenni \u00e8 stata la terza colonna portante del Paese,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":18115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/images-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Do","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29350"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29350"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29350\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29351,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29350\/revisions\/29351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}