{"id":29406,"date":"2017-03-20T14:52:58","date_gmt":"2017-03-20T13:52:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29406"},"modified":"2017-03-20T14:52:58","modified_gmt":"2017-03-20T13:52:58","slug":"exit-riflessioni-di-un-mainstreamer-di-alberto-bagnai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29406","title":{"rendered":"Exit: riflessioni di un mainstreamer \u2013 di Alberto Bagnai"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\">di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Alberto Bagnai)<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\"><em>Traduciamo qui le riflessioni \u00a0<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/03\/exit-reflections-of-mainstreamer.html\" target=\"_blank\">espresse in inglese dal \u00a0prof. Bagnai sul suo blog Goofynomics<\/a>\u00a0a commento e precisazione dell\u2019articolo pubblicato di recente sul <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/6d67cf26-08b2-11e7-97d1-5e720a26771b\" target=\"_blank\">Financial Times<\/a>, in cui \u00e8 stata riportata in sintesi\u00a0una\u00a0sua lunga conversazione col corrispondente da Roma dell\u2019importante giornale economico-finanziario del Regno Unito. \u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"western\"><em>Traduzione di Margherita Russo<\/em><\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">Alcuni giorni fa ho avuto una lunga conversazione con James Politi, il corrispondente da Roma del Financial Times. Lui ha fornito un resoconto imparziale della nostra conversazione <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/6d67cf26-08b2-11e7-97d1-5e720a26771b\">qui<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0(e <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/03\/16\/financial-times-in-italia-il-dibattito-sulluscita-dalleuro-sta-prendendo-piede\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> tradotto in italiano su Vocidallestero, ndt) e questo gi\u00e0 merita un applauso, considerando sotto quale pressione stava lavorando. Ovviamente, molti aspetti della nostra conversazione sono stati omessi, ma il succo del messaggio rimane. Nella mia esperienza questo \u00e8 abbastanza inusuale, specialmente nei media italiani. Non far\u00f2 menzione degli aspetti omessi, ma desidero aggiungere alcune sfumature perse nella traduzione (in gran parte a causa mia).<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">La pi\u00f9 importante riguarda le mie affermazioni in merito ad \u201c<em>aver detto queste cose per sette anni ed essere adesso diventato un mainstreamer<\/em>\u201d. Queste sono state esattamente le mie parole, ma forse vale la pena di aggiungere una precisazione: come sanno bene i lettori del mio blog, il mainstream economico \u00e8 sempre stato molto scettico riguardo l\u2019euro. Gi\u00e0 dal 2011 segnalavo l\u2019opinione mainstream <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2011\/12\/euro-una-catastrofe-annunciata.html\">qui<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">, nel mio stile fiorito, sulla base di <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/p\/euf\/ecopap\/0395.html\">questo paper<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">, che risulter\u00e0 pi\u00f9 accessibile ad un pubblico internazionale. Se le mie affermazioni sembrano ancora plausibili nel contesto dell\u2019estremamente provinciale discussione in corso in Italia, alla luce del dibattito scientifico \u00e8 esattamente il contrario: i fautori dell\u2019euro non sono mai stati mainstream nella letteratura scientifica, e quasi nulla di ci\u00f2 che ho detto durante gli ultimi sette anni \u00e8 originale. Casomai \u00e8 tanto pi\u00f9 increscioso che un tale coraggio fosse necessario per dire cose cos\u00ec evidenti, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\">Quanto alla mia affermazione che \u201c<em>chi nega l\u2019evidenza sta rendendo un disservizio al paese<\/em>\u201d, vorrei aggiungere poche parole che devono essere sfuggite a Politi: \u201c<em>perch\u00e9 se l\u2019euro sopravviver\u00e0 o croller\u00e0 potrebbe non dipendere interamente da noi<\/em>\u201d. Detto altrimenti, nel sostenere l\u2019irreversibilit\u00e0 dell\u2019euro, la classe dirigente, rappresentata nell\u2019articolo da Padoan (gi\u00e0 mio insegnante e collega all\u2019Universit\u00e0 Roma I), Taddei e Codogno, non fanno che confessare la loro incapacit\u00e0 di gestirne la fine, che potrebbe avvenire in conseguenza di un forte shock politico o finanziario. Non si tratta di un giudizio sulla loro statura intellettuale, \u00e8 solo la conseguenza di quella che Giandomenico Majone chiama la \u201cfilosofia politica di ottimismo totale\u201d su cui si basa l\u2019intero processo di integrazione europea. Questa filosofia si rivela oggi controproducente perch\u00e9 impedisce alla classe dirigente di studiare eventi da loro ritenuti impossibili. Se studiassero tali scenari, la cosa potrebbe trapelare, ed il sospetto nascerebbe tra gli elettori che un altro mondo sia possibile, infrangendo cos\u00ec il principio del TINA (<em>there is no alternative<\/em>) dell\u2019integrazione europea. L\u2019unica certezza che abbiamo sull\u2019uscita dall\u2019euro \u00e8 che sar\u00e0 gestita da persone che sono state in qualche modo obbligate ad essere incompetenti dalla loro stessa fallace retorica politica.<\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">Inevitabilmente, ci\u00f2 causer\u00e0 sofferenze nel breve periodo, seguite da una ripresa nel medio periodo (dopo uno o due anni). Nessuno lo nega e, ancora una volta, non \u00e8 un\u2019idea mia: \u00e8 nella letteratura scientifica. La constatazione che l\u2019aggiustamento dopo un crollo valutario incontrollato sia generalmente a \u201cV\u201d non \u00e8 il prodotto della mente di un eccentrico, marginale professore di provincia. \u00c8 confermato dalla letteratura scientifica recente: lo studio pi\u00f9 esaustivo \u00e8 \u201c<\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/a\/pal\/compes\/v57y2015i1p75-102.html\">Output recovery after currency crises<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">\u201d, pubblicato da Sheida Teimouri e Taggert Brooks su <em>Comparative Economic Studies<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">Sull\u2019altro fronte, non ho mai trovato prove oggettive che forti svalutazioni diano luogo ad una caduta dei salari reali. Dai dati emerge che forti svalutazioni non sono normalmente seguite da periodi di forte inflazione, e di conseguenza non vi \u00e8 nessuna caduta dei salari reali, come ho dimostrato <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/01\/svalutazione-e-salari-leggende.html\">qui<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">. Anche su questo punto la letteratura scientifica fornisce numerose spiegazioni sul perch\u00e9 debba essere cos\u00ec (la pi\u00f9 convincente, di Ariel Burstein, Martin Eichenbaum e Sergio Rebelo su <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/p\/nbr\/nberwo\/8748.html\">NBER working papers<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\"> riguarda le importazioni di sostituzione). C\u2019\u00e8 anche un esempio lampante proprio del contrario: quello che gli uomini delle istituzioni sembrano trascurare \u00e8 il fatto che l\u2019Italia abbia subito una forte svalutazione (circa il 30%) tra il 2014 ed il 2015, quando l\u2019euro ha perso terreno rispetto al dollaro americano. Conseguentemente, l\u2019inflazione \u00e8 calata (invece di salire), il che in linea di principio avrebbe dovuto dare impulso ai salari reali. Invece, i salari nominali sono stati tagliati dalle politiche di \u201csvalutazione interna\u201d, <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/appsso.eurostat.ec.europa.eu\/nui\/show.do?query=BOOKMARK_DS-056390_QID_-628C9DF9_UID_-3F171EB0&amp;layout=TIME,C,X,0;GEO,L,Y,0;UNIT,L,Z,0;NACE_R2,L,Z,1;LCSTRUCT,L,Z,2;INDICATORS,C,Z,3;&amp;zSelection=DS-056390LCSTRUCT,D1_D4_MD5;DS-056390INDICATORS,OBS_FLAG;DS-056390NACE_R2,B-N;DS-056390UNIT,PCH_PRE;&amp;rankName1=LCSTRUCT_1_2_-1_2&amp;rankName2=UNIT_1_2_-1_2&amp;rankName3=INDICATORS_1_2_-1_2&amp;rankName4=NACE-R2_1_2_-1_2&amp;rankName5=TIME_1_0_0_0&amp;rankName6=GEO_1_2_0_1&amp;sortC=ASC_-1_FIRST&amp;rStp=&amp;cStp=&amp;rDCh=&amp;cDCh=&amp;rDM=true&amp;cDM=true&amp;footnes=false&amp;empty=false&amp;wai=false&amp;time_mode=NONE&amp;time_most_recent=false&amp;lang=EN&amp;cfo=%23%23%23%2C%23%23%23.%23%23%23\">come indicato dall\u2019Eurostat<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">. I salari reali, ossia il rapporto tra salari nominali e prezzi, sono caduti non a causa di un aumento nel denominatore, ma per il calo del numeratore. In altri termini, mentre non vi sono elementi per ritenere che i salari reali diminuirebbero in caso di collasso dell\u2019euro, abbiamo invece le prove che sono effettivamente scesi al fine di difendere l\u2019euro tramite politiche di svalutazione interna.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\">Le lodevoli preoccupazioni di Taddei per i salari delle classi meno abbienti sono dunque totalmente prive di qualsiasi supporto da parte di elementi fattuali o dalla scienza economica prevalente, il che suggerirebbe o che Taddei non sia ragionevole (cosa che, da economista mainstream, devo escludere a priori), o che stia difendendo gli interessi di qualcuno. Le strette relazioni tra il suo partito ed il sistema bancario italiano potrebbero fornire qualche indizio in merito.<\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">Un\u2019ultima osservazione: il fatto che \u201c<em>la svalutazione sarebbe contenuta<\/em>\u201d non \u00e8 una mia opinione personale, ma una constatazione comune a tutta la ricerca economica disponibile. Studi recenti stimano il disallineamento medio della moneta italiana in un intervallo compreso tra 2.35% (Makram El-Shagi, Axel Lindner, Gregor von Schweinitz nel <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/a\/bla\/reviec\/v24y2016i1p37-66.html\">Review of International Economics<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">) e -1% (Cedric Durand e S\u00e9bastien Villemot in un <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/p\/spo\/wpmain\/infohdl2441-7d576lom6n8up9mj8qdcmjnufl.html\">working paper di Sciences Po<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">). Sorpresa! Mentre gli uomini delle istituzioni parlano di una catastrofica svalutazione al 30% (senza spiegare perch\u00e9 l\u2019ultima nel 2015 \u00e8 passata totalmente inosservata), esiste anche chi stima che una nuova valuta italiana addirittura si apprezzerebbe (anche se minimamente).<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span lang=\"it-IT\">Un avversario pi\u00f9 astuto (finora non ne ho trovati, quindi devo fare io stesso l\u2019avvocato del diavolo) potrebbe allora chiedere: \u201c<em>Va bene, l\u2019Italia registra attualmente un avanzo delle partite correnti. Un\u2019eventuale uscita potrebbe non rivelarsi una catastrofe per la sua moneta, ma allora perch\u00e9 uscire adesso che le cose stanno migliorando?<\/em>\u201d La risposta, caro collega, sta soffiando nel vento da Bruxelles: rispetto al 2009 le cose staranno anche andando meglio, ma non abbastanza. Con un tasso di disoccupazione giovanile attestato intorno al 40% ed un appiattimento storico della produttivit\u00e0 del lavoro, il governo italiano \u00e8 impossibilitato dalle regole europee a fare quegli investimenti che sarebbero indispensabili per stimolare la produttivit\u00e0 e l\u2019occupazione. Se decidessimo di attuare tali politiche, che tutti convengono essere necessarie, all\u2019interno dell\u2019euro, presto o tardi l\u2019Italia incorrerebbe in un <\/span><span lang=\"it-IT\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/02692171.2015.1065226?journalCode=cira20\" target=\"_blank\">vincolo di bilancia dei pagamenti<\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0e la BCE finirebbe col ricattarci come ha fatto con la Grecia, solo per imporre delle regole che non portano a nulla se non ad un disastro gi\u00e0 previsto. L\u2019esigenza di allentare questo capestro monetario \u00e8 in primo luogo politica. Prima si prende coscienza di questo semplice fatto, minore sar\u00e0 il danno per tutti i partecipanti in\u00a0questo gioco a somma negativa.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/03\/17\/exit-riflessioni-di-un-mainstreamer-di-alberto-bagnai\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/03\/17\/exit-riflessioni-di-un-mainstreamer-di-alberto-bagnai\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Alberto Bagnai) Traduciamo qui le riflessioni \u00a0espresse in inglese dal \u00a0prof. 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