{"id":29392,"date":"2017-03-21T09:55:32","date_gmt":"2017-03-21T08:55:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29392"},"modified":"2017-03-19T15:58:09","modified_gmt":"2017-03-19T14:58:09","slug":"scozia-vuoi-davvero-uscire-dal-regno-per-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29392","title":{"rendered":"Scozia, vuoi davvero uscire dal Regno per l\u2019UE?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<div class=\"riassunto\"><em>Vero \u00e8 che essere autonomi non ha prezzo. Ma \u00e8 anche vero che fuggire dal Regno Unito per essere autonomi all\u2019interno dell\u2019Unione Europea, di questi tempi, \u00e8 come passare dalla padella alla brace. Da orgogliosi scozzesi in terra britannica, a orgogliosi scozzesi sotto Bruxelles, il risultato sembrerebbe tutt\u2019altro che soddisfacente.<\/em><\/div>\n<div class=\"riassunto\"><\/div>\n<div class=\"riassunto\">Mentre la Regina Elisabetta firma il Royal Assent e consegna le chiavi del Regno al Governo May, dando il <strong>via ufficiale al processo del Brexit<\/strong>, la crisi del Regno Unito, proprio come unione di pi\u00f9 nazioni sotto la corona di Londra, vive delle ore decisamente febbrili. Si sapeva che sarebbe successo. Si sapeva che il voto sulla Brexit avrebbe scoperchiato un vaso di Pandora dai curiosi effetti, per molti incubi che si pensava di aver definitivamente sopito. Uno di questi incubi, forse il maggiore, \u00e8 certamente quello che vede protagonista il governo scozzese. <strong>Al di l\u00e0 del vallo di Adriano<\/strong> si \u00e8 infatti tornato a parlare con forza e con chiarezza di secessione. Il premier scozzese, la nazionalista Nicola Sturgeon, si \u00e8 infatti da subito attivata per sfruttare il voto del referendum di giugno del 2016 per fare leva sul governo May e chiedere un altro referendum che consegni la libert\u00e0 di scelta al popolo scozzese di sganciarsi dal giogo del Regno Unito.<\/div>\n<div class=\"riassunto\">\n<blockquote><p>Ma perch\u00e9 la Scozia vuole a tutti i costi questo referendum? I motivi sono molteplici e rappresentano ognuno una chiave di lettura specifica della storia scozzese pi\u00f9 recente e del futuro di Edimburgo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il motivo pi\u00f9 lampante per il quale la Scozia utilizza Brexit per chiedere la separazione da Londra, \u00e8 tutto racchiuso nei <strong>risultati del referendum di giugno del 2016<\/strong>. In tutti i collegi scozzesi, vinse il \u201cremain\u201d, rispetto al \u201cleave\u201d. La Scozia risult\u00f2 insieme a Londra e Irlanda del Nord, la regione con il pi\u00f9 alto tasso di europeismo di tutto il Regno consegnando l\u2019immagine di un paese che al 62% voleva la permanenza del Regno Unito nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<div id=\"attachment_84129\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84129\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/dati-referendum-brexit.png\" alt=\"Dati Brexit\" width=\"1457\" height=\"1183\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Dati Brexit<\/p>\n<\/div>\n<p>Il primo motivo, naturalmente, \u00e8 quello dettato dalla<strong> pura e semplice spinta nazionalista<\/strong> che da sempre pulsa nelle vene di Scozia. Non \u00e8 un mistero d\u2019altronde, n\u00e9 bisogna ripeterlo, come la Scozia viva da sempre la questione dell\u2019unificazione con Londra come una ferita sempre aperta nel cuore del suo popolo e non ha mai smesso, in tanti secoli di Regno, di voler <strong>scavare un solco culturale e identitario<\/strong> con la sua eterna rivale d\u2019Inghilterra. \u00c8 quindi gi\u00e0 la stessa storia di Scozia a consegnarci il primo motivo per cui il premier scozzese chiede a gran voce l\u2019indipendenza da Londra.<\/p>\n<p>Ma si sa, la Storia pu\u00f2 essere un retroterra culturale, non un motivo di secessione. La secessione \u00e8 qualcosa di altamente complesso, <strong>un rischio in termini economici e politici enorme;<\/strong> un processo che pu\u00f2 essere attivato soltanto se c\u2019\u00e8 un qualcosa che renda la scelta separatista una scommessa che pu\u00f2 essere vincente nel lungo termine. In questo caso, la volont\u00e0 separatista del governo scozzese va di pari passo con l\u2019obiettivo primario di questa secessione, che sarebbe l\u2019accesso nell\u2019Unione Europea. Qui, in questa scelta del governo Sturgeon, c\u2019\u00e8 tutto il <strong>problema della Scozia indipendente<\/strong> e che merita un\u2019analisi approfondita, in quanto tutto il tema del prossimo (eventuale ed improbabile) referendum separatista si giocher\u00e0 sul campo di questo desiderio d\u2019Europa.<\/p>\n<p>La Scozia ha sempre visto nell\u2019Unione Europea il <strong>baluardo politico internazionale<\/strong> verso ogni velleit\u00e0 centralista di Londra. Ed ha avuto ragione per molto tempo. Grazie al mercato economico europeo; grazie alla nascita delle macroregioni europee; ma soprattutto grazie allo scontro tra Regno Unito e Bruxelles, la Scozia per decenni ha sviluppato un profondo senso degli affari, che le ha fatto guadagnare spesso, in termini politici, un ruolo chiave nella geopolitica europea del Regno Unito, e al contempo nella geopolitica europea nei confronti del Regno Unito. Questo ruolo chiave, adesso, sarebbe evidentemente destinato a venir meno. La Scozia tornerebbe infatti ad essere, almeno a detta di coloro che ritengono l\u2019Europa la <strong>fortezza in cui difendere i propri valori nazionali<\/strong>, la periferia di Londra, e non una delle tante regioni che compongono l\u2019Europa.<\/p>\n<div id=\"attachment_84134\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84134\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/scozia-unione-europea.jpg\" alt=\"Scozia e Ue \" width=\"2000\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Scozia e Ue<\/p>\n<\/div>\n<p>Un ruolo chiave che la Scozia pensa di poter giocare anche grazie alle sue risorse energetiche. Perch\u00e9 \u00e8 vero che gli scozzesi sono diversi dagli inglesi. Ed \u00e8 anche vero che innumerevoli sono le localit\u00e0 al confine tra le due nazioni che furono scenario di battaglia sanguinarie fra i due schieramenti. Ma \u00e8 altrettanto vero che oggi, come ieri, l\u2019indipendenza passa dall\u2019economia. Non nascondiamoci: nessun paese si separa da un altro senza garanzie sul suo futuro economico. <strong>Neanche Scotland the brave.<\/strong> La base economica strategica della Scozia, su cui Sturgeon e i suoi vogliono fondare la propria indipendenza, giace sul fondale marino, ed \u00e8 il petrolio, in particolare il Brent. Il Brent del Mare del Nord, nella acque territoriali del Regno Unito, al 90% sarebbe scozzese. <strong>Non una cifra minima<\/strong>. Stime recenti avevano addirittura considerato che la secessione da Londra avrebbe comportato in termini di economia che il 15% dell\u2019economia scozzese si sarebbe fondata sull\u2019estrazione dai suoi giacimenti. Ed \u00e8 quindi al largo di Aberdeen che si deve trovare una delle tante cause di scontro tra Scozia e Inghilterra sulla separazione. Troppe le perdite per il Regno, specialmente in un periodo di Brexit dove peser\u00e0, almeno nel medio termine, l\u2019uscita dal mercato comunitario. Ma soprattutto troppo il rischio di perdita di tassazione da parte delle compagnie petrolifere che estraggono dal Mare del Nord, e che pagherebbero il loro dazio non a Londra, ma a Edimburgo. A questo si aggiungono poi gli enormi investimenti fatti da British Petroleum e governo britannico negli anni per l\u2019estrazione degli idrocarburi in acque scozzesi: gi\u00e0 solo per questo motivo, Londra ha tutto l\u2019interesse a frenare sul nascere qualsiasi nova velleit\u00e0 scozzese.<\/p>\n<div id=\"attachment_84133\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84133\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/petrolio-mare-del-nord.jpg\" alt=\"Petrolio Scozia, mare del nord\" width=\"306\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Petrolio Scozia, mare del nord<\/p>\n<\/div>\n<p>Un\u2019economia che avrebbe anche un fondamento nella principale filiera mondiale: quella finanziaria. La Scozia \u00e8 infatti sede di banche d\u2019affari di potata internazionale, tanto da far diventare Edimburgo, negli anni a cavallo tra Secondo e Terzo Millennio il sesto centro finanziario del mondo. <strong>Una posizione in classifica che oggi forse \u00e8 leggermente calata<\/strong>, ma che comunque non esclude che essa resti la sede di potentati economici quali Royal Bank of Scotland, HBOS (proprietaria di Bank of Scotland) e Standard Life.<\/p>\n<p>Cultura, industria, petrolio, banche. La Scozia sembra avere gi\u00e0 molti motivi per chiedere l\u2019indipendenza da Londra. Ma c\u2019\u00e8 una grande perplessit\u00e0 in tutto questo, che rischia di trasformare l\u2019idea secessionista in un tragico boomerang per tutta la futura (e ripetiamo, improbabile) nazione scozzese. <strong>Perch\u00e9 volere l\u2019Unione Europea al posto del Regno Unito?<\/strong> Il Regno Unito sta attivando Brexit, e la Scozia diventerebbe in pratica il giacimento petrolifero del Regno Unito. Hanno ormai secoli di vicinato senza guerre, e Londra ha ceduto tantissimo in termini di sovranit\u00e0 al Parlamento di Scozia. Hanno un primo ministro con pieni poteri, un Parlamento che legifera da s\u00e9 ed una quota fissa di parlamentari di gran lunga superiore alle altre nazioni del Regno nel Parlamento di Westminster.<\/p>\n<div id=\"attachment_84131\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84131\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/pescatori-scozzesi.jpg\" alt=\"Pescatori Scozzesi\" width=\"1920\" height=\"1152\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Pescatori Scozzesi<\/p>\n<\/div>\n<p>E la questione europeista, seppur \u00e8 stata la leva per chiedere un nuovo referendum secessionista, dopo il fallimento del 2014, rischia di trasformarsi in una lama a doppio taglio per lo stesso governo di Edimburgo. Recenti sondaggi hanno infatti dato come molto probabile una nuova sconfitta del fronte sovranista rispetto a quello unionista. Perch\u00e9 questo? Ebbene, se non lo spiega Nicola Sturgeon, ce lo spiega il popolo, lo stesso popolo profondo che risolve le questioni molto pi\u00f9 chiaramente di quanto faccia la politica. <strong>La Scozia non voleva uscire dall\u2019Unione Europea<\/strong>, perch\u00e9 dentro il Regno Unito; ma non vorrebbe entrarci di nuovo, come Scozia indipendente. Troppa la paura di essere ancora pi\u00f9 periferici dal centro del potere. Ma soprattutto troppo il timore di vedere la propria indipendenza risucchiata dal vorticoso tranello di Bruxelles. In molti hanno paura, ed anche giustamente.<strong> L\u2019Europa non pu\u00f2 attualmente attrarre nessuno, tantomeno un popolo che sceglie la via dell\u2019indipendenza.<\/strong> Il governo vuole l\u2019Europa, vero, ed in altri tempi forse avrebbe avuto un larghissimo consenso. Ma oggi non pi\u00f9 cos\u00ec, ed anche il popolo scozzese, troppo velocemente definito europeista e moderno, si sta facendo i conti in tasca. Sacche di resistenza al modello europeista sono presenti soprattutto nelle classi operaie e in quelle dei pescatori, settori dove la delocalizzazione e le leggi ferree sull\u2019economia e sull\u2019ittica hanno inciso in maniera sensibile sulla loro stessa sopravvivenza.<strong> Ancora una volta potrebbe essere la politica a dover cedere il passo al pragmatismo del popolo<\/strong>, e a quel sano realismo che a volte sembra davvero mancare tra le cancellerie di tutto il mondo. Quel sano realismo e quel radicamento sul territorio che fa avere pi\u00f9 credibilit\u00e0 politica al pescatore di Dundee che al deputato di Edimburgo con seggio a Londra.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/84120\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/84120\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita) Vero \u00e8 che essere autonomi non ha prezzo. Ma \u00e8 anche vero che fuggire dal Regno Unito per essere autonomi all\u2019interno dell\u2019Unione Europea, di questi tempi, \u00e8 come passare dalla padella alla brace. Da orgogliosi scozzesi in terra britannica, a orgogliosi scozzesi sotto Bruxelles, il risultato sembrerebbe tutt\u2019altro che soddisfacente. 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