{"id":29358,"date":"2017-03-18T10:09:22","date_gmt":"2017-03-18T09:09:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29358"},"modified":"2017-03-18T08:11:48","modified_gmt":"2017-03-18T07:11:48","slug":"marx-risponde-a-briatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29358","title":{"rendered":"Marx risponde a Briatore"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cI poveri non hanno mai creato lavoro, ben vengano un po&#8217; di ricchi\u201d ha detto l\u2019imprenditore. Cosa si cela dietro questa frase?<\/em><\/p>\n<p>Con la legge di bilancio \u00e8 stata <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/03\/08\/flat-tax-fisco-_n_15239160.html\" target=\"_blank\">approvata la cosiddetta \u201c<strong><em>flat tax<\/em><\/strong>\u201d<\/a>, l\u2019imposta fissa per i grandi patrimoni, allo scopo di attrarre ricchi nel nostro paese. A quale scopo? Per comprendere il modo di pensare che ispira questa norma <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/03\/09\/briatore-flat-tax-poveri-ricchi_n_15264160.html\" target=\"_blank\">bisogna ascoltare le parole di <strong>Flavio Briatore<\/strong><\/a>, il quale ha commentato <strong>\u201cFinalmente una legge che serve a fare arrivare in Italia un po\u2019 di gente ricca. Far\u00e0 girare soldi e lavoro\u201d<\/strong>. Il milionario aggiunge sprezzantemente: \u201cin Italia di poveri ce ne sono gi\u00e0 abbastanza e a quanto mi risulta non hanno mai creato lavoro\u201d. Ovviamente egli non \u00e8 certo un giudice imparziale sul tema, tuttavia non ha fatto che esprimere in modo forse un po\u2019 pi\u00f9 urtante ci\u00f2 che viene spacciato dagli opinionisti dei quotidiani e dai media come verit\u00e0 indiscutibile. <strong>L\u2019idea, cio\u00e8, che il capitalista \u201ccrei lavoro\u201d.<\/strong> \u00c8 un\u2019idea che ha avuto particolare successo in Italia dall\u2019inizio della carriera politica di Berlusconi, i cui sostenitori, per giustificarla, solevano dire: \u201cha creato milioni di posti di lavoro\u201d in contrapposizione a una \u201ccasta\u201d politica descritta come parassitaria. Questa idea era alla base anche delle privatizzazioni dei governi di centrosinistra e della precarizzazione del lavoro, che avrebbe dovuto, a loro dire, indurre ad assumere e attrarre i capitali esteri. Eppure, nonostante tutte queste norme a favore dei \u201ccreatori di lavoro\u201d, la disoccupazione in questi anni \u00e8 aumentata, registrando il suo massimo storico per quella giovanile.<\/p>\n<p>Certo, pensare al lavoro come a un \u201cposto\u201d, quasi si trattasse di una poltroncina di un teatro, non aiuta un corretto modo di intenderlo. Induce a credere, quasi inconsciamente, che il lavoro sia un luogo fisico, che quindi possa essere \u201ccostruito\u201d come una cosa: eppure il lavoro non \u00e8 una cosa, <strong>ma una attivit\u00e0 umana<\/strong>, ovvero una relazione tra cose; per\u00f2 non una relazione qualsiasi, bens\u00ec tale da essere predisposta secondo scopi umani. \u00c8 una differenza ontologica non secondaria. <strong>Perch\u00e9 se il lavoro \u00e8 una relazione e non una cosa la sua esistenza dipende da un certo contesto preordinato e da un certo interagire tra gli individui prolungato nel tempo<\/strong>. Se uno di questi fattori muta o scompare \u00e8 possibile che il lavoro come attivit\u00e0 cessi di esistere, mentre le cose una volta create continuano ad esserci indipendentemente da tutto il resto (a meno che un agente esterno deliberatamente non le distrugga).<\/p>\n<p>Se dovessimo considerare una concezione del lavoro che possa piacere a Briatore e ai suoi simili, quella liberale,<strong> il lavoro \u00e8 il risultato dell\u2019incontro di due variabili:<\/strong> la domanda (quella dell\u2019imprenditore) e l\u2019offerta (quella del lavoratore). L\u2019imprenditore mette a disposizione del lavoratore i mezzi per produrre e gli corrisponde un salario, in cambio terr\u00e0 per s\u00e9 una parte del ricavato (profitto). Come si pu\u00f2 facilmente notare non c\u2019\u00e8 in questa concezione, la pi\u00f9 favorevole a quelli come Briatore, niente che possa far pensare al capitalista come a un \u201ccreatore\u201d di lavoro. Per la stessa ragione per cui l\u2019acquirente di un paio di scarpe o di un chilo di pane non \u00e8 il creatore delle scarpe o del pane. Dal punto di vista fisico e materiale, in base a questa interpretazione, <strong>il creatore del lavoro \u00e8 il lavoratore stesso<\/strong>. Ma volendo estendere la definizione di \u201ccreare\u201d a un significato pi\u00f9 sociologico, si potrebbe dire che il lavoro sia il risultato dell\u2019incontro di domanda e offerta. Ma anche in questo caso l\u2019imprenditore non crea alcunch\u00e9, il lavoro \u00e8 l\u2019intersezione di due interessi diversi e convergenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-84061\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/italy-youth-unemployment-rate-1.png\" alt=\"italy-youth-unemployment-rate (1)\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p>Questo secondo l\u2019idea non di chi scrive ma dei liberali. Qualcuno potrebbe obiettare che il lavoratore non potrebbe lavorare senza che il capitalista gli metta a disposizione i mezzi di produzione e un salario per vivere (o per sopravvivere). Ci\u00f2 \u00e8 in parte vero, ma non ancora dimostra che sia il capitalista a creare lavoro. Infatti non bisogna confondere la predisposizione delle condizioni per la creazione con la creazione stessa: l\u2019allevatore fa ingrassare l\u2019animale, il macellaio seleziona il taglio, ma \u00e8 soltanto il cuoco a creare il piatto di bistecca alla fiorentina. Senza la preparazione dell\u2019allevatore e del macellaio quest\u2019ultimo non avrebbe potuto, certo, creare il suo piatto; ma resta il fatto che \u00e8 lui, e non gli altri, ad averlo creato. Tuttavia, potrebbe insistere il nostro critico, seppure egli non \u00e8 il creatore autentico, resta il fatto che la sua opera \u00e8 indispensabile per la creazione stessa, dato che egli mette a disposizione del lavoratore gli strumenti per lavorare. Quindi l\u2019espressione \u201ccreare lavoro\u201d potrebbe essere intesa come \u201ccreare le condizioni per il lavoro\u201d.<br \/>\n<strong>Ma quali sono queste condizioni? I mezzi di produzione e il salario<\/strong>. Cio\u00e8, in sostanza, il capitale. A questo punto per\u00f2, se si vuole essere onesti, bisogna portare l\u2019indagine fino in fondo e domandarsi da dove provenga il capitale. A tale domanda rispose gi\u00e0, nel modo pi\u00f9 completo ed elegante, Karl Marx.<strong> Marx distingue tra capitale costante, costituito dai mezzi di produzione, e il capitale variabile, cio\u00e8 i salari.<\/strong> Dato che il capitale costante \u00e8, per definizione, costante, l\u2019unico modo per espandere il profitto o plusvalore \u00e8 ridurre l\u2019incidenza del capitale variabile, cio\u00e8, in sintesi, far lavorare pi\u00f9 ore il lavoratore o, il che \u00e8 lo stesso, abbassargli il salario. Al lavoro necessario per produrre il proprio salario, infatti, il lavoratore dovr\u00e0 aggiungere un pluslavoro per retribuire il capitalista.<\/p>\n<p><strong>Sono i lavoratori stessi a produrre il capitale<\/strong>. Del resto, da cosa sono prodotti i mezzi di produzione se non da altri lavoratori, siano essi tecnici e ingegneri o manodopera? In fin dei conti si pu\u00f2 pensare al lavoro senza il capitale, ma non si pu\u00f2 pensare al capitale senza il lavoro. Ribaltando la frase di Briatore, perci\u00f2, <strong>si pu\u00f2 dire che non sono i ricchi a creare lavoro, ma \u00e8 il lavoro a creare i ricchi<\/strong>. E allora perch\u00e9 una tale errata convinzione \u00e8 cos\u00ec diffusa nella nostra societ\u00e0? A questa domanda risponde sempre Marx ricordandoci che <a href=\"http:\/\/www.circoloproudhon.it\/shop\/elites-le-illusioni-della-democrazia\/\" target=\"_blank\">le idee dominanti sono le idee della classe dominante<\/a>, alla quale appartiene Briatore. La classe dominante ha tutto l\u2019interesse a pensarsi e a farsi pensare come indispensabile e benefica. Essa deve in qualche modo <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/economia\/2017\/01\/16\/news\/chi_sono_gli_8_uomini_doro_pi_ricchi_di_met_dellumanit-1371678\/\" target=\"_blank\">giustificare le immense ricchezze che ha concentrato<\/a>\u00a0ed \u00e8 per questo che asserisce \u2013 attraverso i media che possiede \u2013 che di una tale concentrazione c\u2019\u00e8 bisogno per il bene di tutti. E allora ecco che invece di dire che il capitalista si appropria del lavoro, si dir\u00e0 che egli lo crea! Invece di dire che il lavoratore retribuisce i suoi profitti si dir\u00e0 che egli retribuisce il lavoratore! Invece di dire che non crea nessuna ricchezza ma la sposta soltanto nelle proprie mani, si dir\u00e0 che egli la produce! <strong>E cos\u00ec i politici ridurranno loro le tasse, perch\u00e9 cos\u00ec, dicono, ci saranno pi\u00f9 investimenti, privatizzeranno perch\u00e9 cos\u00ec, assicurano, ci sar\u00e0 pi\u00f9 efficienza, aboliranno le tutele dei lavoratori perch\u00e9 cos\u00ec, promettono, ci sar\u00e0 pi\u00f9 lavoro<\/strong>. E gli elettori ci crederanno, temendo che se non si facesse tutto ci\u00f2 sarebbe il disastro. \u201cBisogna attrarre i capitali esteri\u201d: \u00e8 questa la pi\u00f9 comune formulazione della frase di Briatore. Fare dell\u2019Italia un paradiso per ricchi di tutto il mondo non render\u00e0 l\u2019Italia ricca. Non \u00e8 migliorando le finanze gi\u00e0 eccellenti dell\u20191% che si migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini. Esiste solo un mezzo che pu\u00f2 essere adatto allo scopo e quel mezzo \u00e8 lo Stato, lo \u201cspettro\u201d pi\u00f9 temuto. Non a caso sentiamo ripetere, da quelli stessi che invocano la venuta dei capitalisti di ogni dove, che di esso ci si deve sbarazzare.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/marx-risponde-a-briatore\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/marx-risponde-a-briatore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) \u201cI poveri non hanno mai creato lavoro, ben vengano un po&#8217; di ricchi\u201d ha detto l\u2019imprenditore. Cosa si cela dietro questa frase? Con la legge di bilancio \u00e8 stata approvata la cosiddetta \u201cflat tax\u201d, l\u2019imposta fissa per i grandi patrimoni, allo scopo di attrarre ricchi nel nostro paese. A quale scopo? 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