{"id":29527,"date":"2017-03-27T13:31:21","date_gmt":"2017-03-27T11:31:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29527"},"modified":"2017-03-27T13:31:21","modified_gmt":"2017-03-27T11:31:21","slug":"superstato-europeo-a-che-punto-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29527","title":{"rendered":"Superstato Europeo: a che punto siamo?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SCENARIECONOMICI<\/strong><\/p>\n<p>Ieri, come ben sapete, a Roma si sono tenuti <strong>i sessantanni dei Trattati di Roma<\/strong> dai quali, sotto diverse forme, si arriv\u00f2 a quella che oggi conosciamo come <strong>Unione Europea<\/strong>, non solo un\u2019alleanza tra stati, ma un vero e proprio <strong>superstato sovranazionale<\/strong>. Chi ci segue sa che osserviamo con estrema attenzione i processi che stanno conducendo ad un sempre pi\u00f9 definito superstato europeo e in occasione di questo anniversario vediamo un po\u2019 di tirare le somme.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti, soprattutto dopo <strong>la Brexit<\/strong>, si parla ormai di <strong>Unione al collasso<\/strong>, di imminente fine e via dicendo, noi al contrario notiamo che invece sta andando tutto secondi i piani di chi ha progettato questo superstato, che per comodit\u00e0 chiamiamo eurocrazia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sosteniamo questo? Vediamo di elencare i punti che supportano la nostra visione:<\/p>\n<p><strong>1) Brexit:<\/strong> la Brexit, al contrario di come possa apparire in un primo momento, \u00e8 qualcosa di favorevole all\u2019Unione, perch\u00e9 ha eliminato <strong>l\u2019unico stato da sempre reticente<\/strong> alla cessione di maggiore sovranit\u00e0 nazionale e che quindi avrebbe sicuramente messo il veto a qualsiasi processo necessario di incremento dei poteri di Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>2) Trump:<\/strong> l\u2019elezione di Trump da un\u2019ulteriore spintarella alla centralizzazione europea. Come sapete il nuovo presidente americano non \u00e8 particolarmente vicino agli eurocrati e soprattutto ha chiaramente fatto capire, che <strong>la protezione militare americana<\/strong> sull\u2019Europa sta per finire e che quindi gli stati europei devono incrementare le proprie spese militari se ci tengono alla propria sicurezza. Questo, come anche si evince dalle dichiarazioni di ieri, porter\u00e0 probabilmente alla nascita di un <strong>Esercito Europeo<\/strong> cosa che a sua volta porter\u00e0 alla nascita di un Ministero delle Difesa Europeo. Ed \u00e8 innegabile che un esercito unico \u00e8 un passo importantissimo nella marcia verso il superstato europeo.<\/p>\n<p><strong>3) Crisi economica:<\/strong> come anche sostenuto da un europeista come Monti, la crisi \u00e8 un\u2019occasione per cedere maggiore sovranit\u00e0 all\u2019Europa. Gli stati meridionali, ma non solo, continuano ad essere soffocati dai debiti e perdura una condizione di crescita debole e depressione economica e morale. Questo non \u00e8 assolutamente un male per gli eurocrati, anzi \u00e8 un\u2019occasione per farli cedere.<\/p>\n<p>Queste sono le condizioni attuali che a nostro avviso dimostrano che la marcia dell\u2019Eurocrazia \u00a0\u00e8 in pieno svolgimento, ma vediamo come potrebbe addirittura avere un\u2019accelerata:<\/p>\n<p><strong>1) Terrorismo interno:<\/strong> aver fatto entrare milioni di islamici sul suolo europeo oggi e in passato ha come diretta conseguenza un incremento del terrorismo fondamentalista, il nemico interno pu\u00f2 essere usato per <strong>incrementare<\/strong> la sicurezza comune e in futuro potrebbe portare ad <strong>un\u2019intelligence unificata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>2) Nemico esterno:<\/strong> come gi\u00e0 detto in altri nostri articoli, un fattore importantissimo nella creazione di un sentimento nazionale, in questo caso di un sentimento europeista, \u00e8 avere un nemico comune. Finora questo nemico sembrava essere la Russia di Putin, che per\u00f2 non viene visto da buona parte del popolo europeo come \u201cil cattivo\u201d. Un alternativo nemico comune che invece suscita l\u2019antipatia nella totalit\u00e0 degli europei, \u00e8 <strong>la Turchia nel neo-dittatore Erdogan.<\/strong> Se la tensione tra Ankara e Bruxelles continuer\u00e0 ad incrementare, soprattutto alla luce della deriva autoritaria della prima e dei focolai di ostilit\u00e0 pronti che covano sotto la cenere, non \u00e8 da escludere una guerra diplomatica ed economica se non addirittura militare. E un importante nemico comune dar\u00e0 una fortissima spinta all\u2019Europa Unita.<\/p>\n<p><strong>3) Prossime elezioni:<\/strong> a parte la Brexit, di cui per\u00f2 abbiamo visto addirittura l\u2019utilit\u00e0, non vediamo particolari scossoni politici all\u2019interno dell\u2019Unione. In Austria l\u2019estrema destra non ha eletto il suo presidente, in Olanda nemmeno e in Francia, come abbiamo visto in <a href=\"http:\/\/www.hescaton.com\/wordpress\/elezioni-francesi-chi-vincera\/\">questo nostro articolo<\/a>,<strong> le probabilit\u00e0 che la Le Pen vinca sono veramente basse<\/strong> a causa del sistema a doppio turno. Ed anche dovesse farcela sarebbe comunque un presidente senza maggioranza parlamentare. Ed altri scossoni interni non se ne vedono. In Italia il Movimento Cinque Stelle non \u00e8 veramente un forza euroscettica e al di l\u00e0 dei proclami difficilmente far\u00e0 qualcosa contro l\u2019Euro e l\u2019Europa ed anche dovesse indire un referendum a mio avviso in Italia perderebbe.<\/p>\n<p><strong>4) Secessionismi filo-Ue:<\/strong> sar\u00e0 anche interessante vedere come si evolveranno i tentativi secessionisti di Scozia e Catalogna, secessionismi europeisti che quindi potrebbero anche essere favoriti da Bruxelles come ipotizzavamo nel nostro articolo l\u2019<a href=\"http:\/\/www.hescaton.com\/wordpress\/leuropa-dei-secessionismi\/\">Europa dei secessionismi<\/a>.<\/p>\n<p><strong>5) Elezioni in Germania:<\/strong> le elezioni veramente importanti sono per\u00f2 quelle tedesche dove Angela Merkel potrebbe cedere il posto al socialista europeista <strong>Schulz.<\/strong> Finora la Germania della Merkel ha sempre avuto una visione basata sull\u2019egoismo nazionale. Con l\u2019europeista Schulz alla Cancelleria e con Draghi alla Banca Centrale, l\u2019austerit\u00e0 potrebbe finire.<\/p>\n<p>Ecco proprio partendo dall\u2019ultimo punto vediamo di trarre una conclusione importante di come l\u2019eurocrazia possa fare scacco matto e dar\u00e0 una spinta fondamentale al processo di centralizzazione. Come sappiamo paesi come Italia e Grecia, ma anche altri paesi europei, sono soffocati dai debiti e dall\u2019austerit\u00e0 economica ed \u00e8 chiaro che i debiti non saranno mai pagati con l\u2019austerit\u00e0 ed anzi i rapporto <strong>debito\/pil dei paesi che hanno intrapreso la strada dell\u2019austerit\u00e0, \u00e8 esploso.<\/strong> Sembra inevitabile che dovr\u00e0 essere fatto qualcosa per risolvere questa situazione e calciare sempre il barattolo non sar\u00e0 possibile per sempre. Soprattutto nel caso dovesse vincere Schulz in Germania e Macron in Francia, molto probabilmente si andr\u00e0 o verso una ristrutturazione dei crediti in possesso della Banca Centrale Europea oppure saranno necessari gli <strong>Eurobond<\/strong>. O comunque sar\u00e0 studiato qualcosa per alleggerire la pressione sui paesi in difficolt\u00e0, Francia compresa. E questo ovviamente non sar\u00e0 fatto gratis, ma comporter\u00e0 un <strong>importante cessione di sovranit\u00e0<\/strong> all\u2019Europa, in cambio, almeno nel breve periodo, avremo una certa crescita economica e quindi l\u2019Eurocrazia utilizzando il bastone prima e la carota dopo ci avr\u00f2 tolto la sovranit\u00e0 e nessuno si lamenter\u00e0 pi\u00f9 di tanto perch\u00e9 almeno nel breve periodo ci saranno migliori condizioni economiche. Un assedio soft a nostro insaputa. Del resto se ci fosse stata tolta la sovranit\u00e0 di colpo, ci saremmo ribellati invece con questo sistema graduale tutto avverr\u00e0 senza particolari traumi.<\/p>\n<p>Concludo dicendo che quindi il piano, <strong>la lunga marcia dell\u2019Eurocrazia<\/strong>, procede nella sua strada, chi spera in un ritorno agli stati nazionali, a mio avviso si sta solo illudendo. Certamente questa Europa unita nel nome delle banche e della finanza non piace a nessuno, ma non saranno i nazionalismi a farla fallire. Auspico invece che possa nascere un movimento antisistema e riformatore a livello europeo, solo se i popoli europei si solleveranno uniti e prenderanno coscienza insieme c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di cambiamento.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/superstato-europeo-a-che-punto-siamo\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/superstato-europeo-a-che-punto-siamo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI Ieri, come ben sapete, a Roma si sono tenuti i sessantanni dei Trattati di Roma dai quali, sotto diverse forme, si arriv\u00f2 a quella che oggi conosciamo come Unione Europea, non solo un\u2019alleanza tra stati, ma un vero e proprio superstato sovranazionale. 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