{"id":29372,"date":"2017-03-19T10:26:59","date_gmt":"2017-03-19T09:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29372"},"modified":"2017-03-18T23:28:59","modified_gmt":"2017-03-18T22:28:59","slug":"sara-il-2017-lanno-della-crisi-finale-della-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29372","title":{"rendered":"Sar\u00e0 il 2017 l\u2019anno della crisi finale della Ue?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le elezioni olandesi hanno prodotto una ondata di euforia<\/strong> nei ranghi della politica dominante e dei mass media al loro seguito: \u201c<em>l\u2019ondata populista si ferma. La Ue si sta salvando<\/em>\u201d. Euforia, per certi versi eccessiva, anche se l\u2019analisi coglie un dato vero: il rallentamento della pressione antieuropeista.<span id=\"more-8823\"><\/span><\/p>\n<p><strong>Ma anche su questo punto qualche riflessione in pi\u00f9 il dato la merita:<\/strong> vero \u00e8 che il partito di Wilders si aggira intorno al 19% ed \u00e8 lontanissimo dal partito liberal conservatore di Rutte che ha il 33%. Per\u00f2 va detto che nessun sondaggio aveva previsto una affermazione dei \u201cpopulisti\u201d che raggiungesse il 25%, che il partito di Rutte perde l\u20198% dei consensi rispetto alle politiche precedenti (il che \u00e8 difficile dire che sia una vittoria), ma soprattutto che quella olandese \u00e8 una delle economie pi\u00f9 solide d\u2019Europa e che, nonostante le misure di austerit\u00e0 che hanno privato i cittadini di diversi servizi e garanzie sociali, la qualit\u00e0 della vita \u00e8 pur sempre fra le migliori del continente. Insomma: non era certo l\u2019Olanda il test pi\u00f9 sfavorevole alla \u201cFestung Europa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come si sa, nel 2017 ci saranno altre due elezioni politiche decisive per la sopravvivenza della Ue:<\/strong> Francia e Germania. Il caso pi\u00f9 compromettente \u00e8 quello della Francia, paese capitale (come la Germania) dove la lista antieuropeista ha concrete probabilit\u00e0 di vincere. Quanto alla Germania, si tratta del paese pi\u00f9 importante dell\u2019unione, ma la lista anti Euro (Alternative fur Deutschland) dovrebbe fermarsi all\u201911 %, una percentuale di qualche consistenza, ma pur sempre largamente sottomaggioritaria.<\/p>\n<p><strong>Dunque, il test decisivo \u00e8 quello parigino.<\/strong> Personalmente non ritengo probabile una vittoria della Le Pen chde, tuttavia al ballottaggio ci arriver\u00e0 e, realisticamente, prender\u00e0 pi\u00f9 del 40%. Considerato che in Germania non dovrebbero esserci rischi di sorta: davvero si potr\u00e0 dire che l\u2019\u201dondata populista\u201d si \u00e8 fermata e la Ue \u00e8 salva. E questo non convince affatto.<\/p>\n<p><strong>Che l\u2019ondata cosiddetta \u201cpopulista\u201d<\/strong> possa essere giunta al punto massimo della sua espansione, oltre il quale non va \u00e8 possibile o anche probabile, ma non sicuro: potrebbe trattarsi anche solo di un ondeggiamento momentaneo.<\/p>\n<p><strong>Ma, soprattutto, questo non significa affatto che la \u201cUe sia salva\u201d.<\/strong> La maggior parte di osservatori ed analisti ragione in termini di \u201cchi\u201d possa demolire la costruzione europea e vede nei \u201cpopulisti\u201d l\u2019unica minaccia concreta. Ma il problema non si pone affatto in termini di \u201cChi\u201d quanto di \u201cCosa\u201d: non \u201cchi\u201d demolir\u00e0 la costruzione tecnocratica ed elitaria della Ue, ma di \u201cCosa\u201d la far\u00e0 implodere. Certo, se la Le Pen vincesse in Francia (non me lo auguro) sarebbe una decisa accelerazione della crisi europea e la fine potrebbe essere imminente. Ma non \u00e8 affatto detto che se questo non dovesse accadere, la Ue non avrebbe pi\u00f9 rischi di crollo. Chi pensa in termini di \u201cchi\u201d inverte l\u2019ordine logico dei termini: non sono i \u201cpopulisti\u201d a far nascere i problemi di sopravvivenza della Ue, <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/origini-dei-movimenti-populisti\/\" target=\"_blank\">ma sono quei problemi non risolti ad aver determinato l\u2019ondata \u201cpopulista\u201d<\/a> e quei problemi rimangono perch\u00e9 dipendono direttamente dal difetto di progettazione dell\u2019edificio europeo.<\/p>\n<p><strong>La Ue aveva promesso convergenza delle sue economie interne,<\/strong> una prossima unificazione politica, la stabilit\u00e0 dei prezzi, la difesa di salari e consumi\u2026 Nessuna di queste promesse ha trovato applicazione. E non a caso: la costruzione era tale da avvantaggiare il contraente pi\u00f9 forte. Le regole finanziarie erano le stesse dell\u2019ordinamento neo liberista, la caduta del welfare avrebbe portato con se il peggioramento delle condizioni di vita dei ceti popolari, la politica di delocalizzazione avrebbe mietuto posti di lavoro.<\/p>\n<p><strong>E la crisi ha svelato le dinamiche reali:<\/strong> l\u2019esplosione del debito pubblico ha reso evidente la divaricazione delle economie nazionali sempre pi\u00f9 divaricanti.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Euro \u00e8 per i pi\u00f9 deboli una camicia di forza che li soffoca. Alle classi dirigenti europee manca un pensiero strategico per uscire dall\u2019impasse e la divaricazione degli interessi dei singoli paesi \u00e8 tale da impedire anche la pi\u00f9 elementare delle decisioni. E la conclusione del recente summit europeo senza nessun documento comune, neanche la pi\u00f9 formale che si possa immaginare, \u00e8 un\u2019evidenza che parla da sola. L\u2019unione \u00e8 divisa su tutto: sulla crisi dell\u2019immigrazione, sulle politiche economiche, sulla gestione del debito pubblico, sulle sanzioni alla Russia, sul rapporto con gli Usa di Trump, sulla politica energetica, eccetera eccetera.<\/p>\n<p><strong>Che la costruzione stia franando lo dice la stessa proposta di Europa a due velocit\u00e0 avanzata dalla Merkel<\/strong> che non si capisce bene a cosa si riferisca e che non si capisce come possa reggersi in una situazione in cui la moneta resta unica per tutti. Si capisce solo che occorre rivedere tutti i trattati istitutivi da cima a fondo, ma questo, con le regole attuali \u00e8 praticamente impossibile. E, in effetti, basta il veto polacco per paralizzare tutto.<\/p>\n<p><strong>In una situazione del genere non \u00e8 affatto necessario che i \u201cpopulisti\u201d vincano in qualche paese importante.<\/strong> E\u2019 sufficiente qualsiasi cosa per determinare la frana finale: il default di Atene, una nuova Brexit in qualsiasi paese, fosse anche l\u2019Ungheria, Malta o il Lussemburgo, un improvviso aggravamento della crisi del debito italiano, una improvvisa crisi diplomatica con la Russia che divida drasticamente i paesi dell\u2019Unione, un\u2019ondata fuori misura di immigrati e rifugiati.<\/p>\n<p>L\u2019amore per le cifre tonde e per gli anniversari, porta a pensare al 2017 , a sessanta anni dal patto di Roma, come l\u2019anno finale dell\u2019attuale costruzione europea, ma non \u00e8 affatto necessario che questo avvenga nell\u2019anno corrente. Ma ragionevolmente non si andr\u00e0 molto pi\u00f9 lontani.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/2017-anno-crisi-finale-unione-europea\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/2017-anno-crisi-finale-unione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Le elezioni olandesi hanno prodotto una ondata di euforia nei ranghi della politica dominante e dei mass media al loro seguito: \u201cl\u2019ondata populista si ferma. La Ue si sta salvando\u201d. Euforia, per certi versi eccessiva, anche se l\u2019analisi coglie un dato vero: il rallentamento della pressione antieuropeista. 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