{"id":29506,"date":"2017-03-26T12:51:09","date_gmt":"2017-03-26T10:51:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29506"},"modified":"2017-03-26T12:51:09","modified_gmt":"2017-03-26T10:51:09","slug":"a-proposito-di-dijsselbloem-e-della-solidarieta-dellusuraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29506","title":{"rendered":"A proposito di Dijsselbloem e della solidariet\u00e0 dell&#8217;usuraio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MEGACHIP (Simone Santini)<\/strong><\/p>\n<p>Cominciamo con un dato di verit\u00e0, visto che ormai viviamo di post-verit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Jeroen Dijsselbloem<\/strong>, capo dell&#8217;Eurogruppo (cio\u00e8 l&#8217;organismo che riunisce tutti i ministri dell&#8217;economia e finanze dell&#8217;eurozona), presidente del consiglio dei governatori del MES (Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0, cosiddetto Fondo Salva Stati) nonch\u00e9 ministro delle Finanze olandese finora in carica, ovvero uno degli uomini pi\u00f9 potenti della tecnocrazia europea&#8230; <strong>non ha mai detto che i paesi del Sud-Europa, tra cui l&#8217;Italia, sperperano i soldi in alcol e donne<\/strong>.<\/p>\n<p>Semmai <strong>ha detto qualcosa di pi\u00f9 grave<\/strong>, che i piani alti europei dicono sempre, senza che nessuno si scandalizzi, e qualcosa di nuovo ed estremamente preoccupante, che ovviamente i giornaloni e commentatori nostrani hanno perfettamente e scientemente ignorato.<\/p>\n<p>Andiamo per ordine.<\/p>\n<p>In Olanda ci sono state recentemente le elezioni e il partito di Dijsselbloem (socialdemocratico) ha avuto un tracollo, perdendo i 3\/4 dei voti. La sua riconferma al ministero dell&#8217;economia del futuro governo di coalizione appare davvero in bilico, ci\u00f2 che avrebbe ripercussioni anche sul suo ruolo europeo. Per cercare sostegno dagli alleati di sempre (puntualmente arrivatogli dal potentissimo ministro dell&#8217;economia tedesco Wolfgang Sch\u00e4uble), il nostro ha rilasciato una intervista al pi\u00f9 importante quotidiano tedesco, Frankfurter Allegemeine Zeitung.<\/p>\n<p>Tra i diversi temi toccati, Dijsselbloem si \u00e8 intrattenuto sul concetto di <strong>solidariet\u00e0 europea<\/strong>. Ed ha ripetuto la visione ricorrente che ci arriva da Bruxelles:<\/p>\n<p>\u00abNella crisi dell&#8217;Euro i Paesi del Nord della zona Euro si sono mostrati solidali con i Paesi in crisi. Come socialdemocratico, ritengo che la solidariet\u00e0 sia molto importante. Ma chi la chiede, ha anche dei doveri. Io non posso spendere tutti i miei soldi in alcool e donne e poi chiedere aiuto a lei. Questo principio vale a livello personale, locale, nazionale ed anche a livello europeo\u00bb.<\/p>\n<p>Con una metafora magari colorita (e nemmeno poi tanto) si ribadisce il concetto che la solidariet\u00e0 europea \u00e8 un dare-avere. I nostri maggiordomi si stracciano le vesti sulla <strong>forma<\/strong> espressa da Dijsselbloem, di fatto manipolandone le parole, ma si guardano bene dal mettere al vaglio di una dura critica la<strong> sostanza<\/strong>, che viene invece data per scontata.<\/p>\n<p>Non dovrebbe essere cos\u00ec. <strong>La solidariet\u00e0 non \u00e8 una concessione<\/strong>. Tanto pi\u00f9 la solidariet\u00e0 non \u00e8 una concessione benignamente elargita per avere in cambio qualcosa.<\/p>\n<p>La solidariet\u00e0 europea, se ci trovassimo all&#8217;interno di una Comunit\u00e0 politica, dovrebbe essere piuttosto un meccanismo semi-automatico utile per riordinare, riarmonizzare, eventuali storture e disequilibri che si determinano in seno all&#8217;Unione Europea. Se qualcuno rimane indietro, non tanto per sua colpa, ma perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;architettura europea che, complessivamente, crea <strong>disparit\u00e0 strutturali<\/strong>, allora \u00e8 <strong>doveroso<\/strong><strong> che le stesse istituzioni europee intervengano in maniera solidale<\/strong>. Semmai la discussione dovrebbe vertere sul se, quando, come e perch\u00e9 tali disparit\u00e0 strutturali si creino, e quindi quando sia opportuno far scattare la dovuta e necessaria solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Questa solidariet\u00e0 europea, invece, non sembra affatto solidale. Usando metafore colorite alla Dijsselbloem, mi verrebbe da dire che la solidariet\u00e0 europea assomiglia alla <strong>solidariet\u00e0<\/strong><strong> dell&#8217;usuraio<\/strong> che ti presta denaro non perch\u00e9 ti vuole bene ma perch\u00e9 vuole lucrare su sostanziosi interessi; o quella del <strong>mafioso<\/strong> che ti d\u00e0 i soldi per salvare la tua azienda in crisi, ma poi vuole diventarne socio fino a costringerti a lavorare per lui.<\/p>\n<p>E fin qui, come si diceva, siamo ancora nell&#8217;alveo di ci\u00f2 che Bruxelles dice sempre, senza determinare scandalo tra i maggiordomi.<\/p>\n<p>Ma Dijsselbloem, nella stessa intervista, <strong>va ben oltre<\/strong>. <strong>E di ci\u00f2 nessuno parla<\/strong>. Il tecnocrate olandese lancia una <strong>proposta innovativa<\/strong>: l&#8217;Europa non vuole certamente rinunciare alla sua solidariet\u00e0 (quando mai si \u00e8 visto un usuraio che rinunci a fare prestiti?) ma tale ambito non dovrebbe pi\u00f9 essere governato dalla Troika bens\u00ec <strong>direttamente dal MES<\/strong>. Alcuni ricorderanno che durante la crisi greca la <strong>Troika<\/strong> (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Commissione Europea), a un certo punto, si mosse in maniera ondivaga e con contrasti al proprio interno. Ci\u00f2 \u00e8 normale perch\u00e9 le tre istituzioni che la compongono possono rispondere ad esigenze, interessi, centri di potere diversi. Tanto pi\u00f9 in questa fase di crisi e sommovimenti tettonici nelle \u00e9lite finanziarie e politiche transnazionali. Ecco, dunque, la necessit\u00e0 di non avere slabbrature, di non concedersi tentennamenti. <strong>Il MES \u00e8 lo strumento perfetto, e spietato, per il recupero crediti<\/strong>. \u00c8 un carrarmato giuridico. Se finisci nel suo abbraccio amorevole puoi star sicuro che non ti salvi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continuando con le metafore ardite, la Troika \u00e8 il diavolo travestito da gentiluomo; il MES \u00e8 il diavolo con tanto di corna, forcone, coda, zoccoli e puzzo di zolfo. Di questo dovremmo parlare in Italia, ma noi preferiamo cianciare di ubriaconi e mignotte.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127546&amp;typeb=0&amp;a-proposito-di-dijsselbloem-e-della-solidarieta-dell-usuraio\">http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127546&amp;typeb=0&amp;a-proposito-di-dijsselbloem-e-della-solidarieta-dell-usuraio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Simone Santini) Cominciamo con un dato di verit\u00e0, visto che ormai viviamo di post-verit\u00e0. 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