{"id":29544,"date":"2017-03-28T09:38:06","date_gmt":"2017-03-28T07:38:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29544"},"modified":"2017-03-27T23:07:50","modified_gmt":"2017-03-27T21:07:50","slug":"perche-leuropa-sta-celebrando-il-60-anniversario-del-trattato-di-roma-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29544","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019Europa sta celebrando il 60\u00b0 anniversario del Trattato di Roma? (2)"},"content":{"rendered":"<p><em>(seconda parte)<\/em><\/p>\n<p>di <strong>RETE MMT (William Mitchell)<\/strong><\/p>\n<p>Ma \u00e8 interessante che l\u2019Unione europea consideri il Trattato di Roma come l\u2019inizio della discendenza dei trattati che definiscono l\u2019Europa di oggi.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che tale discendenza proprio non esiste. Durante il percorso, tra gli inizi e la formulazione e la firma del Trattato di Maastricht, avvenne un altro sviluppo significativo che interruppe la discendenza.<\/p>\n<p>Quello sviluppo non fu una diminuzione della rivalit\u00e0 nazionale e culturale tra Francia e Germania ma, piuttosto, una crescente omogeneizzazione del dibattito economico.<\/p>\n<p>Il Trattato di Roma era dominato da una visione \u201ckeynesiana\u201d del ruolo dello Stato e dalla necessit\u00e0 di controllare il \u201cmercato\u201d attraverso una politica fiscale e una regolamentazione (tra cui il controllo sui capitali) solide.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio per la Pianificazione francese era dominato dai Keynesiani, che davano priorit\u00e0 a obiettivi interni (come la piena occupazione e un\u2019economia caratterizzata da salari elevati), il che significava che avrebbero permesso che il tasso di cambio si aggiustasse (attraverso la svalutazione) nel caso in cui la competitivit\u00e0 internazionale si fosse rivelata difficile.<\/p>\n<p>Il conflitto interno alla Francia tra l\u2019Ufficio per la Pianificazione e il Ministero delle Finanze (che desiderava una spesa pubblica disciplinata, un franco francese forte e una moderazione dei salari) si svolse a partire dagli anni \u201950 del Novecento, e il ruolo dominante all\u2019interno della strategia del Governo francese fu ricoperto dal primo.<\/p>\n<p>Nei periodi in cui <em>\u201cla tradition r\u00e9publicaine\u201d<\/em> dominava la politica francese, c\u2019era ostilit\u00e0 nei confronti della rinuncia al potere a favore di un livello sovranazionale e della disponibilit\u00e0 a fondare istituzioni intergovernative per far avanzare un senso di Europa.<\/p>\n<p>Il Ministero francese tenne tuttavia un atteggiamento favorevole all\u2019Europa e alla creazione di istituzioni sovranazionali.<\/p>\n<p>Ma il Trattato di Roma aveva un sapore fermamente keynesiano. I processi successivi che esplorarono l\u2019ulteriore integrazione economica (il Rapporto Werner del 1970 e il Rapporto MacDougall del 1977) erano coerenti con quell\u2019approccio economico.<\/p>\n<p>In quanto parte essenziale di un percorso in direzione di un\u2019ulteriore integrazione monetaria ed economica, entrambi i Rapporti raccomandavano la creazione di una competenza fiscale federale molto vicina alle istituzioni democratiche europee (Parlamento), cos\u00ec come si ritrova in tutte le federazioni funzionanti.<\/p>\n<p>Si trattava di un riflesso della visione keynesiana secondo cui la politica fiscale era un potente strumento per assicurare che la crescita economica fosse compatibile con la piena occupazione.<\/p>\n<p>Ma nel corso di queste discussioni la rivalit\u00e0 franco-tedesca (e le rispettive visioni, completamente differenti, riguardo alla creazione di potenti istituzioni sovranazionali) imped\u00ec che alcuno di questi piani d\u2019integrazione si trasformasse in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Se non fosse cambiato nient\u2019altro, la valuta comune non sarebbe mai stata introdotta.<\/p>\n<p>Le cose non cambiarono realmente finch\u00e9 il Monetarismo di Milton Friedman non usc\u00ec dal mondo accademico ed entr\u00f2 nelle banche centrali, nelle istituzioni di politica economica e nei media.<\/p>\n<p>La rapida ascesa del pensiero monetarista nella macroeconomia negli anni \u201970 del Novecento, prima all\u2019interno dell\u2019accademia, poi nei domini della politica e delle banche centrali, divenne rapidamente un pensiero di gruppo dalle vedute ristrette, che intrappol\u00f2 i politici nella schiavit\u00f9 del mito del libero mercato che si autoregola.<\/p>\n<p>Il \u201cbias di conferma\u201d<sup><a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/perche-leuropa-sta-celebrando-il-60-anniversario-del-trattato-di-roma-2\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/sup> che l\u2019accompagnava travolse il dibattito sull\u2019integrazione monetaria.<\/p>\n<p>Il governo britannico era gi\u00e0 stato infestato dalle assurdit\u00e0 monetariste, eppure abbandon\u00f2 gli obiettivi monetari poco dopo averli introdotti nel 1971.<\/p>\n<p>Sull\u2019altra sponda della Manica, per\u00f2, l\u2019introduzione nel 1976 del Piano Barre, di ispirazione monetarista, da parte del Primo Ministro francese Raymond Barre sotto la presidenza di Val\u00e9ry Giscard d\u2019Estaing, mostr\u00f2 quanto la Francia si fosse trasformata rispetto ai suoi giorni \u201ckeynesiani\u201d del periodo De Gaulle.<\/p>\n<p>In tutta Europa la disoccupazione si trasform\u00f2 dall\u2019essere un obiettivo politico, com\u2019era stata dall\u2019epoca di Keynes fino alla met\u00e0 degli anni \u201870, all\u2019essere uno strumento della politica attraverso cui garantire la stabilit\u00e0 dei prezzi.<\/p>\n<p>La disoccupazione crebbe rapidamente man mano che gli Stati nazionali, infestati dal pensiero monetarista, iniziarono il loro duraturo rapporto amoroso con l\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Rapporto Delors del 1989, che ispir\u00f2 la conferenza di Maastricht, ignorava le conclusioni dei Rapporti Werner e MacDougall riguardo alla necessit\u00e0 di una forte funzione fiscale federale perch\u00e9 rappresentavano il \u201cvecchio\u201d pensiero keynesiano, che non era pi\u00f9 tollerabile all\u2019interno del pensiero di gruppo monetarista che aveva preso possesso del dibattito europeo.<\/p>\n<p>La nuova stirpe delle \u00e9lite finanziarie, che si impegn\u00f2 per ottenere il massimo dalla deregolamentazione che desiderava, promosse la riemersione dell\u2019ideologia del libero mercato che era stata screditata durante la Grande Depressione.<\/p>\n<p>Lo spostamento da una visione collettiva di natura keynesiana \u2013 volta alla piena occupazione e alla giustizia \u2013 a questa nuova regola individualistica di massa fu guidato da una prepotenza ideologica e da interessi molto settoriali pi\u00f9 che da intuizioni derivanti da un interesse superiore a prendere una decisione che fosse basata sull\u2019evidenza dei fatti e sulla preoccupazione per la prosperit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Il disprezzo monetarista (neoliberista) per l\u2019intervento pubblico comport\u00f2 che l\u2019Unione Monetaria ed Economica (UME) sopprimesse la capacit\u00e0 della politica fiscale, e nessuna prova n\u00e9 evidenza che indicasse che una simile scelta avrebbe portato ad una crisi fu sufficiente a distrarre Delors e la sua squadra da quell\u2019intento.<br \/>\nDelors sapeva che avrebbe potuto placare la necessit\u00e0 politica francese di evitare di trasferire il giudizio politico a Bruxelles celando quell\u2019intento nel mantenere a livello nazionale la responsabilit\u00e0 della politica economica.<\/p>\n<p>Sapeva anche che le rigide regole fiscali da lui proposte, che riducevano la sfera d\u2019azione degli Stati nazionali, avrebbero soddisfatto i Tedeschi.<br \/>\nIl Monetarismo aveva fatto da ponte tra i due fronti.<\/p>\n<p>Il fatto che la Francia partecip\u00f2 al \u201cserpente monetario\u201d nel 1972, poi entr\u00f2 nel Sistema Monetario Europeo (SME) nel 1979 e fin\u00ec per supportare il Piano Delors per creare l\u2019UME, \u00e8 la prova che alla fine i policymaker d\u2019impronta monetarista del Ministero delle Finanze influenzarono la Francia pi\u00f9 dell\u2019Ufficio per la Pianificazione, di indirizzo keynesiano.<\/p>\n<p>La Commissione europea, chiaramente, desidera dare l\u2019impressione che il Trattato di Roma sia stato il primo passo del percorso che ha formato l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Eppure la realt\u00e0 \u00e8 che le successive revisioni del Trattato (quelle di Maastricht e Lisbona) hanno rappresentato importanti cambiamenti, paradigmatici o ideologici, del modo in cui si sarebbe dovuta governare l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Uno spostamento da una situazione in cui gli Stati membri hanno la capacit\u00e0 di assicurare la piena occupazione ad una in cui lo Stato membro \u00e8 condizionato a costringersi all\u2019austerit\u00e0, a generare livelli di disoccupazione elevati e persistenti e povert\u00e0 per volere dei signori ideologici che fanno parte della Commissione europea, che non sono eletti n\u00e9 responsabili nei confronti della popolazione europea che affermano di rappresentare.<\/p>\n<p>Dunque\u2026 perch\u00e9 [l\u2019Europa] sta celebrando il 60\u00b0 anniversario?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 ovvia: fa tutto parte della grande negazione in cui l\u2019Unione europea persevera al fine di favorire le \u00e9lite corporativiste di destra nel mantenere la loro egemonia.<\/p>\n<p>E i progressisti continuano ad acconsentire. Per esempio, in Inghilterra i cosiddetti progressisti spingono con forza la posizione del Remain. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Pensate alle pi\u00f9 recenti revisioni dei Trattati. Gli sviluppi pi\u00f9 recenti, che includono il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/European_Fiscal_Compact\" target=\"_blank\">Fiscal Compact<\/a> (un rafforzamento del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita), in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2013, di fatto bandiscono la politica economica di stampo keynesiano a livello degli Stati membri.<\/p>\n<p>Il Trattato di Maastricht e la successiva modifica di Lisbona rendono estremamente difficile, per uno Stato membro, usare la politica fiscale in maniera efficace.<\/p>\n<p>Ma il Fiscal Compact lo rende proprio impossibile. Istituzionalizza l\u2019austerit\u00e0 con il pareggio di bilancio all\u2019interno dell\u2019istituzione dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 diametralmente all\u2019opposto della visione dei \u201cfondatori\u201d che hanno promosso il Trattato di Roma.<\/p>\n<p>Ora l\u2019Unione europea \u00e8 completamente dominata dalla visione neoliberista di Stati poco interventisti e con il mito di mercati privati che si auto-regolano.<\/p>\n<p>Lo scenario guidato da [queste] regole ha anche duramente compromesso i processi democratici negli Stati membri. Se i cittadini di un qualunque Paese votano in libere elezioni di rifiutare questa propensione all\u2019austerit\u00e0 chiedendo, al contrario, flessibilit\u00e0 fiscale e una maggiore regolamentazione, sono soggetti ad un attacco coordinato da parte della Commissione europea e della BCE.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 testimone la Grecia, nel giugno 2016.<\/p>\n<p>Il mantra \u00e8 che l\u2019appartenenza all\u2019Eurozona \u00e8 irrevocabile e che i tentativi di fuoriuscirne saranno contrastati con un\u2019austerit\u00e0 ancora pi\u00f9 punitiva e l\u2019oppressione dei diritti dei cittadini.<\/p>\n<p>Non era questa la visione del Trattato di Roma.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca in cui le condizioni economiche dovrebbero favorire fortemente i partiti politici di sinistra, la cosiddetta sinistra europea inciampa su se stessa ed \u00e8 la prima ad implementare l\u2019austerit\u00e0 pi\u00f9 rigorosa e dannosa \u2013 per poi dirci che lo pu\u00f2 fare in maniera pi\u00f9 equa rispetto a quanto sarebbe se lo stesso assalto neoliberista fosse condotto dalla destra.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero stupefacente.<\/p>\n<p>Il Trattato di Roma riconosceva che una limitata cooperazione economica avrebbe potuto portare benefici a tutti i Paesi partecipanti fintanto che fosse stata attenuata o gestita da un sistema di intervento statale ad ampio raggio.<\/p>\n<p>Le successive revisioni del Trattato rendono praticamente impossibile usare la capacit\u00e0 fiscale e regolamentatrice degli Stati membri per favorire risultati sociali che potrebbero compromettere le richieste del \u201clibero mercato\u201d.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 tra il Trattato di Roma e quanto sta succedendo ora. Il processo di Maastricht ha rappresentato una rottura del paradigma della tradizione che aveva portato in Europa la prosperit\u00e0 e una certa pace.<\/p>\n<p>Alcuni sostengono che la sinistra dovrebbe abbandonare il suo vecchio pensiero centrato sullo Stato-Nazione e abbracciare invece un modello pan-europeo \u2013 il cosiddetto \u201capproccio post-nazionale\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un ragionamento fallace.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo in cui la sinistra pu\u00f2 riottenere un po\u2019 di credibilit\u00e0 politica \u00e8 quello di opporsi all\u2019ideologia neoliberista e convincere la popolazione che vota che i problemi sono l\u2019euro e la Commissione europea\u2026 e, ovviamente, l\u2019attuale struttura dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Le soluzioni sono uscire dall\u2019Eurozona e forzare un cambiamento dei processi europei oppure uscire dall\u2019Unione europea completamente.<\/p>\n<p>Le istituzioni possono essere corrotte dal pensiero di gruppo e sospetto che l\u2019Unione europea non sia pi\u00f9 redimibile. \u00c8 per questo motivo che ho sostenuto il voto inglese a favore dell\u2019uscita dall\u2019UE.<\/p>\n<h4>Conclusione<\/h4>\n<p>Il Trattato di Roma era una visione \u201ckeynesiana\u201d di piena occupazione e l\u2019anatema di quello che [invece] \u00e8 il modello europeo attuale.<\/p>\n<p>Quindi\u2026 perch\u00e9 [l\u2019Europa] celebra il 60\u00b0 anniversario di un modo di fare politica economica e di costruire uno Stato che ora ha rigettato completamente?<\/p>\n<p>Per oggi \u00e8 abbastanza!<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/perche-leuropa-sta-celebrando-il-60-anniversario-del-trattato-di-roma-2\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/perche-leuropa-sta-celebrando-il-60-anniversario-del-trattato-di-roma-2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(seconda parte) di RETE MMT (William Mitchell) Ma \u00e8 interessante che l\u2019Unione europea consideri il Trattato di Roma come l\u2019inizio della discendenza dei trattati che definiscono l\u2019Europa di oggi. 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