{"id":29460,"date":"2017-03-24T09:48:14","date_gmt":"2017-03-24T08:48:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29460"},"modified":"2017-03-23T23:00:25","modified_gmt":"2017-03-23T22:00:25","slug":"alitalia-un-destino-segnato-venticinque-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29460","title":{"rendered":"Alitalia, un destino segnato venticinque anni fa"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Sani)<\/strong><\/p>\n<p><em>Da compagnia di bandiera e fiore all\u2019occhiello dell\u2019Iri a pozzo di San Patrizio: in Alitalia sono riassunti venticinque anni di neoliberismo incoerente per interposta Europa.<\/em><\/p>\n<p>Alitalia \u00e8 nuovamente in difficolt\u00e0 e non \u00e8 una sorpresa. Lunga \u00e8 ormai la lista dei salvataggi a cui \u00e8 dovuta ricorrere quella che un tempo <strong>fu la nostra gloriosa compagnia di bandiera.<\/strong>Qualche speranza era nata dall\u2019accordo con Ethiad, il vettore arabo, ma i conti continuano a non tornare e adesso si paventa la necessit\u00e0 di un nuovo intervento pubblico, anche se il ministro <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2017\/03\/22\/alitalia-calenda-deve-rimanere-privata_a4f9777f-26e7-4d8f-b72b-f93942407ede.html\" target=\"_blank\">Calenda ha subito messo le mani avanti per scongiurarlo<\/a>.\u00a0<strong>Il 15 marzo si \u00e8 riunito il Consiglio d\u2019Amministrazione<\/strong> per approvare il nuovo piano industriale, un coacervo draconiano di tagli lineari ed estensivi dei costi ed ottimismo probabilmente mal riposto dal lato dei ricavi. La previsione \u00e8 quella di riportare la compagnia all\u2019utile nel 2019. Nel mentre, <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-03-15\/alitalia-problema-e-chi-mette-soldi-201448.shtml?uuid=AEvJlOn\" target=\"_blank\"><strong>servono 1,4 miliardi di euro<\/strong> per garantire la transizione<\/a>, solo duecento dei quali possono venire iniettati da Ethiad senza infrangere i vincoli europei. In alternativa, la compagnia degli Emirati dovrebbe salire al 51 percento e addio a quell\u2019italianit\u00e0 che Berlusconi aveva cercato demagogicamente di preservare di fronte all\u2019assalto di Air France nel 2008. Si va quindi discutendo in questi giorni <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-03-21\/alitalia-nuove-ipotesi-garanzia-pubblica-063700.shtml?uuid=AEjzjNq\" target=\"_blank\">col governo quale soluzione sperimentare<\/a>, tipo un fondo a garanzia di Stato. Il rischio \u00e8 quello di non riuscire a pagare gli stipendi gi\u00e0 dal mese prossimo.\u00a0<strong>Parallelamente sono cominciati i tavoli coi sindacati<\/strong>, subito postisi sul piede di guerra. Ne hanno ben donde, d\u2019altra parte: si parla di oltre duemila esuberi su dodicimila dipendenti della compagnia e tagli agli stipendi del trenta percento circa. Se a questi si aggiunge la messa a terra di venti vettori, paiono avere un certo fondamento <a href=\"http:\/\/www.regione.vda.it\/notizieansa\/details_i.asp?id=260262\" target=\"_blank\">le esternazioni della Camusso<\/a>, che vi vede pi\u00f9 un piano di ridimensionamento che di rilancio.\u00a0Al di l\u00e0 del caso particolare di questo inizio di 2017, tuttavia, <strong>ci sarebbe da chiedersi perch\u00e9 Alitalia sia in difficolt\u00e0 da cos\u00ec tanto tempo, vent\u2019anni pi\u00f9 o meno<\/strong>. Vediamo di ripercorrerne brevemente la storia.<\/p>\n<p>L\u2019epopea del trasporto aereo ad uso civile inizia davvero nel <strong>secondo dopoguerra<\/strong>. Uno dopo l\u2019altro, tutti i Paesi industrializzati si dotano di una compagnia di bandiera, che significa pubblica. Alitalia non fa eccezione, <strong>collocandosi all\u2019interno della<\/strong> <strong>galassia Iri<\/strong>, il colosso industriale nato come estrema ratio durante il fascismo per cercare di salvare il salvabile di fronte alla crisi del \u201929. Protagonista negli anni del boom, nel corso dei decenni l\u2019Istituto di ricostruzione industriale diventer\u00e0 <strong>una delle principali compagnie del pianeta<\/strong>, arrivando ad impiegare oltre mezzo milione di addetti. Tra le tante controllate figura, per l\u2019appunto, anche Alitalia.\u00a0A questo punto \u00e8 necessario ricordare come il trasporto aereo, fino a tutti gli anni Settanta, fosse un settore particolarmente regolamentato.<strong> Niente libero mercato, niente tariffe decise dall\u2019incontro tra domanda e offerta<\/strong>, ogni Paese europeo ha il proprio vettore pubblico all\u2019interno e per le rotte internazionali si sottoscrivono accordi bilaterali che solitamente prevedono la paritaria divisione di passeggeri e ricavi. <strong>Fifty-fifty, dunque, niente concorrenza<\/strong>. \u00c8 quindi facile immaginare come funzionassero le compagnie del settore: se c\u2019erano buchi di bilancio era sufficiente che il governo o ripianasse i debiti o alzasse le tariffe interne. La concertazione sindacale, al contempo, garantiva notevoli tutele e stipendi agli addetti del settore. Stiamo parlando, tuttavia, di un settore che veniva considerato come trasporto di lusso. Certo, i flussi di passeggeri erano in costante aumento, ma si era ben lungi dall\u2019abitudinariet\u00e0 del volo di massa di oggi.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Qrm2_8yZpPI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=8&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u201cC\u2019era una volta Alitalia\u201d \u2013 Corso piloti Alitalia1966 RAI TV7 \u2013 Intervista al Com.te Filiberto Maestri<\/span><\/p>\n<p><strong>Le cose cominiano a cambiare in America<\/strong>, come al solito, e tra anni Settanta e anni Ottanta, come al solito. <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1986\/01\/12\/volare-non-piu-un-lusso-per.html?ref=search\" target=\"_blank\">\u00c8 con <strong>Carter<\/strong><\/a>, invece che con Reagan come avviene nella maggior parte dei casi, che inizia la deregulation del settore, inizialmente solo per i voli interni agli Stati Uniti. Se ne possono immaginare le conseguenze: aumento del numero dei passeggeri, calo delle tariffe, abbassamento dei livelli di sicurezza, dei controlli richiesti, riduzione delle tutele (o privilegi, la semantica per il neoliberismo \u00e8 sempre fondamentale per frammentare le classi sociali) del personale. <strong>Nascono cos\u00ec nuove compagnie che offrono servizi \u201clow cost, no frills\u201d (bassi costi, niente fronzoli).<\/strong> A far scuola sar\u00e0 la <strong>Southwest Airlines<\/strong>, che proprio dalle liberalizzazioni di Carter prender\u00e0, letteralmente, il volo.\u00a0Come sempre, ci\u00f2 che avviene a Washington si riverbera prima a Londra e poi nel resto dell\u2019Europa e cos\u00ec, con l\u2019avvento di Margaret Thatcher, il mantra delle deregolamentazioni entra, tra mille resistenze, nel linguaggio politico del nostro continente. Decisiva, a questo punto, \u00e8 l\u2019azione della <strong>Commissione Europea a guida Delors<\/strong>, la prima che comincia ad influenzare pesantemente le politiche degli Stati della nascente Unione Europea. L\u2019accelerazione del processo di integrazione infatti, coincide malauguratamente col diffondersi del neoliberismo, che ne influenzer\u00e0 pressoch\u00e9 totalmente la direzione.<\/p>\n<p>Torniamo ad Alitalia. <strong><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1984\/10\/31\/alitalia-in-attivo-anche-nel-1984.html?ref=search\" target=\"_blank\">Il biennio 1983-84 \u00e8 felice per la compagnia<\/a><\/strong>. Ottima qualit\u00e0, puntualit\u00e0, terzo posto europeo per numero di passeggeri, ricavi in crescita e, miracolo, profitti considerevoli. Gi\u00e0 si profila all\u2019orizzonte, per\u00f2, il terremoto della deregulation. <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1985\/10\/27\/alitalia-cede-ai-privati-una-nuova.html?ref=search\" target=\"_blank\">Il presidente dell\u2019epoca, Umberto Nordio<\/a>, in buon politichese fa capire che, per quanto la compagnia sia solida\u2026<strong> beh, insomma, sarebbe proprio meglio che non si liberalizzasse<\/strong>.\u00a0<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1986\/06\/06\/guerra-alla-cee-sulle-tariffe-aeree.html?ref=search\" target=\"_blank\">La Commissione parte all\u2019attacco con morbidezza<\/a>, tante sono le resistenze da vincere e l\u2019esperienza americana insegna che la crescita ha un prezzo alto da pagare che quasi nessuno in Europa pare essere disposto ad accettare. Tuttavia, una volta che la pietra inizia a ruzzolare diventa sempre pi\u00f9 difficile ipotizzare che si fermi, anzi, <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1987\/12\/27\/da-giovedi-nei-cieli-europa-guerra.html?ref=search\" target=\"_blank\">solitamente accelera<\/a>. Cos\u00ec, passo dopo passo (e con la scusa che le nascenti \u201cassociazioni dei consumatori\u201d sono felici delle basse tariffe) <strong>si arriva alla liberalizzazione pressoch\u00e9 completa, non solo intraeuropea, ma generale.<\/strong> Non saranno pochi infatti <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1991\/09\/11\/guerra-nei-cieli-tra-cee-usa.html?ref=search\" target=\"_blank\">gli scontri, in quegli anni, con gli Stati Uniti<\/a>, per l\u2019aggressiva politica commerciale messa in atto dalle pi\u00f9 forti delle loro compagnie. Non sar\u00e0 morbido, con gli americani, <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/05\/08\/aerei-europa-attacca-gli-usa.html?ref=search\" target=\"_blank\">l\u2019allora amministratore delegato di Alitalia, Giovanni Bisignani<\/a>.\u00a0Quel che conta, comunque, \u00e8 che alla fine il gioco al ribasso diventer\u00e0 <strong>un massacro per tutti<\/strong>. <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/10\/15\/deregulation-disastrosa-compagnie-aeree-all-osso.html?ref=search\" target=\"_blank\">Il rosso sar\u00e0 il colore che accomuner\u00e0 quasi tutte le compagnie dell\u2019epoca<\/a>, che fossero di bandiere o meno. \u00c8 quello dei bilanci, chiaramente. Un terribile gioco al massacro capitalistico, dunque, dal quale solo i pi\u00f9 forti, grandi ed efficienti potevano sperare di uscirne vivi. E ci sarebbe da aggiungere i pi\u00f9 indebitati, quelli che potevano permettersi la leva debitoria maggiore per stare in piedi nonostante la necessit\u00e0 del dumping.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Arriviamo cos\u00ec alla <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/10\/01\/ecco-perche-alitalia-vola-basso.html?ref=search\" target=\"_blank\">prima vera crisi di Alitalia<\/a>.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_84294\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84294\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/9882c61f77a0f7c2faaa4a59975290f6.jpg\" alt=\"&quot;Fly Alitalia Italy's world\" width=\"736\" height=\"556\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u201cFly Alitalia Italy\u2019s world airline\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p>Da allora sono passati venticinque anni. Un quarto di secolo e gli aerei col tricolore in coda sono ancora a terra, incapaci sia di librarsi in volo che di morire. Se da un lato i continui salvataggi pubblici hanno tenuto in vita la compagnia, <strong>dall\u2019altro sono stati insufficienti e non accompagnati da piani di rilancio ambiziosi ed efficaci<\/strong>. Lo stesso, in realt\u00e0, \u00e8 avvenuto in quasi ogni altro settore della nostra economia. Noi italiani non siamo stati capaci di comprendere come concorrenza volesse dire fine di un\u2019epoca, di un sistema che presentava s\u00ec degli svantaggi in termini di efficienza, ma notevoli vantaggi sociali. Concorrenza, ad esempio, vuol dire vantaggi per i consumatori, ma svantaggi per i lavoratori e oggi infatti si parla di tagli degli stipendi del trenta percento, d\u2019altronde devi competere con Ryanair che li ha pi\u00f9 bassi del quaranta.<\/p>\n<p>In altre parole, quello che il neoliberismo d\u00e0 da una parte, con la riduzione dei prezzi, toglie dall\u2019altra, con la riduzione dei costi. La differenza \u00e8 che i prezzi calano subito per tutti, i costi (cio\u00e8 in buona parte gli stipendi) solo per alcuni. <strong>Proprio la frammentazione delle classi sociali \u00e8 la sua forza<\/strong>, cos\u00ec ogni categoria gode delle disgrazie altrui finch\u00e8 non tocca alla propria.\u00a0Arriviamo cos\u00ec alla situazione odierna, ben fotografata da <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/affari-e-finanza\/2017\/03\/20\/news\/alitalia_tenta_lennesima_virata_ma_ryanair_la_padrona_dei_cieli-161036820\/\" target=\"_blank\">questo pezzo di Repubblica<\/a>. Il modello vincente \u00e8 Ryanair. O si diventa pi\u00f9 competitivi di loro, coi rischi connessi, o si muore. In ultima analisi, pertanto, non siamo stati capaci n\u00e9 di opporci al cambiamento e difendere il nostro vecchio modello di sviluppo, n\u00e9 di cambiare veramente e compiere scelte coerenti, per quanto brutali. <strong>Il risultato sono stati venticinque anni di lenta agonia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/alitalia-un-destino-segnato-venticinque-anni-fa\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/alitalia-un-destino-segnato-venticinque-anni-fa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Sani) Da compagnia di bandiera e fiore all\u2019occhiello dell\u2019Iri a pozzo di San Patrizio: in Alitalia sono riassunti venticinque anni di neoliberismo incoerente per interposta Europa. 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